27 March 2026

Ryanair ribatte alla denuncia: “Verifiche pienamente conformi alla GDPR”

Ryanair non ci sta e risponde a stretto giro alla EU Travel Tech che accusa la low cost irlandese di violare la principale normativa sulla privacy dell’Ue, il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

«Le ota – si legge nella nota della compagnia aerea – fanno screen scraping sull’inventario di Ryanair (…) e utilizzano questi dati ottenuti illegalmente per ingannare e truffare i consumatori ignari, vendendo in modo improprio i nostri voli e servizi aggiuntivi con ricarichi nascosti e sovrapprezzi lordi, oltre a fornirci falsi contatti, informazioni e dettagli di pagamento, il che significa che non possiamo garantire che i passeggeri siano informati dei protocolli di sicurezza e protezione del volo o contattarli direttamente per fornire informazioni importanti sul volo (come indicazioni prima della partenza, T&C di Ryanair, ecc.).

Processo di verifica del cliente

“Di conseguenza – prosegue la nota – e al fine di proteggere i consumatori, tutti i passeggeri che prenotano tramite un’ota sono tenuti a completare un semplice processo di verifica del cliente per garantire che essi stessi (come passeggeri) facciano le necessarie dichiarazioni di sicurezza e siano informati direttamente su tutte le norme di sicurezza e i protocolli come richiesto dalla legge: cio è pienamente conforme a tutte le normative GDPR».

Ryanair ricorda poi di aver “firmato accordi ota ‘approvate’ tra cui El Corte Inglés, Loveholidays, Kiwi, Tui, On the Beach ed eSky. Queste partnership garantiscono prezzi trasparenti per i consumatori come richiesto dal diritto dell’Ue. Ciò contrasta con il modello utilizzato da eDreams e altri, che prevede la pirateria digitale illegale (screenscraping) del sito web Ryanair.com e quindi il ‘gonfiaggio’ dei prezzi di Ryanair con sovrapprezzi nascosti o ‘commissioni’ inventate che danneggiano gravemente i consumatori”.

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