27 March 2026

Moby-Tirrenia prova la strada del concordato in bianco

Il gruppo Moby-Tirrenia prende l’iniziativa e prova a uscire dall’impasse in cui si trova dallo scorso autunno. Il cda della compagnia controllata dalla famiglia Onorato ha infatti appena approvato la richiesta di concordato in bianco, propedeutica a una procedura di ristrutturazione del debito. L’idea, spiega l’a.d. Achille Onorato al Sole 24 Ore, è quella di facilitare il dialogo e trovare al più presto un’intesa con i creditori: obbligazionisti, banche e Stato.

Negli ultimi mesi in effetti la situazione si era andata complicando per Moby-Tirrenia. Tutto è iniziato con l’istanza di fallimento impetrata dagli obbligazionisti e poi respinta dal tribunale di Milano. A ciò ha fatto poi seguito l’intervento dei commissari della bad company Tirrenia, che hanno sequestrato conti e navi del gruppo per tutelarsi da un debito non pagato con lo Stato ammontante a 180 milioni di euro, di cui 115 milioni scaduti. Infine, le banche, con le quali la compagnia è esposta per 160 milioni.

Per la verità, ha raccontato Onorato, la società era quasi riuscita a raggiungere un accordo di ristrutturazione, almeno con gli obbligazionisti, ma poi l’emergenza Covid avrebbe bloccato l’intera procedura. Il gruppo dei bondholder è costituto per la maggior parte da hedge fund, oggi riuniti in un consorzio rappresentato dalla società di consulenza Houlihan Lokey, in possesso di circa 300 milioni di euro di obbligazioni acquisite sul mercato secondario.

Con la richiesta di concordato in bianco e l’auspicato avvio di una procedura di ristrutturazione del debito in bonis, la famiglia Onorato punta perciò a mantenere il controllo della società. L’iniziativa giunge in un momento tutto sommato positivo per Moby-Tirrenia che, dopo aver patito come tutti le conseguenze dell’emergenza sanitaria, è ripartita velocemente, tanto che le previsioni per fine anno vengono riviste di settimana in settimana. Il tutto mentre si è in attesa dei risultati del 2019 che, sebbene si crede mostreranno ancora una bottom line in rosso, dovrebbero segnare un netto miglioramento dei conti: stando alle previsioni di alcuni analisti, il margine operativo lordo della compagnia si dovrebbe infatti assestare attorno ai 75 milioni di euro, contro i 37,4 milioni dell’anno precedente.

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L’amministrazione ha investito in maniera massiccia e convinta nella promozione e i risultati oggi ci danno ragione, confermando che Riccione gode di un'ottima salute in termini di attrattività.\r\n\r\nSiamo tuttavia solo all’inizio di un percorso più ampio: la nostra volontà è trasformare radicalmente la gestione del turismo, passando da un approccio talvolta intuitivo a una governance più scientifica attraverso il Piano Strategico del Turismo e la Dmo (Destination Management Organization). Le campagne di promozione mirate e i nuovi investimenti messi in campo finora sono solo i primi tasselli di una strategia che punta a rendere Riccione una destinazione capace di generare valore in modo costante, non casuale, e per tutto l'arco dell'anno. La strada è tracciata e i dati di oggi ci dicono che stiamo camminando velocemente verso il futuro della nostra accoglienza. 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