15 ottobre 2021 14:37

Alfredo Altavilla
Ita Airways: ecco finalmente svelato il nome che segnerà – auspicabilmente – un nuovo capitolo della storia del trasporto aereo italiano. Una livrea completamente nuova, di quell’azzurro che rimanda immediatamente all’unità e all’orgoglio nazionale, 52 aeromobili in flotta (che diverranno 78 nel 2022), un network inziale di 44 destinazioni e 59 rotte, il primo volo intercontinentale sulla Roma Fiumicino-New York programmato per il prossimo 4 novembre. Obiettivo break-even operativo fissato nella prima metà del 2023. Il tutto, “malgrado le ‘sportellate’ incassate negli ultimi mesi dalla Commissione europea” lungo il percorso che ha portato alla creazione della newco.
Alfredo Altavilla, presidente di Ita Airways – insieme al ceo Fabio Maria Lazzerini, alla cco Emiliana Limosani e al direttore marketing Riccardo Perosino – questa mattina ha alzato il sipario sulla nuova era che aspetta l’aviation industry italiana, dalla transizione fra la commissariata Alitalia e la nuova realtà di Ita agli obiettivo nel medio-lungo termine.
“Nessun sogno di grandezza – apre Altavilla -, ma dobbiamo dimostrare ai contribuenti italiani, che sono nostri azionisti, che stavolta saremo attenti all’uso che faremo del loro capitale. Questo è un obbligo che abbiamo chiaro in testa”.
Un piano industriale che fa perno su tre obiettivi principali, ricorda Lazzerini, “Profittabilità, che di per sè rappresenta una discontinuità immensa rispetto al passato della vecchia compagnia, sostenibilità, che decliniamo in tre macro aspetti, economico, ambientale e sociale; e connettività, l’Italia anche prima del Covid era un paese sotto servito sull’intercontinentale, per cui serve un riallineamento del bilanciamento tra medio e lungo raggio”.
Ma è il presidente Altavilla a chiarire perché credere e scommettere per l’ennesima volta su una compagnia di bandiera (che nasce, lo ricordiamo, con un investimento statale): “La compagnia di bandiera, per un paese a forte vocazione turistica – come è l’Italia – e che ha un Made in Italy famoso nel mondo, con imprese famose nel mondo, non è possibilità ma un obbligo“.
E poi perché “Esiste una domanda di viaggio da e per il nostro paese che le low cost non riescono a soddisfare né per comfort a bordo né per flessibilità delle rotte in connessione, né per rapporto value for money. Come si dice in inglese, ‘you pay peanuts you get monkeys’ … e ciò purtroppo vale per moltissime low cost che operano nel nostro paese.
Questa volta il progetto “funzionerà – sostiene Altavilla – perché Ita Airways nasce ‘right sized‘, sia in termini di flotta che di destinazioni. Non ci portiamo dietro l’eredità negativa di dimensioni troppo grandi che poi necessariamente si scontrano con quella sostenibilità economica che inizialmente deve essere il primo obiettivo da perseguire.
Un accento a parte, va riservato alla questione del marchio ‘Alitalia’, che Ita Airways si è aggiudicata proprio ieri sera, ma che il nuovo vettore – a tendere – non utilizzerà se non in questo periodo di transizione: “Il brand – chiarisce Altavilla – è stato comprato perché garantisce una transizione ordinata verso le nuove livree, che durerà mesi, necessaria non solo per gli esterni degli aerei, ma per interni, divise, strutture in aeroporto dove compare ora il logo Alitalia. Farlo in fretta, se non avessimo ottenuto il marchio, avrebbe comportato extra-costi significativi. In secondo luogo, perché vogliamo tenerlo come patrimonio dei marchi potenzialmente utilizzabili per iniziative di marketing future. Infine, perché dovevamo partecipare attivamente ad un’operazione di sistema che mirava anche ad assicurare che la trattativa per il trasferimento degli asset aviation si potesse compiere senza problemi di disruption legate alla mancanza di solvibilità dell’amministrazione straordinaria”. Una scelta, quella del nuovo brand, che Lazzerini aveva lasciato trasparire dalle sue dichiarazioni lo scorso sabato in occasione di World Routes, a Milano: “Il marchio ‘Alitalia’ ha un valore, con una storia gloriosa da una parte, ma anche qualche inciampo dall’altra, e nel lancio di un nuovo vettore di tutto ciò bisognerà tenere conto…”.
Massimo riserbo, infine, sulla scelta di quel partner strategico, indispensabile per avere un ruolo competitivo sul mercato internazionale: fronte tedesco o francese, le illazioni e i rumors non sono mancati per tutti questi mesi. “Guardo in qualunque direzione ci sia possibilità di creare valore per Ita. Ci lavoreremo (sulla scelta, ndr) dalla prossima settimana, in modo determinato per chiudere entro 2022 con chi ci offrirà maggiore possibilità di collaborazione. Il consolidamento vero deve riguardare sinergie industriali vere, politiche di gestione dei costi e acquisto comuni”. Ma attenzione, conclude il presidente, “Ita non può perdere la centralità dei suoi hub e solo portare acqua agli altri senza ricevere nulla in cambio, così non si è equal partner”.
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[post_content] => Semaforo verde dalla Federal Aviation Administration ad Israir per operare voli di linea verso gli Stati Uniti. La compagnia aerea israeliana può così dare ufficialmente il via al progetto di collegamento diretto tra Tel Aviv e New York-Jfk, che decollerà il prossimo 19 ottobre, o anche prima.
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«Ottenere l’approvazione della Faa rappresenta la fase finale e decisiva del processo normativo», ha dichiarato Israir. La compagnia ritiene che questa decisione rifletta «la fiducia internazionale» dell’autorità statunitense nella «qualità, sicurezza e affidabilità operativa» delle sue attività.
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La rete della compagnia raggiunge così le 15 destinazioni. Il nuovo servizio diretto tra Larnaca e Roma Fiumicino sarà operativo dall’11 dicembre 2026, con voli due volte alla settimana, ogni lunedì e venerdì, per tutto l’anno. Il collegamento rafforza ulteriormente la presenza di Cyprus Airways nel nostro paese, dove la compagnia aerea opera già voli tutto l’anno per Milano Malpensa, integrati da servizi stagionali estivi per Venezia.
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«Il lancio di Roma e Monaco di Baviera come nuove destinazioni operative tutto l’anno segna un altro passo importante nella continua espansione della nostra rete - ha dichiarato Thanos Pascalis, ceo di Cyprus Airways -. Entrambe le città sono estremamente attraenti sia per i viaggi di piacere che per quelli d’affari, e la loro aggiunta offre ai nostri passeggeri una scelta e una flessibilità ancora maggiori durante tutto l’anno. Insieme alla frequenza aggiuntiva per Heraklion, questi nuovi servizi rafforzano i nostri collegamenti europei e consolidano il nostro impegno a costruire una rete sostenibile e attiva tutto l’anno da Cipro».
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Lufthansa e Ita Airways continuano nel loro processo di integrazione.
"L'integrazione di Ita Airways procede rapidamente. A giugno abbiamo esercitato, come previsto, la nostra opzione per acquisire una partecipazione di maggioranza nella compagnia aerea italiana.
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Iag , la società madre di British Airways e Iberia , ha registrato un forte calo degli utili nel secondo trimestre del 2026, a causa dell'impennata dei prezzi del carburante per aerei provocata dalla guerra in Medio Oriente. Ciononostante, il gruppo aereo ha mantenuto un solido livello di attività, con ricavi leggermente superiori e una capacità complessiva stabile per l'anno.
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Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi: “Il lieve calo settimanale non basta. Il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie e tour operator. Servono strumenti stabili di tutela per il turismo organizzato”
A poche settimane dal pieno della stagione estiva, il turismo organizzato continua a operare in un quadro di forte esposizione ai costi del trasporto aereo. Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile del Jet Fuel Price Monitor Iata (31 luglio), il prezzo medio globale del jet fuel si è attestato a 158,77 dollari al barile, in lieve calo dello 0,8% rispetto alla settimana precedente, ma ancora sensibilmente superiore al valore di 141,64 dollari al barile rilevato nel Jet Fuel Watch Assoviaggi del 3 giugno scorso.
Formazione dei prezzi
Il prezzo del carburante avio rimane dunque su livelli elevati e continua a incidere sulla formazione dei prezzi, sui pacchetti turistici e sulla marginalità di agenzie di viaggio e tour operator.
“Il calo settimanale dello 0,8% è un segnale positivo solo in apparenza. Se allarghiamo lo sguardo all’intero mese di luglio, il quadro cambia radicalmente: dal 1° luglio all’ultimo dato disponibile il jet fuel è cresciuto di oltre il 36%, +34,9% se consideriamo l’effetto delle variazioni di cambio euro/dollaro. Questo conferma che il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie di viaggio e tour operator, con effetti diretti su tariffe, pacchetti e marginalità”, dichiara Gianni Rebecchi.
Medio e lungo raggio
“Una dinamica che pesa in modo particolare sui prodotti di medio e lungo raggio, dove la componente aerea incide maggiormente sul costo complessivo del pacchetto. Anche quando il prezzo del jet fuel registra correzioni al ribasso, gli effetti sulle tariffe aeree non sono immediati né automatici: gli aumenti accumulati nei mesi precedenti tendono infatti a essere già incorporati nei listini, nelle surcharge, nei contratti e nelle politiche commerciali dei vettori.
Volatilità
“La volatilità energetica – prosegue Rebecchi - non può più essere considerata un fattore eccezionale. Le imprese del turismo organizzato sono chiamate a gestire shock sempre più frequenti, spesso indipendenti dalla loro capacità di intervento: carburante, cambio, instabilità geopolitica, variazioni operative dei vettori. Per questo servono strumenti strutturali e non soltanto risposte emergenziali. È necessario proseguire il confronto con il Ministero del Turismo e con le istituzioni competenti per individuare misure dedicate al turismo organizzato, a partire da strumenti nazionali ed europei capaci di sostenere le imprese in presenza di shock esterni che incidano sui costi dei pacchetti, sulla domanda e sulla tenuta economica della filiera”.
“Il turismo organizzato rappresenta una componente essenziale dell’economia turistica italiana”, conclude Rebecchi. “Le agenzie di viaggio e i tour operator garantiscono consulenza, assistenza, sicurezza e tutela del consumatore. Ma per continuare a svolgere questo ruolo hanno bisogno di un quadro di maggiore stabilità e di strumenti proporzionati ai rischi che il comparto è chiamato ad affrontare. Il monitoraggio Assoviaggi Jet Fuel Watch proseguirà proprio con questo obiettivo: fornire agli operatori e alle istituzioni una lettura costante dell’impatto dei costi del trasporto aereo sul mercato dei viaggi organizzati”.
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[post_content] => Bamboo Airways sta attraversando un nuovo periodo di forte turbolenza: la compagnia vietnamita ha smesso di pubblicare sul proprio sito web i voli commerciali per singoli passeggeri ad agosto, mantenendo solo poche rotazioni charter, mentre la sua flotta è ridotta al minimo indispensabile e il suo futuro appare più incerto che mai.
Quasi fermo
Dal 1° agosto, il motore di prenotazione di Bamboo Airways ha smesso di visualizzare i voli per le principali rotte nazionali vietnamite, tra cui Ho Chi Minh City – Hanoi, Hanoi – Da Nang e Ho Chi Minh City – Da Nang. Il sito web della compagnia aerea mostra costantemente il messaggio "nessun volo trovato", mentre i suoi principali concorrenti vietnamiti continuano a vendere biglietti per le stesse rotte senza problemi.
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[post_content] => Tra luglio e agosto, il sistema aeroportuale romano accoglierà quasi 11,5 milioni di passeggeri. Oltre all’aeroporto di Ciampino, in particolare, sono 10,7 milioni i passeggeri attesi all’aeroporto di Roma Fiumicino, con una crescita stimata di oltre il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e picchi giornalieri che dovrebbero superare i 180 mila viaggiatori già registrati nel 2025.
Per la summer 2026, tra le nuove rotte intercontinentali raggiungibili da Fiumicino ci sono quelle verso Seattle, operate da Alaska Airlines e Delta, Houston con Ita Airways, Nuova Delhi con Air India e Sharjah con Air Arabia. Si rafforzano anche altri collegamenti di lungo raggio verso Australia (con Qantas), Hong Kong (con Cathay Pacific), Singapore (con Singapore Airlines), Sud America (con Latam) e Africa orientale (con Ethiopian Airlines), insieme all’espansione dell’offerta dei vettori nord e sudamericani.
Nord America
Il Nord America si conferma il mercato più dinamico per lo sviluppo intercontinentale del “Leonardo da Vinci”: nella stagione estiva in corso, l’offerta nordamericana arriverà fino a 41 partenze giornaliere verso 22 aeroporti, rafforzando il posizionamento globale dello scalo. In crescita anche il network europeo, con nuove destinazioni come Tallinn, Billund, Salisburgo e Burgas, affiancate dall’espansione di Ita Airways su Malaga, Valencia e Marsiglia.
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