23 febbraio 2024 08:50
L’acquisizione di Air Europa da parte del gruppo Iag finisce ancora nel mirino dell’Antitrust dell’Unione europea per i problemi di concorrenza che si verrebbero a creare su alcune rotte a danno dei passeggeri.
Come riferito da Reuters, lo scorso mese la Commissione Ue ha avviato un’indagine approfondita sull’operazione (l’acquisizione da parte di Iag dell’80% delle quote Air Europa che ancora non possiede, per 400 milioni di euro, ndr) sostenendo che potrebbe ridurre la concorrenza sulle rotte domestiche verso le isole Baleari e Canarie e nonché su quelle a corto raggio tra Madrid e le principali città europee, oltre che verso Israele, Marocco, Gran Bretagna e Svizzera.
L’autorità europea ha anche affermato che le rotte a lungo raggio tra Madrid e il Nord e il Sud America potrebbero subire una riduzione della concorrenza.
La risposta di Bruxelles è attesa entro il 7 giugno, ma già entro marzo sarebbero in arrivo le obiezioni alla fusione, a meno che non vengano fatte concessioni credibili.
Luis Gallego, ceo del gruppo Iag, lo scorso mese aveva sottolineato in una nota che si stava lavorando per rispondere alle richieste della commissione. “Rimaniamo impegnati a chiudere questa transazione il più rapidamente possibile, nel 2024, per iniziare a realizzare i benefici dell’accordo per i consumatori e per l’economia spagnola in generale, e per aumentare la competitività di Madrid rispetto agli altri hub europei”.
Articoli che potrebbero interessarti:
Array
(
[0] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 523433
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.
[caption id="attachment_471241" align="alignleft" width="300"] Pier Ezhaya presidente Astoi[/caption]
La novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile.
Per i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.
Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste.
Mancata definizione
Nelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi.
Per un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche;
Il secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;
Terzo: molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti;
Impatto economico
Quarto: tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso;
Quinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale. Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa.
Abrogazione
Alla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.
La combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira.
L'Associazione auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile.
[post_title] => Astoi chiede di abrogare la nuova tassa delle Maldive per i tour operator
[post_date] => 2026-10-02T13:52:52+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790949172000
)
)
[1] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 523402
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Il mercato alberghiero italiano si conferma motore trainante dell’ospitalità di lusso europea per il 2026. La formula vincente risiede nel perfetto equilibrio tra l'identità unica degli hotel indipendenti e la potenza commerciale del network. Ne abbiamo parlato con Ron Pohl, presidente di WorldHotels, che ha tracciato il bilancio dell’anno in corso e svelato le strategie di espansione del brand upper-upscale del gruppo Bwh Hotels.
Italia regina di resilienza nel contesto europeo
Nel 2026 l'industria alberghiera italiana ha dimostrato una straordinaria capacità di generare valore. Secondo Ron Pohl, l’Italia ha registrato un eccellente inizio d'anno e una crescita costante, confermandosi come uno dei mercati più performanti d'Europa. La solida domanda interna ed europea, unita a un forte potere di prezzo, ha permesso al Paese di superare i competitor continentali dimostrandosi così più resiliente rispetto a mercati legati alle fluttuazioni di calendario o dinamiche temporanee.
Le tensioni geopolitiche e i grandi eventi estivi, come i mondiali di calcio, hanno frenato i viaggi dal Nord America, causando una contrazione del 12% dei pernottamenti a lungo raggio dagli Stati Uniti a partire da marzo 2026, come spiegato da Pohl. Nonostante questa flessione, la crescita dei prezzi medi in Italia è stata compensata dalla domanda domestica e intra-europea, supportata dalla capacità del network Bwh Hotels di generare flussi da mercati alternativi. Le previsioni a medio termine restano ottimistiche, trainate da una domanda costante di viaggi esperienziali e di alta qualità.
Risultati 2026: ricavi in crescita del 4% e occupazione stabile
Nel 2026 gli hotel italiani vedono ricavi in crescita del 4% e un'occupazione stabile in tre quarti delle destinazioni su oltre il 75% delle destinazioni nazionali. Il gruppo conferma, così, l'Italia come mercato prioritario con 11 hotel in via di sviluppo e l'obiettivo di raggiungere quota 20 strutture per WorldHotels nell'area Italia e Sud-Est Europa entro la fine dell’anno. «La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, - sottolinea Pohl -. Puntiamo su strutture con un'identità forte nel Sud Italia, nelle città d'arte principali come Roma e in mete secondarie ad alto valore culturale». Il portfolio del brand si arricchisce con importanti novità in Italia, tra cui l'Hotel Savoia e Jolanda a Venezia, l'Horizon Wellness & Spa a Varese e la dimora storica Villa La Personala a Mirandola. Queste strutture ampliano ulteriormente la presenza del gruppo nel Paese, affiancandosi ai recenti ingressi del Sublimis Boutique Hotel a Camogli e dell'Hotel Terme San Michele & Spa a Ischia.
La rivoluzione del Glamping con il marchio "Backdrop"
Il debutto italiano di WorldHotels Backdrop nell'ospitalità open-air di lusso intercetta una domanda di viaggiatori premium orientati a un contatto profondo con la natura senza rinunciare ai comfort. Secondo Ron Pohl, l'Italia rappresenta il terreno ideale per questo modello grazie alla varietà dei suoi paesaggi, offrendo agli albergatori indipendenti l'opportunità di valorizzare concetti non convenzionali.
Il concetto di lusso sta vivendo una profonda metamorfosi orientandosi sempre più verso autenticità, personalizzazione, benessere e immersione culturale. La clientela di fascia alta cerca oggi un legame profondo con le comunità locali e la natura circostante, premiando i soft brand e le collezioni di alberghi indipendenti. «La capacità di preservare l'unicità e la storia di una proprietà alberghiera offrendo al contempo gli standard di sicurezza, visibilità e tecnologia di una grande piattaforma mondiale è la vera chiave per conquistare l'ospite del futuro», conclude Pohl.
(Anna Morrone)
[post_title] => WorldHotels: l’Italia dell’hotellerie indipendente vola nel 2026. Parla Ron Pohl
[post_date] => 2026-10-02T13:47:35+00:00
[category] => Array
(
[0] => alberghi
)
[category_name] => Array
(
[0] => Alberghi
)
[post_tag] => Array
(
[0] => bwh-hotels
[1] => hotellerie-indipendente
[2] => in-evidenza
[3] => ron-pohl
[4] => worldhotels
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => Bwh Hotels
[1] => hotellerie indipendente
[2] => In evidenza
[3] => Ron Pohl
[4] => WorldHotels
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790948855000
)
)
[2] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 523301
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Nel turismo organizzato la tendenza degli ultimi anni è nota: meno persone al banco, più automazione, punti vendita sempre più leggeri.
Il gruppo L'astrolabio ha deciso di andare nella direzione opposta. Dal 30 settembre 2026 le consulenti di Astrolabio Viaggi lasciano via Monterosa 20 e lavorano in via Boccaccio 19, sede storica della Superviaggi, altra insegna nota del panorama milanese del settore: ora nello stesso spazio, completamente ristrutturato, in una posizione più centrale e più rappresentativa operano 4 professioniste.
La scelta di riunire i team delle due agenzie nasce da un calcolo semplice. Un'agenzia con due o tre persone deve dividersi tra il banco, le pratiche e la consulenza, e ogni cliente finisce legato a una sola persona. Con un team di 4, le competenze si sommano, ogni pratica ha sempre più di un referente in grado di seguirla e chi ha sviluppato una specializzazione, dagli Stati Uniti all'Oriente, dai viaggi di gruppo a quelli outdoor, la mette a disposizione di tutte.
La strategia
«Questo è il vero patrimonio dell'azienda nel turismo outbound e la tecnologia serve a liberare tempo alle consulenti, non a sostituirle - spiega il direttore generale Andrea Barbieri - L'intelligenza artificiale non è un nemico, è una tecnologia da conoscere e da cavalcare. Porta un cambiamento epocale e insieme al cambiamento porta opportunità nuove per chi sa essere resiliente».
Il gruppo L’Astrolabio è stato tra i primi in Italia a mettere online un chatbot di intelligenza artificiale collegato direttamente ai sistemi di prenotazione aerea Amadeus.
Un anno fa, secondo il crm unificato che raccoglie i contatti di tutte le agenzie del gruppo, nessun cliente si presentava con un itinerario preparato dall'intelligenza artificiale. Oggi lo fa il 4%, 1 su 25 e la curva non accenna a fermarsi. Chi entra oggi in agenzia ha le idee molto più chiare di 5 anni fa ed è anche molto più vicino al momento dell'acquisto. Quello che gli manca è il supporto di qualcuno in carne e ossa che confermi quanto ha costruito, corregga ciò che non torna e chiuda il pacchetto come si deve, con contratti, coperture e assistenza al posto giusto.
«Dopo l'entusiasmo iniziale per il turismo self service su internet, si sta riscoprendo il valore della fiducia - confermano le operatrici Astrolabio - Quando programmi un viaggio e improvvisamente i territori del tuo itinerario finiscono al centro di una crisi internazionale o di un evento imprevedibile, la capacità di ascolto e di problem solving della tua agenzia diventano fondamentali. Lo abbiamo visto quest'anno con la crisi iraniana e le sue ripercussioni su tutto il Medio Oriente, con Santo Domingo e l'Indonesia, o con chi doveva partire dallo scalo di Catania nei giorni dell'eruzione».
In quei casi la rete di collaboratori della agenzia dalla differenza: il gruppo L’Astrolabio lavora da decenni con corrispondenti locali, guide e referenti in tutto il mondo, con rapporti costruiti viaggiando e verificati sul campo, non selezionati da un motore di ricerca.
I numeri dell'esercizio chiuso ad agosto 2026 dicono che il modello L’Astrolabio tiene. Le 3 agenzie milanesi hanno seguito 552 clienti tra singoli, famiglie e aziende, ai quali si aggiungono i 239 di Ascot Viaggi a Bergamo, per un totale di 1.208 viaggi organizzati nell'anno. Nello stesso periodo, 374 persone si sono rivolte al gruppo per la prima volta: in un ambito che molti danno per superato dalla prenotazione online, il flusso di chi cerca un consulente in carne e ossa non si è fermato.
[post_title] => Gruppo Astrolabio rinnova gli uffici: si punta su tecnologia, servizi e human touch
[post_date] => 2026-10-01T14:35:58+00:00
[category] => Array
(
[0] => mercato_e_tecnologie
)
[category_name] => Array
(
[0] => Mercato e tecnologie
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790865358000
)
)
[3] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 523197
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Human Company, gruppo italiano e player di riferimento nel settore dell’hospitality, continua il proprio percorso di sostenibilità e presenta la terza edizione dell’Osservatorio “Turismo & Sostenibilità”, realizzato quest'anno in collaborazione con Ipsos Doxa e con Legambiente, con cui l’azienda toscana ha avviato una partnership dedicata ai temi del turismo a minor impatto e della valorizzazione dei territori.
La ricerca ha coinvolto un campione di 1000 viaggiatori italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che abbiano effettuato un viaggio di almeno tre giorni nell'ultimo anno. In Italia o all'estero. «L'obiettivo dell'indagine è approfondire le scelte e i comportamenti generali dei viaggiatori, per poi focalizzarsi sulla percezione del turismo sostenibile nel proprio vissuto e nelle intenzioni future. - afferma Davide Cilia, ricercatore senior di Ipsos-Doxa -.
I dati dell’Osservatorio mostrano come la crescente attenzione alla sostenibilità influenzi concretamente le scelte dei viaggiatori, comprese quelle relative alle strutture in cui soggiornare. Le strutture percepite come più sostenibili dagli italiani sono: agriturismi (90%), rifugi alpini e di montagna (86%) e campeggi (83%): forme di ospitalità capaci di valorizzare e raccontare in modo diretto e autentico il territorio. I risultati dell’osservatorio evidenziano che il concetto di sostenibilità sta diventando sempre più concreto nella mente degli italiani. Se in passato veniva associato alla tutela della natura e dell'ambiente, oggi la consapevolezza sta evolvendo verso una dimensione sociale.
Il viaggiatore sente di poter fare qualcosa per la comunità presso cui soggiorna e attiva una connessione di successo basata su tradizioni e anche cibo a chilometro zero che prende il nome di "community positive travel". Tra i comportamenti sostenibili più condivisi emergono: il rispetto di flora e fauna e delle grandi risorse naturali; la gestione dei rifiuti (la ricerca ci dice che l’Italia è uno dei paesi che gestiscono meglio i rifiuti) e la riduzione degli sprechi energetici e idrici; l'uso dei trasporti pubblici e la scelta di mete meno affollate in bassa stagione per contrastare l'overtourism (turismo slow) e l'acquisto di souvenir artigianali e prodotti locali. L’indagine evidenzia un approccio ai viaggi sempre più attento e consapevole. - sottolinea Cilia - Le strutture percepite come più ecologiche sono agriturismi (90%) e campeggi (83%).
Il turismo outdoor è praticato dal 71% degli italiani e per il 79% e favorisce proprio il “community-positive travel”, connettendo ospiti e territori. La sfida per Human Company e di tutti gli operatori turistici si muove su due direttrici. - conclude - Da un lato occorre proporre iniziative pratiche che si integrino facilmente nelle abitudini di viaggio degli utenti. Dall'altro, c'è il tema dell'accessibilità, soprattutto economica. Sebbene l'87% degli intervistati riconosca il valore dell'economia locale e il 75% preferisca mete meno affollate e strutture gestite da realtà locali, la disponibilità a spendere di più per soggiornare in una struttura ecocompatibile scende drasticamente al 50%».
Chiara Ambrosioni
[post_title] => Human Company: un Osservatorio che parla di sostenibilità e “community positive travel”
[post_date] => 2026-09-30T15:45:20+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790783120000
)
)
[4] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 523115
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Alaska Airlines entrerà nelle joint business transatlantica e transpacifica di American Airlines: secondo quanto dichiarato in una nota congiunta, le due compagnie aeree prevedono di richiedere l'approvazione e l'immunità antitrust al Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, nonché di ottenere le altre autorizzazioni necessarie dalle autorità di regolamentazione internazionali, nei prossimi mesi.
L'annuncio si fonda sulla collaborazione già in essere tra Alaska, American e i rispettivi partner dell'alleanza oneworld sulle rotte transatlantiche e transpacifiche.
L'inclusione in queste joint venture internazionali è fondamentale per l'obiettivo di Alaska di espandere la propria presenza globale; ciò favorirà la concorrenza e migliorerà la connettività lungo la West Coast, offrendo un servizio migliore ai clienti di tali partnership.
«Alaska Accelerate mira a costruire una compagnia aerea più solida e orientata alla dimensione globale per i nostri passeggeri; l'espansione della partnership con American rappresenta un passo importante in questa strategia - ha dichiarato Andrew Harrison, executive vp e chief commercial officer di Alaska -. L'adesione a queste joint venture ci porrebbe sullo stesso piano dei nostri concorrenti, offrendo ai passeggeri un accesso più fluido alle destinazioni internazionali, senza rinunciare alla cura, ai vantaggi legati alla fedeltà e all'esperienza premium che si aspettano da Alaska».
La Atlantic Joint Business è nata nel 2010 e comprende American, British Airways, Iberia, Finnair, Aer Lingus e Level; la Pacific Joint Business è stata lanciata poco dopo e include American e Japan Airlines.
«Da oltre 15 anni, la Atlantic Joint Business offre maggiore scelta, collegamenti migliori e un'esperienza di viaggio più fluida attraverso il Nord Atlantico. Alaska Airlines rafforzerà ulteriormente la partnership e contribuirà a espandere le opzioni di viaggio su entrambe le sponde dell'Atlantico» ha sottolineato Julio Rodríguez Contreras, chief commercial strategy officer di Iag».
[post_title] => Alaska Airlines si unirà alle joint business internazionali di American Airlines
[post_date] => 2026-09-30T09:45:55+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790761555000
)
)
[5] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 522936
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] =>
Tutto è iniziato nel 2014, quando Francesco Martulli, dopo alcuni anni di esperienza nel settore turistico, ha deciso di avviare un’attività dedicata alle visite guidate nei Sassi di Matera e nel parco della Murgia. Con la crescita dell’offerta e l’arrivo di Matera capitale europea della Cultura 2019, è nata Martulli Viaggi ampliando i servizi a transfer, esperienze outdoor, degustazioni e cooking class. L’azienda ha progressivamente sviluppato la propria attività anche in Puglia e in parte della Campania, soprattutto nel settore dei transfer e delle esperienze turistiche.
«Oggi - spiega uno dei soci, Michele Martulli - la società è guidata dai tre fratelli Michele, Francesco e Gabriele Martulli e opera sia nell’organizzazione di esperienze turistiche sia nella gestione logistica di gruppi ed eventi. Francesco è il direttore tecnico dell’agenzia di viaggi, mentre Gabriele è il direttore tecnico del settore autobus».
Focus incoming
Inizialmente Martulli Viaggi si rivolgeva soprattutto al mercato italiano. «Negli ultimi cinque anni, però, l’azienda ha sviluppato una presenza sempre più forte sui mercati internazionali, con particolare attenzione al Nord America, soprattutto agli Stati Uniti, e al Sud America. Questa crescita è stata accompagnata dall’ampliamento dell’offerta: oltre alle visite guidate e alle esperienze turistiche, proponiamo transfer privati, servizi con conducente e assistenza logistica. Si tratta di servizi particolarmente richiesti dalla clientela internazionale, che cerca affidabilità, flessibilità e un’organizzazione completa del viaggio. Oggi ci rivolgiamo quindi sia a viaggiatori individuali e famiglie sia a gruppi, tour operator e agenzie internazionali, senza trascurare il mercato italiano, che continua a rappresentare una parte importante della nostra attività».
Il trend del 2026
Il 2026 ha segnato un cambiamento importante rispetto al 2025: «Abbiamo registrato una forte diminuzione della clientela italiana, compensata dalla crescita del mercato internazionale, aumentato di quasi il 10%. Oggi il nostro principale mercato estero è quello americano, seguito da quello europeo, all’interno del quale la clientela francese occupa il primo posto. Questi risultati confermano una crescente capacità di Martulli Viaggi di attrarre viaggiatori internazionali, particolarmente interessati a esperienze organizzate, servizi personalizzati e transfer privati. I nostri obiettivi sono ampliare l’offerta turistica in Campania, potenziare la flotta con nuovi mezzi dedicati ai transfer luxury e consolidare ulteriormente la nostra presenza in Basilicata e Puglia, che rappresentano i principali territori di riferimento dell’azienda. Un obiettivo particolarmente importante è poi sviluppare maggiormente l’offerta in Basilicata, soprattutto nelle aree del Vulture e della provincia di Potenza. Sono territori ancora poco conosciuti, ma ricchi di paesaggi, cultura, tradizioni ed esperienze autentiche che meritano di essere valorizzati e proposti al mercato nazionale e internazionale».
Gli investimenti programmati «riguardano principalmente il potenziamento della flotta, con l’acquisto di nuovi mezzi di fascia alta destinati ai transfer luxury e ai servizi personalizzati per clienti individuali, gruppi e tour operator. Sul fronte dei prodotti, stiamo lavorando alla creazione di nuove esperienze e itinerari in Campania e all’ampliamento dell’offerta in Basilicata, con particolare attenzione al Vulture e alla provincia di Potenza. L’obiettivo è costruire proposte complete che uniscano visite, attività autentiche e trasporto, valorizzando anche territori meno conosciuti e rendendoli facilmente accessibili alla clientela italiana e internazionale. Parallelamente, continueremo a migliorare e consolidare i prodotti già attivi in Basilicata e Puglia, puntando sempre di più sulla qualità, sulla personalizzazione e sull’integrazione tra esperienze turistiche e mobilità».
Fra i progetti in via di sviluppo anche quello di concludere accordi mirati con operatori locali, strutture ricettive e partner specializzati, «con l’obiettivo di ampliare l’offerta e garantire servizi sempre più completi e di qualità. Il nostro principale punto di forza è la capacità di gestire direttamente l’intera esperienza di viaggio. Disponiamo di una flotta di proprietà composta da van da 8 posti e autobus da 24 e 54 posti, che ci consente di organizzare transfer, escursioni e servizi per gruppi con elevati standard di affidabilità, flessibilità e controllo».
Anche molte delle esperienze, a partire dai tour guidati «sono ideate, organizzate e gestite direttamente da Martulli Viaggi. Non essere semplici intermediari ci permette di controllare ogni fase del servizio, ridurre gli imprevisti e offrire al cliente un unico referente, dalla prenotazione fino alla conclusione del viaggio. Operiamo principalmente in Basilicata, Puglia e Campania, collegando destinazioni come Matera, il parco della Murgia, il Vulture, Bari, Alberobello, la Valle d’Itria, il Salento, Napoli e la Costiera Amalfitana. La conoscenza diretta di questi territori, unita all’integrazione tra mobilità ed esperienze, ci consente di costruire itinerari completi e personalizzati per viaggiatori individuali, gruppi, agenzie e tour operator internazionali. È proprio questa combinazione tra mezzi propri, prodotti turistici diretti e presenza concreta sul territorio a distinguere Martulli Viaggi: non offriamo soltanto singoli servizi, ma un’organizzazione completa, coordinata e affidabile del viaggio».
[post_title] => Martulli Viaggi: il meglio della Basilicata, e non solo
[post_date] => 2026-09-29T14:54:39+00:00
[category] => Array
(
[0] => incoming
)
[category_name] => Array
(
[0] => Incoming
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790693679000
)
)
[6] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 522788
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => L’edizione 2026 dell’Italian Monitor dello Shopping Tourism è stata presentata a Parma nell’ambito della giornata annuale di studio e confronto, un formato inaugurato nel 2016 da Risposte Turismo per analizzare le dinamiche dello shopping tourism: in Italia e nel mondo.
Un momento di incontro e dialogo per gli operatori appartenenti tanto al mondo del turismo quanto a quello del retail. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha presentato l’edizione di quest’anno di Shopping Tourism Italian Monitor. Negli scorsi anni il rapporto di ricerca ha approfondito i mercati statunitense, francese e tedesco, quest’anno l’analisi della domanda si è concentrata, oltre che sull’Italia, sul Regno Unito e sulla Spagna, mercati particolarmente rilevanti per l’incoming nazionale. Il Regno Unito è il terzo Paese europeo per arrivi in Italia e il terzo in assoluto per spesa turistica, mentre la Spagna è il settimo mercato europeo per arrivi e il quinto per spesa.
«I risultati dell’indagine confermano che Spagna e Regno Unito sono due mercati ai quali l’Italia deve guardare con particolare attenzione. - ha affermato di Cesare - Già rilevanti per il nostro incoming e per la spesa turistica, mostrano una forte familiarità con i viaggi motivati dallo shopping e un interesse molto elevato verso il nostro Paese. Il fatto che, tra gli shopping tourist intervistati, quasi tutti gli spagnoli e circa nove britannici su dieci abbiano già viaggiato in Italia per fare acquisti o desiderino farlo, testimonia la forza della nostra offerta ma anche un potenziale ancora da trasformare pienamente in valore. L’indagine ci dice che la capacità attrattiva dell’Italia non dipende soltanto dalla convenienza o dalla presenza dei grandi marchi: entrano in gioco la qualità e il design, il fascino dei luoghi, le produzioni tipiche e le botteghe artigiane. La sfida per destinazioni e operatori è dunque passare da un’attrattività in parte spontanea a una proposta di shopping tourism più riconoscibile, organizzata e integrata con l’esperienza complessiva del viaggio».
L’Italian Monitor dello Shopping Tourism 2026 fornisce molti dati interessanti; tra questi evidenzia che del campione intervistato, composto da britannici e spagnoli, il 71% dei turisti spagnoli e il 67% di quelli dal Regno Unito hanno già viaggiato per fare shopping. Si muovono per fare acquisti soprattutto viaggiatori tra i 18 e i 29 anni che sono il 72% nel Regno Unito e l’81% in Spagna.
I turisti britannici sono quelli che hanno scelto meno il nostro Paese per una vacanza all’insegna dello shopping (41%) ma che sono maggiormente interessati a farlo in futuro (48%). Tra gli shopping tourist spagnoli, invece, il 70% ha già viaggiato in Italia per shopping e il 29% vorrebbe farlo. Lo shopping tourist britannico e spagnolo sceglie soprattutto mercatini, bancarelle di prodotti tipici e piccole botteghe di artigiani locali. «L'appuntamento di quest'anno di Shopping Tourism è stato particolarmente ricco di contenuti. - ha concluso di Cesare - Si è parlato dell’Italia come destinazione di shopping, di cibo e di vini in quanto prodotti della gastronomia locale che i turisti chiedono e vogliono portare a casa, di Parma, la città che ci ha ospitati, di GenZ e di tanto altro. Il nostro Monitor, edizione 2026, rivela che l'Italia continua ad essere una destinazione di shopping perché mette a disposizione degli shopping tourist outlet, department store, centri commerciali e negozi nel centro delle città.
Questi turisti sono più internazionali che italiani e, forse, sono proprio gli italiani ad avere la minore propensione a viaggiare per shopping. Da questo deriva un'indicazione per gli operatori impegnati nel fenomeno: devono aprirsi al mercato internazionale ed essere pronti - dal punto di vista delle lingue, delle abitudini e delle preferenze - ad accogliere una domanda, che già oggi è significativa e crescerà negli anni».
Chiara Ambrosioni
[gallery ids="522791,522792,522790"]
[post_title] => Italian Monitor Shopping Tourism: chi è il turista che viaggia per shopping e come accoglierlo
[post_date] => 2026-09-28T09:40:08+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790588408000
)
)
[7] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 522743
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_522754" align="alignleft" width="300"] Claudio Guzovich[/caption]
Express Travel International rafforza la propria presenza sul mercato italiano con una programmazione sempre più capillare. Il mar Rosso si prepara a vivere un nuovo Capodanno all’insegna del sole e del clima mite e Eti sceglie proprio le festività per imprimere un’accelerazione al proprio progetto sul mercato italiano. Il tour operator ha infatti messo in vendita 1.000 posti per Capodanno a Sharm El Sheikh, con partenze da Napoli, Bari, Catania, Roma, Milano e Venezia.
A questa programmazione si aggiunge una novità destinata ad ampliare ulteriormente l’offerta: Hurghada debutterà da Napoli, prima tappa di un progetto che prevede una progressiva estensione della destinazione anche da altri aeroporti italiani.
L'investimento conferma la volontà di Eti di conquistare uno spazio sempre più significativo nel mercato nazionale, forte di un’esperienza internazionale consolidata. A sostenere lo sviluppo italiano è soprattutto la struttura integrata del gruppo, che consente a Eti di avere un controllo diretto su una parte significativa della filiera turistica. Da una parte c’è Red Sea Hotels, la catena alberghiera del gruppo che conta 17 resort tra Sharm El Sheikh e Hurghada; dall’altra Cet– Cairo Express Travel, dmc direttamente controllata in Egitto, che si occupa dell’assistenza a destinazione, dei trasferimenti e dei servizi per i clienti.
Un modello che permette di lavorare direttamente sul prodotto e sulla disponibilità, con l’obiettivo di garantire al trade tariffe competitive, continuità dell’offerta e assistenza durante tutte le fasi del viaggio.
Focus sul mercato italiano
«Stiamo conquistando progressivamente il nostro spazio nel mercato italiano, sostenuti dalla forza e dall’esperienza di un grande gruppo europeo. Abbiamo il prodotto, le disponibilità, i prezzi e una capacità di acquisto che ci permette di competere ad alto livello. I 1.000 posti per Capodanno, le partenze da sei aeroporti e l’apertura di Hurghada da Napoli dimostrano concretamente la portata del nostro progetto» dichiara Claudio Guzovich, direttore commerciale ETI Italia.
I primi mesi di attività sul mercato italiano hanno restituito risultati incoraggianti, confermando l'interesse delle agenzie di viaggio e il potenziale commerciale del marchio. Sulla base dell’andamento registrato, Eti prevede di chiudere positivamente il proprio primo esercizio in Italia e guarda già alla fase successiva del progetto. Il tour operator sta infatti lavorando all’implementazione di nuovi sistemi di prenotazione e soluzioni di dynamic packaging, con l’obiettivo di rispondere anche a una domanda sempre più orientata alla flessibilità. La possibilità di combinare dinamicamente volo e hotel, scegliere durate diverse dal tradizionale soggiorno di sette notti e costruire soluzioni più personalizzate punta a riportare nel circuito delle agenzie anche una parte della domanda che, soprattutto in bassa stagione, tende a rivolgersi alla disintermediazione.
In questo scenario acquista un peso strategico anche il solo soggiorno. Grazie all’accesso diretto alla disponibilità dei resort Red Sea Hotels, Eti può mettere a disposizione delle agenzie un prodotto land competitivo, da abbinare con maggiore libertà ai collegamenti aerei disponibili sul mercato.
«Non vogliamo limitarci al pacchetto tradizionale. Stiamo costruendo gli strumenti necessari per dare alle agenzie maggiore flessibilità e consentire loro di competere anche nei periodi più complessi dell’anno. Tecnologia e prodotto diretto saranno i pilastri della nostra crescita».
[post_title] => Eti sul mercato italiano: mille posti volo per Capodanno a Sharm El Sheikh
[post_date] => 2026-09-25T11:58:51+00:00
[category] => Array
(
[0] => tour_operator
)
[category_name] => Array
(
[0] => Tour Operator
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790337531000
)
)
[8] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 522697
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => La nona edizione del forum itinerante Shopping Tourism, organizzato a Parma da Risposte Turismo, è un evento che aiuta a leggere la realtà socioeconomica italiana in modo trasversale. Significative in questo senso le parole di Dina Ravera, presidente e ceo di Destination Italia, che ha affermato: «In Italia sta diventando sempre più rilevante il turismo che raggiunge non le grandi città, ma le aree interne. Ed è un bene, perché c’è bisogno di ripopolare, inoltre nelle metropoli l’Ai sta togliendo lavoro a tanti giovani capaci. I borghi diventano allora un'opportunità e lo shopping acquista un ruolo importante, perché si possono acquistare oggetti di artigianato, di produzione locale, di enogastronomia …
Credo sia un'evoluzione del concetto stesso di shopping. Non si tratta più di un acquisto che puoi fare nel mall vicino a casa, ma anche a Dubai o in altre parti del mondo: è uno shopping sempre più autentico, decentrato e con un portafoglio più ampio. È uno shopping che cerca l’autentico, ci distingue dalla concorrenza e restituisce al territorio dal punto di vista economico, riavviando un ecosistema che si stava spegnendo. Oggi abbiamo 4.500 Comuni minori dove l'età media è molto alta, ma finalmente i giovani comprendono che, invece di mendicare un posto di lavoro in una grande metropoli dove sono allontanati dall'arrivo dell’Ai, è possibile diventare uno splendido imprenditore nel proprio paese d'origine, avere più libertà e anche più soddisfazione: sia economica che di qualità della vita».
Nel corso del forum si è parlato di potenziare le produzioni locali, con un focus sul Parmigiano Reggiano - che con la sua eccellenza e versatilità diventa destinazione - per poi prendere coscienza dei cambiamenti. «Tutto sta accadendo molto rapidamente: in un solo anno l’Ai ha ridisegnato pesantemente la nostra economia e nel giro di due anni la stravolgerà. - prosegue Ravera - I territori minori non sono più un peso ma stanno diventando un'opportunità per i nostri giovani e per l'economia del paese. Prima assistevamo a un'aggregazione nelle grandi metropoli, mentre si spegneva il 60% del territorio con le sue caratteristiche e le sue tradizioni.
Oggi nella complessità della rivoluzione portata dall’Ai c’è un aspetto positivo: chi lo desidera avrà l’opportunità di fare un lavoro bello a contatto con le persone e non glielo porteranno via né i robot, né i social. Vivremo questo contatto nei luoghi più autentici e meno copiabili». Il forum Shopping Tourism evidenzia che i viaggiatori «vogliono provare, comprare, assaggiare un prodotto enogastronomico, scoprire la produzione della pelletteria e vivere un’esperienza d’acquisto. In quasi tutte le regioni italiane c'è oggi una forte consapevolezza. Si parla di turismo perché il viaggio è l'occasione per conoscere e da questa conoscenza deriva un nuovo fenomeno: quello dei nomadi digitali. - conclude Ravera -Vado a conoscere un luogo, magari il Parmigiano Reggiano. Mi piace, allora mi fermo 6 mesi o un anno. Poi scelgo un altro territorio italiano e mi sposto: è un fenomeno che farà bene al settore del turismo e, di conseguenza, all’Italia».
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Travel Quotidiano | Rivista b2b sul turismo (@travel_quotidiano)
Chiara Ambrosioni
[post_title] => Destination Italia: lo Shopping Tourism per parlare dei giovani e del futuro
[post_date] => 2026-09-25T10:11:46+00:00
[category] => Array
(
[0] => incoming
)
[category_name] => Array
(
[0] => Incoming
)
[post_tag] => Array
(
[0] => nofascione
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => nofascione
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1790331106000
)
)
)
{
"size": 9,
"query": {
"filtered": {
"query": {
"fuzzy_like_this": {
"like_text" : "iag lantitrust europeo chiede rimedi urgenti per avallare lacquisto di air europa"
}
},
"filter": {
"range": {
"post_date": {
"gte": "now-2y",
"lte": "now",
"time_zone": "+1:00"
}
}
}
}
}, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } }
}{"took":84,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":790,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523433","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.\r\n\r\n\r\n[caption id=\"attachment_471241\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Pier Ezhaya presidente Astoi[/caption]\r\nLa novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile.\r\nPer i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato. \r\n Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste.\r\n\r\nMancata definizione\r\nNelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi.\r\nPer un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche;\r\nIl secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;\r\n Terzo: molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti;\r\n\r\nImpatto economico\r\nQuarto: tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso;\r\nQuinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale. Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa.\r\n\r\nAbrogazione\r\nAlla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.\r\nLa combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira.\r\nL'Associazione auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile.\r\n ","post_title":"Astoi chiede di abrogare la nuova tassa delle Maldive per i tour operator","post_date":"2026-10-02T13:52:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1790949172000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523402","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il mercato alberghiero italiano si conferma motore trainante dell’ospitalità di lusso europea per il 2026. La formula vincente risiede nel perfetto equilibrio tra l'identità unica degli hotel indipendenti e la potenza commerciale del network. Ne abbiamo parlato con Ron Pohl, presidente di WorldHotels, che ha tracciato il bilancio dell’anno in corso e svelato le strategie di espansione del brand upper-upscale del gruppo Bwh Hotels.\r\n\r\nItalia regina di resilienza nel contesto europeo\r\n\r\nNel 2026 l'industria alberghiera italiana ha dimostrato una straordinaria capacità di generare valore. Secondo Ron Pohl, l’Italia ha registrato un eccellente inizio d'anno e una crescita costante, confermandosi come uno dei mercati più performanti d'Europa. La solida domanda interna ed europea, unita a un forte potere di prezzo, ha permesso al Paese di superare i competitor continentali dimostrandosi così più resiliente rispetto a mercati legati alle fluttuazioni di calendario o dinamiche temporanee.\r\n\r\nLe tensioni geopolitiche e i grandi eventi estivi, come i mondiali di calcio, hanno frenato i viaggi dal Nord America, causando una contrazione del 12% dei pernottamenti a lungo raggio dagli Stati Uniti a partire da marzo 2026, come spiegato da Pohl. Nonostante questa flessione, la crescita dei prezzi medi in Italia è stata compensata dalla domanda domestica e intra-europea, supportata dalla capacità del network Bwh Hotels di generare flussi da mercati alternativi. Le previsioni a medio termine restano ottimistiche, trainate da una domanda costante di viaggi esperienziali e di alta qualità.\r\n\r\nRisultati 2026: ricavi in crescita del 4% e occupazione stabile\r\n\r\nNel 2026 gli hotel italiani vedono ricavi in crescita del 4% e un'occupazione stabile in tre quarti delle destinazioni su oltre il 75% delle destinazioni nazionali. Il gruppo conferma, così, l'Italia come mercato prioritario con 11 hotel in via di sviluppo e l'obiettivo di raggiungere quota 20 strutture per WorldHotels nell'area Italia e Sud-Est Europa entro la fine dell’anno. «La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, - sottolinea Pohl -. Puntiamo su strutture con un'identità forte nel Sud Italia, nelle città d'arte principali come Roma e in mete secondarie ad alto valore culturale». Il portfolio del brand si arricchisce con importanti novità in Italia, tra cui l'Hotel Savoia e Jolanda a Venezia, l'Horizon Wellness & Spa a Varese e la dimora storica Villa La Personala a Mirandola. Queste strutture ampliano ulteriormente la presenza del gruppo nel Paese, affiancandosi ai recenti ingressi del Sublimis Boutique Hotel a Camogli e dell'Hotel Terme San Michele & Spa a Ischia.\r\n\r\nLa rivoluzione del Glamping con il marchio \"Backdrop\"\r\n\r\nIl debutto italiano di WorldHotels Backdrop nell'ospitalità open-air di lusso intercetta una domanda di viaggiatori premium orientati a un contatto profondo con la natura senza rinunciare ai comfort. Secondo Ron Pohl, l'Italia rappresenta il terreno ideale per questo modello grazie alla varietà dei suoi paesaggi, offrendo agli albergatori indipendenti l'opportunità di valorizzare concetti non convenzionali.\r\n\r\nIl concetto di lusso sta vivendo una profonda metamorfosi orientandosi sempre più verso autenticità, personalizzazione, benessere e immersione culturale. La clientela di fascia alta cerca oggi un legame profondo con le comunità locali e la natura circostante, premiando i soft brand e le collezioni di alberghi indipendenti. «La capacità di preservare l'unicità e la storia di una proprietà alberghiera offrendo al contempo gli standard di sicurezza, visibilità e tecnologia di una grande piattaforma mondiale è la vera chiave per conquistare l'ospite del futuro», conclude Pohl.\r\n\r\n(Anna Morrone)","post_title":"WorldHotels: l’Italia dell’hotellerie indipendente vola nel 2026. Parla Ron Pohl","post_date":"2026-10-02T13:47:35+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["bwh-hotels","hotellerie-indipendente","in-evidenza","ron-pohl","worldhotels"],"post_tag_name":["Bwh Hotels","hotellerie indipendente","In evidenza","Ron Pohl","WorldHotels"]},"sort":[1790948855000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523301","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Nel turismo organizzato la tendenza degli ultimi anni è nota: meno persone al banco, più automazione, punti vendita sempre più leggeri.\r\n\r\nIl gruppo L'astrolabio ha deciso di andare nella direzione opposta. Dal 30 settembre 2026 le consulenti di Astrolabio Viaggi lasciano via Monterosa 20 e lavorano in via Boccaccio 19, sede storica della Superviaggi, altra insegna nota del panorama milanese del settore: ora nello stesso spazio, completamente ristrutturato, in una posizione più centrale e più rappresentativa operano 4 professioniste.\r\n\r\nLa scelta di riunire i team delle due agenzie nasce da un calcolo semplice. Un'agenzia con due o tre persone deve dividersi tra il banco, le pratiche e la consulenza, e ogni cliente finisce legato a una sola persona. Con un team di 4, le competenze si sommano, ogni pratica ha sempre più di un referente in grado di seguirla e chi ha sviluppato una specializzazione, dagli Stati Uniti all'Oriente, dai viaggi di gruppo a quelli outdoor, la mette a disposizione di tutte.\r\nLa strategia\r\n«Questo è il vero patrimonio dell'azienda nel turismo outbound e la tecnologia serve a liberare tempo alle consulenti, non a sostituirle - spiega il direttore generale Andrea Barbieri - L'intelligenza artificiale non è un nemico, è una tecnologia da conoscere e da cavalcare. Porta un cambiamento epocale e insieme al cambiamento porta opportunità nuove per chi sa essere resiliente».\r\n\r\nIl gruppo L’Astrolabio è stato tra i primi in Italia a mettere online un chatbot di intelligenza artificiale collegato direttamente ai sistemi di prenotazione aerea Amadeus.\r\n\r\nUn anno fa, secondo il crm unificato che raccoglie i contatti di tutte le agenzie del gruppo, nessun cliente si presentava con un itinerario preparato dall'intelligenza artificiale. Oggi lo fa il 4%, 1 su 25 e la curva non accenna a fermarsi. Chi entra oggi in agenzia ha le idee molto più chiare di 5 anni fa ed è anche molto più vicino al momento dell'acquisto. Quello che gli manca è il supporto di qualcuno in carne e ossa che confermi quanto ha costruito, corregga ciò che non torna e chiuda il pacchetto come si deve, con contratti, coperture e assistenza al posto giusto.\r\n\r\n«Dopo l'entusiasmo iniziale per il turismo self service su internet, si sta riscoprendo il valore della fiducia - confermano le operatrici Astrolabio - Quando programmi un viaggio e improvvisamente i territori del tuo itinerario finiscono al centro di una crisi internazionale o di un evento imprevedibile, la capacità di ascolto e di problem solving della tua agenzia diventano fondamentali. Lo abbiamo visto quest'anno con la crisi iraniana e le sue ripercussioni su tutto il Medio Oriente, con Santo Domingo e l'Indonesia, o con chi doveva partire dallo scalo di Catania nei giorni dell'eruzione».\r\n\r\nIn quei casi la rete di collaboratori della agenzia dalla differenza: il gruppo L’Astrolabio lavora da decenni con corrispondenti locali, guide e referenti in tutto il mondo, con rapporti costruiti viaggiando e verificati sul campo, non selezionati da un motore di ricerca.\r\n\r\nI numeri dell'esercizio chiuso ad agosto 2026 dicono che il modello L’Astrolabio tiene. Le 3 agenzie milanesi hanno seguito 552 clienti tra singoli, famiglie e aziende, ai quali si aggiungono i 239 di Ascot Viaggi a Bergamo, per un totale di 1.208 viaggi organizzati nell'anno. Nello stesso periodo, 374 persone si sono rivolte al gruppo per la prima volta: in un ambito che molti danno per superato dalla prenotazione online, il flusso di chi cerca un consulente in carne e ossa non si è fermato.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Gruppo Astrolabio rinnova gli uffici: si punta su tecnologia, servizi e human touch","post_date":"2026-10-01T14:35:58+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1790865358000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523197","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Human Company, gruppo italiano e player di riferimento nel settore dell’hospitality, continua il proprio percorso di sostenibilità e presenta la terza edizione dell’Osservatorio “Turismo & Sostenibilità”, realizzato quest'anno in collaborazione con Ipsos Doxa e con Legambiente, con cui l’azienda toscana ha avviato una partnership dedicata ai temi del turismo a minor impatto e della valorizzazione dei territori.\r\n\r\nLa ricerca ha coinvolto un campione di 1000 viaggiatori italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che abbiano effettuato un viaggio di almeno tre giorni nell'ultimo anno. In Italia o all'estero. «L'obiettivo dell'indagine è approfondire le scelte e i comportamenti generali dei viaggiatori, per poi focalizzarsi sulla percezione del turismo sostenibile nel proprio vissuto e nelle intenzioni future. - afferma Davide Cilia, ricercatore senior di Ipsos-Doxa -.\r\n\r\nI dati dell’Osservatorio mostrano come la crescente attenzione alla sostenibilità influenzi concretamente le scelte dei viaggiatori, comprese quelle relative alle strutture in cui soggiornare. Le strutture percepite come più sostenibili dagli italiani sono: agriturismi (90%), rifugi alpini e di montagna (86%) e campeggi (83%): forme di ospitalità capaci di valorizzare e raccontare in modo diretto e autentico il territorio. I risultati dell’osservatorio evidenziano che il concetto di sostenibilità sta diventando sempre più concreto nella mente degli italiani. Se in passato veniva associato alla tutela della natura e dell'ambiente, oggi la consapevolezza sta evolvendo verso una dimensione sociale.\r\n\r\nIl viaggiatore sente di poter fare qualcosa per la comunità presso cui soggiorna e attiva una connessione di successo basata su tradizioni e anche cibo a chilometro zero che prende il nome di \"community positive travel\". Tra i comportamenti sostenibili più condivisi emergono: il rispetto di flora e fauna e delle grandi risorse naturali; la gestione dei rifiuti (la ricerca ci dice che l’Italia è uno dei paesi che gestiscono meglio i rifiuti) e la riduzione degli sprechi energetici e idrici; l'uso dei trasporti pubblici e la scelta di mete meno affollate in bassa stagione per contrastare l'overtourism (turismo slow) e l'acquisto di souvenir artigianali e prodotti locali. L’indagine evidenzia un approccio ai viaggi sempre più attento e consapevole. - sottolinea Cilia - Le strutture percepite come più ecologiche sono agriturismi (90%) e campeggi (83%).\r\n\r\nIl turismo outdoor è praticato dal 71% degli italiani e per il 79% e favorisce proprio il “community-positive travel”, connettendo ospiti e territori. La sfida per Human Company e di tutti gli operatori turistici si muove su due direttrici. - conclude - Da un lato occorre proporre iniziative pratiche che si integrino facilmente nelle abitudini di viaggio degli utenti. Dall'altro, c'è il tema dell'accessibilità, soprattutto economica. Sebbene l'87% degli intervistati riconosca il valore dell'economia locale e il 75% preferisca mete meno affollate e strutture gestite da realtà locali, la disponibilità a spendere di più per soggiornare in una struttura ecocompatibile scende drasticamente al 50%».\r\nChiara Ambrosioni","post_title":"Human Company: un Osservatorio che parla di sostenibilità e “community positive travel”","post_date":"2026-09-30T15:45:20+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1790783120000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523115","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Alaska Airlines entrerà nelle joint business transatlantica e transpacifica di American Airlines: secondo quanto dichiarato in una nota congiunta, le due compagnie aeree prevedono di richiedere l'approvazione e l'immunità antitrust al Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, nonché di ottenere le altre autorizzazioni necessarie dalle autorità di regolamentazione internazionali, nei prossimi mesi.\r\n\r\nL'annuncio si fonda sulla collaborazione già in essere tra Alaska, American e i rispettivi partner dell'alleanza oneworld sulle rotte transatlantiche e transpacifiche.\r\n\r\nL'inclusione in queste joint venture internazionali è fondamentale per l'obiettivo di Alaska di espandere la propria presenza globale; ciò favorirà la concorrenza e migliorerà la connettività lungo la West Coast, offrendo un servizio migliore ai clienti di tali partnership.\r\n\r\n«Alaska Accelerate mira a costruire una compagnia aerea più solida e orientata alla dimensione globale per i nostri passeggeri; l'espansione della partnership con American rappresenta un passo importante in questa strategia - ha dichiarato Andrew Harrison, executive vp e chief commercial officer di Alaska -. L'adesione a queste joint venture ci porrebbe sullo stesso piano dei nostri concorrenti, offrendo ai passeggeri un accesso più fluido alle destinazioni internazionali, senza rinunciare alla cura, ai vantaggi legati alla fedeltà e all'esperienza premium che si aspettano da Alaska».\r\n\r\nLa Atlantic Joint Business è nata nel 2010 e comprende American, British Airways, Iberia, Finnair, Aer Lingus e Level; la Pacific Joint Business è stata lanciata poco dopo e include American e Japan Airlines.\r\n\r\n«Da oltre 15 anni, la Atlantic Joint Business offre maggiore scelta, collegamenti migliori e un'esperienza di viaggio più fluida attraverso il Nord Atlantico. Alaska Airlines rafforzerà ulteriormente la partnership e contribuirà a espandere le opzioni di viaggio su entrambe le sponde dell'Atlantico» ha sottolineato Julio Rodríguez Contreras, chief commercial strategy officer di Iag».","post_title":"Alaska Airlines si unirà alle joint business internazionali di American Airlines","post_date":"2026-09-30T09:45:55+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1790761555000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"522936","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nTutto è iniziato nel 2014, quando Francesco Martulli, dopo alcuni anni di esperienza nel settore turistico, ha deciso di avviare un’attività dedicata alle visite guidate nei Sassi di Matera e nel parco della Murgia. Con la crescita dell’offerta e l’arrivo di Matera capitale europea della Cultura 2019, è nata Martulli Viaggi ampliando i servizi a transfer, esperienze outdoor, degustazioni e cooking class. L’azienda ha progressivamente sviluppato la propria attività anche in Puglia e in parte della Campania, soprattutto nel settore dei transfer e delle esperienze turistiche.\r\n\r\n«Oggi - spiega uno dei soci, Michele Martulli - la società è guidata dai tre fratelli Michele, Francesco e Gabriele Martulli e opera sia nell’organizzazione di esperienze turistiche sia nella gestione logistica di gruppi ed eventi. Francesco è il direttore tecnico dell’agenzia di viaggi, mentre Gabriele è il direttore tecnico del settore autobus».\r\nFocus incoming\r\nInizialmente Martulli Viaggi si rivolgeva soprattutto al mercato italiano. «Negli ultimi cinque anni, però, l’azienda ha sviluppato una presenza sempre più forte sui mercati internazionali, con particolare attenzione al Nord America, soprattutto agli Stati Uniti, e al Sud America. Questa crescita è stata accompagnata dall’ampliamento dell’offerta: oltre alle visite guidate e alle esperienze turistiche, proponiamo transfer privati, servizi con conducente e assistenza logistica. Si tratta di servizi particolarmente richiesti dalla clientela internazionale, che cerca affidabilità, flessibilità e un’organizzazione completa del viaggio. Oggi ci rivolgiamo quindi sia a viaggiatori individuali e famiglie sia a gruppi, tour operator e agenzie internazionali, senza trascurare il mercato italiano, che continua a rappresentare una parte importante della nostra attività».\r\nIl trend del 2026\r\nIl 2026 ha segnato un cambiamento importante rispetto al 2025: «Abbiamo registrato una forte diminuzione della clientela italiana, compensata dalla crescita del mercato internazionale, aumentato di quasi il 10%. Oggi il nostro principale mercato estero è quello americano, seguito da quello europeo, all’interno del quale la clientela francese occupa il primo posto. Questi risultati confermano una crescente capacità di Martulli Viaggi di attrarre viaggiatori internazionali, particolarmente interessati a esperienze organizzate, servizi personalizzati e transfer privati. I nostri obiettivi sono ampliare l’offerta turistica in Campania, potenziare la flotta con nuovi mezzi dedicati ai transfer luxury e consolidare ulteriormente la nostra presenza in Basilicata e Puglia, che rappresentano i principali territori di riferimento dell’azienda. Un obiettivo particolarmente importante è poi sviluppare maggiormente l’offerta in Basilicata, soprattutto nelle aree del Vulture e della provincia di Potenza. Sono territori ancora poco conosciuti, ma ricchi di paesaggi, cultura, tradizioni ed esperienze autentiche che meritano di essere valorizzati e proposti al mercato nazionale e internazionale».\r\n\r\nGli investimenti programmati «riguardano principalmente il potenziamento della flotta, con l’acquisto di nuovi mezzi di fascia alta destinati ai transfer luxury e ai servizi personalizzati per clienti individuali, gruppi e tour operator. Sul fronte dei prodotti, stiamo lavorando alla creazione di nuove esperienze e itinerari in Campania e all’ampliamento dell’offerta in Basilicata, con particolare attenzione al Vulture e alla provincia di Potenza. L’obiettivo è costruire proposte complete che uniscano visite, attività autentiche e trasporto, valorizzando anche territori meno conosciuti e rendendoli facilmente accessibili alla clientela italiana e internazionale. Parallelamente, continueremo a migliorare e consolidare i prodotti già attivi in Basilicata e Puglia, puntando sempre di più sulla qualità, sulla personalizzazione e sull’integrazione tra esperienze turistiche e mobilità».\r\n\r\nFra i progetti in via di sviluppo anche quello di concludere accordi mirati con operatori locali, strutture ricettive e partner specializzati, «con l’obiettivo di ampliare l’offerta e garantire servizi sempre più completi e di qualità. Il nostro principale punto di forza è la capacità di gestire direttamente l’intera esperienza di viaggio. Disponiamo di una flotta di proprietà composta da van da 8 posti e autobus da 24 e 54 posti, che ci consente di organizzare transfer, escursioni e servizi per gruppi con elevati standard di affidabilità, flessibilità e controllo».\r\n\r\nAnche molte delle esperienze, a partire dai tour guidati «sono ideate, organizzate e gestite direttamente da Martulli Viaggi. Non essere semplici intermediari ci permette di controllare ogni fase del servizio, ridurre gli imprevisti e offrire al cliente un unico referente, dalla prenotazione fino alla conclusione del viaggio. Operiamo principalmente in Basilicata, Puglia e Campania, collegando destinazioni come Matera, il parco della Murgia, il Vulture, Bari, Alberobello, la Valle d’Itria, il Salento, Napoli e la Costiera Amalfitana. La conoscenza diretta di questi territori, unita all’integrazione tra mobilità ed esperienze, ci consente di costruire itinerari completi e personalizzati per viaggiatori individuali, gruppi, agenzie e tour operator internazionali. È proprio questa combinazione tra mezzi propri, prodotti turistici diretti e presenza concreta sul territorio a distinguere Martulli Viaggi: non offriamo soltanto singoli servizi, ma un’organizzazione completa, coordinata e affidabile del viaggio».\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n\r\n\r\n\r\n","post_title":"Martulli Viaggi: il meglio della Basilicata, e non solo","post_date":"2026-09-29T14:54:39+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1790693679000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"522788","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"L’edizione 2026 dell’Italian Monitor dello Shopping Tourism è stata presentata a Parma nell’ambito della giornata annuale di studio e confronto, un formato inaugurato nel 2016 da Risposte Turismo per analizzare le dinamiche dello shopping tourism: in Italia e nel mondo.\r\n\r\nUn momento di incontro e dialogo per gli operatori appartenenti tanto al mondo del turismo quanto a quello del retail. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha presentato l’edizione di quest’anno di Shopping Tourism Italian Monitor. Negli scorsi anni il rapporto di ricerca ha approfondito i mercati statunitense, francese e tedesco, quest’anno l’analisi della domanda si è concentrata, oltre che sull’Italia, sul Regno Unito e sulla Spagna, mercati particolarmente rilevanti per l’incoming nazionale. Il Regno Unito è il terzo Paese europeo per arrivi in Italia e il terzo in assoluto per spesa turistica, mentre la Spagna è il settimo mercato europeo per arrivi e il quinto per spesa.\r\n\r\n«I risultati dell’indagine confermano che Spagna e Regno Unito sono due mercati ai quali l’Italia deve guardare con particolare attenzione. - ha affermato di Cesare - Già rilevanti per il nostro incoming e per la spesa turistica, mostrano una forte familiarità con i viaggi motivati dallo shopping e un interesse molto elevato verso il nostro Paese. Il fatto che, tra gli shopping tourist intervistati, quasi tutti gli spagnoli e circa nove britannici su dieci abbiano già viaggiato in Italia per fare acquisti o desiderino farlo, testimonia la forza della nostra offerta ma anche un potenziale ancora da trasformare pienamente in valore. L’indagine ci dice che la capacità attrattiva dell’Italia non dipende soltanto dalla convenienza o dalla presenza dei grandi marchi: entrano in gioco la qualità e il design, il fascino dei luoghi, le produzioni tipiche e le botteghe artigiane. La sfida per destinazioni e operatori è dunque passare da un’attrattività in parte spontanea a una proposta di shopping tourism più riconoscibile, organizzata e integrata con l’esperienza complessiva del viaggio».\r\n\r\nL’Italian Monitor dello Shopping Tourism 2026 fornisce molti dati interessanti; tra questi evidenzia che del campione intervistato, composto da britannici e spagnoli, il 71% dei turisti spagnoli e il 67% di quelli dal Regno Unito hanno già viaggiato per fare shopping. Si muovono per fare acquisti soprattutto viaggiatori tra i 18 e i 29 anni che sono il 72% nel Regno Unito e l’81% in Spagna. \r\n\r\nI turisti britannici sono quelli che hanno scelto meno il nostro Paese per una vacanza all’insegna dello shopping (41%) ma che sono maggiormente interessati a farlo in futuro (48%). Tra gli shopping tourist spagnoli, invece, il 70% ha già viaggiato in Italia per shopping e il 29% vorrebbe farlo. Lo shopping tourist britannico e spagnolo sceglie soprattutto mercatini, bancarelle di prodotti tipici e piccole botteghe di artigiani locali. «L'appuntamento di quest'anno di Shopping Tourism è stato particolarmente ricco di contenuti. - ha concluso di Cesare - Si è parlato dell’Italia come destinazione di shopping, di cibo e di vini in quanto prodotti della gastronomia locale che i turisti chiedono e vogliono portare a casa, di Parma, la città che ci ha ospitati, di GenZ e di tanto altro. Il nostro Monitor, edizione 2026, rivela che l'Italia continua ad essere una destinazione di shopping perché mette a disposizione degli shopping tourist outlet, department store, centri commerciali e negozi nel centro delle città.\r\n\r\nQuesti turisti sono più internazionali che italiani e, forse, sono proprio gli italiani ad avere la minore propensione a viaggiare per shopping. Da questo deriva un'indicazione per gli operatori impegnati nel fenomeno: devono aprirsi al mercato internazionale ed essere pronti - dal punto di vista delle lingue, delle abitudini e delle preferenze - ad accogliere una domanda, che già oggi è significativa e crescerà negli anni».\r\nChiara Ambrosioni\r\n\r\n[gallery ids=\"522791,522792,522790\"]","post_title":"Italian Monitor Shopping Tourism: chi è il turista che viaggia per shopping e come accoglierlo","post_date":"2026-09-28T09:40:08+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1790588408000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"522743","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_522754\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Claudio Guzovich[/caption]\r\nExpress Travel International rafforza la propria presenza sul mercato italiano con una programmazione sempre più capillare. Il mar Rosso si prepara a vivere un nuovo Capodanno all’insegna del sole e del clima mite e Eti sceglie proprio le festività per imprimere un’accelerazione al proprio progetto sul mercato italiano. Il tour operator ha infatti messo in vendita 1.000 posti per Capodanno a Sharm El Sheikh, con partenze da Napoli, Bari, Catania, Roma, Milano e Venezia.\r\nA questa programmazione si aggiunge una novità destinata ad ampliare ulteriormente l’offerta: Hurghada debutterà da Napoli, prima tappa di un progetto che prevede una progressiva estensione della destinazione anche da altri aeroporti italiani.\r\nL'investimento conferma la volontà di Eti di conquistare uno spazio sempre più significativo nel mercato nazionale, forte di un’esperienza internazionale consolidata. A sostenere lo sviluppo italiano è soprattutto la struttura integrata del gruppo, che consente a Eti di avere un controllo diretto su una parte significativa della filiera turistica. Da una parte c’è Red Sea Hotels, la catena alberghiera del gruppo che conta 17 resort tra Sharm El Sheikh e Hurghada; dall’altra Cet– Cairo Express Travel, dmc direttamente controllata in Egitto, che si occupa dell’assistenza a destinazione, dei trasferimenti e dei servizi per i clienti.\r\nUn modello che permette di lavorare direttamente sul prodotto e sulla disponibilità, con l’obiettivo di garantire al trade tariffe competitive, continuità dell’offerta e assistenza durante tutte le fasi del viaggio.\r\n\r\nFocus sul mercato italiano\r\n«Stiamo conquistando progressivamente il nostro spazio nel mercato italiano, sostenuti dalla forza e dall’esperienza di un grande gruppo europeo. Abbiamo il prodotto, le disponibilità, i prezzi e una capacità di acquisto che ci permette di competere ad alto livello. I 1.000 posti per Capodanno, le partenze da sei aeroporti e l’apertura di Hurghada da Napoli dimostrano concretamente la portata del nostro progetto» dichiara Claudio Guzovich, direttore commerciale ETI Italia.\r\nI primi mesi di attività sul mercato italiano hanno restituito risultati incoraggianti, confermando l'interesse delle agenzie di viaggio e il potenziale commerciale del marchio. Sulla base dell’andamento registrato, Eti prevede di chiudere positivamente il proprio primo esercizio in Italia e guarda già alla fase successiva del progetto. Il tour operator sta infatti lavorando all’implementazione di nuovi sistemi di prenotazione e soluzioni di dynamic packaging, con l’obiettivo di rispondere anche a una domanda sempre più orientata alla flessibilità. La possibilità di combinare dinamicamente volo e hotel, scegliere durate diverse dal tradizionale soggiorno di sette notti e costruire soluzioni più personalizzate punta a riportare nel circuito delle agenzie anche una parte della domanda che, soprattutto in bassa stagione, tende a rivolgersi alla disintermediazione.\r\nIn questo scenario acquista un peso strategico anche il solo soggiorno. Grazie all’accesso diretto alla disponibilità dei resort Red Sea Hotels, Eti può mettere a disposizione delle agenzie un prodotto land competitivo, da abbinare con maggiore libertà ai collegamenti aerei disponibili sul mercato.\r\n«Non vogliamo limitarci al pacchetto tradizionale. Stiamo costruendo gli strumenti necessari per dare alle agenzie maggiore flessibilità e consentire loro di competere anche nei periodi più complessi dell’anno. Tecnologia e prodotto diretto saranno i pilastri della nostra crescita».\r\n","post_title":"Eti sul mercato italiano: mille posti volo per Capodanno a Sharm El Sheikh","post_date":"2026-09-25T11:58:51+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1790337531000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"522697","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La nona edizione del forum itinerante Shopping Tourism, organizzato a Parma da Risposte Turismo, è un evento che aiuta a leggere la realtà socioeconomica italiana in modo trasversale. Significative in questo senso le parole di Dina Ravera, presidente e ceo di Destination Italia, che ha affermato: «In Italia sta diventando sempre più rilevante il turismo che raggiunge non le grandi città, ma le aree interne. Ed è un bene, perché c’è bisogno di ripopolare, inoltre nelle metropoli l’Ai sta togliendo lavoro a tanti giovani capaci. I borghi diventano allora un'opportunità e lo shopping acquista un ruolo importante, perché si possono acquistare oggetti di artigianato, di produzione locale, di enogastronomia …\r\n\r\nCredo sia un'evoluzione del concetto stesso di shopping. Non si tratta più di un acquisto che puoi fare nel mall vicino a casa, ma anche a Dubai o in altre parti del mondo: è uno shopping sempre più autentico, decentrato e con un portafoglio più ampio. È uno shopping che cerca l’autentico, ci distingue dalla concorrenza e restituisce al territorio dal punto di vista economico, riavviando un ecosistema che si stava spegnendo. Oggi abbiamo 4.500 Comuni minori dove l'età media è molto alta, ma finalmente i giovani comprendono che, invece di mendicare un posto di lavoro in una grande metropoli dove sono allontanati dall'arrivo dell’Ai, è possibile diventare uno splendido imprenditore nel proprio paese d'origine, avere più libertà e anche più soddisfazione: sia economica che di qualità della vita».\r\n\r\nNel corso del forum si è parlato di potenziare le produzioni locali, con un focus sul Parmigiano Reggiano - che con la sua eccellenza e versatilità diventa destinazione - per poi prendere coscienza dei cambiamenti. «Tutto sta accadendo molto rapidamente: in un solo anno l’Ai ha ridisegnato pesantemente la nostra economia e nel giro di due anni la stravolgerà. - prosegue Ravera - I territori minori non sono più un peso ma stanno diventando un'opportunità per i nostri giovani e per l'economia del paese. Prima assistevamo a un'aggregazione nelle grandi metropoli, mentre si spegneva il 60% del territorio con le sue caratteristiche e le sue tradizioni.\r\n\r\nOggi nella complessità della rivoluzione portata dall’Ai c’è un aspetto positivo: chi lo desidera avrà l’opportunità di fare un lavoro bello a contatto con le persone e non glielo porteranno via né i robot, né i social. Vivremo questo contatto nei luoghi più autentici e meno copiabili». Il forum Shopping Tourism evidenzia che i viaggiatori «vogliono provare, comprare, assaggiare un prodotto enogastronomico, scoprire la produzione della pelletteria e vivere un’esperienza d’acquisto. In quasi tutte le regioni italiane c'è oggi una forte consapevolezza. Si parla di turismo perché il viaggio è l'occasione per conoscere e da questa conoscenza deriva un nuovo fenomeno: quello dei nomadi digitali. - conclude Ravera -Vado a conoscere un luogo, magari il Parmigiano Reggiano. Mi piace, allora mi fermo 6 mesi o un anno. Poi scelgo un altro territorio italiano e mi sposto: è un fenomeno che farà bene al settore del turismo e, di conseguenza, all’Italia».\r\n\r\n\r\n\r\n \r\n \r\n \r\n \r\n\r\nVisualizza questo post su Instagram\r\n\r\n \r\n \r\n \r\n \r\nUn post condiviso da Travel Quotidiano | Rivista b2b sul turismo (@travel_quotidiano)\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nChiara Ambrosioni","post_title":"Destination Italia: lo Shopping Tourism per parlare dei giovani e del futuro","post_date":"2026-09-25T10:11:46+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":["nofascione"],"post_tag_name":["nofascione"]},"sort":[1790331106000]}]}}