14 settembre 2009 20:00
Anche il terzo trimestre si conferma per Alitalia in linea con il piano industriale, mentre per il solo mese di settembre si prospetta il break-even, ovvero un sostanziale pareggio di bilancio. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Alitalia, Rocco Sabelli, secondo quanto riferito dai sindacati al termine di un incontro con il manager.
«C’è un perfetto riallineamento con il piano – ha detto il segretario nazionale dell’Ugl trasporti, Roberto Panella – e anche i dati di settembre sembrano confortanti. Si prevede che non ci saranno perdite». «I conti non stanno andando male – ha aggiunto il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia – considerando la situazione finanziaria del paese e la crisi mondiale. E’ un risultato in linea con il piano industriale».
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Apprezzamento e grande soddisfazione sono stati espressi dalla Federalberghi Terme per il via libera alla proposta di rinnovo dell’accordo nazionale sulle cure termali per il quadriennio 2025/2028, definito in Conferenza Stato Regioni in tema sanitario.
“Si tratta del risultato di un grande lavoro di squadra – ha dichiarato Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme – Come categoria, siamo stati costantemente in contatto con le istituzioni ed abbiamo collaborato con enorme dedizione e convinzione alla definizione dell’intesa che abbiamo sottoscritto. Lo sforzo condiviso – ha aggiunto Boaretto - ha dato i suoi frutti. L’intento è e resta quello di consegnare la dovuta considerazione ad un comparto, quello termale, che rappresenta il cuore dell’economia dei nostri territori”.
A questo punto dell’iter, il provvedimento è solo in attesa di recepire il nulla osta definitivo dei Ministeri della Salute e dell’Economia e delle Finanze.
Entrando più nel dettaglio, è sostanzialmente stabilito che l’accordo preveda il mantenimento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni termali erogate con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale per gli anni 2025 e 2026. Per il 2027 e il 2028 le tariffe saranno incrementate del 2% annuo. Restano invariati rispetto al 2024 anche i tetti di spesa regionali per il 2025; per il 2026 potranno essere aumentati fino al 5% a discrezione delle singole Regioni, mentre per il 2027 e il 2028 saranno confermati i livelli dell’anno precedente.
Importante sottolineare a questo proposito che nel 2024, secondo i rilevamenti Istat, ci sono state oltre 4,6 milioni di presenze nei comuni del turismo termale e vi sono stati 1,5 milioni di arrivi con una permanenza media che sfiora le 3 notti. La clientela che viene evidenziata è principalmente italiana (72,4% degli arrivi e 64,5% delle presenze).
In riferimento invece al tema dell’occupazione, da fonte Inps è appurato che in media nel 2024 negli stabilimenti termali hanno lavorato 6.464 dipendenti, i due terzi dei quali avevano un contratto a tempo indeterminato.
Anche in questa ottica, il rinnovo dell’accordo rappresenta un passaggio importante per confermare la solidità del rapporto tra il sistema termale e il Servizio sanitario nazionale.
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In un panorama nazionale che registra un incremento del traffico passeggeri del 5%, il Sistema Aeroportuale Calabrese registra un incremento del 21% rispetto al 2024, superando nettamente anche la media europea del settore, ferma al +4,4%. La crescita ha coinvolto tutti e tre gli scali di Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria, «a testimonianza - è scritto in una nota - di un rafforzamento strutturale della domanda di trasporto aereo da e verso la Calabria».
L’aeroporto di Lamezia si conferma il principale hub regionale, chiudendo il 2025 con 3.049.594 passeggeri, in crescita del 12% rispetto al 2024. Continua anche il percorso di sviluppo dell’aeroporto di Crotone, che raggiunge 340.286 passeggeri, con un incremento del 25%. Ottimi risultati anche per Reggio Calabria che sfiora il milione di passeggeri con 977.984 transiti e una crescita del 56,7%. Determinante per questi risultati, riferisce Sacal, «è stato il potenziamento strategico dell’offerta dei collegamenti e il significativo miglioramento della connettività nazionale e internazionale».
«Questi risultati, tutt'altro che scontati - osserva l'amministratore unico Sacal, Marco Franchini - sono il frutto di un autentico lavoro di squadra, destinato a consolidarsi nel tempo anche attraverso scelte che hanno agito sul contenimento dei costi e sull'aumento della redditività».
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Un anticipo di vacanze estive grazie anche al meteo favorevole. Circa il 50% sceglierà mare e laghi: dalla Riviera ligure e romagnola alle coste pugliesi e siciliane, dai laghi di Garda, Como e Maggiore - con località come Desenzano, Sirmione, Stresa e Verbania - fino alle spiagge della Sardegna.
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Il dato è quello messo in luce dal bilancio di sostenibilità 2025 approvato dall'assemblea dei soci della Sagat, la società che gestisce lo scalo torinese.
Il documento fotografa i risultati raggiunti sul fronte ambientale, sociale e della governance. Il 2025 è stato un anno record per il Torino Airport che ha superato per la prima volta la soglia dei 5 milioni di passeggeri, arrivando a 5.006.169 viaggiatori, in crescita del +6,7% rispetto al 2024 e del 26,7% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019.
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[post_content] => Il vino italiano continua a trovare nell’enoturismo uno dei suoi asset più redditizi. Non solo promozione del territorio o storytelling rurale: oggi le visite in cantina incidono direttamente sui bilanci aziendali, alimentando vendite, investimenti e nuovi modelli di ospitalità. È quanto emerge dall’Osservatorio ilGolosario Wine Tour sul turismo in cantina, realizzato su un campione di 1.700 aziende italiane, che fotografa un comparto sempre più centrale nelle strategie del sistema vitivinicolo nazionale.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’impatto commerciale: oltre il 60% delle cantine dichiara infatti di aver incrementato le vendite dirette grazie alle attività enoturistiche, mentre quasi un’azienda su quattro segnala crescite comprese tra l’11% e il 30%. Un indicatore che conferma come l’esperienza in cantina sia diventata un vero driver di business, capace di trasformare il visitatore in cliente fidelizzato.
Nuovi target in crescita e investimenti
A cambiare è anche il profilo del pubblico. Secondo quasi il 70% delle aziende intervistate, sono i Millennials il segmento che registra la crescita più marcata nella domanda di esperienze legate al vino. Un target che cerca autenticità, relazione con il territorio e formule sempre meno standardizzate.
Non sorprende allora che l’82% dei visitatori privilegi oggi esperienze integrate: tour tra vigne e barricaie, degustazioni abbinate alla cucina locale, soggiorni in campagna e attività outdoor stanno progressivamente sostituendo la degustazione tradizionale come proposta principale. Il vino diventa così parte di un ecosistema esperienziale più ampio, in cui ospitalità e lifestyle assumono un peso strategico.
Le aziende sembrano aver colto pienamente il cambio di paradigma. Il 40% delle cantine prevede infatti nuovi investimenti dedicati all’accoglienza, con focus su sale degustazione, strutture ricettive e ristorazione. Un segnale che racconta l’evoluzione del vigneto italiano verso modelli sempre più vicini all’hôtellerie diffusa e al turismo esperienziale.
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Dentro questo scenario si inserisce l’uscita de ilGolosario Wine Tour 2026, la guida firmata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, disponibile in libreria dal 27 maggio e giunta alla quinta edizione. Il volume recensisce 1.775 cantine distribuite in 75 territori del vino lungo tutta la Penisola, restituendo la mappa di un’Italia enologica sempre più orientata all’ospitalità.
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[post_content] => Civitatis e TurEspaña insieme per raccontare la fisionomia dell'estate 2026.
La piattaforma punto di riferimento mondiale per le esperienze di viaggio in lingua italiana e spagnola e l’Ente Spagnolo del Turismo hanno tracciato insieme il bilancio delle principali tendenze di viaggio, restituendo un ritratto del viaggiatore italiano: profondamente legato alla Spagna, come conferma la crescita record del +18,4% di prenotazioni nel primo trimestre verso la destinazione, ma sempre più orientato verso storie nuove da vivere e luoghi in cui respirare.
La vera tendenza dell'anno è il Coolcationing, quella fuga consapevole dalle alte temperature verso mete che offrono clima mite e paesaggi spettacolari. Civitatis e TurEspaña hanno tracciato un itinerario inedito nella "Spagna Verde", lontano dai flussi più battuti. Un viaggio che inizia dall’eleganza di San Sebastián e dall'energia di Bilbao, dove l’avanguardia del design incontra la cultura gastronomica più celebrata al mondo, per poi perdersi nella natura della Cantabria. Qui, tra i palazzi nobiliari di Santander e i picchi montuosi che guardano l'oceano, l'estate ritrova la sua dimensione più chic e rigenerante. Per chi cerca il silenzio assoluto, lo sguardo si sposta sulla Spagna "verticale" dei Pirenei in Aragona, una terra di borghi medievali e canyon che sembrano sospesi nel tempo.
«Viaggiare nel 2026 significa cercare una connessione reale con il territorio, senza lo stress della barriera linguistica - ha commentato Sofia Visinoni, responsabile di comunicazione con il mercato italiano di Civitatis - Vogliamo che ogni tour sia un patrimonio di ricordi personali. La collaborazione con TurEspaña nasce proprio da questa visione: offrire una Spagna autentica, sicura e sorprendente, dove ogni guida racconta non solo una storia, ma l'anima di un luogo».
Orizzonti di libertà: i nuovi rifugi dell’estate
Ma il 2026 non si ferma alla penisola iberica. La visione strategica condivisa oggi racconta un’estate fatta di "porti sicuri" e mete di disconnessione totale. Il Mediterraneo resta la bussola, ma si declina nell’anima autentica e speziata di Palermo, nella luce lunare delle scogliere greche di Milos o nel lusso della sostenibilità pura a Minorca, l’isola che più di ogni altra ha saputo proteggere il proprio spirito selvaggio. Per chi invece vuole spingere l'orizzonte oltre, il trend premia i paradisi atlantici del Portogallo: l'eterna primavera di Madeira e l'avventura naturale delle Azzorre, regno del whale watching. Infine, il grande sogno esotico si conferma la Riviera Maya, dove il blu dei Caraibi si fonde con il misticismo delle rovine Maya e dei cenotes.
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[post_content] => Bilancio positivo per l'edizione 2026 di Africa’s Travel Indaba. Oltre alle opportunità commerciali, l’evento ha rappresentato un importante motore di crescita economica, accesso ai mercati, sviluppo delle imprese e dialogo strategico tra le nazioni africane.
Tenutosi a Durban, nella provincia di KwaZulu-Natal, con il tema “Unlimited Africa: growing Africa’s tourism eEconomy”, l’evento si è confermato un importante momento di riflessione sul valore della collaborazione tra gli stakeholder africani, fondamentale per liberare il pieno potenziale turistico del continente.
Impatto positivo
L’impatto di quest’ultima edizione è stato particolarmente significativo per la città di Durban e la provincia di KwaZulu-Natal. Le infrastrutture locali hanno accolto 9.810 delegati, inclusi 274 buyer ospitati, 637 visitatori e 404 media. Questa partecipazione ha generato un’attività economica significativa per il tessuto imprenditoriale locale, portando il tasso di occupazione alberghiera di Durban al 97%.
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I voli di lungo raggio con decollo da Milano Linate potrebbero diventare realtà? Forse. Almeno secondo quanto ipotizzato da Il Corriere.it, che ha avuto accesso al documento cartaceo sul nuovo Piano nazionale degli aeroporti, il documento strategico che definisce lo sviluppo dell’aviazione civile italiana fino al 2035.
In base a quanto compare nel documento, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti starebbe valutando l’apertura del city airport ai voli intercontinentali, soprattutto verso New York, purché operati con aerei a corridoio singolo configurati esclusivamente in classe business e gestiti da compagnie tradizionali.
Un futuro che dovrebbe inevitabilmente transitare da una modifica della normativa vigente: attualmente, infatti, Linate è soggetto a forti limitazioni stabilite dal cosiddetto “decreto Giovannini” del 2022, che consente solo voli punto a punto; utilizzo di aeromobili a fusoliera stretta; collegamenti entro 1.500 km e solo con aeroporti dell’Unione europea o Paesi convenzionati (è il caso del Regno Unito).
L’obiettivo del ministero sarebbe quello di offrire alle compagnie maggiore flessibilità commerciale e attrarre clientela premium direttamente nel centro di Milano, sfruttando la posizione strategica di Linate.
Sul tavolo c'è però un vincolo importante: l’aeroporto può gestire un massimo di 18 movimenti orari tra decolli e atterraggi. Poiché lo scalo è già molto congestionato, l’introduzione di voli a lungo raggio comporterebbe probabilmente la riduzione di alcune frequenze nazionali o europee.
Da non sottovalutare, infine, il fatto che la proposta andrebbe a pungolare sul vivo l'aeroporto di Milano Malpensa: se il progetto andasse a buon fine, quest'ultimo potrebbe perdere parte del proprio traffico più redditizio a vantaggio di Linate. Non a caso, le limitazioni sul city airport erano state introdotte proprio per favorire la crescita di Malpensa come hub internazionale, soprattutto dopo la crisi che aveva portato all'abbandono dello scalo da parte di Alitalia.
Tra le compagnie aeree potenzialmente più interessate ci sarebbe Ita Airways che, insieme al gruppo Lufthansa, già occupa una posizione dominante a Linate (circa il 52% dei voli programmati per l’intero 2026, secondo i dati Cirium).
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[post_content] => Il governo della Germania ha deciso per una sensibile riduzione della tassa sui biglietti aerei (Luftverkehrssteuer), con il preciso intento di rafforzare la competitività del comparto del trasporto aereo tedesco.
Dal prossimo 1° luglio quindi, la tassa tornerà ai livelli precedenti all’aumento del maggio 2024. In pratica, passerà da 15,53 € a 13,03 € per i voli a corto raggio in Europa, da 39,34 € a 33,01 € per i voli a medio raggio e da 70,83 € a 59,43 € per i voli a lungo raggio. Questa diminuzione che si attesta attorno al 16% dovrebbe costare circa 350 milioni di euro all'anno al bilancio dello Stato federale tedesco. E rientra tra gli impegni del contratto di coalizione tra Cdu/Csu e Spd, su iniziativa del cancelliere Friedrich Merz, per migliorare la competitività degli scali e delle compagnie aeree tedesche.
Di fatto, il traffico passeggeri in Germania risulta oggi ancora al di sotto dei livelli del 2019 in molti aeroporti, mentre hub vicini come Amsterdam, Parigi o Istanbul hanno raggiunto o superato i record pre-Covid. I costi elevati – tasse, spese di sicurezza, navigazione aerea – hanno spinto alcune compagnie aeree a ridurre la loro capacità in Germania.
L'Associazione tedesca del trasporto aereo (Bdl) definisce l'iniziativa del Bundestag come «un primo passo necessario». Tuttavia, sottolinea che questo taglio rimane insufficiente per invertire completamente la tendenza. «L’attuale riduzione della tassa sul trasporto aereo è un primo passo necessario, ma non è sufficiente a compensare gli svantaggi competitivi legati ai costi imposti dallo Stato rispetto agli altri paesi europei».
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