18 June 2021

Tui Italia chiude dal 15 marzo: tagliati 50 posti di lavoro

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La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. La casa madre tedesca ha deciso di chiudere le attività di tour operator tradizionale di Tui Italia a partire dal prossimo 15 marzo. «Il business si sta rivelando volatile per l’intero settore e in futuro, le operazioni to del Gruppo Tui nei diversi mercati dovranno essere ulteriormente armonizzate e standardizzate», si legge nella nota della società italiana con base a Fidenza, che ha annunciato la cessazione delle attività.

Una motivazione che riecheggia molto da vicino le parole che il ceo di Tui Germania, Marek Andryszak, aveva utilizzato lo scorso luglio, quando la compagnia aveva deciso di licenziare in due anni  450 dipendenti, la maggior parte dei quali impiegati nel quartier generale di Hannover. All’epoca Andryszak si era rifiutato di commentare qualsiasi ipotesi di azioni simili in altre sedi del gruppo. E’ evidente però che i licenziamenti condotti Germania facciano parte di una più ampia strategia di revisione del business del gruppo, che da tempo sta spostando i propri investimenti dalle attività legate al tour operating e alle operazioni commerciali a quello di sviluppatore, investitore e gestore di hotel e navi da crociera. Un cambiamento di prospettiva esplicitato dal ceo di Tui Group in persona, Friedrich Joussen, in occasione della presentazione del bilancio 2018.

E proprio i risultati della compagnia per il 2019 tratteggiano il quadro di una società che sta mutando profondamente la propria natura. Stando ai numeri rivelati a dicembre, Tui l’anno scorso avrebbe patito particolarmente gli effetti della messa a terra dei Boeing 737 Max, tanto che l’ebita del gruppo è sceso del 26% in 12 mesi, passando dai 1,143 miliardi di euro del 2018 agli 893 milioni del 2019 (l’ebita rappresenta il margine operativo di un’azienda al netto degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali, ma al lordo degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali, ndr). In tale contesto, l’ebita delle attività di trasporto aereo è crollato del 73%, passando da 497,3 milioni di euro a 131,8 milioni.

A fronte di tali difficoltà, il fatturato complessivo della compagnia è comunque salito del 2,7% fino a 18,9 miliardi di euro, grazie in particolare allo sviluppo del segmento “holiday experiences“, il cui giro d’affari complessivo è più che raddoppiato da 600 milioni a 1,231 miliardi di euro (ma nelle holiday experiences ci sono anche le vendite dirette online, ndr).

Per il resto, le crociere hanno registrato un incremento dell’ebita del 13% (da 324 a 366 milioni di euro), mentre lo stesso ebita del settore hotel e resort è cresciuto del 7,5% (da 420 a 451 milioni di euro).

Tornando a Tui Italia, «la situazione attuale ci fa ritenere che non ci siano le premesse per uno sviluppo positivo e sostenibile della società – ha dichiarato il ceo di Tui Suisse e responsabile per il mercato italiano, Martin Wittwer -.  Ci tengo comunque a ringraziare di cuore l’amministratore delegato Marco Amos e tutto il team di Tui Italia srl per il loro prezioso contributo e augurare loro ogni bene per il futuro».

Il taglio dei 50 posti di lavoro interessati dalla misura – prosegue la nota della compagnia –  sarà effettuato nella maniera più socialmente responsabile possibile. Tutti i viaggi di Tui Italia con data di ritorno fino al 15 marzo 2020 compreso saranno effettuati senza restrizioni; tutti i viaggi successivi saranno cancellati e i pagamenti già effettuati dai clienti saranno rimborsati. In Italia, Tui continua a essere rappresentata da varie altre società controllate come gli alberghi o il fornitore di escursioni digitali Musement. Anche lo Shoni Bay Hotel a Marsa Alam, finora offerto in esclusiva sul mercato italiano da Tui Italia, continuerà le operazioni.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare Quirino Falessi, commercial manager: qfalessi@tuiitalia.it, 0524 512 481




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