14 January 2026

Tui annuncia il taglio di 8 mila posti di lavoro

Dopo aver ricevuto ad aprile un prestito d’emergenza di 1,8 miliardi di euro dallo Stato tedesco, Tui annuncia il taglio di 8 mila posti di lavoro a livello mondiale, pari a oltre il 10% del proprio organico complessivo. Certo, la situazione è critica per tutti e non conosciamo i dettagli dell’aiuto pubblico ricevuto, tuttavia risulta difficile pensare a condizioni particolarmente onerose, visto che si tratta di un intervento volto proprio a salvare la compagnia dal rischio fallimento. Ecco allora che la vicenda riecheggia da vicino quella della Walt Disney, che ha recentemente deciso di distribuire dividendi e bonus nonostante la scelta di lasciare a casa oltre 100 mila lavoratori a livello globale. Un altro esempio dell’aberrazione strutturale di un neoliberismo incapace di affrontare le crisi senza l’aiuto dello Stato, ma allo stesso tempo pronto a scaricare sui lavoratori, e quindi sulla collettività, i costi delle proprie difficoltà.

Tanto più che, in quello che appare un gioco davvero paradossale, durante una conference call con alcuni giornalisti, riportata dal Sole 24 Ore Radiocor Plus, il ceo di Tui Friederich Joussen si sarebbe detto comunque ottimista sul futuro e pronto a riprendere le attività. Ma veniamo ai dati che avrebbero convinto la compagnia a ingenti tagli di risorse.

In effetti il secondo trimestre dell’anno fiscale 2019 – 2020, chiuso lo scorso marzo, ha registrato numeri particolarmente negativi, con perdite per 740 milioni di euro (erano -177 milioni nello stesso periodo dello scorso anno), margini operativi lordi (ebitda) negativi per 539 milioni (-106 milioni 12 mesi prima) e fatturato in calo del 10% a 2,8 miliardi. Lo stesso Joussen ha poi ribadito la propria strategia volta a rendere la compagnia più leggera e rapida. Un approccio che già lo scorso luglio aveva portato il gruppo ad annunciare il taglio in due anni di 450 dipendenti delle sedi tedesche, ma che soprattutto ha contribuito grandemente alla decisione di chiudere Tui Italia all’inizio di quest’anno.

Massimiliano Sarti

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