24 September 2021

I to britannici non trovano più stagionali. E’ la Brexit bellezza

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Non è sufficiente l’emergenza sanitaria globale a mettere in crisi il settore turistico britannico. A peggiorare la situazione ora ci sono anche i primi effetti della Brexit. E non tanto, e non solo, in termini di flussi incoming, ma anche per quanto riguarda l’offerta oltremare dei tour operator del Regno Unito. Tra le numerose conseguenze indesiderate dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europa si contano infatti pure i nuovi ostacoli all’assunzione di stagionali inglesi nei resort e negli hotel del continente. A lamentare la situazione sono gli stessi tour operator britannici, che si stanno preparando a fare pressione sui governi europei per ottenere delle agevolazioni al riguardo.

Il problema, racconta un articolo di travelmole, è che dallo scorso 31 dicembre i cittadini britannici non hanno più il diritto automatico di lavorare negli altri Paesi del Vecchio continente. In teoria i to del Regno Unito potrebbero sì continuare ad assumere stagionali da impiegare all’estero,  ma ora devono fare richiesta sia del permesso di lavoro, sia del visto per l’immigrazione: procedure che impongono tempi eccessivi rispetto alle necessità degli operatori. La questione non è affatto di poco conto, visto che nel solo 2019 sono stati ben 25 mila gli stagionali britannici impiegati in villaggi, hotel e resort del Vecchio continente. La maggior parte di tali lavoratori era inoltre rappresentata da under 30, spesso negli anni pre e post-universitari. Se gli operatori britannici dovessero quindi ricorrere a risorse locali per sostituirli, i costi inevitabilmente si innalzerebbero. Sia per la differente legislazione sul lavoro che vige nel resto d’Europa, sia semplicemente per il fatto che il bacino entro cui poter pescare collaboratori validi con una buona conoscenza dell’inglese sarebbe inevitabilmente ridotto.

Sono gli effetti indesiderati di una Brexit, che probabilmente ha ancora qualche conseguenza nascosta da svelare nei prossimi mesi. Qualche avvisaglia, d’altronde, era già sorta nei giorni scorsi, quando alcune testate avevano riportato l’episodio di un gruppo di turisti inglesi sbarcati da un traghetto nei Paesi Bassi, a cui erano stati confiscati i panini al prosciutto. Il tutto con il commento di uno zelante doganiere che, alle domande dei viaggiatori sulle motivazioni della misura, aveva sostanzialmente risposto: “E’ la Brexit”, (bellezza!).




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