21 September 2021

Ota Viaggi: le prenotazioni seguono il sentiment del momento

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Bisogna sconfiggere la paura. E’ la prima sfida che l’industria del turismo deve vincere se si intende davvero ripartire. Un ostacolo tanto impalpabile quanto difficile da superare. “Oggi non è più una questione di pricing – ha detto il direttore commerciale di Ota Viaggi, Massimo Diana, in occasione della Tourism Data Conference organizzata online in questi giorni da Teamwork Hospitality e hotelperformance -. Non pochi clienti sono anzi disposti a pagare persino qualcosa di più rispetto a prima. Magari per assicurarsi una maggiore copertura assicurativa in tema Covid. Ma in questo momento quello che pesa di più è l’incertezza”.

D’altronde i dati parlano chiaro. Il rapporto tra preventivi e prenotazioni del to capitolino era salito rapidamente tra gennaio e febbraio, passando da una media di sei conferme su 100 richieste a 32 su 100. Poi è arrivata la nuova ondata, con l’estensione delle zone rosse a quasi tutta l’Italia e lo stesso rapporto è nuovamente precipitato a 21 su 100. “Di fronte a un contesto tanto variabile – ha aggiunto Diana – per il mese di aprile abbiamo elaborato due scenari possibili: uno pessimista con le conversioni ferme a circa il 20% delle richieste e uno ottimista, che si spinge fino al 40%. Ma il risultato in questo caso dipenderà anche dall’andamento meteorologico, che influisce chiaramente sulla domanda last minute”.

Un’incertezza che pesa molto, come è facile immaginare, sui conti dell’azienda. “Anche perché le stesse prenotazioni che portiamo a casa oggi non è detto che poi si concretizzino veramente – ha osservato sempre Diana -. Per far fronte alla situazione abbiamo infatti dovuto mettere in campo livelli di flessibilità impensabili fino al 2019, come per esempio la cancellazione gratuita fino a 21 giorni dalla partenza. Sono condizioni difficili da sostenere per un’azienda”.

E gli effetti della pandemia sui ricavi sono pesanti. “Il nostro gruppo veniva da un decennio di forte crescita che nel 2019 ci aveva portato a raggiungere i 92,4 milioni di euro di fatturato complessivo – ha concluso il direttore commerciale del to -. Ebbene, nel 2020 ci siamo fermati a quota 38,4 milioni. E siamo stati anche tra i migliori sul mercato. Anche perché siamo riusciti a raggiungere tale soglie in soli due mesi di mare Italia. Per il 2021 abbiamo quindi elaborato ancora una volta due distinti scenari: uno più prudenziale che ci vede rimanere sostanzialmente in linea con l’anno scorso e uno che invece stima un giro d’affari di una cinquantina di milioni. Ma personalmente spero di essere smentito, riuscendo ad andare anche oltre la soglia più ottimista della forbice”.




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