10 settembre 2026 12:52

Andrea Mele
Niente di nuovo sotto il sole. Al termine del periodo estivo, la situazione internazionale continua a pesare sui bilanci dei tour operator e a ridisegnare la mappa del mondo dei viaggi su basi nuove. Lo confermano i trend evidenziati dal ceo di Mappamondo, Andrea Mele, che sottolinea innanzitutto la crescita dei numeri sull’America Latina. «Brasile e Perù in particolare hanno registrato volumi record, con un incremento vicino al 45%. Inutile negare che parte di questo exploit rappresenti un naturale “travaso” da altre destinazioni che ancora sono in difficoltà a causa degli eventi internazionali».
Al contrario, le mete orientali, Indonesia in primis ma anche Tailandia, hanno risentito della situazione, portando il t.o. a prevedere una chiusura d’anno globalmente in flessione del 20% circa rispetto ai numeri – fatturato e passeggeri totali – registrati nel 2025. «La crescita sull’America Latina e sull’Africa – aggiunge il manager – fa da contraltare all’azzeramento pressoché totale delle partenze per gli Emirati Arabi e al forte calo dell’Indonesia e, in misura più contenuta, della Thailandia».
Se questa è la situazione attuale, le premesse sono simili anche per il periodo di Natale e Capodanno. «Al momento, a pari data le prenotazioni si stanno muovendo su valori simili a quelli del 2025. Un dato comunque positivo, considerando che attualmente il booking su Dubai e Oman è a zero e che al contrario ci sono diverse mete, come Messico o Giappone, che si stanno muovendo bene. Il problema è che fino a quando non si avrà una soluzione certa del conflitto mediorientale, i viaggiatori non sceglieranno quell’area del mondo, anche per un semplice transito verso Oriente». Da qui il forte calo patito dall’Indonesia, che non offre collegamenti diretti al contrario di altre destinazioni.
E Shiruq? «In questo caso il discorso è differente, trattandosi di un t.o. che confeziona viaggi sartoriali per piccoli numeri. Positivo il riscontro sulle mete programmate, a cominciare a Mongolia, Uzbekistan, Algeria, Senegal o Cambogia».
Il nodo clima
Un altro tema di riflessione è quello relativo al cambiamento climatico. «Stiamo assistendo a una fase serissima e gravissima – spiega Mele – in cui eventi catastrofici si susseguono in diverse parti del mondo. Quest’anno abbiamo avuto disastri in Colombia, in Indonesia, in Nepal, al Grand Canyon negli Usa… Una serie di tragedie a ripetizione in diverse aree del mondo, che impongono una seria riflessione sul futuro».
Quanto ai prezzi, «il picco del costo carburante è ormai superato e, fatta eccezione per l’altissima stagione, i prezzi dei pacchetti si sono assestati. Per il Capodanno rimane il solito problema, con costi alle stelle che frenano le prenotazioni inducendo i clienti ad aspettare sotto data».
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Niente di nuovo sotto il sole. Al termine del periodo estivo, la situazione internazionale continua a pesare sui bilanci dei tour operator e a ridisegnare la mappa del mondo dei viaggi su basi nuove. Lo confermano i trend evidenziati dal ceo di Mappamondo, Andrea Mele, che sottolinea innanzitutto la crescita dei numeri sull’America Latina. «Brasile e Perù in particolare hanno registrato volumi record, con un incremento vicino al 45%. Inutile negare che parte di questo exploit rappresenti un naturale “travaso” da altre destinazioni che ancora sono in difficoltà a causa degli eventi internazionali».
Al contrario, le mete orientali, Indonesia in primis ma anche Tailandia, hanno risentito della situazione, portando il t.o. a prevedere una chiusura d’anno globalmente in flessione del 20% circa rispetto ai numeri – fatturato e passeggeri totali – registrati nel 2025. «La crescita sull’America Latina e sull’Africa – aggiunge il manager – fa da contraltare all’azzeramento pressoché totale delle partenze per gli Emirati Arabi e al forte calo dell’Indonesia e, in misura più contenuta, della Thailandia».
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E Shiruq? «In questo caso il discorso è differente, trattandosi di un t.o. che confeziona viaggi sartoriali per piccoli numeri. Positivo il riscontro sulle mete programmate, a cominciare a Mongolia, Uzbekistan, Algeria, Senegal o Cambogia».
Il nodo clima
Un altro tema di riflessione è quello relativo al cambiamento climatico. «Stiamo assistendo a una fase serissima e gravissima – spiega Mele – in cui eventi catastrofici si susseguono in diverse parti del mondo. Quest’anno abbiamo avuto disastri in Colombia, in Indonesia, in Nepal, al Grand Canyon negli Usa… Una serie di tragedie a ripetizione in diverse aree del mondo, che impongono una seria riflessione sul futuro».
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[post_content] => Msc Crociere è global partner della Formula 1 e sponsor della scuderia Alpine: nelle prove ufficiali di sabato scorso Pierre Gasly, di Alpine, ha conquistato la sua prima pole position in carriera in F1 e domenica ha raggiunto la settima posizione nella gara che ha visto la vittoria di Kimi Antonelli su Mercedes.
Msc ha portato i suoi ospiti a Monza per seguire le prime prove del Gran Premio: un’emozionante esperienza che ha messo in evidenza un elemento importante nella filosofia del gruppo. «Il futuro è un gioco di squadra, è questo il claim che ha guidato Msc nel suo approccio strategico alle sponsorizzazioni sportive - ha sottolineato Andrea Guanci, direttore marketing di Msc Crociere -. Una nave da crociera funziona non solo per l'abilità e l’esperienza del comandante, ma grazie al lavoro di un team: dal direttore di macchine, al direttore d'albergo, alle persone dell'housekeeping, dell'intrattenimento e delle cucine. Il lavoro di squadra rende unica l'esperienza per i nostri ospiti. Questo vale per Msc Crociere così come per i nostri cugini degli Msc Cargo e Trasporto. Il gruppo ha deciso di valorizzare questo concetto attraverso le sponsorizzazioni legate a sport che abbiano nella squadra il loro punto focale, quindi con la Formula 1 e con la scuderia Alpine. È evidente il parallelo con le nostre navi: il pilota della Formula 1 è un grande campione, ma nulla potrebbe se non ci fosse dietro di lui la squadra di tecnici, meccanici, ingegneri ed esperti capaci di rendere la sua macchina davvero competitiva. A Monza celebriamo questa collaborazione e stiamo adottando lo stesso approccio anche in altri sport: siamo da poco diventati global main partner dell'America's Cup. Nel 2027 le regate della competizione velica internazionale si terranno proprio nel porto di Napoli. Come accaduto nella Formula1, Msc ha deciso di essere il global partner di tutta l'America's Cup e ha poi sposato una squadra - New Zealand - per testimoniare la sua presenza negli sport di squadra, che rappresentano il futuro: per Msc come per i nostri partner sportivi».
Lavoro di squadra
Diventa così determinante lo sguardo che, dai bolidi che sfrecciano sulla pista dell’autodromo, si sposta sul lavoro al Paddock, dove oltre 40 tecnici di prendono cura delle macchine di ciascuna scuderia. Ci sono poi tutti coloro che lavorano nell’enorme “macchina” rappresentata dal Gran Premio di Formula 1. Oltre alle centinaia di tecnici e professionisti di ogni genere, per ciascuna competizione si spostano via mare o via aereo oltre 600 tir che trasportano le strutture mobili dei singoli team che vengono costruite a corredo di ciascun evento del campionato mondiale.
Come i Motorhome: dei quartier generali che accolgono i piloti della scuderia, gli ospiti d’onore, gli sponsor e i media. Si arriva quindi al Paddock, che ospita le aree delle diverse scuderie che sono il cuore della Formula 1 e, al di sopra, si accede al Paddock Club: una zona esclusiva dedicata agli ospiti degli sponsor, che si affaccia per centinaia di metri sull’area del traguardo, fronteggiando le tribune gremite di appassionati. Anche qui emerge la forza del team e si parla di accoglienza e ristorazione: decine e decine di giovani sono impegnati nel servizio e nella preparazione di portate di alta cucina. Un altro elemento che va ad aggiungersi all’idea del “lavoro di squadra” promossa da Msc Crociere.
(Chiara Ambrosioni)
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Il format di questo primo incontro è totalmente inedito per la Compagnia: per la prima volta, i candidati avranno infatti la possibilità di svolgere il percorso di selezione direttamente a bordo di una nave Gnv, conoscendo da vicino l’ambiente di lavoro, le professionalità che operano a bordo e le opportunità di carriera offerte.
"Lavorare a bordo significa entrare a far parte di una realtà internazionale, dinamica e in continua evoluzione. Con questa iniziativa vogliamo offrire ai candidati la possibilità di conoscere concretamente il nostro mondo, andando oltre il tradizionale colloquio di selezione e mostrando da vicino i valori, le professionalità e le opportunità che caratterizzano Gnv." Ha commentato Andrea Magnabosco, employer branding & talent acquisition manager di Gnv.
La prima tappa si terrà mercoledì 16 settembre dalle ore 9:30 alle ore 15:30 a bordo della M/N Rhapsody, ormeggiata presso il porto di Olbia (Isola Bianca) e sarà dedicata alla selezione di personale per le diverse aree operative di bordo. I partecipanti potranno incontrare i recruiter di Gnv, sostenere colloqui conoscitivi, ricevere informazioni sui percorsi di carriera e candidarsi alle posizioni aperte.
Specialisti
Nello specifico, la compagnia è alla ricerca di ufficiali di macchina, ufficiali di coperta, marinai, carpentieri, ottonai, elettricisti, frigoristi, capo operaio, comuni di macchina, operai meccanici, motoristi, ufficiali elettronici, piccoli/e di camera, assistenti ufficio, magazzinieri/e, cuochi/e, piccoli/e di cucina, pizzaioli, cambusieri, addetti/e alle vendite.
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Per partecipare sarà necessario registrarsi al seguente link entro il 13 settembre: Job Fair Cagliari - Lavoro, Sport, Turismo e Ambiente - Summer Edition 2026
È inoltre possibile inviare la propria candidatura tramite il sito ufficiale della Compagnia www.gnv.it all’interno della sezione “Lavora con noi”. Per ulteriori informazioni: crew.talent@gnv.it
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[post_content] => Dalle atmosfere misteriose di Praga ai castelli di Boemia e Moravia, dalle cantine dal design sorprendente alle esperienze per staccare dalla routine, tante sono le proposte da inserire nei programmi di viaggio tra vino e cultura. La Repubblica Ceca accende i riflettori sulla stagione autunnale e, perché no, anche su quella delle festività natalizie, con i famosi mercatini nelle principali piazze di Praga, che si terranno dal 28 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
Raggiungere la destinazione dall'Italia è ancora più semplice grazie ad una sempre più ampia offerta voli per la stagione invernale: in arrivo ci sono quest'anno nuovi collegamenti da Palermo, da Venezia, da Torino, e anche il volo da Bolzano per la prima volta operato dal SkyAlps.
Nel dettaglio, Ryanair ha introdotto un nuovo volo da Palermo a Praga, operativo da ieri, 1° settembre; sulla medesima tratta decollerà anche Wizz Air, dal 6 settembre prossimo; Smartwings aprirà invece il collegamento da Venezia a Praga, dal prossimo 22 ottobre; Wizz Air aggiungerà la Torino-Praga dal 16 gennaio 2027 e, infine, SkyAlps debutterà con la Bolzano-Praga dal 9 dicembre.
Da segnalare inoltre l’incremento delle frequenze di voli da Roma di varie compagnie, e da Bari, Treviso, Catania di Ryanair.
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Il lago di Como nel cuore e una specializzazione che affonda le sue radici nel lontano 1972: Rigamonti Travel Company presenta un'offerta incoming che ha nei soggiorni nel Nord Italia e nelle escursioni a bordo del trenino del Bernina i suoi due punti forti.
«In verità - spiega il ceo, Richard Rigamonti - i nostri clienti, che arrivano soprattutto da Stati Uniti e Canada, ci chiedono anche itinerari tailor made e in quel caso abbiamo l'opportunità di organizzare servizi e viaggi in tutta Italia. Il nostro core business si concentra comunque sui laghi italiani, con una posizione di primo piano occupata da quello di Como».
Un altro importante bacino di riferimento è quello della clientela europea, che però, specie se giunge dai paesi vicini all'Italia, richiede esperienze ad hoc provvedendo agli spostamenti in autonomia. «Ne offriamo più di 130 - aggiunge il manager -: vanno dai tour a bordo di ogni tipo di barca, alla visita a caseifici o cantine per vivere esperienze legate all'enogastronomia, alla cultura o alle attività sportive».
Target medio-alto
La clientela appartiene a un target medio-alto; nel caso di chi arriva da oltreoceano, il tour organizzato si sviluppa necessariamente su più giorni e si articola in una serie di servizi alla scoperta dell'anima autentica del territorio. «La nostra offerta si indirizza al 92-93% agli stranieri, ma lavoriamo anche per gruppi precostituiti di italiani, che in genere si rivolgono a noi per singoli servizi».
Uno dei punti di forza di Rigamonti Travel Company è l'assistenza h24: «Garantiamo un numero di telefono sempre attivo al quale rivolgersi e siamo in grado di gestire tutte le problematiche relative ad esempio al congestionamento di alcune piccole località, che nei mesi estivi vengono prese d'assalto dai turisti».
Dopo un inizio di 2026 partito in modo brillante, anche in casa Rigamonti si è vissuta una fase di stallo dovuta allo stop momentaneo dei mercati orientali. «Dopo le cancellazioni subite per maggio e giugno, la stagione si è ripresa, e i flussi turistici registrati specie dalla parte ovest del mondo dovrebbero contribuire a consentirci di chiudere l'anno sugli stessi livelli del 2025. Tanto più che attualmente si comincia a vedere una certa ripresa anche dai mercati mediorientali».
Le prospettive sono dunque improntate all'ottimismo e il traguardo dei circa 10 mila clienti complessivi registrati nel 2025 sembra un obiettivo raggiungibile anche quest'anno.
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[post_content] => Con un luglio archiviato a quota 82.222 passeggeri, nuovo record storico di traffico mensile, l'aeroporto internazionale dell'Umbria traguarda nuovi obiettivi di crescita.
A cominciare da un prossimo aumento di capitale, come ribadito da Andrea Ragnetti, nuovo presidente della Sase, società di gestione dell'aeroporto di Perugia, durante un incontro con le sigle sindacali del San Francesco, che hanno messo a fuoco gli interventi di ampliamento e potenziamento dello scalo umbro.
«Nel corso della riunione è stato dato un aggiornamento del percorso necessario ad ottenere da tutti i soci la conferma della volontà di procedere in tempi brevi all'aumento di capitale, necessario a garantire la copertura della quota degli investimenti non finanziata attraverso risorse pubbliche. Parallelamente, la società sta portando avanti un'attività di razionalizzazione dei diversi capitoli di spesa, con l'obiettivo di coniugare sostenibilità economica, capacità di investimento e sviluppo dello scalo».
«Il confronto con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali - ha sottolineato Ragnetti - rappresenta una componente importante del percorso di crescita della società. La fase di sviluppo che sta vivendo l'aeroporto richiede attenzione alle persone, qualità dell'organizzazione, equilibrio economico e capacità di programmare gli investimenti. L'obiettivo è affrontare questi temi attraverso un dialogo serio e costruttivo, nell'interesse dei lavoratori, della società e dello sviluppo dello scalo».
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[post_content] => Un mosaico di colori, profumi e atmosfere fuori dal tempo: è questo il volto autunnale dell'Estonia, quando le foreste si accendono di rosso, oro e ambra, i bog (le torbiere) assumono sfumature sorprendenti e l’aria frizzante invita a rallentare il passo.
Dalle vaste aree protette dell’entroterra alle isole del Baltico, ogni angolo del Paese offre prospettive diverse su questo spettacolo effimero. Anche Tallinn partecipa a questa trasformazione: parchi storici come Kadriorg e le numerose aree verdi urbane si accendono di tonalità autunnali, confermando la capitale dell’Estonia come una delle città europee in cui natura e vita cittadina convivono più armoniosamente.
Per chi desidera immergersi completamente nell’ambiente naturale, il Parco Nazionale di Soomaa rappresenta una delle esperienze più iconiche dell’autunno estone. Prima che l’inverno trasformi il paesaggio, è possibile esplorare i corsi d’acqua in canoa, osservare il foliage riflettersi sulla superficie dei fiumi e percorrere sentieri che attraversano foreste e torbiere. Qui il viaggio nella natura si completa con uno dei rituali più amati della cultura estone: la sauna, un’esperienza che combina benessere, relax e connessione con l’ambiente circostante.
L’autunno invita inoltre a scoprire la costa baltica e le isole estoni, dove il ritmo rallenta ulteriormente. A Saaremaa, conosciuta anche come “SPA-remaa” per la sua consolidata tradizione legata al benessere, centri termali e spa utilizzano ingredienti locali come alghe marine, foglie di ginepro, fanghi minerali e acqua sorgiva per trattamenti naturali e rigeneranti. Sempre sull’isola, il sentiero di Koigi Bog offre l’opportunità di attraversare paesaggi dai colori straordinari e di vivere la natura attraverso attività tradizionali come la raccolta di bacche e piante aromatiche.
L’autunno è anche il periodo ideale per scoprire un lato meno conosciuto dell’enogastronomia estone. Ai confini settentrionali della viticoltura europea, il Paese ha sviluppato una produzione originale di vini ottenuti da frutta, bacche e varietà nordiche. L’itinerario dell’Eesti Veinitee collega decine di produttori e cantine.
La stagione autunnale è anche un periodo di celebrazioni e cultura. Dal 2009 Narva detiene il titolo simbolico di Capitale d’Autunno dell’Estonia e propone ogni anno un programma di appuntamenti che coinvolgono residenti e visitatori.
Con l’accorciarsi delle giornate, l’Estonia rivela infine uno dei suoi aspetti più affascinanti. Le celebri Black Nights diventano il palcoscenico di un ricco calendario culturale che anima il Paese durante la stagione più buia dell’anno. Tra gli appuntamenti principali spicca il Tallinn Black Nights Film Festival (PÖFF), uno dei più importanti festival cinematografici del Nord Europa
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Una cartina precisa, disegnata dal mercato immobiliare italiano di fascia più alta, con al vertice i 58 milioni di euro richiesti per una proprietà a Vietri sul Mare. L'analisi compita da Idealista e roportata dal Sole 24 Ore si focalizza sulle ville di pregio presenti sul mercato italiano esaminando oltre 150 proprietà di valore superiore ai 10 milioni di euro.
La proprietà più costosa censita si trova a Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana. Il prezzo richiesto è di 58 milioni di euro per un palazzo storico di 1.700 metri quadrati arroccato su una scogliera a picco sul mare. La residenza conta 48 camere e dispone di terrazze panoramiche, volte affrescate, pavimenti originali in maiolica vietrese e piscina a sfioro
Al secondo posto si trova Porto Cervo, con un complesso di quattro ville proposto a 38 milioni di euro. La proprietà sorge su un parco privato di 10mila metri quadrati affacciato su Cala di Volpe, con piscine e accesso diretto alla spiaggia.
Terza posizione per Capri, dove una tenuta da 33 milioni di euro si estende su oltre 11 ettari di parco. Le due residenze che la compongono sono collegate da una funicolare privata interna e comprendono 14 camere, altrettanti bagni e due piscine.
A Roma, nel quartiere Trevi, un palazzo seicentesco è sul mercato a 30 milioni di euro. L’immobile si sviluppa su 3.535 metri quadrati e sei livelli e conserva soffitti a cassettoni, una chiesa sconsacrata del XVII secolo e un giardino privato con agrumeti.
Segue Massa Marittima,con una proprietà da 28 milioni di euro: 34 ettari di terreno, 35 camere e 25 bagni. A Positano, invece, una villa di 800 metri quadrati con accesso esclusivo al mare raggiunge i 26 milioni, equivalenti a 32.500 euro al metro quadrato.
La Toscana si distingue per concentrazione dell’offerta: secondo l’analisi, è la regione con il maggior numero di immobili sopra i 10 milioni di euro, mentre Forte dei Marmi emerge come la località con il volume più elevato di proprietà appartenenti a questa fascia di prezzo. Tra le proprietà più particolari figura una tenuta settecentesca a Peccioli, in provincia di Pisa, proposta a 25 milioni di euro. Oltre alla residenza principale, la proprietà comprende vigneti e oliveti, piscina panoramica, campo da tennis, lago e persino un aeroporto privato con hangar.
La graduatoria per prezzo al metro quadrato
La graduatoria cambia guardando il prezzo al metro quadro: la dimensione dell’immobile non determina necessariamente la quotazione più elevata. Il record indicato dall’analisi spetta infatti a una villa di appena 200 metri quadrati a Porto Cervo, valutata 70 mila euro al metro quadrato. Seguono Forte dei Marmi, con punte di 47.500 euro al metro quadrato, Porto Rotondo con 38.462 euro, Vietri sul Mare con 34.118 euro e Positano con 32.500 euro.
Dai dati emerge un mercato concentrato attorno ad alcune grandi direttrici territoriali. La prima è la Costiera Amalfitana, con Positano, Ravello e Vietri sul Mare; la seconda è la Costa Smeralda, dove Porto Cervo, Porto Rotondo, Liscia di Vacca e Cala Granu combinano parchi privati, accessi al mare e architetture di pregio.
La Toscana presenta invece più mercati al proprio interno. Seguono i laghi, con Cernobbio e Tremezzina sul Como, Desenzano e Toscolano-Maderno sul Garda e Pallanza sul Verbano, e infine le città d’arte, con Roma, Firenze e Venezia. Sul lago di Como, in particolare, Cernobbio occupa due posizioni nella top ten, entrambe con proprietà da 23 milioni di euro. Una è una villa fronte lago di 1.500 metri quadrati con piscina e giardino affacciati sul Lario; l’altra è una dimora storica di mille metri quadrati con darsena privata, piscina a sfioro, terrazzo panoramico e giardino all’italiana.
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[post_content] => La Thailandia ridisegna il proprio futuro turistico con il varo della nuova strategia 2027, 'The Year of Transformation'. Il principale intento della Tourism Authority of Thailand è quello di spostare l'attenzione dall'aumento del numero dei visitatori per concentrarsi su quattro iniziative strategiche, volte ad attrarre viaggiatori con un potere di spesa più elevato, offrire esperienze significative e una distribuzione più uniforme dei turisti sull'intero territorio nazionale.
Il traguardo finale è quello di fare della Thailandia «la destinazione numero uno in Asia per valore e significato».
Le quattro iniziative della strategia, che rientrano nel più ampio piano “Winning Goal 2027” della Tat, mirano ad aumentare i ricavi turistici di almeno il 5% rispetto al 2026 e a raggiungere una ripartizione dei visitatori in un rapporto 60-40 tra destinazioni principali ed emergenti.
Thapanee Kiatphaibool, governatore della Tat, ha spiegato che si tratta di una precisa transizione, da una crescita basata sui volumi verso esperienze che «conquistino la fedeltà dei viaggiatori» e «distribuiscano i ricavi in modo più ampio».
La prima iniziativa, “Rebalance Market Portfolio”, mira a ridurre la dipendenza da un unico mercato di provenienza o da un’unica destinazione, rafforzando il turismo interno e attirando viaggiatori di alto profilo interessati al benessere, al lusso, alla gastronomia e alla natura.
La seconda, “Shape Experience Platform”, punta a trasformare l’immagine della Thailandia da destinazione “con un ottimo rapporto qualità-prezzo” a destinazione più “significativa”.
Terzo pilastro della strategia, “Build New Growth Engine”, si basa su ciò che la Tat definisce la “Life Economy”: all’inizio del 2027 verrà lanciato il programma “Unseen Luxperience” rivolto ai viaggiatori di fascia alta, che combinerà destinazioni meno conosciute con esperienze autentiche incentrate sui tessuti thailandesi, i gioielli, i massaggi e la Muay Thai.
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