21 September 2021

Kiriacoulis Italia, la vacanza in barca come opportunità di crescita per le agenzie di viaggio

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Il charter nautico regge bene la crisi post Covid, non solo, ma rappresenta per le agenzie di viaggio un’ottima opportunità di crescita. E’ quanto sostiene Luciano Rigli, responsabile in Italia di Kiriacoulis. La vacanza in barca offre l’occasione per vivere a contatto con il mare, in libertà, in famiglia o con un numero ristretto di amici. L’agenzia di viaggi non solo offre al cliente l’opportunità di una vacanza unica ma può costruire un pacchetto completo aggiungendo anche i servizi a terra.

La Kiriacoulis Italia fa parte della Kiriacoulis Mediterranean e ha molteplici interessi, tra questi attraverso la KG med marina, gestisce una rete di porti turistici, con circa 3000 posti barca. La Kiriacoulis è organizzata con 25 Basi di assistenza di cui 23 nel Mediterraneo (7 in Italia).

«In Italia siamo i numero uno del settore e terzi al mondo – commenta Luciano Rigli – Grazie ad una storia lunga alle spalle e alle basi solide attualmente soffriamo meno rispetto ai grossi gruppi. Nel 2020 abbiamo registrato una perdita nei ricavi pari al 30 per cento e nel 2021 una diminuzione del 20 per cento. Per i gruppi grossi la perdita è pari al 70 per cento».

L’obiettivo di Kiriacoulis Italia è far conoscere alla agenzie italiane il prodotto del charter nautico.

«Stiamo riscontrando purtroppo – aggiunge Rigli – che quando il mercato italiano si sveglia, noi siamo giù pieni. E’ necessario che le adv si attrezzino per mettere in magazzino questo prodotto che ha grande marginalità. Il prezzo di una vacanza in barca è competitivo: per 6 persone, la barca con accompagnatore/comandante non supera i 5 mila euro ed i margini di agenzia arrivano fino al 20%. Nonostante questo le adv hanno sempre snobbato il prodotto».

L’anno scorso Kiriacoulis Italia ha siglato un accordo in esclusiva con Geo Travel Network per la commercializzazione del prodotto ‘Vacanze in barca’. La partnership prevede diverse soluzioni di prodotto con margini agenzia fino al 20%.

«Crediamo molto nella forza delle agenzie di viaggio – conclude Rigli – e speriamo che colgano il nostro invito. Il giro di affari che le adv stanno perdendo è di almeno 200 milioni, tra movimento in Italia e all’estero, vale a dire 40 milioni di commissioni che potrebbero entrare nelle casse delle agenzie italiane».




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