16 June 2021

Gruppo Ncl: un altro trimestre difficile ma prenotazioni per il 2022 meglio che nel 2019

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Il blocco completo delle attività ha pressoché azzerato i ricavi di Norwegian Cruise Line Holding, il cui giro d’affari nel primo trimestre dell’anno si è fermato a quota 3,1 milioni di dollari, contro gli 1,2 miliardi dello stesso periodo del 2020, quello immediatamente antecedente lo scoppio della pandemia. Nonostante il parallelo calo delle spese operative del 79,8%, le perdite del gruppo sono quindi ammontate a 1,4 miliardi. Tale dato sembrerebbe peraltro persino migliore di quello registrato nel primo trimestre dell’anno scorso, quando la holding chiuse il periodo gennaio-marzo in rosso per 1,9 miliardi di dollari. Ma se si prendono in considerazione le cifre rettificate (ossia ripulite dalle voci straordinarie) il risultato appare molto più coerente con la situazione contingente: nei primi tre mesi dell’anno corrente Nclh ha infatti accusato perdite nette rettificate per 668,6 milioni, contro il rosso da 211,3 milioni del 2020.

A fronte di tali numeri, la compagnia rimane comunque ottimista sul futuro delle proprie attività, una volta che la pandemia sarà definitivamente superata. Alcuni segnali di svolta stanno peraltro già arrivando, con i volumi delle prenotazioni che, tra gennaio e marzo, sono più che raddoppiati rispetto al trimestre precedente, al netto delle cancellazioni. Non solo: le vendite per il 2022 rimangono su ottimi livelli, tanto che per la prima metà del prossimo anno la holding registra un ritmo di prenotazioni significativamente più alto di quello già record del 2019. Il tutto a tariffe persino più elevate di due anni fa, se si esclude l’impatto deflazionistico dei voucher Fcc.

Al 31 marzo, infine, il gruppo dichiara una posizione netta debitoria per 12,2 miliardi di dollari e liquidità per 3,5 miliardi. Nel corso del primo trimestre, il tasso con cui la holding ha bruciato cassa è stato di circa 190 milioni (170 milioni la cifra rettificata). Un dato che la compagnia reputa rimarrà più o meno invariato anche nel secondo trimestre, durante il quale interverranno pure i costi legati alla ripresa delle attività delle navi. “Nella prima parte del 2020 abbiamo completato una serie di operazioni finanziarie strategiche, raccogliendo oltre 1 miliardo di dollari di liquidità addizionale ed estendendo al contempo le scadenze del nostro debito – spiega l’executive vice president e chief financial officer, Mark Kempa -. Mentre ci prepariamo all’imminente ripresa delle nostre attività per la prossima estate, continueremo gli sforzi per equilibrare le nostre necessità di cassa, al fine di massimizzare la flessibilità finanziaria e posizionare al meglio il nostro gruppo nel lungo periodo”.




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