27 March 2026

Fruit: InViaggi a quota 20 mln di fatturato in tre anni

Triplicare il giro d’affari in tre anni fino a raggiungere quota 60 milioni di euro totali. E’ questo l’ambizioso obiettivo di Fruit Viaggi che dopo la recente acquisizione del brand InViaggi punta a una crescita importante, tale da rendere l’operatore un punto di riferimento importante del turismo organizzato italiano. L’idea è quindi quella di raddoppiare in un triennio il fatturato della villaggistica, con il marchio storico Fruit Village, portandolo dai 20 milioni circa attuali a 40 milioni, al contempo beneficiando degli ulteriori 20 milioni garantiti dall’offerta generalista di InViaggi a regime.

La presentazione ufficiale del brand si terrà in occasione del Ttg di Rimini, spiega l’amministratore unico della società campana, Cesare Landi: “Alla fiera presenteremo anche il nuovo direttore generale dedicato al marchio InViaggi e due risorse commerciali aggiuntive, con cui pensiamo di potenziare la nostra presenza al Nord. L’acquisizione di InViaggi mira infatti anche a raggiungere quest’area del Paese, dove ancora non siamo fortissimi ma in cui invece il nostro nuovo brand era conosciuto e affermato”.

Il prodotto si presenterà con un logo inedito e un’offerta che ripartirà dai punti di forza storici di InViaggi: “L’idea è quella di posizionarci nel segmento medio del mercato, con una proposta dall’ottimo rapporto qualità-prezzo – prosegue Landi -. Ci concentreremo soprattutto su Egitto, Tunisia, Baleari e Grecia mettendo a scaffale non solo la classica charteristica a rotazione settimanale, ma anche un’offerta più flessibile servita dai voli di linea e adatta intercettare le nuove esigenze della domanda”.

Nelle intenzioni del gruppo, il brand InViaggi manterrà una propria identità precisa, separata dal prodotto Fruit. Per ospitare le nuove risorse dedicate, la sede centrale dell’operatore campano è stata ampliata con l’aggiunto di un nuovo locale. “Con InViaggi potremo finalmente aggiungere un nuovo tassello alla nostra proposta – conclude Landi -, raggiungendo quel target di clientela che all’all inclusive preferisce formule di vacanze più libere come la mezza pensione o il solo pernottamento e colazione”.

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Tale dinamica è riconducibile in via principale al timing dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo — completata a fine ottobre 2025 — e, più in generale, a una fase di crescita per linee esterne particolarmente intensa e accelerata.\r\n\r\nNel corso dell’esercizio, la società ha sostenuto costi di integrazione, preparazione operativa e sviluppo commerciale che troveranno piena espressione economica a partire dall’esercizio 2026, primo anno di contribuzione completa delle attività acquisite.\r\n\r\nI dati\r\nIl 2025 è stato per Xenia un anno di accelerazione strategica rilevante: i ricavi consolidati hanno raggiunto circa  72 milioni di euro, segnando una crescita del 26% rispetto ai 57 milioni del 2024. 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Tali risultati sono riconducibili alla più rapida esecuzione del piano e al disallineamento temporale tra costi e ricavi connesso alle acquisizioni, che vedono Xenia oggi forte di 19 strutture alberghiere rispetto alle 10 presenti al 31 dicembre 2024. Ha inciso in particolare - ancorché transitoriamente - sulla marginalità e sul risultato netto 2025 della società il disallineamento temporale tra il closing dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo e la stagionalità intrinseca del business acquisito.\r\nIl gruppo Italica Turismo — con ricavi ed Ebitda al 31 dicembre 2023 rispettivamente, di circa 21 milioni e circa 530 mila euro e che, nel 2025 sono stimati dalla società in circa 24 milioni e circa  1,8 milioni — genera infatti la quasi totalità del proprio fatturato nel periodo aprile-ottobre. Il contributo economico positivo derivante dai ricavi di stagione potrà ragionevolmente essere visibile appieno nel bilancio 2026.\r\n\r\n\r\n\r\n","post_title":"Xenia: approvato il progetto di bilancio 2025. Nel 2026 obiettivo su Italica Turismo","post_date":"2026-03-26T10:17:08+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1774520228000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510490","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_510491\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Gabriele Graziani[/caption]\r\nRateHawk ingrana una marcia in più. 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L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».\r\nIl core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.\r\nSul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». 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