27 March 2026

De Carvalho, Gardaland: diventeremo un mega-resort di portata europea

Diventare un mega-resort sulle orme dei più grandi parchi d’intrattenimento europei. E’ questo l’obiettivo di medio periodo di Gardaland. Lo ha spiegato il nuovo amministratore delegato, Sabrina De Carvalho, a margine dell’evento di presentazione delle novità 2023. Come è risaputo, una delle sfide del parco sul lago di Garda è quella di essere situato in una location con scarsa disponibilità di terreni edificabili nelle immediate adiacenze. Un ostacolo superabile, però, tramite la realizzazione di nuove attrazioni e servizi nelle vicinanze del complesso esistente, anche se in zone separate rispetto al nucleo originario: “Abbiamo già acquisito una serie di terreni a questo fine e sono pronti gli investimenti, secondo quanto previsto dal nostro piano di sviluppo decennale – ha rivelato Sabrina De Carvalho -. D’altronde è qualcosa che abbiamo già fatto con il Sea Life, che ha un’entrata diversa rispetto a Gardaland. Si tratta inoltre di un modello di sviluppo piuttosto comune negli altri parchi europei di grandi dimensioni”.

Tra gli obiettivi del nuovo amministratore delegato c’è poi quello di allargare la quota di visitatori internazionali, in particolare dai paesi dell’area Dach, Germania, Austria e Svizzera: “L’idea è di passare dall’attuale 25% di presenze dall’estero al 30% già per quest’anno, per poi arrivare al 40% nel medio-lungo periodo“. Altro tema caldo della stagione in arrivo sarà poi quello del personale: una questione aperta per tutta l’industria turistica europea: “Facciamo il possibile, anche tramite una serie di iniziative volte a ridurre il nostro fabbisogno di risorse – ha aggiunto la ceo -. Quest’anno per esempio abbiamo introdotto i tornelli automatici all’ingresso, che permettono l’entrata senza assistenza ai visitatori”.

Infine, una parola sugli investimenti: le cinque novità di quest’anno avrebbero infatti comportato una spesa in linea con quella dell’anno scorso per la dark ride Gardaland: Jumanji The Adenture, costata oltre 20 milioni di euro, nel contesto di un piano d’investimenti da circa 100 milioni tra 2015 e 2022. “Dopo un 2022 che ha fatto segnare oltre 3 milioni di visitatori con picchi estivi già superiori ai livelli pre-pandemia, ma un risultato complessivo leggermente al di sotto dei numeri del 2019 – ha concluso Sabrina De Carvalho – quest’anno contiamo di raggiungere definitivamente, e magari di superare, le performance di quattro anni fa“.

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Con circa 9 milioni di pernottamenti annui, il territorio si conferma una destinazione solida, trainata principalmente dal turismo domestico e dai mercati limitrofi come Germania e Repubblica Ceca. Tuttavia, cresce progressivamente anche l’interesse internazionale, soprattutto per segmenti legati alla cultura e alle esperienze autentiche.\r\nUno degli elementi più attrattivi resta senza dubbio la natura, con il Salzkammergut – celebre regione di laghi e montagne con oltre 70 specchi d’acqua – che continua a rappresentare un richiamo fondamentale. Ma negli ultimi anni emerge con forza un nuovo trend: sempre più visitatori scelgono l’Alta Austria per motivazioni culturali. Secondo le analisi recenti, circa il 20-22% degli ospiti indica la cultura come principale ragione di viaggio, includendo festival, concerti, musei e patrimonio storico, ma anche esperienze contemporanee e innovative.\r\n«Negli ultimi anni abbiamo registrato un interesse crescente per la cultura: non solo patrimonio e tradizione, ma anche esperienze contemporanee, festival e nuove forme di espressione artistica. Linz, in questo senso, rappresenta perfettamente questa evoluzione», ha sottolineato Winkelhofer.\r\nIn questo contesto, Linz gioca un ruolo centrale, affermandosi come destinazione alternativa, dinamica e ancora poco esplorata. Proprio questa sua autenticità la rende sempre più interessante per un pubblico alla ricerca di luoghi meno convenzionali.\r\n«Non siamo una destinazione classica o stereotipata: ed è proprio questo il nostro punto di forza. Sempre più viaggiatori cercano luoghi autentici, ancora da scoprire».\r\n\r\nGli appuntamenti\r\nLa regione guarda inoltre al futuro con importanti appuntamenti: nel 2027 sarà dedicato all’Unesco, con un programma volto non solo a valorizzare il patrimonio, ma a trasformarlo in un’esperienza viva e coinvolgente. Tra i siti di rilievo figurano Hallstatt, con una storia legata all’estrazione del sale che risale a oltre 7.500 anni, e diversi patrimoni naturali e culturali, inclusi elementi immateriali come artigianato, tradizioni tessili e ceramiche.\r\nUn ulteriore elemento strategico è la dimensione europea: entro un raggio di 100 km dalla regione si contano diverse Capitali Europee della Cultura, tra cui quella prevista nel 2028 nella vicina České Budějovice, a circa 50 km da Linz. Questo rafforza il posizionamento dell’area come hub culturale internazionale.\r\nNonostante queste potenzialità, mercati come Italia, Spagna e Portogallo risultano ancora marginali nei flussi turistici. Proprio per questo motivo Linz ha recentemente ospitato il primo Travel Trade Summit dedicato ai mercati spagnolo, portoghese e italiano, offrendo agli operatori l’opportunità di incontrare direttamente i rappresentanti dell’offerta turistica e culturale austriaca.\r\n«Sappiamo che in Paesi come Italia e Spagna c’è ancora molto spazio per crescere. Per questo vogliamo lavorare con un approccio mirato, attraverso media specializzati, tour operator e collaborazioni strategiche».\r\nTra le sfide principali emerge quella della comunicazione: trovare un linguaggio adatto per raccontare una destinazione diversa dall’immaginario classico dell’Austria. In questo senso, Linz può rappresentare un caso emblematico di “Austria alternativa”, capace di coniugare innovazione, industria creativa, tecnologia e cultura contemporanea.\r\nInteressanti prospettive arrivano anche dal turismo giovanile e scolastico, già presente soprattutto con gruppi italiani.\r\n«Molti studenti italiani visitano già la regione: sono i viaggiatori di domani. L’obiettivo è creare esperienze che li leghino al territorio anche in futuro», ha evidenziato Winkelhofer.\r\nInfine, restano alcune criticità legate all’accessibilità, in particolare per i mercati del Sud Europa. «Le connessioni sono un tema importante, ma vediamo un crescente interesse verso l’Europa centrale: questo ci rende fiduciosi per il futuro».\r\n(Quirino Falessi)\r\n[gallery ids=\"510454,510455,510456,510457,510458,510459\"]\r\n\r\n","post_title":"Linz e l’Alta Austria: tra natura, cultura e nuove strategie di promozione","post_date":"2026-03-25T13:14:43+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774444483000]}]}}