25 August 2026

Danilo Curzi: non ho ricette per il dopo Covid19, ma bisogna essere “pronti”

Danilo Curzi affronta la situazione che accomuna tutto il mondo della “travel industry” in maniera ponderata e pragmatica. D’altronde la sua forza e quella delle persone a lui vicine, coloro che hanno contribuito a rendere Idee per Viaggiare il tour operator che è oggi, è sempre stata quella di indovinare le mosse, ma attenzione, non pensate all’alea, bensì ad un’attenta osservazione delle condizioni in cui ci si deve muovere.
Verrebbe da dire che si ispira all’Arte della Guerra, il libro di strategia militare di Sun Tzu, applicabile perfettamente alla vita, alle aziende, alle persone…
«Il periodo è difficile, per tutti. Il mio modo di reagire è essere pronto, stare vicino a chi è in azienda prepararmi a quando potremo ripartire – spiega Curzi, ad di Idee per Viaggiare e fondatore assieme a Roberto Maccari del to – Mi chiedeva un giornalista, in una intervista di questi giorni, cosa ho pronto per il dopo, lo scenario, le idee i progetti. Nulla…gli ho risposto che è come se fossi sotto le macerie di casa mia crollata per il terremoto e mi chiedesse che piani di ristrutturazione ho programmato, che parquet metterei in salone e che colore userei per le pareti. Sinceramente, non lo so. La situazione si evolve giorno per giorno e noi dobbiamo solo stare “liquidi” pronti ad agire appena il tutto avrà una ripresa. Non dipende solo da noi, ma da una serie di cause e concause. Ecco qual’ è la mia posizione».

Intanto però l’operatore non sta fermo.
La prima azione è stata nei confronti dei dipendenti, quella forza che distingue Idee per Viaggiare da molti competitor, per garantire loro, almeno nel breve periodo (2/3 mesi) la tranquillità, anche economica, cosa importantissima quando si affronta l’incertezza dell’imponderabile.

«Poi stiamo dando vita a tavole rotonde e webinar (ieri sul nostro prodotto “Biker” sono state 300 le persone collegate sulla piattaforma) – prosegue Curzi – per insistere sulla formazione, sull’aggiornamento, sulla ottimizzazione di questi tempi (forzatamente) morti. Darwin (o forse il prof. Megginson, nel 1963, interpretandone il pensiero) asseriva che “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” e questo accadrà come nel nostro settore accade dalla crisi della Lehman bros. del 2008. Probabilmente ci saranno ripercussioni nel numero di agenzie, di to, che riusciranno a superare questa impasse. L’importante è essere pronti e vicini al comparto che potrebbe perdere agenzie, come si potrebbe ridurre anche il numero degli operatori e la ripresa sarà più lenta che in altri segmenti dell’economia. E’ inevitabile».

«Teoricamente – conclude Curzi – la ipotetica contrazione del numero dei player dell’offerta potrebbe mantenere gli equilibri pressoché invariati, ma sono i tempi di ripresa la cosa da tenere d’occhio. E allora si deve stare “caldi” e prepararsi per ripartire appena la luce verde sarà in vista, ma con il motore a pieno regime…a, buon proposito, parlando di moto!».

Massimo Terracina

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