15 April 2026

Burgio, Alpitour: marginalità in crescita e l’inflazione fa bene al nostro debito

Arriva a quota 1,6 miliardi di euro la previsione di fatturato per il 2022 del gruppo Alpitour. Un livello non troppo lontano dai quasi 2 miliardi raggiunti nell’era pre-Covid.

“E pensare che per i primi mesi dell’anno abbiamo lavorato senza Cuba, Messico e altre destinazioni importanti – racconta l’a.d. e presidente Gabriele Burgio -. Poi a marzo hanno aperto le frontiere ma naturalmente ci è voluto del tempo per rimettere in moto la macchina. Diciamo che da giugno la situazione si è quasi normalizzata”.

Con un inverno normale e un’estate sui livelli di quest’anno, è quindi il ragionamento di Burgio, ” nel 2023 pensiamo di superare la soglia dei 2 miliardi“. Ma ancora più importante è il dato sulle marginalità che stanno crescendo e “sono migliori rispetto al passato, grazie ai nostri investimenti in tecnologia e alla riorganizzazione attuata in questo biennio (la cosiddetta Trevolution, ndr)”.

Certo, le incognite continuano a pesare. A cominciare dalle tensioni geopolitiche in corso, con la conseguente impennata dei costi energetici e la crescita dell’inflazione. Quest’ultimo tuttavia potrebbe in realtà tradursi in un fattore positivo per le aziende che sono ricorse all’indebitamento: “Che l’inflazione dovesse tornare a crescere – sottolinea sempre Burgio – era nell’aria già da tempo. Ancora prima del Covid nei mercati girava troppa euforia. Inevitabile prima o poi che la pressione sui prezzi si facesse sentire. Ad aprile 2020 abbiamo quindi portato a termine un’importante operazione di finanziamento a tassi fissi, che ora si sta rivelando preziosissima. Diverso naturalmente è il discorso per quelle aziende che si sono esposte a tassi variabili senza coperture”.

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