23 July 2024

WeRoad: bisogna abolire il divieto di viaggiare per gli italiani

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Aeroporti, Stati Uniti, sicurezza,

Con una lettera fra l’ironico e il drammatico il tour operator WeRoad cerca di rimettere al centro del dibattito il divieto di viaggiare degli italiani fuori dall’Unione europea e di alcune destinazioni inserite nei famosi corridoi. Vediamo cosa dice la lettera: «Questo è un appello, una chiamata, una call to action, una sveglia (chiamatela come volete) per dire all’Italia che è ora di aprire le nostre porte verso il mondo – anzi, riaprire. Come tour operator siamo un po’ di parte, questo è vero, ma dopo due anni di pandemia, di diffidenze verso il prossimo, di chiusura fisica e mentale, siamo fortemente convinti che tornare a viaggiare sia fondamentale», pienamente d’accordo con il nucleo del messaggio, ma continuiamo.

«Da febbraio 2020 per noi Italiani continua ad esserci il divieto di viaggiare per turismo fuori dall’Unione Europea, salvo per i Paesi che si trovano nella “lista D”, ma nella lista compare il Ruanda, 16% della popolazione vaccinata, mentre non c’è Cuba, dove la percentuale dei vaccinati è superiore a quella italiana. Però gli italiani che viaggiano fuori Europa ci sono, eccome se ci sono: basta prenotare un viaggio tramite uno dei colossi del web o con un tour operator straniero, dove è perfettamente legale vendere un viaggio verso qualunque Paese del mondo e fare scalo ad Amsterdam o Madrid, o qualsiasi altra città europea. Ai tour operator italiani, quelli che creano ricchezza nel nostro Paese, che assumono e investono qui, non restano che il cotechino e le lenticchie». Mi piace questo tono ironico che nasconde una forte apprensione, una difficoltà simulata con una mezza risata.

«Dalla pandemia, al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, “going it alone is simply not an option” ha detto Mario Draghi al recente G20 di Roma e l’appello, la speranza che abbiamo, è che l’Italia si allinei quindi al resto dei Paesi Europei e occidentali nel riaprire i confini nazionali. Passaporto e green pass alla mano, torniamo a connettere persone, culture e storie». 

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