13 May 2026

Halldis ammessa al concordato preventivo. Pronto il piano di rilancio

Michele Diamantini

Halldis spa, la prima a portare in modo strutturato in Italia il modello americano dello short rental, è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale dal Tribunale di Milano, sulla base di un piano attestato di rilancio di Halldis che prevede la prosecuzione dell’attività della società.

«La pandemia – afferma Michele Diamantini, ceo di Halldis – e il conseguente calo degli spostamenti per finalità turistiche e di lavoro avevano aggravato precedenti difficoltà finanziarie. Per questo un anno fa circa abbiamo avviato un procedimento, sotto il controllo del Tribunale, volto a consentire la ristrutturazione della società, preservandone il patrimonio “immateriale” – portafoglio contratti, esperienza nel settore e posizionamento di mercato – e garantendo la continuità della gestione e il mantenimento degli standard qualitativi dell’azienda».

«L’ammissione alla procedura di concordato in continuità – prosegue Diamantini – e dunque l’accoglimento del piano di rilancio è una bella notizia, oltre che per noi, per tutto il settore italiano degli affitti brevi, che ha notevoli ambiti di miglioramento e può dare il suo significativo apporto al comparto turistico e all’economia del Paese. Procediamo col nostro modello, che è stato imitato da tanti, ma al contempo attueremo nuove scelte di distribuzione e gestione dei servizi con l’obiettivo, da un lato, di migliorare l’offerta per i clienti finali, molti dei quali provengono anche dall’estero, e dall’altro di innalzare ulteriormente la qualità della gestione, già riconosciuta dai proprietari».

Oggi Halldis, 8,5 milioni di euro di fatturato nel 2020, gestisce oltre mille, tra appartamenti, palazzi e ville, per conto di proprietari privati e istituzionali, in più di 120 località italiane ed europee. E’ presente nelle principali città nazionali (Bologna, Firenze, Milano e Roma) e in Europa a Bruxelles, Parigi e in Costa Azzurra. Sempre in Italia, nei migliori siti di mare, in Sardegna, Sicilia e Versilia, di montagna (Gressoney e Ponte di Legno,) come sui Laghi di Como, d’Iseo e Maggiore e nella più bella campagna Toscana, nelle provincie di Arezzo, Lucca, Firenze e Pistoia, ma anche nel Chianti e in Valle d’Orcia.

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La proposta arriva da Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac e del Comitato istituzionale della Fondazione, in un momento internazionale delicato, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dai possibili effetti sull’energia.\r\nPur non registrandosi al momento criticità immediate negli aeroporti italiani, il contesto attuale rende opportuno dotarsi di un presidio stabile in grado di analizzare, in chiave preventiva, i principali snodi della catena del jet fuel e le posizioni dei singoli attori della filiera: produzione, approvvigionamento, trasporto, logistica, stoccaggio, distribuzione e rifornimento negli scali. \r\n\r\nL’iniziativa si fonderebbe sul contributo delle 19 diverse realtà aderenti a Pacta e su un’apertura strutturata anche a soggetti esterni alla Fondazione: alle riunioni dell’osservatorio saranno infatti invitate, su indicazione di Enac, anche organizzazioni terze, con l’obiettivo di garantire il massimo livello di inclusività, rappresentatività e completezza del confronto di settore.\r\n\r\nL’osservatorio, finalizzato a dotare il comparto di un ulteriore luogo di analisi, confronto e proposta, avrebbe la funzione di analizzare la robustezza complessiva della filiera del trasporto aereo, individuando eventuali punti di criticità, monitorando le dinamiche logistiche e contribuendo all’identificazione di misure utili a rafforzarne la resilienza, soprattutto per accompagnarne l’evoluzione verso modelli di approvvigionamento più sostenibili e sicuri. 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