24 agosto 2020 08:00
Informazione PR
Sotto l’aspetto puramente tecnico, un’assicurazione viaggio è una polizza, quindi un contratto, che prevede un indennizzo di eventuali danni che possono verificarsi durante il soggiorno effettuato dall’assicurato. Ciò che però deve essere compresa, è l’importanza di un’assicurazione di questo tipo, che permette di poter intraprendere il viaggio in sicurezza e tranquillità, e con la consapevolezza di aver diritto ad un’assistenza nel caso se ne presentasse l’esigenza. Per alcune destinazioni inoltre, si rende necessaria un’apposita assicurazione per viaggi all’estero, fondamentale ad esempio per soggiorni negli Stati Uniti, dove l’assistenza sanitaria ha un costo molto alto, anche la più banale.
Di che si tratta?
Abbiamo detto che un’assicurazione viaggio estero è una polizza che mette al riparo da alcuni spiacevoli inconvenienti che possono presentarsi durante una vacanza o un viaggio di lavoro. In passato erano in molti a considerare del tutto superflua la stipula di un contratto di questo tipo, ma fortunatamente la situazione negli ultimi tempi è cambiata notevolmente, e i viaggiatori hanno compreso l’importanza di essere assicurati prima di partire. Il motivo è molto semplice: le spese a cui si potrebbe andare incontro in caso di imprevisti, potrebbero rivelarsi decisamente più alte del premio pagato all’agenzia. Per quanto riguarda i paesi esteri basti pensare alla spesa supplementare da affrontare per un rimpatrio d’emergenza.
Le coperture possibili sono numerose, e possono essere sottoscritte a seconda delle proprie esigenze. Una delle più comuni è quella contro il possibile annullamento del viaggio. In questo specifico caso si è tutelati da due potenziali rischi:
- Impossibilità dell’agenzia viaggi di adempiere al contratto. In questa situazione tra l’altro, si è già tutelati direttamente dalla legge.
- Impossibilità del viaggiatore di effettuare il viaggio prenotato.
Il costo di annullamento può variare dal 10% fino al 100% del prezzo del viaggio, a seconda di alcune variabili, come le tempistiche, le circostanze e chiaramente le condizioni stabilite dal contratto assicurativo. In questi casi solitamente occorre presentare a sostegno della richiesta opportuna documentazione, che può certificare ad esempio le condizioni di salute dell’assicurato, piuttosto che una causa di natura professionale, come un licenziamento, calamità naturali o danni al domicilio.
Coperture assicurative viaggio: tipologie
Un’assicurazione viaggio può prevedere numerose coperture, così da soddisfare al meglio quelle che sono le esigenze del singolo viaggiatore. Solitamente possono essere suddivise secondo il numero e la relativa durata dei viaggi, il tipo di assicurato, e la tipologia di imprevisto. Vediamone le caratteristiche principali.
- Coperture per numero di viaggi. In questo caso troviamo due tipi di contratto: per viaggio singolo e multiviaggio. La differenza chiaramente è nel numero di viaggi previsti, e se le intenzioni sono di fare più di un viaggio in un anno, la seconda opzione risulta decisamente più vantaggiosa. In comune possono avere le tutele previste, delle spese mediche inattese, ai rientri forzati, o altro ancora.
- Coperture per tipo di imprevisto. Questo contratto tutela il viaggiatore da eventi inattesi, permettendogli di recuperare quanto speso. Solitamente in questa tipologia di copertura vengono incluse l’assistenza sanitaria, il furto del bagaglio o il suo danneggiamento, lo spostamento del volo, il rimpatrio d’emergenza, e altro ancora. In questa categoria rientrano anche le assicurazioni viaggio estere, che nel caso della copertura sanitaria, tornano utilissime durante i soggiorni negli Stati Uniti, famosi per i costi sanitari molto alti.
- Coperture per tipo di assicurato. Molte compagnie offrono la possibilità di scegliere l’assicurazione in funzione delle caratteristiche del cliente. Ad esempio esistono particolari polizze per i lavoratori, per gli studenti, per gli sportivi, per i novelli sposi in viaggio, ed altre ancora. In questa categoria, molto diffusa è l’assicurazione viaggio estero destinata ai giovani con meno di 30 anni, che appunto devono recarsi in qualche paese estero per seguire un programma di studi, piuttosto che per un dottorato di ricerca, uno stage, o altro ancora.
Assicurazioni viaggio: i costi
I costi per la stipula di un contratto di assicurazione sono variabili, e fornirne di precisi in questa sede non è possibile. Tali costi possono chiaramente aumentare o diminuire a seconda delle coperture attivate, del numero di viaggi, ed altro ancora. Ad ogni modo parliamo sempre e comunque di prezzi modesti, sicuramente più contenuti di quella che sarebbe la spesa da affrontare per gli imprevisti assicurati.
Articoli che potrebbero interessarti:
Array
(
[0] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520405
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_287124" align="alignleft" width="300"] Tropea[/caption]
Nel triennio 2023-2025 la regione Calabria ha investito 47 milioni in destination marketing, cifra che ha generato un impatto economico totale di 5,8 miliardi di euro, corrispondente al 14,1% del Pil calabrese nel periodo considerato. Il giro d'affari complessivo ha visto una crescita costante: 1,6 miliardi del 2023, 1,8 miliardi nel 2024, 2,4 miliardi nel 2025.
È quanto emerge dall'anteprima dello studio realizzato da Teha group. "L'impatto delle politiche e degli investimenti in destination marketing sull'attrattività e competitività territoriale: il caso Calabria", presentato nel corso di una conferenza stampa a Falerna (CZ) alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dell'assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese.
Tra il 2021 e il 2025 gli arrivi turistici totali nella regione sono cresciuti a un ritmo quasi tre volte superiore rispetto al periodo 2015-2019: +75,2% rispetto al +28%. A trainare sono gli arrivi dall'estero che nel 2025 hanno toccato quota 23% sul totale, record storico, con una crescita del 45,6% rispetto al 2024, dato che colloca la Calabria seconda dietro la Puglia (+54,9%) e davanti alla Sardegna (+42,5%).
[post_title] => Calabria, il turismo cresce in modo esponenziale grazie agli investimenti
[post_date] => 2026-08-07T07:55:03+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1786089303000
)
)
[1] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520199
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Da oggi 3 agosto la carta d’identità cartacea non sarà più valida per l’espatrio, e i cittadini che si recano all’estero per le vacanze estive dovranno essere muniti di Cie, passaporto, o di un documento provvisorio rilasciato dai Comuni. Quest’ultimo, tuttavia, non sarà accettato da tutti i Paesi esteri. Lo ricorda Assoutenti, che sottolinea come la novità potrebbe creare problemi a migliaia di cittadini in occasione delle partenze estive.
Il D.L. 26 giugno 2026 n. 108 ha introdotto alcune modifiche importanti, prevedendo che la Carta d’Identità cartacea non scaduta potrà essere utilizzata come strumento identificativo nei rapporti con la pubblica amministrazione italiana e con i soggetti che erogano pubblici servizi, prorogando la validità del documento al 31 gennaio 2027, in attesa del rilascio della carta d’identità elettronica – spiega Assoutenti –.
Documento provvisorio
Tuttavia dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea non sarà più valida per l'espatrio, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento, e il decreto prevede che i Comuni possano “rilasciare un documento d'identità provvisorio di validità non superiore a sei mesi, non rinnovabile” che costituisce “titolo valido per l'espatrio ai sensi dell'articolo 3 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”. Lo stesso decreto precisa che “il documento di identità provvisorio può non essere accettato da alcuni Stati esteri ai fini dell'ammissione nel loro territorio”.
“Questo significa che, a partire dal 3 agosto, i cittadini che ad esempio di recheranno in aeroporto per partire verso una meta estiva rimarranno a terra se non saranno provvisti di Cie o passaporto, mentre se otterranno dai comuni un documento provvisorio, potrebbero vedersi negato l’ingresso in territorio estero se il Paese di destinazione non ne riconosce la validità. Un cambiamento che arriva proprio nel bel mezzo delle partenze estive, e che rischia di creare disagi ai cittadini anche perché non è stata realizzata una adeguata campagna informativa presso gli utenti. Il consiglio per chi deve viaggiare all’estero è quello di informarsi in anticipo sui documenti necessari per entrare in Paesi stranieri, anche attraverso il sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina” – conclude il presidente Gabriele Melluso.
[post_title] => Carta d'identità elettronica per l'estero. I problemi dei cittadini per le vacanze
[post_date] => 2026-08-03T09:38:08+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785749888000
)
)
[2] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520195
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => «Il fatto che Napoli non sia più una città esclusivamente primaverile non è più una previsione, è una condizione acquisita, e va trattata come tale»,
[caption id="attachment_520196" align="alignleft" width="294"] Amedeo Conte[/caption]
dichiara Amedeo Conte, ceo di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania. «Il punto è che una stagione distribuita su dieci mesi non è una stagione lunga: è una stagione diversa, che richiede un'organizzazione diversa. Nel comparto dei servizi questo significa riprogrammare flotte, contratti e personale su un calendario che non ha più un centro».
Secondo l'indagine di Confindustria Alberghi tra le imprese associate, diffusa nei giorni scorsi, il tasso di occupazione medio atteso in Italia per agosto si colloca intorno al 71%, in crescita di oltre sei punti rispetto al 64,8% dello stesso periodo del 2025. Le destinazioni urbane restano sotto la media, al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala una flessione delle prenotazioni. Napoli si distingue con un'occupazione attesa dell'87%, che sale al 90% nella settimana di Ferragosto, sostenuta secondo la stessa rilevazione dalla componente italiana della domanda.
È su quest'ultimo elemento che si concentra la lettura di Worldtours. «Agosto a Napoli oggi tiene, e tiene bene, ma tiene grazie al mercato interno, mentre tutta la crescita di quest'anno è arrivata dall'estero», prosegue il ceo. «Il turista straniero è quello che si sta spostando con più decisione su aprile, maggio e settembre, e lo fa anche per ragioni climatiche. Se la programmazione della città insegue quel movimento e basta, agosto resta scoperto proprio nel segmento che cresce».
I dati dell'Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli indicano per gennaio 1.750.000 presenze e per febbraio 1.700.000, in mesi tradizionalmente di bassa stagione, mentre per settembre la stima è di circa 2,2 milioni. Sul piano nazionale l'indice StagioMetro elaborato da Demoskopika registra le presenze del periodo giugno-settembre in calo al 56,9% del totale, con i mesi primaverili e autunnali arrivati a raccogliere quasi il 30% delle preferenze.
«Su settembre c'è la Coppa America e c'è un'attenzione che si costruisce da sola. Agosto no: agosto è l'unico mese che nessun grande evento presidia e che nessuna promozione considera un problema, perché i numeri di adesso rassicurano», conclude Conte. «La destagionalizzazione è la sfida da affiancare all'America's Cup, non da contrapporle. Ma affrontarla significa anche decidere che cosa Napoli offre in un mese in cui il caldo penalizza la visita urbana e i grandi appuntamenti sono altrove»
[post_title] => Napoli è una città con una stagione turistica di dieci mesi
[post_date] => 2026-08-03T09:32:14+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785749534000
)
)
[3] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520138
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Sarebbe atteso a breve l'annuncio da parte del governo della Cambogia per la revisione delle condizioni relative ai visti per i viaggiatori stranieri.
Lo riferisce Travel Mole, citando la dichiarazione di Thourn Sinan, presidente della sezione cambogiana della Pacific Asia Travel Association e presidente della B2B Cambodia Co., Ltd.
La Cambogia sta affrontando una forte contrazione dell’attività turistica, con una sensibile flessione degli arrivi dall’inizio dell’anno, che nei primi sei mesi 2026 ha segnato un meno 47,9%, con 1.751.886 visitatori stranieri. Si tratta del risultato peggiore tra tutti i paesi dell’Asean. Ciascuno dei primi 10 mercati di provenienza dei turisti in Cambogia ha registrato una diminuzione, che va dal -96% della Thailandia al -10,7% dell’Australia.
La flessione è legata alla chiusura del confine terrestre tra Cambogia e Thailandia, alla pubblicità negativa sulle truffe online e all’impatto del conflitto in Medio Oriente. I voli settimanali tra la Cambogia e il Medio Oriente sono scesi di fatto a 44 dai circa 52 registrati tra febbraio e luglio.
Gli arrivi dall’estero via aerea sono diminuiti del 22,8%, mentre quelli via terra e via acqua sono crollati del 66,4%. Secondo i dati riportati, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti al Parco Archeologico di Angkor sono scesi del 29,8%, attestandosi a 18,5 milioni di dollari.
“Vediamo chiaramente che il governo sta affrontando la questione della crisi del turismo, poiché questo settore rappresenta la quarta fonte più importante di reddito e di posti di lavoro per la Cambogia - ha dichiarato Thourn Sinan -. Le misure vengono messe in atto, ma ci vuole tempo. Accolgo con favore, ad esempio, il giro di vite del governo sulle reti di truffe online, poiché contribuisce a ripristinare l’immagine della Cambogia. Tuttavia, permangono ancora dei punti deboli che il governo deve affrontare rapidamente».
Secondo il manager sarebbe necessario "potenziare il marketing delle destinazioni e la trasformazione digitale. Dobbiamo inoltre ideare itinerari o prodotti specifici per mercati di nicchia quali il turismo per i senior, il turismo nel Golfo, il trekking nella giungla e in montagna. La comunicazione digitale è quindi fondamentale e dobbiamo investire di più per svilupparla".
Altro capitolo delicato quello della connettività aerea, che "è essenziale e continuiamo a registrare una carenza di voli. La situazione è addirittura peggiorata di recente a causa del conflitto nel Golfo. L’aumento dei prezzi del carburante per aerei ha costretto alcune compagnie aeree a sospendere temporaneamente i propri servizi verso Phnom Penh o Siem Reap. Dobbiamo fornire maggiori incentivi per attrarre i vettori aerei e moltiplicare le possibilità di collegarci a nuovi hub e offrire nuovi servizi aerei diretti. Poiché la situazione con la Thailandia rimane incerta, dobbiamo ottenere più voli con Cina, India, Malesia, Singapore e Vietnam per potenziare la connettività aerea”.
Infine, la questione visti: sebbene la Cambogia offra condizioni di ingresso relativamente semplici, con il visto gratuito concesso ad alcuni paesi e il visto elettronico disponibile per gli altri, la mancanza di flessibilità nella tipologia di visto sta diventando un problema. La maggior parte dei turisti può entrare solo con un visto per ingresso singolo, del costo di 30 dollari.
"L’obbligo di acquistare un visto ogni volta che un turista entra in Cambogia può rappresentare un fattore dissuasivo. Per questa Green Season il governo sta sperimentando il visto gratuito all’arrivo per i viaggiatori cinesi. Non conosciamo ancora l’esito di questa politica, ma posso affermare che il governo estenderà sicuramente questa opzione ad altri paesi. Il cambiamento della politica sui visti includerebbe anche alcuni mercati di provenienza a lungo raggio, come la Francia…".
[post_title] => La Cambogia studia nuove strategie per attrarre più visitatori stranieri
[post_date] => 2026-07-31T12:11:43+00:00
[category] => Array
(
[0] => estero
)
[category_name] => Array
(
[0] => Estero
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785499903000
)
)
[4] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520050
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Boutique Art Stresa è il marchio che identifica l'anima artistica e culturale del Boutique Hotel Stresa, una struttura a 5 stelle sulle sponde del lago Maggiore, dove ospitalità, design, creatività e valorizzazione del territorio si fondono in un'esperienza unica che dialoga con l’arte contemporanea italiana, trasformando gli ambienti interni ed esterni in una vera e propria galleria diffusa.
Nel corso di un vernissage che ha coinvolto anche un progetto di Sound Design, a cura di Dado Funky Poetz, sono state presentate le opere di Gianfranco Meggiato, Akelo, Eugenio Galli, Vittorio Menditto, Giancarlo Signoretto e Lele Vianello, che ora arricchiscono gli spazi dell boutique hotel creando un dialogo armonioso tra estetica, cultura e creatività.
Al centro della serata la presentazione del volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022” di Andrea Lazzarini, che narra la storia del Boutique Hotel Stresa attraverso memorie d’archivio, ripercorrendo le origini della struttura, il suo percorso di crescita, la narrazione dalla proprietà e la visione che oggi ne fa un punto di riferimento dell'ospitalità sul lago Maggiore.
Una storia antica
«Sono un’appassionata di storia e ho studiato a fondo la villa che oggi ospita il Boutique Hotel Stresa: volevo ritrovare e trasmettere agli ospiti l’anima di questo luogo, che racconta 250 anni di accoglienza - afferma Svetlana Fisun, proprietaria del Boutique Hotels Stresa -. Fu la prima dimora costruita sul lungolago di Stresa nel 1772 dal sarto Giacomo Filippo Bolongaro che fece fortuna all’estero e poi tornò per impegnarsi nel sociale e nell’accoglienza. La storica Villa Ostini, nota come “Casa d’Oro”, divenne quindi dimora dei Padri Rosminiani, che la cedettero ai Savoia, che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova, madre di Margherita, che sarà poi la prima regina d’Italia. La dimora visse un periodo mondano ospitando Rosmini, Manzoni, Cavour e altri intellettuali ... La nostra mission è salvare le tracce della cultura, i segni del passato - conclude Fisun -. Volevo che il Boutique Hotel continuasse a portare l’arte e l’eleganza a Stresa, che fosse ancora un luogo dove “albergare” significasse offrire ospitalità ed accoglienza».
Affiliato a Preferred Hotels & Resorts, il Boutique Hotel Stresa è nato dalla volontà di valorizzare un luogo di grande fascino storico e architettonico. Incarna una filosofia di ospitalità autentica, attenta ai dettagli e orientata a un servizio d’eccellenza con le sue ventotto suite, ampie e curate nei dettagli, le quattro private Spa Suite e un’offerta gastronomica d’eccellenza.
(Chiara Ambrosioni)
[gallery ids="520058,520059,520060"]
[post_title] => Il Boutique Hotel Stresa lancia il brand artistico Boutique Art Stresa
[post_date] => 2026-07-31T09:14:36+00:00
[category] => Array
(
[0] => alberghi
)
[category_name] => Array
(
[0] => Alberghi
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785489276000
)
)
[5] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520029
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Ridefinire il concetto di ospitalità, creando un ponte tra luoghi straordinari e persone in cerca di esperienze autentiche, memorabili e su misura.
E’ questa la filosofia di Verelite srl, una realtà nata di recente dall’intuito e dal back ground della sua fondatrice Giulia Bobone.
«La nostra missione è offrire un’accoglienza su misura, curando ogni dettaglio del soggiorno – commenta Giulia Bobone - dalla scelta della location alla gestione operativa, dai servizi premium alle esperienze locali autentiche. Selezioniamo e gestiamo ville, appartamenti e spazi esclusivi, supportando proprietari e accompagnando ospiti e brand nella scelta della soluzione perfetta per vacanze, eventi o progetti».
Circa 5 anni fa Giulia Bobone si occupava di affitti brevi nella zona di Sanremo, ma nel giro di qualche tempo ha deciso di concentrarsi sulle ville.
«Con Verelite l’obiettivo è ampliare il portfolio di ville esclusive – aggiunge Bobone - offrendo, oltre al soggiorno, servizi a 5 stelle in grado di soddisfare qualsiasi tipo di richiesta. Per questo è fondamentale avviare relazioni e connessioni con travel agent, family officer e tour operator. Il contributo di tutte queste figure garantisce un’offerta dallo standard molto alto».
Crescere significa non perdere mai di vista la formazione specifica, che consente di mettersi in discussione e acquisire nuove competenze e avviare nuove relazioni. Per questo la titolare di Verelite ha frequentato di recente la Luxury Travel Accademy, lanciata qualche tempo fa da Giada Marabotto, Claudio Citzia e Monica Vittani allo scopo di supportare chi lavora nel turismo luxury e property manager.
«Attualmente copriamo la zona da Portofino a Saint Tropez – continua Giulia Bobone – L’aumento delle strutture offerte deve sempre procedere con l’impegno di garantire personale di alto livello in loco. Il primo banco di prova è stato alcuni anni fa il Festival di Sanremo: in quella occasione sono entrata in contatto con il luxury hospitality, o meglio la richiesta di soggiorno in location molto grande con tutta una serie di servizi molto particolari, dalle pulizie giornaliere, lo chef privato, i transfert, per fare qualche esempio. Oggi siamo leader in zona per il Festival di Sanremo, con partnership interessanti».
La clientela di Verelite proviene per la maggior parte da Germania, Svizzera, Francia ma anche dall’Italia.
«Per il 60 per cento la nostra clientela è straniera e per il restante 40 per cento è italiana – conclude Bobone – Siamo molto focalizzati a mantenere il contatto umano con il cliente, per questo ci teniamo a fare il check-in in presenza e a costruire i servizi con il cliente».
[post_title] => Verelite, una nuova idea di ospitalità tra location esclusive ed esperienze su misura
[post_date] => 2026-07-30T12:27:48+00:00
[category] => Array
(
[0] => alberghi
)
[category_name] => Array
(
[0] => Alberghi
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785414468000
)
)
[6] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 520021
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => I giochi sull’estate 2026, ormai, sono fatti. Non usa mezzi termini Andrea Mele, ceo di Mappamondo, e con la consueta lucidità traccia il bilancio di un’annata che, una volta di più, sta mettendo a dura prova gli operatori turistici.
«Quello che si è perso questa estate ormai non è più recuperabile – spiega il manager a Travel Quotidiano -. Non abbiamo assistito alla ripresa delle prenotazioni su vasta scala e anche il last minute sulle destinazioni a lungo raggio che programmiamo è molto limitato».
Trend imprevedibile
Il trend è il frutto di un insieme di fattori, già fin troppo noti e studiati dai tour operator: «L’incertezza sulla situazione è l'elemento che sta pesando di più nelle decisioni dei viaggiatori. Più che di paura, si tratta proprio di incognita sul futuro, incapacità di prevedere, al di là dei proclami, la reale evoluzione della situazione geopolitica internazionale. I potenziali viaggiatori non credono più alle dichiarazioni diffuse dai media e a questa incertezza si aggiunge anche il lato economico. Se si escludono le compagnie che fanno scalo in Medio Oriente, l’offerta dei voli diretti dall’Europa verso l’Asia è necessariamente più limitata, e i prezzi salgono».
Con il grosso del booking estivo ormai alle spalle - «a fine febbraio, fortunatamente, avevamo già registrato un buon volume di prenotazioni, che non sono poi state annullate» - si guarda all’inverno.
«La flessione estiva sul lungo raggio può quantificarsi in un 20% - precisa Mele –, anche se le difficoltà registrate sul fronte dell’Estremo Oriente sono state mitigate dalla positiva performance di altre destinazioni come Africa, Brasile e Sudamerica in generale».
Parzialmente diverso il discorso di Shiruq, marchio dedicato ai viaggi tailor made per individuali e piccoli gruppi. «In questo caso stiamo registrando prenotazioni anticipate anche su ottobre e novembre, ma si tratta di piccoli numeri su viaggi che, per loro vocazione, sono indirizzati a una cerchia particolare di viaggiatori».
Importante sarà il bilancio da tracciare a fine agosto, che delineerà anche i primi riscontri sull’inverno. «Restiamo con il fiato sospeso. Attendiamo l’evoluzione della situazione internazionale per capire come muoverci. Comunque, già una buona parte della nostra offerta per Capodanno è disponibile sul sito e credo che nelle prossime settimane scioglieremo le riserve inserendo anche il Capodanno a Dubai».
Per ora, si viaggia a freno tirato, sperando però che la situazione si sblocchi anche perché le destinazioni mediorientali, fra le quali Emirati Arabi e Arabia Saudita, hanno il loro periodo di punta proprio nel periodo invernale. Una stagione che non bisogna assolutamente perdere.
[post_title] => Mappamondo, Mele: «I giochi sull'estate sono fatti. Speriamo nell'inverno»
[post_date] => 2026-07-30T11:46:52+00:00
[category] => Array
(
[0] => tour_operator
)
[category_name] => Array
(
[0] => Tour Operator
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785412012000
)
)
[7] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 519979
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Clima disteso tra i vertici Sac, società di gestione dell'aeroporto di Catania e Comiso, e le organizzazioni sindacali - Cgil, Cisl, Uil, Ugl di Catania e di Ragusa, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporto aereo - che ieri si sono trovati attorno ad un tavolo per approfondire tutti i temi legati all'iter di privatizzazione.
L'incontro ha ribadito come il dialogo con i sindacati, sia a livello sia regionale sia provinciale, abbia da sempre rappresentato un elemento centrale nell'attività della società. Un metodo che continuerà ad accompagnare l'evoluzione del processo, all'insegna della trasparenza, della condivisione e della valorizzazione del ruolo delle parti sociali.
«Abbiamo sempre considerato il dialogo con le organizzazioni sindacali un valore, oltre che un metodo di lavoro - dichiara l'amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi. «Vogliamo che questo percorso si sviluppi alla luce del sole, senza zone d'ombra: ogni fase sarà condivisa con le rappresentanze dei lavoratori, ogni scelta sarà spiegata, ogni informazione utile sarà messa a disposizione nei tempi e nei modi opportuni. La trasparenza, per noi è un impegno concreto. È su questa base che intendiamo proseguire lungo un percorso di confronto continuo e corretto, nella convinzione che partecipazione e ascolto siano fondamentali per accompagnare una prospettiva di sviluppo condivisa: per l'infrastruttura aeroportuale, chiamata a crescere e a rafforzare il proprio ruolo strategico; per i lavoratori, che di questa crescita sono protagonisti e primi garanti; e per il territorio, di cui l'aeroporto rappresenta un motore economico e un punto di connessione con il resto del mondo. La privatizzazione non è un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova stagione di investimenti e opportunità, che vogliamo costruire insieme e alla luce del sole, con chi ogni giorno contribuisce al funzionamento e alla qualità dei nostri servizi».
“Riteniamo positivo l’incontro odierno con l’amministratore delegato di Sac, perché segna l’avvio di un confronto permanente tra l’azienda e le organizzazioni sindacali in vista della privatizzazione - commentano all'unisono le parti sindacali -. Su questo tema non abbiamo mai espresso una pregiudiziale contrarietà, a condizione che sia l’operazione sia finalizzata a rafforzare il ruolo strategico della Sac, attrarre nuovi investimenti, incrementare i livelli occupazionali, valorizzare il capitale umano e garantire ricadute positive per i lavoratori, per il territorio e per il sistema aeroportuale. Il percorso dovrà essere improntato alla massima trasparenza, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in tutte le fasi del processo.
«In quest'ottica, riteniamo fondamentale che il piano industriale individui con chiarezza gli investimenti programmati, le prospettive di crescita del traffico passeggeri e merci, le ricadute occupazionali dirette e nell'indotto. Abbiamo ottenuto rassicurazioni sul mantenimento dei posti di lavoro in Sac e Sac Service e il chiaro impegno a escludere qualsiasi esternalizzazione; l’operazione, d’altronde, riguarderà esclusivamente il trasferimento delle quote societarie. Per Comiso chiediamo che l’ingresso del privato rappresenti una reale opportunità di rilancio; siamo ben consapevoli che per questo scalo le difficoltà sono rappresentate dalle infrastrutture. Un tema che dipende dalla responsabilità politica delle nostre istituzioni e che non può essere più sottovalutato».
[post_title] => Aeroporto Catania: confronto positivo tra Sac e sindacati sulla privatizzazione
[post_date] => 2026-07-30T09:16:46+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785403006000
)
)
[8] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 519899
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Netto calo dei visitatori canadesi negli Stati Uniti: se gli Usa sono stati a lungo la principale meta turistica internazionale per i cittadini del Canada, infatti, dopo l’insediamento di Donald Trump alla presidenza nel 2025, la situazione è cambiata radicalmente.
Le politiche della nuova amministrazione presidenziale, che hanno avuto ripercussioni economiche negative per il Canada, così come l'atteggiamento dello stesso Trump nei confronti del Paese, hanno inciso «sulla vision dei canadesi nei confronti dei viaggi verso gli States, che hanno subito un brusco cambiamento».
Un nuovo rapporto pubblicato dal governo canadese, come si legge da Cbs News, mostra come nel 2025 le visite dei canadesi negli Stati Uniti siano diminuite di circa il 25%, con una conseguente riduzione di miliardi nella spesa turistica. Lo scorso anno i canadesi hanno speso 13,3 miliardi di dollari negli Usa, in calo rispetto ai quasi 15 miliardi del 2024.
«Escludendo il periodo del Covid, la conseguente serie di 11 mesi consecutivi di cali su base annua è stata la più profonda e prolungata mai registrata per gli attraversamenti di frontiera dagli Stati Uniti», sottolinea il rapporto di Statistics Canada. Dal 1972, quando è iniziata la registrazione digitale dei dati per il programma Frontier Counts, cali su base annua superiori al 30% sono stati registrati solo in un’altra occasione e cioè nel settembre 2001, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre al World Trade Center di New York.
In totale, nel 2025 si sono registrati 7,1 milioni di viaggi in meno verso gli Stati Uniti. Tale cifra è stata compensata da 5 milioni di viaggi interni in più effettuati dai canadesi e da 1,3 milioni di viaggi all’estero in più, secondo Statistics Canada.
Sempre secondo l'indagine, il trend negativo prosegue anche nell'anno in corso: nel 2026 non si è ancora registrata alcuna ripresa significativa delle visite dei canadesi negli Stati Uniti. «All’inizio del 2026, il numero totale di attraversamenti di frontiera di ritorno dagli Stati Uniti è rimasto a livelli simili a quelli registrati alla fine del 2025, segnalando un persistente allontanamento dagli Stati Uniti da parte dei residenti canadesi nelle loro preferenze di viaggio».
[post_title] => Stati Uniti: i flussi turistici dal Canada segnano un calo del 25%
[post_date] => 2026-07-29T10:48:26+00:00
[category] => Array
(
[0] => estero
)
[category_name] => Array
(
[0] => Estero
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1785322106000
)
)
)
{
"size": 9,
"query": {
"filtered": {
"query": {
"fuzzy_like_this": {
"like_text" : "assicurazione viaggio allestero sempre buona idea"
}
},
"filter": {
"range": {
"post_date": {
"gte": "now-2y",
"lte": "now",
"time_zone": "+1:00"
}
}
}
}
}, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } }
}{"took":52,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":760,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520405","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_287124\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Tropea[/caption]\r\n\r\nNel triennio 2023-2025 la regione Calabria ha investito 47 milioni in destination marketing, cifra che ha generato un impatto economico totale di 5,8 miliardi di euro, corrispondente al 14,1% del Pil calabrese nel periodo considerato. Il giro d'affari complessivo ha visto una crescita costante: 1,6 miliardi del 2023, 1,8 miliardi nel 2024, 2,4 miliardi nel 2025.\r\n\r\nÈ quanto emerge dall'anteprima dello studio realizzato da Teha group. \"L'impatto delle politiche e degli investimenti in destination marketing sull'attrattività e competitività territoriale: il caso Calabria\", presentato nel corso di una conferenza stampa a Falerna (CZ) alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dell'assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese.\r\n\r\nTra il 2021 e il 2025 gli arrivi turistici totali nella regione sono cresciuti a un ritmo quasi tre volte superiore rispetto al periodo 2015-2019: +75,2% rispetto al +28%. A trainare sono gli arrivi dall'estero che nel 2025 hanno toccato quota 23% sul totale, record storico, con una crescita del 45,6% rispetto al 2024, dato che colloca la Calabria seconda dietro la Puglia (+54,9%) e davanti alla Sardegna (+42,5%).","post_title":"Calabria, il turismo cresce in modo esponenziale grazie agli investimenti","post_date":"2026-08-07T07:55:03+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1786089303000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520199","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Da oggi 3 agosto la carta d’identità cartacea non sarà più valida per l’espatrio, e i cittadini che si recano all’estero per le vacanze estive dovranno essere muniti di Cie, passaporto, o di un documento provvisorio rilasciato dai Comuni. Quest’ultimo, tuttavia, non sarà accettato da tutti i Paesi esteri. Lo ricorda Assoutenti, che sottolinea come la novità potrebbe creare problemi a migliaia di cittadini in occasione delle partenze estive.\r\nIl D.L. 26 giugno 2026 n. 108 ha introdotto alcune modifiche importanti, prevedendo che la Carta d’Identità cartacea non scaduta potrà essere utilizzata come strumento identificativo nei rapporti con la pubblica amministrazione italiana e con i soggetti che erogano pubblici servizi, prorogando la validità del documento al 31 gennaio 2027, in attesa del rilascio della carta d’identità elettronica – spiega Assoutenti –.\r\n\r\nDocumento provvisorio\r\nTuttavia dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea non sarà più valida per l'espatrio, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento, e il decreto prevede che i Comuni possano “rilasciare un documento d'identità provvisorio di validità non superiore a sei mesi, non rinnovabile” che costituisce “titolo valido per l'espatrio ai sensi dell'articolo 3 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”. Lo stesso decreto precisa che “il documento di identità provvisorio può non essere accettato da alcuni Stati esteri ai fini dell'ammissione nel loro territorio”.\r\n“Questo significa che, a partire dal 3 agosto, i cittadini che ad esempio di recheranno in aeroporto per partire verso una meta estiva rimarranno a terra se non saranno provvisti di Cie o passaporto, mentre se otterranno dai comuni un documento provvisorio, potrebbero vedersi negato l’ingresso in territorio estero se il Paese di destinazione non ne riconosce la validità. Un cambiamento che arriva proprio nel bel mezzo delle partenze estive, e che rischia di creare disagi ai cittadini anche perché non è stata realizzata una adeguata campagna informativa presso gli utenti. Il consiglio per chi deve viaggiare all’estero è quello di informarsi in anticipo sui documenti necessari per entrare in Paesi stranieri, anche attraverso il sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina” – conclude il presidente Gabriele Melluso.","post_title":"Carta d'identità elettronica per l'estero. I problemi dei cittadini per le vacanze","post_date":"2026-08-03T09:38:08+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1785749888000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520195","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"«Il fatto che Napoli non sia più una città esclusivamente primaverile non è più una previsione, è una condizione acquisita, e va trattata come tale»,\r\n\r\n\r\n[caption id=\"attachment_520196\" align=\"alignleft\" width=\"294\"] Amedeo Conte[/caption]\r\ndichiara Amedeo Conte, ceo di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania. «Il punto è che una stagione distribuita su dieci mesi non è una stagione lunga: è una stagione diversa, che richiede un'organizzazione diversa. Nel comparto dei servizi questo significa riprogrammare flotte, contratti e personale su un calendario che non ha più un centro».\r\nSecondo l'indagine di Confindustria Alberghi tra le imprese associate, diffusa nei giorni scorsi, il tasso di occupazione medio atteso in Italia per agosto si colloca intorno al 71%, in crescita di oltre sei punti rispetto al 64,8% dello stesso periodo del 2025. Le destinazioni urbane restano sotto la media, al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala una flessione delle prenotazioni. Napoli si distingue con un'occupazione attesa dell'87%, che sale al 90% nella settimana di Ferragosto, sostenuta secondo la stessa rilevazione dalla componente italiana della domanda.\r\nÈ su quest'ultimo elemento che si concentra la lettura di Worldtours. «Agosto a Napoli oggi tiene, e tiene bene, ma tiene grazie al mercato interno, mentre tutta la crescita di quest'anno è arrivata dall'estero», prosegue il ceo. «Il turista straniero è quello che si sta spostando con più decisione su aprile, maggio e settembre, e lo fa anche per ragioni climatiche. Se la programmazione della città insegue quel movimento e basta, agosto resta scoperto proprio nel segmento che cresce».\r\nI dati dell'Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli indicano per gennaio 1.750.000 presenze e per febbraio 1.700.000, in mesi tradizionalmente di bassa stagione, mentre per settembre la stima è di circa 2,2 milioni. Sul piano nazionale l'indice StagioMetro elaborato da Demoskopika registra le presenze del periodo giugno-settembre in calo al 56,9% del totale, con i mesi primaverili e autunnali arrivati a raccogliere quasi il 30% delle preferenze.\r\n«Su settembre c'è la Coppa America e c'è un'attenzione che si costruisce da sola. Agosto no: agosto è l'unico mese che nessun grande evento presidia e che nessuna promozione considera un problema, perché i numeri di adesso rassicurano», conclude Conte. «La destagionalizzazione è la sfida da affiancare all'America's Cup, non da contrapporle. Ma affrontarla significa anche decidere che cosa Napoli offre in un mese in cui il caldo penalizza la visita urbana e i grandi appuntamenti sono altrove»","post_title":"Napoli è una città con una stagione turistica di dieci mesi","post_date":"2026-08-03T09:32:14+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1785749534000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520138","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Sarebbe atteso a breve l'annuncio da parte del governo della Cambogia per la revisione delle condizioni relative ai visti per i viaggiatori stranieri.\r\n\r\nLo riferisce Travel Mole, citando la dichiarazione di Thourn Sinan, presidente della sezione cambogiana della Pacific Asia Travel Association e presidente della B2B Cambodia Co., Ltd.\r\n\r\nLa Cambogia sta affrontando una forte contrazione dell’attività turistica, con una sensibile flessione degli arrivi dall’inizio dell’anno, che nei primi sei mesi 2026 ha segnato un meno 47,9%, con 1.751.886 visitatori stranieri. Si tratta del risultato peggiore tra tutti i paesi dell’Asean. Ciascuno dei primi 10 mercati di provenienza dei turisti in Cambogia ha registrato una diminuzione, che va dal -96% della Thailandia al -10,7% dell’Australia.\r\n\r\nLa flessione è legata alla chiusura del confine terrestre tra Cambogia e Thailandia, alla pubblicità negativa sulle truffe online e all’impatto del conflitto in Medio Oriente. I voli settimanali tra la Cambogia e il Medio Oriente sono scesi di fatto a 44 dai circa 52 registrati tra febbraio e luglio.\r\n\r\nGli arrivi dall’estero via aerea sono diminuiti del 22,8%, mentre quelli via terra e via acqua sono crollati del 66,4%. Secondo i dati riportati, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti al Parco Archeologico di Angkor sono scesi del 29,8%, attestandosi a 18,5 milioni di dollari.\r\n\r\n“Vediamo chiaramente che il governo sta affrontando la questione della crisi del turismo, poiché questo settore rappresenta la quarta fonte più importante di reddito e di posti di lavoro per la Cambogia - ha dichiarato Thourn Sinan -. Le misure vengono messe in atto, ma ci vuole tempo. Accolgo con favore, ad esempio, il giro di vite del governo sulle reti di truffe online, poiché contribuisce a ripristinare l’immagine della Cambogia. Tuttavia, permangono ancora dei punti deboli che il governo deve affrontare rapidamente».\r\n\r\nSecondo il manager sarebbe necessario \"potenziare il marketing delle destinazioni e la trasformazione digitale. Dobbiamo inoltre ideare itinerari o prodotti specifici per mercati di nicchia quali il turismo per i senior, il turismo nel Golfo, il trekking nella giungla e in montagna. La comunicazione digitale è quindi fondamentale e dobbiamo investire di più per svilupparla\".\r\n\r\nAltro capitolo delicato quello della connettività aerea, che \"è essenziale e continuiamo a registrare una carenza di voli. La situazione è addirittura peggiorata di recente a causa del conflitto nel Golfo. L’aumento dei prezzi del carburante per aerei ha costretto alcune compagnie aeree a sospendere temporaneamente i propri servizi verso Phnom Penh o Siem Reap. Dobbiamo fornire maggiori incentivi per attrarre i vettori aerei e moltiplicare le possibilità di collegarci a nuovi hub e offrire nuovi servizi aerei diretti. Poiché la situazione con la Thailandia rimane incerta, dobbiamo ottenere più voli con Cina, India, Malesia, Singapore e Vietnam per potenziare la connettività aerea”.\r\n\r\nInfine, la questione visti: sebbene la Cambogia offra condizioni di ingresso relativamente semplici, con il visto gratuito concesso ad alcuni paesi e il visto elettronico disponibile per gli altri, la mancanza di flessibilità nella tipologia di visto sta diventando un problema. La maggior parte dei turisti può entrare solo con un visto per ingresso singolo, del costo di 30 dollari. \r\n\r\n\"L’obbligo di acquistare un visto ogni volta che un turista entra in Cambogia può rappresentare un fattore dissuasivo. Per questa Green Season il governo sta sperimentando il visto gratuito all’arrivo per i viaggiatori cinesi. Non conosciamo ancora l’esito di questa politica, ma posso affermare che il governo estenderà sicuramente questa opzione ad altri paesi. Il cambiamento della politica sui visti includerebbe anche alcuni mercati di provenienza a lungo raggio, come la Francia…\".","post_title":"La Cambogia studia nuove strategie per attrarre più visitatori stranieri","post_date":"2026-07-31T12:11:43+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1785499903000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520050","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Boutique Art Stresa è il marchio che identifica l'anima artistica e culturale del Boutique Hotel Stresa, una struttura a 5 stelle sulle sponde del lago Maggiore, dove ospitalità, design, creatività e valorizzazione del territorio si fondono in un'esperienza unica che dialoga con l’arte contemporanea italiana, trasformando gli ambienti interni ed esterni in una vera e propria galleria diffusa.\r\n\r\nNel corso di un vernissage che ha coinvolto anche un progetto di Sound Design, a cura di Dado Funky Poetz, sono state presentate le opere di Gianfranco Meggiato, Akelo, Eugenio Galli, Vittorio Menditto, Giancarlo Signoretto e Lele Vianello, che ora arricchiscono gli spazi dell boutique hotel creando un dialogo armonioso tra estetica, cultura e creatività.\r\n\r\nAl centro della serata la presentazione del volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022” di Andrea Lazzarini, che narra la storia del Boutique Hotel Stresa attraverso memorie d’archivio, ripercorrendo le origini della struttura, il suo percorso di crescita, la narrazione dalla proprietà e la visione che oggi ne fa un punto di riferimento dell'ospitalità sul lago Maggiore.\r\nUna storia antica\r\n«Sono un’appassionata di storia e ho studiato a fondo la villa che oggi ospita il Boutique Hotel Stresa: volevo ritrovare e trasmettere agli ospiti l’anima di questo luogo, che racconta 250 anni di accoglienza - afferma Svetlana Fisun, proprietaria del Boutique Hotels Stresa -. Fu la prima dimora costruita sul lungolago di Stresa nel 1772 dal sarto Giacomo Filippo Bolongaro che fece fortuna all’estero e poi tornò per impegnarsi nel sociale e nell’accoglienza. La storica Villa Ostini, nota come “Casa d’Oro”, divenne quindi dimora dei Padri Rosminiani, che la cedettero ai Savoia, che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova, madre di Margherita, che sarà poi la prima regina d’Italia. La dimora visse un periodo mondano ospitando Rosmini, Manzoni, Cavour e altri intellettuali ... La nostra mission è salvare le tracce della cultura, i segni del passato - conclude Fisun -. Volevo che il Boutique Hotel continuasse a portare l’arte e l’eleganza a Stresa, che fosse ancora un luogo dove “albergare” significasse offrire ospitalità ed accoglienza».\r\n\r\nAffiliato a Preferred Hotels & Resorts, il Boutique Hotel Stresa è nato dalla volontà di valorizzare un luogo di grande fascino storico e architettonico. Incarna una filosofia di ospitalità autentica, attenta ai dettagli e orientata a un servizio d’eccellenza con le sue ventotto suite, ampie e curate nei dettagli, le quattro private Spa Suite e un’offerta gastronomica d’eccellenza.\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"520058,520059,520060\"]","post_title":"Il Boutique Hotel Stresa lancia il brand artistico Boutique Art Stresa","post_date":"2026-07-31T09:14:36+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1785489276000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520029","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Ridefinire il concetto di ospitalità, creando un ponte tra luoghi straordinari e persone in cerca di esperienze autentiche, memorabili e su misura.\r\n\r\nE’ questa la filosofia di Verelite srl, una realtà nata di recente dall’intuito e dal back ground della sua fondatrice Giulia Bobone.\r\n\r\n«La nostra missione è offrire un’accoglienza su misura, curando ogni dettaglio del soggiorno – commenta Giulia Bobone - dalla scelta della location alla gestione operativa, dai servizi premium alle esperienze locali autentiche. Selezioniamo e gestiamo ville, appartamenti e spazi esclusivi, supportando proprietari e accompagnando ospiti e brand nella scelta della soluzione perfetta per vacanze, eventi o progetti».\r\n\r\nCirca 5 anni fa Giulia Bobone si occupava di affitti brevi nella zona di Sanremo, ma nel giro di qualche tempo ha deciso di concentrarsi sulle ville.\r\n\r\n«Con Verelite l’obiettivo è ampliare il portfolio di ville esclusive – aggiunge Bobone - offrendo, oltre al soggiorno, servizi a 5 stelle in grado di soddisfare qualsiasi tipo di richiesta. Per questo è fondamentale avviare relazioni e connessioni con travel agent, family officer e tour operator. Il contributo di tutte queste figure garantisce un’offerta dallo standard molto alto».\r\n\r\nCrescere significa non perdere mai di vista la formazione specifica, che consente di mettersi in discussione e acquisire nuove competenze e avviare nuove relazioni. Per questo la titolare di Verelite ha frequentato di recente la Luxury Travel Accademy, lanciata qualche tempo fa da Giada Marabotto, Claudio Citzia e Monica Vittani allo scopo di supportare chi lavora nel turismo luxury e property manager.\r\n\r\n«Attualmente copriamo la zona da Portofino a Saint Tropez – continua Giulia Bobone – L’aumento delle strutture offerte deve sempre procedere con l’impegno di garantire personale di alto livello in loco. Il primo banco di prova è stato alcuni anni fa il Festival di Sanremo: in quella occasione sono entrata in contatto con il luxury hospitality, o meglio la richiesta di soggiorno in location molto grande con tutta una serie di servizi molto particolari, dalle pulizie giornaliere, lo chef privato, i transfert, per fare qualche esempio. Oggi siamo leader in zona per il Festival di Sanremo, con partnership interessanti».\r\n\r\nLa clientela di Verelite proviene per la maggior parte da Germania, Svizzera, Francia ma anche dall’Italia.\r\n\r\n«Per il 60 per cento la nostra clientela è straniera e per il restante 40 per cento è italiana – conclude Bobone – Siamo molto focalizzati a mantenere il contatto umano con il cliente, per questo ci teniamo a fare il check-in in presenza e a costruire i servizi con il cliente».","post_title":"Verelite, una nuova idea di ospitalità tra location esclusive ed esperienze su misura","post_date":"2026-07-30T12:27:48+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1785414468000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520021","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"I giochi sull’estate 2026, ormai, sono fatti. Non usa mezzi termini Andrea Mele, ceo di Mappamondo, e con la consueta lucidità traccia il bilancio di un’annata che, una volta di più, sta mettendo a dura prova gli operatori turistici.\r\n\r\n«Quello che si è perso questa estate ormai non è più recuperabile – spiega il manager a Travel Quotidiano -. Non abbiamo assistito alla ripresa delle prenotazioni su vasta scala e anche il last minute sulle destinazioni a lungo raggio che programmiamo è molto limitato».\r\nTrend imprevedibile\r\nIl trend è il frutto di un insieme di fattori, già fin troppo noti e studiati dai tour operator: «L’incertezza sulla situazione è l'elemento che sta pesando di più nelle decisioni dei viaggiatori. Più che di paura, si tratta proprio di incognita sul futuro, incapacità di prevedere, al di là dei proclami, la reale evoluzione della situazione geopolitica internazionale. I potenziali viaggiatori non credono più alle dichiarazioni diffuse dai media e a questa incertezza si aggiunge anche il lato economico. Se si escludono le compagnie che fanno scalo in Medio Oriente, l’offerta dei voli diretti dall’Europa verso l’Asia è necessariamente più limitata, e i prezzi salgono».\r\n\r\nCon il grosso del booking estivo ormai alle spalle - «a fine febbraio, fortunatamente, avevamo già registrato un buon volume di prenotazioni, che non sono poi state annullate» - si guarda all’inverno.\r\n\r\n«La flessione estiva sul lungo raggio può quantificarsi in un 20% - precisa Mele –, anche se le difficoltà registrate sul fronte dell’Estremo Oriente sono state mitigate dalla positiva performance di altre destinazioni come Africa, Brasile e Sudamerica in generale».\r\n\r\nParzialmente diverso il discorso di Shiruq, marchio dedicato ai viaggi tailor made per individuali e piccoli gruppi. «In questo caso stiamo registrando prenotazioni anticipate anche su ottobre e novembre, ma si tratta di piccoli numeri su viaggi che, per loro vocazione, sono indirizzati a una cerchia particolare di viaggiatori».\r\n\r\nImportante sarà il bilancio da tracciare a fine agosto, che delineerà anche i primi riscontri sull’inverno. «Restiamo con il fiato sospeso. Attendiamo l’evoluzione della situazione internazionale per capire come muoverci. Comunque, già una buona parte della nostra offerta per Capodanno è disponibile sul sito e credo che nelle prossime settimane scioglieremo le riserve inserendo anche il Capodanno a Dubai».\r\n\r\nPer ora, si viaggia a freno tirato, sperando però che la situazione si sblocchi anche perché le destinazioni mediorientali, fra le quali Emirati Arabi e Arabia Saudita, hanno il loro periodo di punta proprio nel periodo invernale. Una stagione che non bisogna assolutamente perdere.\r\n\r\n ","post_title":"Mappamondo, Mele: «I giochi sull'estate sono fatti. Speriamo nell'inverno»","post_date":"2026-07-30T11:46:52+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1785412012000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"519979","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Clima disteso tra i vertici Sac, società di gestione dell'aeroporto di Catania e Comiso, e le organizzazioni sindacali - Cgil, Cisl, Uil, Ugl di Catania e di Ragusa, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporto aereo - che ieri si sono trovati attorno ad un tavolo per approfondire tutti i temi legati all'iter di privatizzazione.\r\nL'incontro ha ribadito come il dialogo con i sindacati, sia a livello sia regionale sia provinciale, abbia da sempre rappresentato un elemento centrale nell'attività della società. Un metodo che continuerà ad accompagnare l'evoluzione del processo, all'insegna della trasparenza, della condivisione e della valorizzazione del ruolo delle parti sociali.\r\n«Abbiamo sempre considerato il dialogo con le organizzazioni sindacali un valore, oltre che un metodo di lavoro - dichiara l'amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi. «Vogliamo che questo percorso si sviluppi alla luce del sole, senza zone d'ombra: ogni fase sarà condivisa con le rappresentanze dei lavoratori, ogni scelta sarà spiegata, ogni informazione utile sarà messa a disposizione nei tempi e nei modi opportuni. La trasparenza, per noi è un impegno concreto. È su questa base che intendiamo proseguire lungo un percorso di confronto continuo e corretto, nella convinzione che partecipazione e ascolto siano fondamentali per accompagnare una prospettiva di sviluppo condivisa: per l'infrastruttura aeroportuale, chiamata a crescere e a rafforzare il proprio ruolo strategico; per i lavoratori, che di questa crescita sono protagonisti e primi garanti; e per il territorio, di cui l'aeroporto rappresenta un motore economico e un punto di connessione con il resto del mondo. La privatizzazione non è un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova stagione di investimenti e opportunità, che vogliamo costruire insieme e alla luce del sole, con chi ogni giorno contribuisce al funzionamento e alla qualità dei nostri servizi».\r\n“Riteniamo positivo l’incontro odierno con l’amministratore delegato di Sac, perché segna l’avvio di un confronto permanente tra l’azienda e le organizzazioni sindacali in vista della privatizzazione - commentano all'unisono le parti sindacali -. Su questo tema non abbiamo mai espresso una pregiudiziale contrarietà, a condizione che sia l’operazione sia finalizzata a rafforzare il ruolo strategico della Sac, attrarre nuovi investimenti, incrementare i livelli occupazionali, valorizzare il capitale umano e garantire ricadute positive per i lavoratori, per il territorio e per il sistema aeroportuale. Il percorso dovrà essere improntato alla massima trasparenza, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in tutte le fasi del processo.\r\n«In quest'ottica, riteniamo fondamentale che il piano industriale individui con chiarezza gli investimenti programmati, le prospettive di crescita del traffico passeggeri e merci, le ricadute occupazionali dirette e nell'indotto. Abbiamo ottenuto rassicurazioni sul mantenimento dei posti di lavoro in Sac e Sac Service e il chiaro impegno a escludere qualsiasi esternalizzazione; l’operazione, d’altronde, riguarderà esclusivamente il trasferimento delle quote societarie. Per Comiso chiediamo che l’ingresso del privato rappresenti una reale opportunità di rilancio; siamo ben consapevoli che per questo scalo le difficoltà sono rappresentate dalle infrastrutture. Un tema che dipende dalla responsabilità politica delle nostre istituzioni e che non può essere più sottovalutato».","post_title":"Aeroporto Catania: confronto positivo tra Sac e sindacati sulla privatizzazione","post_date":"2026-07-30T09:16:46+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1785403006000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"519899","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Netto calo dei visitatori canadesi negli Stati Uniti: se gli Usa sono stati a lungo la principale meta turistica internazionale per i cittadini del Canada, infatti, dopo l’insediamento di Donald Trump alla presidenza nel 2025, la situazione è cambiata radicalmente.\r\n\r\nLe politiche della nuova amministrazione presidenziale, che hanno avuto ripercussioni economiche negative per il Canada, così come l'atteggiamento dello stesso Trump nei confronti del Paese, hanno inciso «sulla vision dei canadesi nei confronti dei viaggi verso gli States, che hanno subito un brusco cambiamento».\r\n\r\nUn nuovo rapporto pubblicato dal governo canadese, come si legge da Cbs News, mostra come nel 2025 le visite dei canadesi negli Stati Uniti siano diminuite di circa il 25%, con una conseguente riduzione di miliardi nella spesa turistica. Lo scorso anno i canadesi hanno speso 13,3 miliardi di dollari negli Usa, in calo rispetto ai quasi 15 miliardi del 2024.\r\n\r\n«Escludendo il periodo del Covid, la conseguente serie di 11 mesi consecutivi di cali su base annua è stata la più profonda e prolungata mai registrata per gli attraversamenti di frontiera dagli Stati Uniti», sottolinea il rapporto di Statistics Canada. Dal 1972, quando è iniziata la registrazione digitale dei dati per il programma Frontier Counts, cali su base annua superiori al 30% sono stati registrati solo in un’altra occasione e cioè nel settembre 2001, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre al World Trade Center di New York.\r\n\r\nIn totale, nel 2025 si sono registrati 7,1 milioni di viaggi in meno verso gli Stati Uniti. Tale cifra è stata compensata da 5 milioni di viaggi interni in più effettuati dai canadesi e da 1,3 milioni di viaggi all’estero in più, secondo Statistics Canada.\r\n\r\nSempre secondo l'indagine, il trend negativo prosegue anche nell'anno in corso: nel 2026 non si è ancora registrata alcuna ripresa significativa delle visite dei canadesi negli Stati Uniti. «All’inizio del 2026, il numero totale di attraversamenti di frontiera di ritorno dagli Stati Uniti è rimasto a livelli simili a quelli registrati alla fine del 2025, segnalando un persistente allontanamento dagli Stati Uniti da parte dei residenti canadesi nelle loro preferenze di viaggio».","post_title":"Stati Uniti: i flussi turistici dal Canada segnano un calo del 25%","post_date":"2026-07-29T10:48:26+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1785322106000]}]}}