17 dicembre 2025 10:40

Il Futura Cub Invidia Coral Beach Tiran
Futura Vacanze amplia la linea dei Futura Club con il Futura Club Invidia Coral Beach Tiran a Sharm el Sheikh, struttura recentemente ristrutturata e situata nella zona di Sharks Bay, affacciata sull’isola di Tiran.
L’arrivo del Futura Club Invidia Coral Beach Tiran rappresenta un ulteriore passo avanti nel potenziamento dell’offerta in mar Rosso, raddoppiando i Futura Club a Sharm el Sheikh.
Questa new entry strategica porta a sette i Futura Club all’estero – distribuiti tra mar Rosso, Kenya, Tunisia e Portogallo (Porto Santo) – ed è funzionale all’ampliamento della programmazione, che va in direzione di un’offerta sempre più diversificata per soddisfare le richieste della distribuzione.
In occasione del lancio, l’operatore ha dato il via a una promozione ad hoc, che include anche le festività natalizie.
I punti di forza
Il resort, anche in seguito al recente restyling, propone camere e suite di ampia metratura; cinque ristoranti, che spaziano tra diverse cucine, tra cui quella italiana; sette bar; quattro piscine – di cui una riscaldata – e un’area benessere dedicata al relax. Le dotazioni sportive e l’intrattenimento soft di impostazione internazionale, arricchito dall’equipe Futura Vacanze, completano un’offerta pensata per coppie, gruppi di amici e famiglie. A occuparsi di tutte le esigenze degli ospiti il team di assistenti residenti di Futura Vacanze.

Stefano Maria Simei
Il resort è proposto in abbinamento a voli settimanali da Milano Malpensa, Bergamo, Verona, Bologna, Roma Fiumicino, Napoli e Bari: un network ampio che assicura accessibilità da tutto il territorio italiano.
«Con il Futura Club Invidia Coral Beach Tiran consolidiamo ulteriormente il posizionamento del brand Futura Club all’estero e andiamo a far crescere strategicamente l’offerta, introducendo una novità che rappresenta un asset anche per le agenzie, chiamate dal mercato a proporre una rosa sempre più articolata di soluzioni nel mar Rosso» commenta il direttore generale Stefano Maria Simei.
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[post_content] => Lo Sri Lanka si appresta ad ampliare significativamente la propria attrattiva turistica dopo che il parlamento ha approvato nuove normative che concedono visti turistici gratuiti ai viaggiatori provenienti da 40 paesi.
L'iniziativa, come riporta Travelmole, rientra nella più ampia strategia del governo volta a rafforzare il turismo internazionale e ad attrarre un maggior numero di visitatori nell'isola.
I Paesi coinvolti
Intervenendo in Parlamento, Ananda Wijepala, ministro della pubblica sicurezza e degli affari parlamentari, ha confermato che i viaggiatori che beneficeranno del nuovo regime di ingresso gratuito sono quelli provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Austria, Bielorussia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Bahrein, Iran, Israele, Kazakistan, Kuwait, Nepal, Oman, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Corea del Sud, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Cina, India, Indonesia, Giappone, Malesia, Russia e Thailandia. In precedenza, il programma di visti gratuiti era limitato a soli sette Paesi: Cina, India, Indonesia, Giappone, Malesia, Russia e Thailandia.
In base alle nuove regole, i visitatori idonei riceveranno un visto turistico per lo Sri Lanka gratuito della durata di 30 giorni. I viaggiatori dovranno comunque completare tutte le formalità di ingresso standard, incluso l'ottenimento di un'autorizzazione elettronica di viaggio (Eta), ma la tassa per il visto sarà esentata.
Secondo il governo, si prevede che la misura comporterà una perdita stimata di circa 75 milioni di dollari in entrate derivanti dalle tasse sui visti. Tuttavia, i funzionari ritengono che la politica potrebbe attrarre ulteriori 247.000 turisti e generare circa 317 milioni di dollari di entrate turistiche, creando un guadagno economico netto previsto di 242 milioni di dollari.
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[post_content] => E' arrivata dalla Commissione europea l'autorizzazione all'utilizzo del carburante Usa, per affrontare la potenziale, futura carenza di jet fuel. Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.
C'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.
Le deroghe di Bruxelles
Parallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.
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[post_content] => L’Egitto conferma l’obiettivo di raggiungere i 30 milioni di visitatori entro il 2028: lo ha ribadito il presidente Abdel Fattah El-Sisi l'impegno, sottolineando la volontà del Paese ad accelerare lo sviluppo del settore turistico.
Questo in un inizio 2026 che ha registrato, nei primi tre mesi, l’arrivo di 5,6 milioni di turisti, pari ad un incremento del 43,5% rispetto all’analogo periodo del 2025: secondo i dati resti noti dal ministro egiziano del Turismo e dei Beni culturali Sherif Fathy in un’intervista con Asharq News a margine dell'inaugurazione di una centrale solare presso il Grand Egyptian Museum, i ricavi del comparto turistico, sempre da gennaio a fine marzo 2026, si sono avvicinati ai 5,1 miliardi di dollari,+34% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.
Durante la guerra in Iran, iniziata alla fine di febbraio e intensificatasi nel corso di marzo, l’Egitto è stato uno dei pochi paesi del Medio Oriente a mantenere aperto il proprio spazio aereo, con Egyptair che ha continuato a operare voli verso la maggior parte delle destinazioni. Diversi vettori regionali hanno utilizzato gli aeroporti egiziani per i propri voli invece dei propri scali di origine, il che ha contribuito a un aumento del numero di arrivi in Egitto nel primo trimestre del 2026.
Tuttavia, il mese di aprile ha registrato un calo di circa il 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come ha rivelato il ministro del Turismo.
In prospettiva, l'Egitto punta ad attrarre circa 21 milioni di turisti quest'anno, rispetto ai circa 19 milioni del 2025, con una crescita del 10,5%.
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[post_content] => Continua l'andamento positivo per gli scali di Firenze Pisa: i dati di Toscana Aeroporti segnalano, per il mese di aprile, 958.000 passeggeri, pari ad un aumento del +6,4% sul 2025. La variazione positiva è sostenuta dal segmento di traffico internazionale, in miglioramento del +8,2%, che ha compensato la lieve contrazione del segmento nazionale (-0,6%).
Il Sistema Aeroportuale Toscano ha raggiunto complessivamente i 2,7 milioni di passeggeri nel primo quadrimestre 2026, con un incremento del +6,9% sul 2025.
Nel dettaglio, il Vespucci di Firenze ha raggiunto un nuovo massimo storicoin aprile con 383.000 passeggeri transitati e un incremento del +8,8% sul 2025. Risultati positivi per entrambi i segmenti di mercato: internazionale (+10%) e nazionale (+0,4%). Anche nel mese di aprile Parigi si conferma la rotta maggiormente trafficata per lo scalo fiorentino, seguita da Londra, Amsterdam, Barcellona e Roma. L’aeroporto di Firenze, con i record raggiunti in ogni singolo mese del 2026, ha superato quota 1,1 milioni di passeggeri nei primi quattro mesi dell’anno, +7,9% sull'analogo periodo del 2025.
Il Galilei' di Pisa movimentato 575.000 passeggeri lo scorso aprile, miglior risultato di sempre, +4,8% sullo stesso mese del 2025. Il segmento di traffico internazionale, in crescita del +6,9%, ha più che compensato la flessione dello 0,9% del segmento nazionale. Londra raggiunge il primo posto nella classifica delle rotte con il maggior volume di traffico, seguita da Tirana, Palermo, Parigi e Catania. Nel primo quadrimestre lo scalo pisano ha raggiunto complessivamente 1,6 milioni di passeggeri, segnando un nuovo massimo storico, con un miglioramento del +6,2% sul 2025.
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«Ascoltare il mercato non è mai stato uno slogan per noi. È un metodo». Dal suo profilo Linkedin, il direttore commerciale trade di Alpitour World Alessandro Seghi sottolinea come la campagna "Keep calm & travel" lanciata il 1° maggio e prolungata fino al 31 maggio, sia «il risultato di un confronto continuo e concreto con le agenzie di viaggio e i clienti finali. Un dialogo fatto di meeting, in agenzia o da remoto, survey, contatti con il nostro booking e call center, chat, roadshow,...».
Soluzioni reali
«Una interlocuzione vera - continua Seghi -, fatta di esperienze sul campo, esigenze reali e feedback trasformati in soluzioni per dare, in questo specifico momento, una risposta concreta alle ansie legate alla possibile carenza di carburante, che potrebbe (qui il condizionale è d'obbligo) essere determinata dal conflitto in Iran. Oggi proporre un viaggio significa, prima di tutto, rimuovere le incertezze mettendo a disposizione delle agenzie e dei clienti risposte efficaci e concrete.
La campagna di alpitour World, scondo Seghi, è diventata la soluzione alle tematiche più discusse del momento ed è « il risultato di un lavoro costruito insieme alla distribuzione turistica e, soprattutto, sviluppato in collaborazione con Neos. Si conferma così, una volta di più, quanto sia importante il lavoro in filiera e la forza dell’integrazione in un settore come quello turistico. E quando il confronto è sano e continuo, le risposte diventano concrete e a beneficiarne sono, per primi, i clienti».
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[post_content] => Non si arresta la crescita per l'aeroporto di Bologna, che lo scorso aprile ha superato nuovamente il milione di passeggeri, registrando il miglior mese di aprile della sua storia.
I passeggeri complessivi sono stati 1.050.047, pari ad un aumento del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato che conferma il Marconi come principale scalo aeroportuale dell’Emilia-Romagna e uno dei più dinamici del panorama nazionale.
Perno della crescita sono stati, ancora una volta, i collegamenti internazionali: i passeggeri sui voli esteri hanno raggiunto quota 800.988, segnando un incremento del +2,6% rispetto ad aprile dello scorso anno. In crescita anche il traffico domestico, con 249.059 passeggeri e un incremento del +2,1%.Il dato conferma come Bologna continui a rafforzare il proprio ruolo strategico sia per il turismo incoming sia per i flussi business e internazionali.
Tra le rotte più frequentate dai passeggeri in partenza e in arrivo da Bologna, al primo posto si conferma Catania, seguita da Tirana e Barcellona. Completano la top ten Palermo, Parigi Charles De Gaulle, Madrid, Brindisi, Bucarest, Cagliari e Amsterdam.
Guardando al periodo gennaio-aprile 2026, il bilancio resta comunque molto positivo: nei primi quattro mesi dell’anno infatti i passeggeri totali sono stati 3.289.312, con una crescita del 4,2% rispetto al 2025. Anche i movimenti aerei aumentano: 23.678 voli complessivi, pari a un +2,9%.
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[post_content] => «Non siamo preoccupati. Almeno non nell'immediato»: Lorna Dalziel, country manager Italia di Condor, spiega la posizione del vettore tedesco in relazione al complesso contesto attraversato dal trasporto aereo a causa del conflitto in Iran, con particolare riferimento al caro carburante.
Grazie alla politica di hedging portata avanti dalla compagnia «posso affermare che per tutta l'estate siamo tranquilli. Poi, certo, i cambiamenti geopolitici possono accadere, con conseguenze imprevedibili, ma ad oggi il nostro fabbisogno di carburante è coperto». E anche a livello tariffario la manager tranquillizza partner e passeggeri: «Non abbiamo aumentato i nostri prezzi e non abbiamo in preventivo di farlo», salvo, ancora una volta, eventi straordinari.
Lorna Dalziel sottolinea come, a favore della compagnia, giochi poi il fatto di non soffrire «di over capacity su nessuna rotta. I tre voli giornalieri, sia da Venezia sia da Milano sono operati con A320neo - o talvolta da Malpensa con un Embraer - quindi parliamo di 180 o 100 posti, che per il 35%, a volte anche il 40%, sono occupati da passeggeri p2p su Francoforte. E dal nostro hub non abbiamo comunque così tanti voli lungo raggio giornalieri da riempire come accade per altri vettori. Questi ultimi, considerati l'andamento delle prenotazioni, spesso molto sotto data, sono costretti a cancellare voli o rivedere rotte. Ma non è il nostro caso. Anzi, Condor si trova a gestire su alcune destinazioni, richieste che vanno oltre la capacità disponibile» come ad esempio verso l'oceano Indiano con Mauritius e Zanzibar, tra i principali desiderata dei viaggiatori italiani.
La manager conferma poi come la situazione in Medio Oriente si rifletta su una maggiore attrattività di alcune deestinazioni «dai Caraibi all'Alaska passando da Mauritius» e sulle richieste del trade: «Da sempre l'Italia è un late booking market, ma mentre in passato gli operatori che avevano dei gruppi prenotati in questo periodo avrebbero già confermato, ora a causa della grande incertezza dei viaggiatori, ci stanno chiedendo una time limit extension. La nostra risposta è ovviamente improntata alla flessibilità, così da trovare un punto d'incontro». Un legame, quello con il trade, sempre più strategico e importante che «oggi convoglia il 70% delle vendita in Italia».
Da notare, come «i bookings individuali si sono molto diversificati, e per questo abbiamo aumentato la capacità su Mauritius (5 frequenze a settimana), Zanzibar e Mombasa (4 frequenze settimanali su entrambe), Cancun e Punta Cana (voli giornalieri); Bangkok viene servita tutto l'anno, come pure Johannesburg. Infine, una destinazione che prima era vista molto costoso è Antigua, che invece sta andando tantissimo d'inverno, mentre d'estate vendiamo tantissimo Alaska».
I piani futuri
Con nove voli al giorno durante la stagione estiva dall'Italia a Francoforte - da Milano (annuali, anche se d'inverno le frequenze sono due), Venezia e Roma - Condor ribadisce il grande interesse per il nostro mercato, lasciando spazio a nuovi investimenti: «Ora il focus principale è quello di portare tutti i voli ad una operatività annuale: Roma per certo, direi dal prossimo anno, e poi vedremo per Venezia. E, sì, per il 2027 potremmo avere ulteriori sorprese».
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[post_content] => Le principali compagnie aeree mondiali hanno annunciato una riduzione dei voli offerti per i prossimi mesi in risposta diretta all'impatto della guerra in Iran, che continua a perturbare il traffico aereo e a far lievitare i costi operativi. Come si legge su Preferente, la capacità programmata per maggio è diminuita del 3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, secondo gli ultimi dati di Cirium Aviation Analytics.
L'adeguamento è dovuto a due fattori evidenti: le restrizioni allo spazio aereo e agli aeroporti in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi del carburante a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz, che ne ha raddoppiato il costo. In questo contesto, la maggior parte delle compagnie aeree ha ridotto i propri orari fino al 5%, sebbene alcune abbiano apportato modifiche significative.
Gli adeguamenti in programma
Qatar Airways ha ad esempio ridotto la propria capacità del 33% rispetto a maggio dell'anno precedente, mentre Emirates mantiene una previsione di crescita del 2,4% nonostante operi da una delle aree più colpite dal conflitto. Nel frattempo, IndiGo prevede una riduzione del 17% e ha già iniziato ad applicare supplementi carburante sui propri biglietti.
Come riporta El Economista, l'aggiustamento ha colpito anche le compagnie più piccole. Tra le prime 100 compagnie aeree, Spirit Airlines ha registrato i tagli maggiori, superiori al 50%, prima di dichiarare bancarotta lo scorso fine settimana. A livello globale, tutte le regioni hanno ridotto i propri voli, tra cui Nord America, Europa e Asia-Pacifico. Anche le compagnie aeree specializzate in rotte a corto raggio hanno attuato tagli di circa l'1%.
Per contro, compagnie aeree spagnole come Iberia, Vueling e Air Europa mantengono invariati i loro orari estivi, grazie alle coperture sui prezzi del carburante e alla forte domanda. Nonostante ciò, il ministero dell'economia spagnolo ha messo in guardia sul potenziale impatto di una carenza di cherosene sul turismo nei prossimi mesi.
In Europa, il gruppo Lufthansa ha annunciato l'eliminazione di 20.000 voli entro ottobre, con l'obiettivo di risparmiare carburante. Ha inoltre deciso di sospendere le operazioni della sua controllata CityLine, che operava con aeromobili più vecchi e meno efficienti. Anche British Airways ridurrà la sua capacità del 2,5%, pur potenziando le rotte verso l'India e l'Africa per compensare il calo in Medio Oriente, mentre Air France-Klm ha optato per la cancellazione di 80 voli di andata e ritorno da Amsterdam.
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Come riferito dal Financial Times, dall'inizio della guerra in Iran alla fine di febbraio, il costo del carburante per aerei è raddoppiato, costringendo le compagnie aeree ad aumentare i prezzi dei biglietti, mentre la chiusura degli aeroporti del Golfo, che collegavano un terzo dei viaggi europei verso l'Asia, ha gettato nel caos i viaggi a livello globale..
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