26 novembre 2021 09:43
I piccoli centri e l’ enogastronomia hanno un’ulteriore possibilità per diventare un volano sempre più importante per il turismo, se si pensa, inoltre, che il rilancio dei borghi vede da parte del governo un investimento nel recovery plan con 1 miliardo di euro. È stato presentato il “Mib – Mercato italiano dei borghi”, progetto che nasce per la valorizzazione e la promozione delle filiere e delle produzioni tipiche dei Borghi più belli d’Italia nel settore agroalimentare. Il focus progettuale è il censimento con successiva digitalizzazione e vendita di tutte le produzioni tipiche e certificate presenti nei territori di riferimento, con l’intento di elaborare la prima mappatura sistematica del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico degli stessi Borghi più belli d’Italia.
“Complimenti a Borsa merci telematica italiana per aver avviato questa iniziativa sui borghi: è un progetto che va nella direzione del nostro Paese- con queste parole il sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, ha accolto il progetto in occasione della conferenza stampa di presentazione -: il turismo nei borghi legato al food è un prodotto ormai consolidato nella mente degli operatori; i 50 miliardi di euro di esportazione raggiunti questo anno rappresentano numeri anche legati al turismo. Questa tipologia di viaggio si conferma un asset fondamentale per la ripresa del turismo”.
L’iniziativa vedrà la sua totale realizzazione entro quattro anni e nasce con l’idea di evitare lo spopolamento e rafforzare un turismo sostenibile con l’abbinamento di determinati prodotti a determinati territori. Saranno realizzati dei basket di prodotti, acquistabili nei circuiti della gdo, in grado di evocare i territori visitati, ha spiegato Fiorello Primi, presidente dei Borghi più belli d’Italia.
L’Associazione conta 330 borghi selezionati attraverso il procedimento, a sua volta certificato Iso9001, che conta ben 72 parametri “che sono una una garanzia per i visitatori italiani e stranieri per il livello qualitativo della vita per i residenti e il sistema di accoglienza e ospitalità per chi desideri visitarli” commenta Osvaldo Bevilacqua, giornalista e ambasciatore dei Borghi più belli d’Italia.
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Explora III è la prima nave della flotta predisposta per l’utilizzo del gas naturale liquefatto. Il taglio del nastro, durante la cerimonia di consegna alla Fincantieri di Sestri Ponente, è stato affidato alla giovanissima Maya Aponte.
«Siamo nel “mezzo del cammino”, in un momento chiave nella realizzazione della flotta Explora Journeys – sottolinea Pierfrancesco Vago, executive chairman della divisione Crociere del gruppo Msc –. Tre navi consegnate e tre in costruzione a Genova, simultaneamente, che saranno operative tra il 2027 ed il 2028. Un investimento pari a oltre 3,5 miliardi di euro con tutte e sei le navi progettate e costruite da Fincantieri in Italia ed una ricaduta enorme in diversi settori».
La capacità di utilizzare il gnl consentirà in futuro l’impiego di alternative rinnovabili, tra cui bio-gnl e gnl sintetico.
La nave è inoltre dotata di tecnologia per il collegamento alla rete elettrica da terra (shore power), permettendo di collegarsi all’elettricità da terra e spegnere i motori durante la sosta nei porti dotati delle infrastrutture necessarie.
Estetica, innovazione tecnologica ed attenzione dell’ambiente non sono solo le caratteristiche della flotta Explora Journeys ma definiscono il futuro di tutto il settore. Con un’estensione di 19,2 metri, Explora III è la nave più spaziosa della flotta, nonostante accolga un numero di ospiti simile a quello delle navi gemelle. L’offerta gastronomica si è arricchita con tre nuovi concept distintivi, The Cellar, The Chef’s Table e Shore Club on 11.
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La nave offre una seconda Owner’s Residence, progettata dalla designer Patricia Urquiola, una gamma ampliata di Ocean Penthouses e Ocean Residences, e strutture Ocean Wellness ripensate per unire spa e fintness, oltre alla prima boutique Chopard a bordo.
«La consegna di Explora III – aggiunge Anna Nash, presidente di Explora Journeys - rappresenta un altro importante step per Explora Journeys, che porta avanti la nuova visione introdotta tre anni fa, l’essenza del brand. Con ogni nuova nave abbiamo l’opportunità di ascoltare, imparare e perfezionare la nostra proposta, costruendo sull’esperienza che i nostri ospiti apprezzano maggiormente. Explora III rappresenta il prossimo passo del nostro percorso, mentre continuiamo a ridefinire il concetto di viaggio oceanico attraverso innovazione consapevole, design eccezionale e un’ospitalità intuitiva che è al centro dell’esperienza Explora Journeys».
L’Ocean state of mind, che ha contribuito alla creazione di Explora Journeys, è un concetto in cui il mare non è solo uno spazio tra un porto e l’altro, ma è la destinazione.
Explora III è pronta per un’unica Mediterranean Prelude Journey di cinque notti, con partenza da Genova il 24 luglio 2026 e arrivo a Civitavecchia il 29 luglio 2026. La navigazione seguirà le coste della Riviera francese e italiana, con scali a Marsiglia, Saint-Tropez, Villefranche-sur-Mer e Livorno.
Affiancata nei primi due giorni dal campione sportivo internazionale e ambasciatore del brand Jannik Sinner, dopo la Prelude Journey, Explora III raggiungerà Barcellona per la cerimonia ufficiale di battesimo il 1° agosto 2026. Il 3 agosto 2026, partirà da Barcellona per il suo Maiden Journey di sette notti verso Lisbona, inaugurando una stagione dedicata al Nord Europa, Islanda, Groenlandia e Nord America.
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Se i tempi saranno rispettati, nel 2029 verrà inaugurato il nuovo collegamento funiviario per raggiungere il passo Rolle da San Martino di Castrozza in 13 minuti.
Come si legge sul Corriere della Sera, il cantiere del futuro collegamento è stato presentato ufficialmente. Ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento di imprese guidato da Leitner. Si tratta di un’opera del valore di 55 milioni, finanziati dalla Provincia attraverso Trentino Sviluppo, che prevede la realizzazione di due cabinovie integrate, con veicoli da dieci posti e con una capacità di 1.500 persone all’ora per un tracciato di poco meno di 5 chilometri.
Un sogno che si realizza
«Un sogno che si realizza - ha commentato il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza, Daniele Depaoli -. Quest’opera potrà alzare il livello dell’offerta sciistica invernale, portando anche sbocchi sulla mobilità estiva da e per il Rolle». Per eliminare «l’attuale caos estivo, con il meraviglioso paesaggio rovinato dalla presenza di automobili e camper in ogni angolo».
Il progetto porterà alla realizzazione di un sistema di due cabinovie integrate che permetterà di unire Bellaria, Prà delle Nasse, Fosse di Sopra e infine passo Rolle con quattro stazioni principali e una fermata tecnica di sola discesa al Sass Maor, destinata agli sciatori che vorranno raggiungere il campo scuola Cimon. Base principale del sistema sarà Prà delle Nasse, dove sarà ricavato un centro servizi con biglietteria, info point, noleggio, scuola di sci, attività commerciali e ristoro.
«Non stiamo realizzando solo due nuove cabinovie - ha spiegato il vicepresidente di Trentino Sviluppo Albert Ballardini -, ma un sistema integrato di mobilità, servizi e accesso al territorio».
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Le scelte di viaggio dei piemontesi per l’estate premiano le grandi capitali europee – grazie anche ai voli diretti – l’Egitto e il Mar Rosso, il Centro e Sud America, Kenya e Tanzania, le crociere nel Mediterraneo e il turismo interno con una preferenza per le località balneari della Penisola. In ripresa le prenotazioni per Medio ed Estremo Oriente. Per quanto riguarda l’incoming l’Italia continua a essere percepita come una meta sicura dagli stranieri; in Piemonte crescono le richieste provenienti da turisti centro e nordeuropei per i retreat e le vacanze rilassanti nei borghi del Monferrato.
Outgoing
L’Europa rimane la scelta principale dei piemontesi, con un interesse particolare per le grandi capitali. Cracovia registra un incremento significativo grazie al collegamento diretto con l’aeroporto di Torino. Grecia, Croazia e Albania si confermano mete solide e molto richieste. Chi sceglie l’Africa privilegia l’Egitto e le località del Mar Rosso, insieme a Kenya e Tanzania. Buona la performance anche del Centro e Sud America, che continuano a esercitare attrattiva per i viaggiatori in cerca di esperienze più strutturate.
Si registra inoltre un ritorno marcato ai viaggi organizzati, percepiti come garanzia di maggiore tutela, assistenza e sicurezza in un contesto internazionale complesso.
Le crociere all-inclusive nel Mediterraneo restano tra le opzioni più apprezzate. La durata media delle vacanze si attesta attorno ai 7 giorni, confermando il trend che privilegia soggiorni più brevi ma distribuiti in più periodi dell’anno.
Si registra una ripresa delle prenotazioni anche per Medio ed Estremo Oriente, grazie anche ai voli assicurati da vettori come Emirates.
Incoming
L’Italia continua a essere percepita dagli stranieri come una meta sicura, ricca di patrimonio culturale e ideale per una vacanza rilassante. In Piemonte si consolida un nuovo segmento: turisti del Centro e Nord Europa scelgono i borghi del Monferrato per soggiorni detox, retreat di yoga, pittura e attività rigenerative, alla ricerca di luoghi immersi nella natura e lontani dalla routine quotidiana.
“Il turismo outgoing conferma i trend dello scorso anno con poche differenze e con una ripresa dei flussi diretti verso il Medio ed Estremo Oriente. L’Italia, come accaduto già durante il Covid, viene identificata come meta sicura e appetibile sia dagli italiani che in molti casi tornano al turismo interno e a corto raggio, sia dagli stranieri che restano innamorati del nostro Paese – dichiara Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte – .
"Per quanto riguarda l’incoming sta invece emergendo un trend interessante che vede i turisti del Centro, Nord ed Est Europa scegliere i piccoli borghi piemontesi e soprattutto quelle realtà che offrono la possibilità di trascorrere una vacanza di assoluto relax, immersi nella natura e in attività rilassanti per disintossicarsi da un anno di routine lavorativa e dallo stress.
"Torino resta poi una destinazione molto apprezzata dagli stranieri che scoprono una città elegante e raffinata, con un’offerta turistica ampia e adatta a tutti; molti turisti abbinano la visita della città al soggiorno nei borghi di Langhe e Monferrato. Riteniamo inoltre positivo che sempre più persone si affidino ai viaggi organizzati, ai tour operator e alle agenzie di viaggio, scegliendo di puntare sulla sicurezza e sull’affidabilità degli operatori qualificati”.
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Appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di motori. Dal 15 al 18 ottobre 2026, il festival GranMotori farà il suo debutto internazionale, trasformando la tenuta di Fiorano a Roma in quattro giorni dedicati alla cultura dei motori, con un format unico nel panorama italiano.
GranMotori è un evento organizzato da Be.it.Events e realizzato in partnership con il Convention Bureau Roma e Lazio, che è destination partner dell’evento. La collaborazione nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio e offrire ai partecipanti un’esperienza completa della destinazione Roma e Lazio, attraverso una selezione di servizi e proposte pensate per arricchire il soggiorno nella Capitale: dalle soluzioni di ospitalità alle esperienze sul territorio, dagli itinerari alla scoperta del patrimonio storico e artistico alle proposte enogastronomiche.
Roma e il Lazio diventano parte integrante dell’esperienza GranMotori e la partecipazione al Festival si trasforma in un’occasione per entrare in contatto con il territorio e vivere una destinazione unica. Un viaggio che inizia prima dell’apertura dei cancelli della Tenuta di Fiorano, il 15 ottobre, e continua nella scoperta di luoghi, cultura e atmosfere che rendono Roma e il Lazio una meta straordinaria.
La vision
Nato nel Paese che ha dato i natali a Ferrari, Lamborghini, Maserati, Alfa Romeo, Lancia e Ducati, GranMotori nasce con una visione semplice quanto ambiziosa: diventare il Festival internazionale della cultura motoristica italiana, raccontata attraverso persone, storie ed esperienze. Pensato come un viaggio immersivo, GranMotori invita il pubblico a scoprire, conoscere, incontrare, assaporare, ascoltare, guidare e condividere.
L'evento nasce da una convinzione: la cultura dei motori appartiene non solo a chi guida, ma anche a chi sogna. I drivers sono piloti, collezionisti, ingegneri, designer, meccanici e appassionati che dedicano la propria vita al mondo della mobilità. I dreamers sono tutti coloro che si lasciano ispirare dal grande design, dall'eccellenza ingegneristica, dalle competizioni che hanno fatto la storia e dalle storie che si nascondono dietro ogni macchina. Che si arrivi al volante di una Ferrari d'epoca, in sella a una motocicletta o semplicemente guidati dalla curiosità, GranMotori accoglie chiunque creda che la mobilità sia sempre stata molto più di un semplice mezzo di trasporto.
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Il programma
GranMotori è concepito come un viaggio narrativo. Ogni giornata esplora una diversa dimensione della cultura motoristica contemporanea attraverso esposizioni, esperienze dinamiche, incontri, intrattenimento e momenti di ospitalità.
Giovedì 15 ottobre, la giornata inaugurale esplora il modo in cui il mondo dei motori è entrato nell'immaginario collettivo attraverso il cinema, l'estetica, la comunicazione e il racconto visivo. Nel corso della giornata, registi, attori, giornalisti, content creator, youtuber, podcaster e fotografi dialogheranno con piloti, designer e costruttori per raccontare come nascono le storie che ispirano milioni di persone.
Venerdì 16 ottobre la giornata sarà dedicata a "Next: Nuove prospettive. La stessa passione". GranMotori dedica questa giornata ai visionari che stanno contribuendo a costruire il futuro della passione per i motori.
Sabato 17 ottobre, spazio a "Icons Design, Stile & Supercar". Supercar, design, stile e artigianalità provenienti da tutto il mondo si incontrano nel Paese che continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale per la creatività automobilistica.
Infine, domenica 18 ottobre la giornata è dedicata a "Limitless: motorsport, performance & avventura". Piloti, navigatori, ingegneri, innovatori ed esploratori condivideranno esperienze straordinarie di determinazione, coraggio e visione, raccontando come passione e tecnologia possano trasformare sfide apparentemente impossibili in risultati concreti.
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Senza schemi prestabiliti né modelli da replicare, GranMotori offre a case automobilistiche, aziende, istituzioni e partner la possibilità di contribuire attivamente alla crescita del festival. Dalle anteprime mondiali ai lanci di nuovi modelli, dalle celebrazioni dedicate all'heritage ai programmi di hospitality, dalle esperienze di brand ai progetti speciali sviluppati su misura, GranMotori è stato concepito come una piattaforma flessibile, capace di evolvere insieme alla comunità automobilistica internazionale.
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Caratteristica la posizione della terrazza che non si trova sul rooftop dell’hotel, ma si affaccia sulla via e si inserisce nella vita delle strade di Milano, facilitando l’ingresso agli ospiti. La terrazza viene presentata al pubblico con un allestimento temporaneo estivo, pronta a diventare punto di riferimento per gli ospiti dell’hotel e della vita dei milanesi e del quartiere, anche grazie al cocktail bar interno.
«L'idea che stiamo perseguendo in questa struttura e in tutte le strutture della proprietà è quella di aprirci al mondo locale: l’hotel non dev’essere vissuto solo come location per i nostri ospiti internazionali, ma come destinazione aperta e integrata con la città - sottolinea Chiara Della Torre, director of business development di Marriott International - Quest'anno abbiamo ristrutturato tutto il Milan Marriott che ha 317 camere completamente rinnovate. Essendo Marriott un brand internazionale circa il 50% dei nostri ospiti sono internazionali, ma abbiamo una clientela italiana perché siamo molto forti anche nel segmento Mice: il nostro centro congressi offre la sala più grande di Milano e diverse aziende organizzano i loro meeting al Milan Marriott». Attenta anche l’offerta gastronomica, con un mix di cucina mediterranea e internazionale. L’hotel sta pensando a nuovi progetti per richiamare la clientela locale, come il ristorante Seb: un all day dining restaurant dove, dopo la colazione, ci sarà una continuità durante la giornata con il pranzo e poi la cena.
(Chiara Ambrosioni)
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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Si chiama "Optimus Travel Intelligence" ed è l'ultima novità che il gruppo Uvet dedica alle agenzie di viaggio. A presentare il progetto «nato circa un anno fa» sono il presidente, Luca Patanè e il coo Damiano Sabatino.
La nuova società di travel retail si propone infatti come partner di trasformazione, aiutando agenzie di viaggio, network e operatori turistici a evolvere verso un modello dove l'innovazione tecnologica, i dati e l'automazione diventano fattori chiave di competitività.
«Optimus Travel intelligence si basa su due pilastri fondamentali - spiega Patanè -: il supporto tecnologico garantito dal gruppo Uvet, che in oltre 75 anni di esperienza ha sviluppato strumenti molto evoluti, e la partnership strategica messa a punto in questi anni con Travelport, che consente di aprire lo sviluppo anche all'estero. Ci rivolgiamo alle agenzie in quanto riteniamo che, in un'epoca fortemente condizionata dall'applicazione dell'IA, sia importante fornire strumenti nuovi, basati su quel know how che abbiamo maturato in anni di studi e attività».
Nell’offerta di Optimus T.I. sono coinvolte la piattaforma Travelport Smartpoint, per dar vita a itinerari che combinino voli, hotel, noleggio auto e servizi di trasporto, e la piattaforma gds AlterEgo, che consente la comparazione e il booking delle migliori proposte aeree e ferroviarie.
Il progetto, come sottolinea Sabatino, si svilupperà in più step e durante il prossimo Biz Travel Forum verranno presentate ulteriori novità. Fra gli altri servizi in programma, la possibilità di fornire un'attività di consulenza su alcuni segmenti di business., l'ottimizzazione del flusso operativo e l'assistenza nel marketing digitale.
«Optimis nasce dalla convinzione che la tecnologia sia un aspetto fondamentale e imprescindibile nell'attività turistica - aggiunge Sabatino -. Questo nuovo progetto si propone di gestire la complessità tecnologica, in costante evoluzione, proponendo soluzioni a 360 gradi che rispondano a tutte le esigenze delle agenzie quanto a contenuti, sicurezza, efficienza».
La piattaforma Optimus T.I. è già operativa e verrà proposta da una forza vendite dedicata. «L'investimento su AlterEgo - chiude Patanè - può quantificarsi in decine di milioni di euro. Il progetto Optimus, con la creazione di una società ad hoc, rientra in questo ambito».
Optimus in breve
La piattaforma è unica e integra contenuti tradizionali, offerte ndc e servizi di compagnie aeree, hotel e fornitori di trasporti terrestri.
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Workflow intelligenti automatizzano le attività ripetitive, permettendo ai professionisti di dedicare più tempo alla consulenza e alla relazione con il cliente.
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[post_content] => Acquisizioni per 370 milioni di euro, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare e quasi l’80% degli investitori istituzionali, dei private equity e dei family office pronti a aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi. Sono i dati che emergono dall’ultimo report di JLL Italia su "Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey" e che portano Confindustria Alberghi a esprimere grande soddisfazione per un interesse che non riguarda più solo le grandi città, ma si estende a nuove destinazioni, dal Lago di Como alla Sicilia, e che vede l’ingresso di capitali provenienti da Asia, Medio Oriente e Sud America.
«Sono dati che confermano quanto il nostro Paese sia oggi al centro dell’attenzione degli investitori globali – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi – e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano. Ma proprio questa crescita di interesse deve spingerci a fare chiarezza su un punto: l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane».
Per questo Confindustria Alberghi torna a sollecitare l’introduzione di una misura contro la frammentazione dimensionale delle imprese del settore: una norma che, attraverso la rivalutazione dei beni strumentali – materiali e immateriali, incluso l’avviamento – consentirebbe alle imprese alberghiere e termali di rafforzare i propri bilanci, attrarre capitali e affrontare i passaggi generazionali attraverso l’aggregazione.
Di contro
Fin qui Confindustria Alberghi. Non bisogna però sottovalutare il fatto che non si può mediante una legge cambiare la fisionomia di un settore. Sarebbe un input arrivato dall'alto che non ha niente a che fare con la storia delle imprese coinvolte. Secondo, c'è sempre il sospetto che dietro alle aggregazioni ci siano capitali esteri, per cui ciò che prima era italiano e frammentato, diventa aggregato ed estero. Consiglerei di non ripetere l'errore fatto con Autostrade, Telecom e via seguitando.
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