27 June 2026

Dal Giordano al Tevere: il gesto simbolico che unisce i fiumi sacri del Cristianesimo

Nella foto, da sinistra, l’onorevole Federico Mollicone, Qays Abu Dayeh e Ramzi Zawaideh

In occasione della festa patronale dei Santi Pietro e Paolo, Roma ha celebrato il Giubileo del Tevere e del Canottaggio Sociale: un’iniziativa pensata per valorizzare il fiume simbolo della Capitale e rafforzare il legame tra cittadini, sport e territorio. L’evento è stato promosso dall’assessorato alla Tutela del Territorio della Regione Lazio, dalla Commissione speciale per il Giubileo 2025 di Roma Capitale, in collaborazione con Coni Lazio, le Federazioni di CanottaggioTevere DayMare Vivo Deportivo e diversi circoli sportivi del territorio.

Cuore della serata è stata la cerimonia simbolica del versamento dell’acqua del fiume Giordano nel Tevere, gesto altamente evocativo che simboleggia l’unione tra i fiumi battesimali del Cristianesimo e rappresenta un ponte di amicizia tra i popoli. Alla cerimonia hanno partecipato l’ambasciatore del Regno Hashemita di Giordania, Qais Abu Dayeh, l’onorevole Federico Mollicone, e l’area manager Italy di Royal JordanianRamzi Zawaideh. La benedizione è stata impartita da padre Daniel Luz Rocchetti, rettore della Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda.

A coordinare la Regata del Giubileo è stato l’assessore della Regione Lazio, Ghera, insieme agli altri promotori della manifestazione. L’atto simbolico del versamento dell’acqua del Sacro Giordano nel Tevere – alla presenza dell’ambasciatore giordano – ha rappresentato un forte segnale di dialogo e fratellanza, in un momento storico particolarmente delicato, come sottolineato dall’onorevole Mollicone.

Questo evento si è intrecciato con la tradizionale Girandola di Castel Sant’Angelo, rievocazione storica legata ai festeggiamenti per i Santi Patroni, che da secoli è espressione della diplomazia papale e del ruolo universale di Roma. «Con questa 18ª edizione – ha aggiunto Mollicone – la manifestazione è ormai consolidata come evento nazionale e riconosciuta come patrimonio immateriale legato a Castel Sant’Angelo. La presenza di numerose ambasciate sottolinea il ritorno della Girandola a essere un momento di diplomazia culturale, in linea con la nuova legge sulle rievocazioni storiche e il patrimonio immateriale, che ho avuto l’onore di firmare e che è in vigore da novembre».

A dare ancora più significato all’evento sono state le parole dell’ambasciatore giordano, Qais Abu Dayeh: «Questo gesto di gemellaggio va oltre il valore simbolico, rappresenta un ponte tra due popoli, quello italiano e quello giordano. È una testimonianza dei valori che condividiamo: il rispetto per il patrimonio culturale e naturale, la salvaguardia dei luoghi spirituali e la promozione della pace attraverso il dialogo culturale. Il fiume Giordano, sacro a miliardi di persone, è il luogo del battesimo di Gesù e un punto di riferimento per le tre grandi religioni monoteiste. La sua storia continua a ispirare pellegrini e credenti da ogni angolo del mondo.
Che questo momento sia un simbolo di speranza, un tributo alle correnti comuni dell’umanità che scorrono attraverso la storia, la fede e l’amicizia».

(Quirino Falessi)

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