9 giugno 2023 10:14
“E’ la Bellezza, con la B maiuscola, la grande opportunità di sviluppo economico e sociale del territorio Marche Nord”. Così, Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio Marche Nord Amerigo alla presentazione ieri, nella sede della Stampa Estera a Roma, della sesta edizione del tragitto di promozione della provincia di Pesaro e Urbino.
“L’Itinerario della Bellezza è un progetto di comunicazione unico in Italia ideato da un’associazione di categoria-, ha sottolineato Varotti. –Utilizza tutti gli strumenti del marketing turistico per valorizzare il patrimonio artistico, ambientale ed enogastronomico della rete dei comuni aderenti.”
La guida di 160 pagine, corredata da foto e testi inediti dei 21 comuni che hanno finora aderito all’iniziativa, è distribuita nelle principali fiere italiane ed estere, e negli uffici IAT. “Il vero risultato dei nostri sei anni di lavoro,- ha proseguito Varotti, – è l’aver fatto comprendere a comuni grandi e piccoli l’esigenza di presentarsi sul mercato del turismo con una proposta integrata”.
L’onorevole Antonio Baldelli, citando una frase di Stendhal “la bellezza è promessa di felicità”, ha specificato che la felicità si realizza attraverso l’Itinerario della Bellezza “nei panorami, nell’architettura, nei borghi, nelle città, nei castelli e nei monasteri, e soprattutto nella cultura di accoglienza dalla gente marchigiana”.
Intervenuto anche Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, ricordando che l’anno prossimo sarà la Capitale della Cultura 2024 e segnalando che mentre l’obiettivo è quello di mettere in risalto la città di Rossini settimanalmente verrà valorizzata un’altra città marchigiana. “Ad esempio durante la settimana dedicato a Pesaro e Pergola, verranno organizzati collegamenti extra finanziati dalla nostra amministrazione al fine di collegare Pesaro alla cittadina famosa per i suoi bronzi dorati”.
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[post_content] => Una piccola gemma nel cuore del Montefeltro Marche: Ca' Virginia Country house & Wellness si svela attraverso il racconto di dell'a.d. Giacomo Rossi. La struttura nasce nel 2007 da un progetto della famiglia Rossi con l’obiettivo di recuperare un antico complesso rurale. Immersa nel cuore del Montefeltro, a Borgo Massano nel comune di Montecalvo in Foglia, a pochi chilometri da Urbino, la struttura risale agli inizi del Cinquecento ed è situata all’interno di un’azienda agricola di circa cento ettari. Il recupero architettonico è stato realizzato nel pieno rispetto dell’edificio originario, preservandone autenticità e fascino.
La struttura
Oggi Ca’ Virginia Country House & Wellness dispone di 23 camere ricavate dal recupero dell’antico essiccatoio del tabacco, del fienile e della storica casa colonica. Ogni ambiente è diverso dall’altro e conserva elementi originali come travi in legno, mattoni e pietra a vista, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e raffinata. Fiore all’occhiello della struttura è il centro benessere di 200 metri quadrati distribuito su due livelli, con area “Salus per Aquam”, vasca riscaldata a 37 gradi con idromassaggi Jacuzzi, sauna, bagno turco, percorso emozionale con docce calde e fredde, area relax e tisane rigeneranti. Il wellness è accessibile sia agli ospiti dell’hotel sia alla clientela esterna, con ingressi contingentati su fasce orarie dedicate.
Anche la ristorazione rappresenta un elemento distintivo della proposta di Ca’ Virginia. Il ristorante, ricavato dall’antica stalla della proprietà, valorizza la tradizione gastronomica del territorio attraverso una cucina basata su prodotti a chilometro zero e sulle eccellenze locali, dai vini delle cantine del territorio ai formaggi tipici come la Casciotta d’Urbino Dop, fino al celebre prosciutto di Carpegna.
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Il territorio circostante offre inoltre numerose opportunità legate al turismo slow e outdoor. Le colline del Montefeltro e dell’area di Urbino si prestano a esperienze in e-bike, escursioni guidate e percorsi immersi nella natura. Ca’ Virginia è infatti uno dei bike hotel storici delle Marche e propone servizi dedicati ai cicloturisti, dal noleggio biciclette ai tour organizzati per diversi livelli di preparazione atletica.
Nel 2022 la struttura ha partecipato alla trasmissione televisiva “4 Hotel” di Bruno Barbieri, nell’edizione dedicata ai bike hotel, conquistando il primo posto. Grande attenzione viene riservata anche alla sostenibilità ambientale. Il progetto, avviato già nel 2004, integra un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e un impianto solare termico che consentono alla struttura di ridurre drasticamente l’utilizzo di combustibili fossili. La filosofia green di Ca’ Virginia si traduce inoltre nell’eliminazione della plastica monouso, nell’utilizzo responsabile delle risorse idriche ed energetiche e nella scelta di prodotti locali e sostenibili, in linea con le più attuali pratiche Esg e con una visione di ospitalità attenta al territorio e al benessere degli ospiti.
(Quirino Falessi)
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Meliá Hotels International è la seconda catena spagnola a cessare la gestione di hotel appartenenti al gruppo Gaviota a Cuba, come riporta Hosteltur. Questa decisione è dettata dall'inasprimento delle sanzioni statunitensi contro le società straniere legate a entità controllate da Gaesa. Le misure dell'amministrazione Trump entreranno in vigore venerdì 5 giugno e si prevede un effetto domino tra le aziende che operano sull'isola.
Meliá è una delle catene alberghiere con la maggiore presenza nel Paese, con un portfolio di oltre 30 strutture e 13.800 camere. Secondo le informazioni riportate da Hosteltur, la catena avrebbe deciso di interrompere la fornitura di servizi di gestione e marketing, nonché la concessione in licenza dei suoi marchi alberghieri, in 15 hotel, "attivando e attuando piani specifici per effettuare una disaffiliazione ordinata". Inoltre, sono in corso di attuazione protocolli per informare fornitori e clienti.
Gli hotel coinvolti
I 15 hotel che lascerebbero il portfolio di Melià sarebbero Gran Hotel Bristol Habana Vieja, Innside Catedral Habana, Meliá Buena Vista, Meliá Cayo Santa María, Meliá Jardines del Rey, Meliá Las Dunas, Meliá Península Varadero, Paradisus Los Cayos, Paradisus Princesa Mar, Paradisus Río de Oro, Paradisus Varadero, Sol Caribe Beach, Sol Cayo Santa María, Sol Río de Luna y Mares, Sol Varadero Beach.
La decisione di Meliá Hotels International , comunicata ai proprietari degli hotel e confermata oggi, è una risposta a una serie di circostanze impreviste, al di fuori del controllo di Meliá, che hanno avuto un impatto significativo sul funzionamento dei servizi offerti da questi hotel.
Già a febbraio la società aveva annunciato una riduzione della propria capacità operativa, limitando l'attività a tre hotel aperti e adeguando quindi la propria offerta ai livelli di occupazione effettivi. La stragrande maggioranza degli hotel di Gaviota era già chiusa e inattiva a causa di problemi energetici e del calo della domanda, pertanto l'impatto dell'annuncio è stato limitato.
Prima di Melià, Iberostar aveva già interrotto i rapporti con Gaviota, cessando le attività in 12 dei suoi 18 hotel a Cuba. La società continua a operare in altri sei hotel collegati a gruppi non colpiti allo stesso modo dalle nuove restrizioni..
Per le catene alberghiere, il problema non si limita alla gestione quotidiana delle strutture e alle difficoltà causate dalla carenza di forniture. L'impatto va ben oltre, poiché l'esposizione alle sanzioni statunitensi può ripercuotersi sui finanziamenti, sui rapporti bancari, sul marketing internazionale e sulla reputazione aziendale.
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Per stimolare la domanda e offrire un valore aggiunto tangibile, CaboVerdeTime ha lanciato la promozione mirata “Prenota ora, parti sereno”, che punta tutto sulla flessibilità e sulla convenienza. Fino al prossimo 30 giugno, tutte le prenotazioni relative ai pacchetti completi comprensivi di volo in partenza da Bergamo e hotel, con partenze programmate entro il 30 ottobre, beneficeranno di solide tutele. La campagna elimina infatti i costi legati ai cambi di nome e alle modifiche della data di partenza, operabili liberamente fino a due settimane prima dello start della vacanza. A completare il quadro di coperture interviene la garanzia del miglior prezzo, un asset pensato per ottimizzare la competitività della rete agenziale.
«In un momento in cui i trend di prenotazione riflettono il bisogno di tutele e flessibilità, la nostra priorità è metterci al fianco delle agenzie. Vogliamo che i nostri partner commerciali abbiano argomenti solidi e risposte immediate per agevolare la decisione del cliente finale. Questa promozione non è una semplice operazione tattica, ma una promessa di tranquillità che poggia sulla solidità della nostra programmazione storica» dichiara Pietro Dusi, direttore commerciale e vendite di CaboVerdeTime.
La leadership su Sal
La capacità del tour operator deriva direttamente dal suo posizionamento di leadership sull'isola di Sal. Le forti partnership commerciali e gli accordi industriali siglati sulla catena charterizzata rappresentano un’ulteriore garanzia e una certezza assoluta in termini di pianificazione e stabilità operativa. La gestione diretta dei flussi aerei e la profonda conoscenza del territorio permettono all'operatore di mantenere il pieno controllo della filiera, offrendo alle agenzie un interlocutore unico, solido e specializzato, capace di fare la differenza sulla destinazione africana.
La campagna di flessibilità rappresenta solo l’ultimo tassello di un mosaico di investimenti interamente dedicati al canale agenziale. Recentemente l’operatore ha concluso due tour che hanno visto la partecipazione di 50 agenti di viaggio. I professionisti hanno potuto toccare con mano la varietà della proposta alberghiera di Sal, che conta sia strutture a gestione diretta - come Clubhotel Halos Casa Resort, Sobrado Boutique Hotel - sia resort di marchi internazionali, come le strutture del gruppo Melia, principale partner segmento luxury del tour operator.
Parallelamente al focus formativo, CaboVerdeTime ha potenziato le funzionalità del proprio sistema di prenotazione online, introducendo un’implementazione del tool di booking, che lo ha reso ancora più performante e rapido, per garantire alla distribuzione una totale autonomia gestionale durante ogni passaggio della prenotazione.
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[post_content] => Dalla questione Linate al ruolo da protagonista sulle rotte di lungo raggio, senza trascurare gli intoppi creati dall'entrata in vigore dell'Ees e le conseguenze della crisi in Medio Oriente: Armando Brunini, amministratore delegato di Sea Aeroporti, in un'intervista a Il Corriere della Sera traccia i contorni di presente e prossimo futuro.
Sul fronte del potenziale debutto a Milano Linate dei voli long haul ipotizzato nella bozza del Piano nazionale degli aeroporti: «Non vedo motivo di rimettere in discussione qualcosa che ha dimostrato di reggere nel tempo».
L'ad spiega che Malpensa e Linate convivono da anni in un equilibrio molto delicato, che sarebbe preferibile non intaccare. Prima di esprimermi nel merito si riserva di leggere le proposte per intero («Tre righe su una slide non bastano per un’analisi seria»), ma ribadisce che il perimetro di Linate che si è consolidato nel tempo, sostanzialmente da quando è nata Malpensa, ha un senso ancora oggi: «Entrambi gli aeroporti sono cresciuti, entrambi hanno trovato la loro vocazione. E ha funzionato».
Lo sviluppo della rete intercontinentale resta infatti la vocazione di Malpensa, con il traffico di lungo raggio che registra la crescita maggiore nel 2025 (+14%), «trainando la crescita dello scalo varesino».
Guardando al futuro, Brunini auspica l’espansione del network verso gli Stati Uniti e in particolare sulla West Coast (San Francisco o Los Angeles), ma considera con interesse anche il Centro e Sud America, confermando che c’è interesse reale di alcuni vettori per introdurre voli in quinta libertà.
La stagione estiva entra nel vivo
Sul tema dell'eventuale carenza di carburante e sull'aumento delle tariffe per i biglietti aerei, Brunini tranquillizza. «La capacità di raffinazione in Europa è stata spinta al massimo, perché è tornata conveniente dopo anni in cui non lo era. E contemporaneamente le catene di approvvigionamento del greggio si sono riconfigurate trovando fonti alternative. Quello che era semi-panico è diventato attenzione». E gli interlocutori degli aeroporti - compagnie aeree e società petrolifere - «non segnalano problemi di disponibilità per i prossimi mesi».
Il tema semmai, osserva l'ad, «è il prezzo. Per l’estate le compagnie faranno di tutto per proteggere i margini, è il periodo in cui guadagnano di più. Il rischio vero è per dopo: se il prezzo del carburante si stabilizzasse su livelli alti dopo la fine dell’hedging, potremmo vedere una certa distruzione di domanda e qualche razionalizzazione di rotte e tagli sulle tratte meno profittevoli».
Le code causate dall'Ees
Con l'introduzione definitiva del sistema Ees nei paesi dell'Unione europea (lo scorso aprile) le code in aeroporto sono all'ordine del giorno: «Mi verrebbe da dire “cronaca di una morte annunciata” - ammette Brunini -. Lavoravamo già da anni per rinviarne l’entrata in vigore nella speranza di avere più tempo per prepararsi. I dati sono chiari e non sono casi isolati: prima e dopo l’Entry-Exit, i tempi di attesa sono raddoppiati in media per ogni passeggero».
Le cause, afferma il manmager, sarebbero molteplici: «27 Stati membri con 27 polizie diverse, banche dati nazionali che devono dialogare con quelle europee, personale di frontiera insufficiente quasi ovunque. E l’app per la pre-registrazione a casa, prima di partire, è stata attivata solo in due Paesi, nemmeno completamente».
La richiesta è chiara: «Flessibilità: superata una certa soglia di coda, si riduce il regime. La buona notizia è che localmente il rapporto con la Polizia di frontiera è addirittura migliorato nell’affrontare insieme questa situazione».
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[post_content] => Alice Pudda è la nuova presidente di Fiavet Sardegna. L’elezione è avvenuta nel corso dell’ultima assemblea dei soci, che ha provveduto al rinnovo delle cariche istituzionali della Federazione regionale per il prossimo quinquennio.
Titolare della storica agenzia Pudda Viaggi di Guspini – realtà fondata nel 1956 dal nonno Giovanni insieme alla bisnonna Caterina Vargiu –, Alice Pudda rappresenta il perfetto connubio tra tradizione familiare e forte spinta all'innovazione digitale e professionale.
Laureata in giurisprudenza con una specializzazione in legislazione del turismo, e con un'esperienza formativa internazionale in Inghilterra, la neo presidente ha da sempre messo al centro della propria attività il costante aggiornamento e l'evoluzione tecnologica dei servizi di consulenza turistica.
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[post_content] => Aiav celebra i suoi 25 anni di attività con un educational in Montenegro, che oggi porterà nel piccolo paese balcanico 50 agenti di viaggio associati provenienti da Lombardia, Piemonte, Sicilia, Campania, Lazio e Marche, insieme a giornalisti della stampa trade e di settore.
Organizzato in collaborazione con il ministero del turismo e l’Ente nazionale del turismo di Montenegro, rappresentato in Italia da Travel Open Day, il viaggio nasce con un duplice obiettivo: rafforzare la conoscenza del Montenegro presso il mercato distributivo italiano, e aggiornare gli associati sulle attività, i servizi e i progetti sviluppati da Aiav in un mercato turistico in continua evoluzione.
“In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche volevamo dare un segnale di fiducia all’outgoing che sappiamo essere rilevante per il business di molte agenzie - ha dichiarato Fulvio Avataneo, presidente Aiav -.Il Montenegro è un’alternativa sicura, versatile e di grande valore, anche grazie ad una buona rete di operatori locali che possono supportare l’organizzazione dei tour e offrire nuove opportunità di vendita. Sono sinceramente lieto di aver avuto modo di organizzare questo evento reso possibile grazie alla grande disponibilità dell'Ufficio del turismo del Montenegro e dalla altrettanto grande collaborazione di Travel Open Day che rappresenta l'ente in Italia."
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L'itinerario
Nel corso del viaggio, gli agenti visiteranno alcuni degli highlights del Paese, dalla regione di Budva con il celebre fiordo di Kotor, fino al nord con Kolašin e il parco nazionale di Biogradska Gora. In programma anche un incontro istituzionale con i rappresentanti dell’Ente nazionale del turismo e la ministra del turismo Simonida Kordić, seguito da un workshop dedicato agli incontri one-to-one con i protagonisti dell’offerta turistica locale: tour operator, dmc e catene alberghiere.
(Pamela McCourt Francescone)
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[post_content] => Il ceo e presidente di Accor, Sebastien Bazin, ha confermato che la sua uscita di scena potrebbe concretizzarsi prima del previsto.
Il termine
Durante il general meeting annuale del gruppo, il ceo ha ricordato come il termine ultimo sia maggio 2028. Tuttavia, nel caso il consiglio di amministrazione dovesse trovare un candidato idoneo, il passaggio di consgne potrebbe avvenire in tempi più brevi.
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Bazin ha dichiarato inoltre di sperare che il suo successore abbia una competenza tecnologica più approfondita della sua. «Non sono in grado di anticiparlo, ma spero che il mio successore abbia una comprensione molto più profonda del mondo della tecnologia» avrebbe detto il manager.
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[post_content] => Paolo Costantini, presidente di Lands of Urbino, racconta la nascita e gli obiettivi dell’associazione fondata nel 2020 con l’obiettivo di promuovere la provincia di Pesaro e Urbino attraverso progetti culturali, itinerari esperienziali e una rete integrata di operatori turistici. «Abbiamo sentito la necessità di creare una vera filiera del turismo – spiega Costantini – perché oggi per essere attrattivi è fondamentale offrire servizi coordinati e un’offerta organizzata».
L’area rappresenta una delle destinazioni più autentiche dell’Italia centrale, ricca di borghi storici, paesaggi collinari, eccellenze enogastronomiche e percorsi culturali ancora poco conosciuti dal turismo internazionale. Tra i principali punti di interesse spiccano Urbino (nella foto), città patrimonio Unesco e culla del Rinascimento, il territorio del Montefeltro, i borghi medievali delle aree interne, i percorsi naturalistici immersi nelle colline marchigiane e le numerose esperienze legate ad artigianato, tradizioni locali ed enogastronomia. Un patrimonio che consente di sviluppare un turismo slow ed esperienziale sempre più richiesto dai mercati internazionali.
Grande attenzione viene riservata anche all’offerta enogastronomica, uno dei principali punti di forza della destinazione, con produzioni tipiche, aziende agricole, cantine, tartufo, cucina tradizionale marchigiana e percorsi dedicati ai sapori del territorio. «Vogliamo raccontare non solo i luoghi più conosciuti, ma anche le piccole realtà che custodiscono l’identità autentica delle nostre aree interne», sottolinea Costantini.
L'associazione
«Lands of Urbino è nata grazie all’iniziativa di circa quaranta operatori del comparto turistico, dagli hotel agli affittacamere, dai bed & breakfast agli artigiani, fino ai fornitori di servizi. L’obiettivo è sempre stato quello di costruire una rete concreta capace di sostenere e far crescere le attività del territorio». Da questo percorso sono nati diversi progetti, tra cui una serie di podcast realizzati sulla piattaforma Loquis, app specializzata in racconti audio geolocalizzati dedicati ai viaggi e al turismo esperienziale. I contenuti raccontano borghi, tradizioni e identità locali nei 29 comuni coinvolti, dal Montefeltro alle aree interne della provincia.
L’associazione lavora a stretto contatto con i propri associati, sviluppando iniziative concrete capaci di sostenere e far crescere le attività aderenti. L’obiettivo è costruire un modello di destination management sempre più strutturato, in grado di coordinare promozione turistica e servizi su un’area ampia e articolata.
Oggi la rete conta circa 46 associati distribuiti nei comuni delle aree interne: produttori locali, aziende agroalimentari, artigiani, botteghe e operatori dell’ospitalità, tutti accomunati dalla volontà di creare un’offerta turistica integrata e autentica. Guardando al futuro, Lands of Urbino punta a rafforzare il dialogo con le amministrazioni pubbliche per sviluppare prodotti turistici condivisi e più competitivi sui mercati. «Le nostre aree – conclude Costantini – sono ricche di identità e peculiarità locali: per questo è importante creare una visione comune capace di raccontarle in modo unitario e riconoscibile».
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Laura Sabbatini, consigliere comunale di Acqualagna con delega al turismo, racconta l’identità e la crescita di uno dei territori simbolo del tartufo italiano. «Acqualagna è una realtà profondamente legata al tartufo e alla sua cultura. Grazie anche alla mia esperienza professionale nel settore turistico, seguo da vicino la promozione del territorio e dei suoi prodotti d’eccellenza. Dallo scorso anno la nostra manifestazione è ufficialmente diventata la Fiera internazionale del tartufo bianco di Acqualagna: un riconoscimento prestigioso che ci accomuna ad Alba e Norcia, le uniche località italiane autorizzate a utilizzare il nome del territorio associato al prodotto.
Una meta da scoprire
Piccolo centro nel cuore delle Marche, in provincia di Pesaro Urbino, Acqualagna è conosciuta nel mondo come una delle capitali del tartufo ed è anche la città natale di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni. Situata lungo l’antica Via Flaminia e a pochi chilometri dalla spettacolare gola del Furlo, custodisce una lunga tradizione legata alla cerca e alla commercializzazione del tartufo. «Il nostro territorio offre tartufo durante tutto l’anno grazie alla presenza delle principali varietà: il bianco pregiato, il nero invernale, il nero estivo e il bianchetto o marzuolo. Ad Acqualagna è inoltre possibile visitare il museo del Tartufo, partecipare ad esperienze di cerca del tartufo, scoprire aziende specializzate e vivere percorsi naturalistici nella riserva della gola del Furlo. Quest’anno abbiamo avviato anche la prima tartufaia sperimentale di tartufo bianco su un terreno comunale, un progetto che testimonia la volontà di far crescere l’intera filiera. Acqualagna fa parte dell’associazione nazionale Città del Tartufo e stiamo lavorando a iniziative condivise per valorizzare il settore e promuovere il territorio anche sui mercati internazionali».
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(Quirino Falessi)
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