17 March 2026

Turismo organizzato, il tempo è scaduto. Misure urgenti, ora o mai più

Incertezza e difficoltà, oggi non c’è più tempo per queste parole. Le associazioni del turismo organizzato, da Astoi a Fiavet, Fto, Aidit, Assoviaggi e Maavi si uniscono per lanciare insieme l’ultimo grido di allarme e richiedere interventi urgenti mirati, subito. Dati alla mano emerge un quadro desolante.

I viaggi degli italiani verso l’estero registrano nel 2021 una flessione del 92%, mentre il business travel ha perso tre quarti del proprio giro d’affari e il settore eventi perde l’80% del proprio business. Anche l’incoming è crollato, la presenza di stranieri ha subito un calo del 54%, mentre il turismo scolastico sembra essere ancora bloccato. Il comparto del turismo organizzato è l’unico a essere rimasto fermo durante tutta la pandemia: un settore della nostra economia che fatturava 13,3 miliardi nel 2019, che ha visto un crollo a circa 3 miliardi nel 2020 e chiuderà il 2021 in una situazione ancora peggiore, probabilmente intorno ai 2,5 miliardi di ricavi, con una riduzione superiore all’80%.

“Ci devono far tornare a operare: il turismo non è un capriccio – interviene in modo deciso Pier Ezhaya, presidente Astoi -. Chiediamo al ministri Travaglia, Franco, Orlando e Speranza di ascoltare le nostre istanze. Le nostre aziende stanno soccombendo Nessuno in Italia ha coscienza della gravità della crisi in cui versano tour operator e agenzie di viaggio. Da febbraio 2020 a dicembre 2021 abbiamo perso 21 miliardi di fatturato su 26 mld. Siamo al collasso, con urgenza servono ristori coerenti alle perdite e azioni concrete. Il governo si deve assumere la responsabilità di mettere in sicurezza il turismo organizzato o di lasciarlo morire”.

Tutte le associazioni concordano sulle necessità urgentissime da implementare immediatamente, anche utilizzando il veicolo della legge di Bilancio 2022 e chiedono: il rifinanziamento del fondo per tour operator e agenzie di viaggio per il 2021, almeno per 500 milioni; il prolungamento della cassa integrazione per il settore turismo a giugno 2022, così che le imprese del settore ancora ferme possano utilizzarla per i propri dipendenti; la proroga tax credit affitti, che estenda il credito d’imposta sulle locazioni commerciali e affitti d’azienda e cessione fino al 30 giugno 2022. Ma soprattutto la rimozione del divieto di viaggiare per turismo e un ricorso maggiore a protocolli di sicurezza efficaci, in maniera da premiare i viaggiatori immunizzati, oppure l’apertura di numerosi corridoi turistici. Inoltre, deve essere creato di un prestito ponte di almeno 24 mesi a tasso zero, per consentire alle imprese di rimborsare voucher che scadranno a breve. Le aziende non hanno più liquidità.

Franco Gattinoni, presidente della Federazione turismo organizzato di Confcommercio (Fto) punta il dito sugli aiuti: “A oggi non abbiamo avuto sufficienti sostegni per oltre 18 mesi di inattività per decreto. Il turismo organizzato è un settore destinato al collasso, se non si interviene urgentemente”.

Ivana Jelinic, presidente Fiavet Confcommercio guarda lontano e avvisa: “Le multinazionali internazionali approfittano della nostra incertezza per mettere le mani sul turismo italiano, e i gruppi acquistano a cifre basse aziende importanti e spingono alla chiusura le piccole. Stiamo rischiando di assistere a una desertificazione delle imprese. Se lo Stato ignora questa urgenza, si rischia di svendere l’industria più bella che abbiamo a chi potrà permetterselo”.

Per Enrica Montanucci, presidente nazionale Maavi Conflavoro Pmi, “è necessario che il ministero dell’Economia metta in campo subito un prestito ponte a 24 mesi per consentire alle aziende di sopravvivere. Non è un mistero che le nostre aziende siano a corto di liquidità. Le banche pressano. E ci uniamo i rischi dei licenziamenti: una bomba sociale a cui urge dare risposte”.

Domenico Pellegrino, presidente Aidit Federturismo di Confindustria, calcola: “La scarsissima mobilità internazionale costa all’Italia nel 2020 circa 100 miliardi di euro, per due terzi dati dalla minor spesa turistica in Italia e un terzo per il minor valore turistico aggiunto. Le chiusure del 2021 si prevedono anche peggiori“.

Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, sottolinea invece la problematica del lavoro: “Tra i drammi della possibile disoccupazione nel settore, emerge anche un dato importante: 60 mila sono le donne che potrebbero perdere il lavoro. Senza un immediato intervento del governo, si chiude la storia di un intero settore che negli ultimi 50 anni ha sempre contribuito all’economia del nostro Paese”.

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