26 June 2026

Stati Generali del Parco delle Cinque Terre, l’obiettivo è una cabina di regia per affrontare emergenze e rilancio

Consapevolezza del valore territoriale e della necessità di una cabina di regia condivisa per affrontare gli scenari complessi in tema di gestione dei flussi, di lotta al dissesto idrogeologico e nel rilancio di un’economia circolare che sappia essere realmente portatrice di benessere in senso allargato per le comunità residenti ed efficace nel mantenimento della salute dei sistemi ambientali, in un’ottica di integrazione terra e mare.    Gli Stati Generali del Parco delle Cinque Terre, chiusi sabato 5 novembre in occasione della plenaria organizzata dal Parco in collaborazione con Regione Liguria al Terminal Crociere alla Spezia, hanno portato all’attenzione di una platea istituzionale di livello nazionale, tutte le istanze espresse dagli stakeholder pubblici e privati, coinvolti a vario titolo nello sviluppo sostenibile del territorio delle Cinque Terre. 

I lavori della mattinata hanno messo in risalto un comune desiderio di collaborazione, di mettersi al servizio, ognuno per le proprie competenze, di un territorio ricco di valore e per questo bisognoso di soluzioni straordinarie e innovative su temi prioritari e spesso sovrapposti: i flussi turistici in aumento e concentrati nei borghi delle Cinque Terre che da problema possono assumere i connotati dell’emergenza se non gestiti attraverso un approccio di prevenzione, anche alla luce di eventi atmosferici sempre più estremi, come ha spiegato il presidente della Fondazione Cima, Luca Ferraris; l’urgenza del riconoscimento dei servizi ecosistemici offerti dal presidio agricolo come antidoto al degrado del paesaggio terrazzato; la necessità di una centralità del ruolo del Parco, non solo come santuario della natura ma anche come laboratorio di buone pratiche in cui investire, creare e portare competenze per sviluppare un’economia green e blu compatibile con la tutela della biodiversità.  

«Questo terzo appuntamento con gli Stati Generali del Parco  – spiega il Presidente del Parco Cinque Terre Donatella Bianchi – rappresenta la fine di un percorso di confronto e ascolto avviato prima della pandemia. La crescita esponenziale dei dati della stagione 2022 impone oggi una seria valutazione della capacità di carico turistico del territorio, anche in termini di gestione del rischio, di prevenzione e di pianificazione territoriale, destagionalizzazione e distribuzione sul territorio delle presenze turistiche, anche attraverso la creazione di proposte di reti e servizi integrati e condivisi. Come Parco, implementeremo le attività di studio, ricerca e monitoraggio sulla capacità di carico, per valutare gli impatti sulla biodiversità, sul sistema di gestione della protezione civile, sulla qualità di vita dei borghi, sul benessere di residenti e degli ospiti. Le conclusioni di questi Stati Generali si muovono su due direttrici, quella territoriale che vede il Parco come facilitatore di processi, anche per l’istituzione della cabina di regia sollecitata dalle categorie presenti, ma che dovrà essere condivisa con tutte le istituzioni territoriali su scala comunale, provinciale e regionale. C’è poi uno scenario nazionale che vogliamo sollecitare. Al Governo, attraverso i nostri parlamentari, chiediamo un impegno concreto per il riconoscimento del valore di pubblica utilità del presidio agricolo e dei servizi ecosistemici generati e una rinnovata attenzione al sistema parchi. È urgente risolvere il problema dell’adeguamento delle piante organiche. Solo così potremo avvalerci di competenze specialistiche necessarie ed essere ancora più funzionali al rilancio economico sostenibile dei territori e alla loro tutela”.

«Gli stati generali delle Cinque Terre sono un appuntamento di grande rilevanza – aggiunge il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – tappa fondamentale di un percorso che guarda al futuro, con tutti i soggetti e gli stakeholder interessati per affrontare insieme le sfide future. Si tratta quindi di uno strumento strategico per costruire un percorso condiviso che delinei lo sviluppo sostenibile e al contempo la tutela di un luogo straordinario, patrimonio Unesco, meraviglioso ma anche fragile. Turismo, gestione dei flussi, mobilità, difesa del territorio sono alcuni dei temi cardine da affrontare nell’ottica della sostenibilità e della salvaguardia ambientale di un luogo che deve la sua unicità a livello mondiale e la sua attrattività non solo alla sua bellezza, ma anche all’equilibrio tra paesaggio e azione dell’uomo».

«La mobilità è il principale driver dello sviluppo turistico sostenibile moderno – sottolinea il senatore Giovanni Berrino  Con l’avvio del Cinque Terre Express ed il conseguente potenziamento, abbiamo garantito la crescita e lo sviluppo economico del territorio delle Cinque Terre aumentando la frequenza dei treni, oggi moderni e innovativi, nelle stagioni di massimo affollamento, abbiamo raggiunto una maggiore razionalizzazione dei flussi passeggeri, con impatti positivi sia in termini di miglioramento dell’immagine della destinazione, sia economici nello sviluppo turistico del territorio provinciale, offrendo al Parco strumenti finanziari importanti da reinvestire sul territorio. Oggi lo scenario richiede una visione di insieme della mobilità integrata e le Cinque Terre possono essere un laboratorio interessante di interconnessione tra mobilità marittima, terrestre e ferroviaria». 

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