14 August 2026

Il turismo non trova lavoratori a causa di salari inadeguati e orari antisociali

turismo lavoro stagionale

Turismo e lavoro. Il discorso che riportiamo qui, del segretario generale della Uiltucs Liguria Marco Callegari, si può estendere in tutte le regioni italiane, specialmente a quelle ad alta vocazione turistica. Il problema, come al solito è quello del lavoro nel turismo, che fa ancora molta fatica a trovare addetti bravi e qualificati. Ma come mai? Questa è la domanda specifica. La risposta di Callegari, che come ripeto si può estendere a tutti i luoghi turistici è questa: salari non adeguati; orari antisociali; carichi elevati e a volta contratti irregolari

“Il settore del turismo in Liguria impiega 81.485 addetti di cui 62.820 dipendenti e 18.665 lavoratori in somministrazione, ma prevalgono i lavoratori precari e i salari restano inadeguati“. Lo denuncia il segretario generale della Uiltucs Liguria Marco Callegari durante il convegno ‘Occupazione turistica: un motore da valorizzare’ organizzato a Genova dal sindacato.

Ripartenza?

Nonostante la ripartenza del settore a partire dal 2023, secondo la Uiltucs Liguria, la fuga dal comparto che si traduce con una forte carenza di personale qualificato non è colmabile nel breve e medio periodo.

“Le cause vanno ricercate nelle condizioni di lavoro in un settore che rischia di essere occasionale per i lavoratori o di secondo impiego – evidenzia Callegari -.Perciò, occorre un patto sociale di salvaguardia. I salari sono inadeguati: dal 2007, le retribuzioni orarie nei servizi di alloggio e ristorazione sono aumentate solo del 25% nominale, meno della media italiana che si attesta sul 28% e molto meno della manifattura che registra un 45%. Gli aumenti salariali per i dipendenti sono arrivati solo nella seconda metà del 2024, dopo anni di stagnazione, nonostante le aziende abbiano aumentato i profitti scaricando i rincari sui clienti”.

Amara realtà

Secondo il sindacato l’aumento degli occupati nasconde una realtà amara: prevalgono lavoratori precari e a ridotti orari contrattuali. L’83,2% dei dipendenti ha una qualifica bassa, con scarse possibilità di crescita professionale, anche a causa del nanismo delle imprese.

 “Il settore è caratterizzato da orari antisociali, carichi elevati e, talvolta, contratti irregolari – sostiene Callegari -. L’irregolarità mina la lealtà competitiva e i diritti dei lavoratori. È indispensabile una lotta senza se e senza ma all’evasione fiscale, al lavoro nero e al dumping contrattuale.

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