28 June 2026

Bormio, neve olimpica …ma anche tanto altro per le vacanze

La mascotte di Milano Cortina, insieme al sindaco di Bormio Silvia Cavazzi e il presidente di Fondazione Bormio Dario Da Zanche

A 100 giorni dalle Olimpiadi Invernali “diffuse” di Milano-Cortina 2026, Bormio si prepara a diventare una delle protagoniste assolute dei Giochi. La località valtellinese ospiterà tutte le gare maschili di sci alpino e le prove di sci alpinismo – disciplina al suo debutto olimpico – confermandosi cuore pulsante delle discipline sulla neve.

Oggi Bormio è già una destinazione apprezzata a livello nazionale, ma l’obiettivo è chiaro: trasformarsi in un polo turistico internazionale, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo e di far conoscere la Valtellina come territorio di sport, natura e cultura.

“Già oggi si avverte l’interesse internazionale, con crescenti richieste da parte della stampa e delle televisioni straniere”, spiega Samanta Antonioli, assessore allo sport, turismo e grandi eventi di Bormio. “Durante i Giochi questa attenzione crescerà ulteriormente: Bormio è sempre più riconosciuta non solo per le sue piste, ma anche per la qualità dell’accoglienza e per il valore autentico della valle.”

La località è pressocché pronta a completare l’ultima fase dei preparativi per accogliere atleti, media e turisti in un contesto moderno e sostenibile. L’avanzamento dei lavori è tra l’85% e il 90% del cronoprogramma, nel rispetto di s. e etiche. Uno degli aspetti più innovativi del progetto olimpico di Bormio riguarda infatti la gestione sostenibile delle infrastrutture:Il villaggio olimpico non prevede infatti nuove costruzioni, ma utilizzerà quattro hotel esistenti (circa 250 camere), scelti per vicinanza e dotate di upgrade tecnologici, come la fibra ottica e protocolli di sicurezza avanzati, migliorando l’esperienza turistica a lungo termine.. Strutture che, dopo i Giochi, torneranno a disposizione dei turisti, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando il patrimonio ricettivo locale.

Terminata l’Olimpiade, Bormio potrà contare su 12.000 posti letto tra alberghi e strutture extra-alberghiere e forte di un’offerta adeguata a nuovi standard, punterà rafforzare la propria identità anche attraverso attività outdoor, ciclismo e turismo enogastronomico, tre asset che non conoscono stagionalità e che rappresentano al meglio la cultura valtellinese. E che soprattutto possono attirare un flusso costante di visitatori durante tutto l’anno.

Oggi le presenze turistiche si dividono in modo equilibrato (50% inverno / 50% estate), ma con target diversi: più internazionale nella stagione sciistica, più domestico nei mesi caldi. L’obiettivo è equilibrare i mercati, potenziando la notorietà del marchio “Bormio” accanto a quelli di Milano e del Lago di Como. Senza escludere quell’appeal enogastronomico che fa parte della storia valligiana. “Dai pizzoccheri alla bresaola, fino ai vini rossi della Valtellina – ricorda Antonioli – la nostra cucina è parte integrante dell’esperienza turistica. È ciò che ci distingue e ci lega al territorio in modo autentico

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