18 September 2021

Aica: «Bene Draghi. Ma le nostre imprese sono ancora in pericolo»

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Maria Carmela Colaiacovo

«E’ un segnale molto importante quello che è arrivato dal premier Draghi e dal ministro Garavaglia, abbiamo delle date, la metà di maggio per il pass nazionale e dalla seconda metà di giugno quello europeo. – dichiara Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Associazione italiana Confindustria alberghi -. Tanto più adesso però dobbiamo farci trovare pronti con un percorso chiaro su riaperture, orari servizi ecc. Ad oggi ci sono ancora troppe incognite per le prossime settimane e questo rallenta la ripartenza. Per il turismo serve programmazione».

Secondo Aica  sono molto importanti le linee guida illustrate dal Ministro Garavaglia che segnano la direzione dei prossimi anni per il settore. Ma le aziende non sono fuori pericolo.

La perdita di fatturato vissuta dagli alberghi è arrivata a toccare – e per qualcuno addirittura a superare – l’80% rispetto al 2019. Una situazione che unitamente ad un sistema di costi necessariamente molto complesso e pesante, sta mettendo a rischio molte imprese, gli investimenti dei prossimi anni e la stessa capacità di competere dell’offerta turistica italiana.

In attesa delle risposte che dovrebbero arrivare dal Pnrr, il sistema degli aiuti, fino ad oggi decisamente inadeguato rispetto alle perdite del settore, sempre secondo l’associazione deve essere rivisto e potenziato, tenendo conto delle oggettive drammatiche difficoltà in cui si trovano aziende.

«Il DL sostegni bis ancora una volta sembra andare nella direzione di interventi a tappeto, ma molto limitati quantitativamente. Del tutto inadeguati a sostenere imprese che stanno sperimentando perdite di fatturato così rilevanti. Peraltro con l’inspiegabile esclusione da qualunque supporto per le aziende con fatturato superiore ai 10 milioni di euro, aziende che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone e per le quali non è previsto alcun aiuto. Una situazione inaccettabile che rischia di farci perdere una parte rilevante delle nostre imprese, molto appetibili per capitali opachi e speculazione. Non possiamo permetterlo. Sono necessarie misure ad hoc per il settore, che tengano conto delle effettive perdite subite a prescindere dalle dimensioni d’impresa. Mettiamo in sicurezza le nostre aziende per guardare al futuro».




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