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16 luglio 2012 07:50
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Tour operator di Milano operante nel settore viaggi su misura ricerca addetta/o al booking in stage. Il candidato possiede ottime doti di problem solving e relazionali, preferibile pregressa esperienza nel turismo. Utilizzo dei principali applicativi informatici (documento di testo, foglio di calcolo, presentazione) internet, posta elettronica, buona conoscenza della lingua inglese (continui contatti con operatori stranieri).
Se interessati ed in possesso delle caratteristiche ricercate, inviare c.v. a: info@travelconfigurator.it
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[post_content] => Leukerbad, nel Canton Vallese, è una destinazione per lo sport alpino e il benessere attiva in tutti i mesi dell’anno. Si raggiunge in auto o in treno EuroCity di Trenitalia, arrivando a Leuk, oppure in aereo atterrando a Zurigo e percorrendo l’ultimo tratto in bus.
I viaggi in treno e bus in territorio svizzero sono coperti dallo Swiss Travel Pass: un biglietto turistico da acquistare online o tramite i siti di Ferrovie Federali Svizzera e Svizzera Turismo, che offre accesso illimitato a treni, autobus e battelli, sconti su funivie e ferrovie di montagna ed escursioni e visite a musei e castelli gratuite.
Leukerbad è la destinazione termale più grande delle Alpi, situata a 1400 metri di altezza nel cuore della Valle della Dala, circondata da boschi e montagne. I turisti provengono soprattutto dal mercato interno e dal Liechtenstein, dalla Germania e dalla Francia. L’Italia si posiziona al 4° posto con circa 9500 pernottamenti annuali: 7250 nella stagione invernale e 2250 in quella estiva. I viaggiatori sono attratti dalla ricca proposta termale e da quella sportiva, sia estiva che invernale. Il turismo invernale prese il via nel 1948 con la costruzione del primo skilift. Nel corso degli anni gli impianti sono aumentati con le funivie che salgono a Gemmipass e al Torrenthorn, formando il vasto comprensorio del Torrent: la cima più alta raggiunge i 2600 metri, con vista su una ventina di cime sopra i 4000 metri. La rete di piste si estende per circa 55 chilometri e comprende percorsi per sci, snowboard, sci di fondo (18 chilometri tracciati) e anche slittino - con una vasta area per i bambini - oltre a 40 chilometri di sentieri battuti per le ciaspolate. Il turismo estivo vanta invece 200 km di sentieri escursionistici, come Il sentiero delle sorgenti termali e 20 percorsi per le mtb. Affascinante la storia delle terme.
«L'acqua termale proviene dalla regione del Torrenthorn: la neve cade su cime di 2500 metri, si infiltra nel terreno e scende fino a 500 metri sotto il livello del mare, saturandosi di calcio e solfato, cloro, sodio e ferro, che hanno effetti benefici per il sistema muscolo-scheletrico. - racconta Florent Moos, guida di media montagna dell’Ente del turismo di Leukerbad - L’acqua riemerge poi in superficie spinta dal calore; l'intero ciclo dura 40 anni. Ogni giorno dalle sorgenti sgorgano 3,9 milioni di litri d'acqua a 51° di temperatura, che, opportunamente raffreddata, alimenta i bacini di 3 centri termali pubblici e di 5 hotel. Sia i celti che i romani hanno frequentato le nostre sorgenti, - prosegue Moos - questi ultimi lasciando piccoli reperti, monete e una strada lastricata larga due metri che collegava il paese al fondovalle. Non costruirono nulla in muratura perché l’area era accessibile solo pochi mesi all’anno per via dell’altitudine e delle rigide temperature invernali. Ancora oggi troviamo testimonianze dell’epoca, soprattutto nell’area in cui si sta completando un tratto dell'Autostrada A9 del Canton Vallese, un'infrastruttura fondamentale destinata a collegare stabilmente Losanna al Passo del Sempione. Il progetto, le cui prime bozze risalgono addirittura agli anni '60, ha richiesto decenni di discussioni e mediazioni per via dell'alto valore naturalistico del territorio».
Le terme di Leukerbad sono note sin dall'antichità, ma solo a fine '400 vennero aperte le prime locande per i ricchi signori europei. Lo sviluppo strutturato iniziò alcuni decenni dopo, quando il cardinale Matthäus Schiner, un potente politico originario di Leuk, riscattò i diritti di sfruttamento delle acque termali, diventandone il proprietario e finanziando la costruzione dei primi edifici per i bagni aperti alla cittadinanza (Burgerbad). Il turismo termale iniziò a svilupparsi tra il XVIII e il XIX secolo, quando nacquero gli alberghi storici di Leukerbad, mentre un’importante clinica per le malattie reumatiche e per la riabilitazione venne costruita a metà secolo scorso ed è ancora oggi attiva. È interessante sapere che la comunità della cittadina del Vallese ha trovato un modo sostenibile per utilizzare il calore delle acque termali durante l’inverno: dagli ultimi decenni del ‘900 vengono riscaldati gli edifici e si impedisce alle strade di ghiacciare alimentando una rete di canali sotto il manto stradale.
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Il Falkensteiner Resort Lake Garda apre ufficialmente le sue porte. La 32esima gemma del Falkensteiner Michaeler Tourism Group (Fmtg) firma una straordinaria metamorfosi urbana trasformando lo storico stabilimento di imbottigliamento delle acque minerali Tavina in un'oasi luxury a 5 stelle. Il debutto del Premium Living sul Garda si compie nel segno della rigenerazione: il cemento industriale cede il passo a un'avveniristica struttura immersa in un parco botanico mediterraneo di 55.000 metri quadri tra ulivi, cedri e lecci. Firmato dall'architetto Matteo Thun e dal paesaggista Joao Nunes, il progetto introduce per la prima volta in Italia una formula ibrida che fa tendenza fondendo l'ospitalità di alta gamma con la proprietà di residenze private di lusso.
L’effetto "wow" si accende entrando nella maestosa Acquapura Spa 5.500 metri quadri, concepita per una molteplicità di esperienze su misura. C'è l'esclusiva Adults Only Rooftop Spa, un rifugio panoramico dove perdersi in un'infinity pool sospesa sul golfo di Salò e il Monte Baldo, ma c'è anche spazio per il divertimento formato famiglia nella Family Spa con piscine e scivoli, collegata ai 1.500 mq del mondo Falkyland tra pareti da arrampicata e bowling.
Non solo food & mixology d'avanguardia con l'Artigiani Restaurant e l'Hoku Lounge, sul rooftop va in scena il debutto assoluto in Italia del primo prestigioso concept House of Negroni insieme al suo creatore e ceo Giancarlo Mancino pronto a far girare la testa agli amanti dell'aperitivo d'autore.
La strategia
A tracciare la rotta di questa evoluzione sono i suoi leader, custodi di una visione strategica che comporta investimenti per circa 150 milioni di euro. Il presidente Erich Falkensteiner non ha nascosto l'emozione per l'operazione più ambiziosa del gruppo durante il party inaugurale, scommettendo su un format ispirato ai trend di Dubai e dell'Asia, che unisce seconde case spettacolari ai servizi a 5 stelle dell'hotel: il vero futuro del lusso in Italia. Una visione rilanciata dal ceo Otmar Michaeler, orgoglioso di aver trasformato un'archeologia industriale in un modello unico di turismo integrato, capace di mettere a sistema sviluppo immobiliare, gestione alberghiera d'élite e attenzione per il territorio.
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(Anna Morrone)
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CartOrange è stata premiata con l’H.E.A.R.T. award “Best use of csr in hr” con CartOrange4planet, il progetto di turismo responsabile che coinvolge dipendenti e consulenti per viaggiare. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito della categoria dedicata alle aziende con meno di 250 dipendenti.
Il premio valorizza un percorso che pone le persone al centro delle politiche di sostenibilità dell’azienda e attribuisce alla divisone risorse umane un ruolo strategico nella diffusione di competenze, valori e cultura aziendale. Un’attività che, nel modello CartOrange, si estende dalla struttura interna alla rete di circa 400 consulenti per viaggiare presenti sul territorio nazionale, con particolare attenzione alla formazione e alle attività di sensibilizzazione e coinvolgimento.
Silvia Poli, people & sustainability manager di CartOrange, spiega: «Ricevere questo riconoscimento in ambito hr per un progetto dedicato alla sostenibilità ha per noi un valore speciale perché sottolinea l’obiettivo e il senso del progetto: rendere le persone parte attiva del cambiamento. In una realtà come la nostra, le risorse umane si prendono cura non solo dei collaboratori dello staff interno, ma si estende anche alla nostra rete di consulenti per viaggiare, accompagnandola attraverso formazione, strumenti e condivisione di valori comuni».
Il progetto
Nato nel 2019, CartOrange4planet si fonda sulla convinzione che un approccio più responsabile al turismo debba essere innanzitutto condiviso da chi opera all’interno dell’organizzazione. Il progetto si sviluppa lungo tre direttrici - People, Planet e Profit - che comprendono il benessere delle persone e delle comunità, la tutela dell’ambiente e una crescita economica sostenibile e condivisa. Il coinvolgimento di dipendenti e consulenti è coordinato dal team 4planet, composto da due persone dello staff interno e sette consulenti per viaggiare. Un ruolo centrale è affidato alla formazione: attraverso l’academy CartOrange è stato sviluppato un percorso con certificazione interna che, dal suo avvio nel gennaio 2025, ha portato 148 professionisti a diventare consulenti CartOrange4planet.
A questo percorso si affiancano le iniziative sviluppate negli anni: il riconoscimento Travelife Partner, ottenuto nel 2023; la foresta realizzata in Camerun con Treedom, con 502 alberi di cacao; la digitalizzazione dei processi e la riduzione dell’utilizzo della carta; la scelta di fornitori attenti alla sostenibilità; attività di clean-up realizzata con Plastic Free e il sostegno a realtà quali Cuamm, Airc e Ospedale Gaslini.
«Crediamo che il turismo responsabile non si possa soltanto raccontare ai clienti: deve essere vissuto prima di tutto all’interno dell’azienda, da chi ogni giorno contribuisce a costruire i viaggi. Per questo abbiamo scelto di investire sulla formazione dei nostri consulenti e visto come la possibilità di contribuire, attraverso il proprio lavoro, a un obiettivo più ampio rafforzi anche il senso di appartenenza e l’orgoglio professionale - conclude Silvia Poli -. Un ringraziamento particolare va al team 4planet, con cui abbiamo portato avanti il progetto fin dal primo giorno, trasformando un’idea in iniziative concrete. L’H.E.A.R.T. Award rappresenta una nuova tappa di un percorso che continua e si rafforza, confermando il nostro impegno a costruire, partendo dalle persone, un turismo sempre più consapevole».
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[post_content] => Parla l'Istat. I flussi turistici nel secondo trimestre del 2026, hanno subito una lieve diminuzione in termini di arrivi, mentre sono aumentati in misura significativa in termini di presenze, cioè di notti trascorse negli esercizi ricettivi italiani. E' quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat.
Nel secondo trimestre 2026, le strutture ricettive in Italia hanno registrato poco meno di 47 milioni di arrivi, registrando una diminuzione dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2025, e quasi 148 milioni di presenze turistiche, con un aumento del 3,9% sul 2025.
Gli stranieri
La componente straniera rappresenta il 61,6% delle presenze complessive, rappresentando la quota maggioritaria dei flussi turistici. Rispetto al 2025, le presenze dei turisti stranieri nel secondo trimestre hanno fatto segnare un +4,6%, mentre l’incremento della clientela italiana è stato più contenuto (+2,7%).
Rispetto al 2025, le variazioni più consistenti delle presenze sono state registrate a maggio: rispettivamente +6,4% per i turisti italiani e +10,1% per quelli stranieri (+8,8% il totale).
Affitti brevi quasi come gli alberghi
Il settore alberghiero ha registrato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze. Il settore extra-alberghiero, che include anche gli affitti brevi ha contribuito con oltre 19,3 milioni di arrivi e circa 70,3 milioni di presenze. L’incremento tendenziale più ampio delle presenze riguarda gli esercizi extra-alberghieri (+5,6%), mentre il settore alberghiero è aumentato in misura inferiore (+2,4%).
Negli esercizi extra-alberghieri, le presenze sono aumentate sia per la componente italiana (+4,2%) sia per quella straniera (+6,4%), con una dinamica leggermente più sostenuta di quest’ultima. Negli alberghi, alla lieve crescita delle presenze della clientela italiana (+1,7%) si contrappone un incremento più marcato di quelle straniere (+2,9%).
Nel secondo trimestre, la permanenza media dei clienti negli esercizi ricettivi è pari a 3,15 notti: in lieve crescita rispetto al 2025 e maggiore per gli stranieri (3,34 notti) rispetto agli italiani (2,88 notti).
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[post_content] => Bain Capital e Omnam Group hanno raggiunto un accordo per la vendita di The Lake Como Edition a Sansiri Capital, il fondo di investimento in strutture ricettive di prestigio di Sansiri Public Company. La transazione segue l'apertura della struttura avvenuta a marzo e dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.
Come si legge su TravelDailyNews, l'immobile si trova sulle rive di Cadenabbia, di fronte a Bellagio, con accesso a Milano e all'aeroporto internazionale di Malpensa in circa un'ora. Il palazzo ottocentesco è stato acquisito da Bain Capital e Omnam Group alla fine del 2021.
Un ampio progetto di riqualificazione è iniziato nell'aprile del 2022, trasformando la storica proprietà in The Lake Como Edition. L'hotel ha aperto come parte del portfolio Edition Hotels di Marriott International.
David Zisser, ceo e fondatore di Omnam Group, ha dichiarato: «Il Lake Como Edition è stato un progetto ambizioso fin dall'inizio. La nostra visione era quella di prendere una proprietà storica in una delle destinazioni più iconiche del mondo e darle nuova rilevanza attraverso l'architettura, il design e l'ospitalità, rimanendo al contempo profondamente legati al carattere del lago di Como. Insieme a Bain Capital e a un gruppo eccezionale di partner, abbiamo trasformato questa visione, dall'acquisizione e sviluppo fino all'inaugurazione. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo creato. Il completamento di questa transazione rappresenta una pietra miliare significativa per Omnam e una testimonianza della solidità del nostro approccio allo sviluppo, segnando al contempo l'inizio di un nuovo capitolo per The Lake Como Edition. L'operazione rappresenta l'ultimo sviluppo nel portafoglio europeo di Omnam Group, che comprende progetti in corso a Firenze, Venezia, Puglia e Sicilia».
Il progetto di riqualificazione ha ridotto il numero di camere del precedente hotel da quasi 300 a 148 camere e suite più spaziose. Ha inoltre aggiunto un nuovo edificio dedicato alla spa e al benessere, insieme a strutture per la ristorazione e il tempo libero. Il progetto ha integrato le infrastrutture preesistenti sul lungomare, tra cui una piscina galleggiante e un beach club.
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[post_content] => Dopo l'annuncio dello scorso 18 agosto, Aeromexico ha ufficialmente aperto le vendite dei voli sulla nuova rotta che collegherà Milano Malpensa a Città del Messico. La compagnia aerea raddoppia così la propria presenza in Italia, dove soli tre anni fa aveva inaugurato i voli da Roma Fiumicino.
Il decollo è previsto per il 28 marzo 2027, con quattro frequenze settimanali: martedi, giovedi, sabato, domenica da Mexico City a Milano Malpensa; al contrario, lunedì, mercoledì, venerdì e domenica dal Messico all'Italia. Sulla rotta saranno impiegati Boeing 787 Dreamliner.
Con la novità di Milano, la compagnia aerea offrirà un totale di 7 destinazioni e 10 rotte verso l’Europa: «Siamo molto entusiasti di aggiungere Milano alla nostra rete internazionale, una destinazione che ci consentirà di rafforzare i legami culturali, commerciali e d’affari tra il Messico e l’Italia - ha dichiarato Giancarlo Mulinelli, vicepresidente senior delle vendite globali di Aeromexico -. Questa rotta ci renderà l’unica compagnia aerea messicana a offrire un servizio diretto tra Città del Messico e due delle destinazioni più iconiche d’Italia, creando maggiori opportunità per soddisfare la crescente domanda sia dei viaggiatori d’affari che di quelli di piacere».
Attualmente l’Italia si colloca al 13° posto tra i Paesi d’origine dei flussi turistici verso il Messico, con oltre 118.000 visitatori registrati nell’ultimo anno e un incremento del 13,7%.
«Questo nuovo volo rappresenta un risultato importante, frutto dei contatti diretti che Regione Lombardia e Sea Aeroporti hanno avuto con la compagnia aerea e che testimonia concretamente il valore del lavoro che stiamo portando avanti sul fronte delle relazioni internazionali - ha commentato Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia -. Come Regione Lombardia crediamo da tempo nel potenziale del Messico e nelle opportunità che il rafforzamento dei rapporti con questo Paese può offrire al nostro sistema economico. I numeri confermano le potenzialità di questo rapporto: l’export lombardo verso il Messico è passato da 1,43 miliardi di euro nel 2022 a 1,76 miliardi nel 2025, con una crescita di circa il 23%».
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[post_content] => La Cina raccoglie i frutti della politica di esenzione dai visti per i viaggiatori internazionali: nella prima metà del 2026, secondo i dati dell’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione, il Paese ha registrato 22,91 milioni di ingressi da parte di cittadini stranieri,+20,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Ma a sorprendere di più è la composizione: 17,8 milioni di questi arrivi - pari al 77,7% del totale - sono avvenuti senza visto, con un incremento del 30,6%.
I primi dieci mercati di provenienza — Corea del Sud, Russia, Malesia, Vietnam, Thailandia, Singapore, Stati Uniti, Giappone, Mongolia e Australia — hanno rappresentato il 62% degli arrivi.
Le esenzioni unilaterali dal visto sono iniziate nel dicembre 2023 con Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Malesia, per poi essere ampliate ripetutamente nel corso del 2024 e del 2025. Nel febbraio 2026 si sono aggiunti il Regno Unito e il Canada, portando l’elenco unilaterale a 50 paesi entro la fine dell’anno.
A ciò si aggiunge il corridoio di transito di 240 ore: i cittadini di 57 paesi in possesso di un passaporto ordinario e di un biglietto di proseguimento confermato possono entrare attraverso uno qualsiasi dei 65 valichi — tra cui Pechino, Shanghai e Guangzhou — e soggiornare fino a dieci giorni senza visto, in transito verso un paese o una regione di destinazione. Sono consentite le visite turistiche, d’affari e familiari; per motivi di lavoro, studio e giornalismo sono ancora necessari i visti appropriati.
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[post_content] => Primo semestre complesso per le tre maggiori compagnie aeree statali della Cina, che hanno registrato perdite per il settimo anno consecutivo, messe a dura prova dall’impennata dei prezzi del carburante.
Nei primi sei mesi del 2026 Air China, China Eastern Airlines e China Southern Airlines hanno segnato un rosso complessivo di circa 8,2 miliardi di yuan (1,22 miliardi di dollari).
Come sottolineato da Reuters, le perdite hanno rappresentato una brusca inversione di tendenza rispetto all’utile complessivo del primo trimestre pari a 4,82 miliardi di yuan, sostenuto dalla forte domanda legata al Capodanno lunare.
Air China ha registrato una perdita netta di 2,3 miliardi di yuan, in aumento rispetto alla perdita di 1,81 miliardi di yuan dell’anno precedente. China Eastern ha visto un rosso di 2,2 miliardi di yuan, contro una perdita di 1,43 miliardi di yuan nello stesso periodo del 2025. Infine, China Southern ha riportato una perdita di 3,7 miliardi di yuan, rispetto a una perdita di 1,53 miliardi di yuan dell’anno precedente.
I tre vettori hanno dovuto affrontare quella che China Eastern ha descritto come una situazione reddituale «gravemente compromessa» dall’interruzione delle rotte internazionali e dai prezzi del carburante per aerei costantemente elevati, a causa del conflitto in Medio Oriente.
Nel semestre, infatti, i costi del carburante per ciascuna delle compagnie aeree sono aumentati tra il 35% e il 38%.
Nota positiva, invece sul fronte dei ricavi: Air China ha registrato un aumento del 10,5%, China Eastern dell’11,1% e China Southern del 9,7%, trainati dalla domanda internazionale. Le rotte europee hanno registrato un andamento particolarmente positivo, poiché alcuni viaggiatori hanno evitato gli hub mediorientali interessati dalle turbolenze causate dalla guerra in Iran.
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[post_content] => Stresa, affacciata sul lago Maggiore e sulle isole Borromee, è storicamente una prestigiosa meta del turismo d’élite internazionale. Vocazione che oggi si rinnova negli spazi del Boutique Hotel Stresa: una struttura a 5 stelle voluta da Svetlana e Alexey Fisun, che nel 2022 hanno scoperto sul lungolago una Palazzina in rovina, avvolta dalla vegetazione, e hanno deciso di realizzare il loro sogno: dare vita a un Boutique Hotel con le radici nella storia.
Il Boutique Hotel Stresa rappresenta il futuro dell’accoglienza nell’area con 28 suite ampie e curate, 4 spa suite private, giardino, piscina all’aperto e area fitness; con proposte che spaziano dall’alta gastronomia dello chef Luca Gulino del Ristorante LeBolle a “Boutique Art Stresa”, dedicata all’arte contemporanea. Come racconta Andrea Lazzarini nel volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022”, la storia del complesso porta al 1723, quando il giovane Giacomo Filippo Bolongaro partì per Francoforte dove fece fortuna commercializzando il tabacco da fiuto. T
ornato a casa nel 1772 costruì Villa Bolongaro, detta anche la Casa d’Oro, che fu la prima dimora edificata sul lungolago di Stresa - ospitò anche Casanova, amico della famiglia Borromeo! A fianco della villa sorse una struttura dove venivano accolti e sfamati non solo i viandanti che, dal Passo del Sempione, raggiungevano stremati le sponde del Lago Maggiore, ma anche le ragazze madri. Nel complesso, che aveva un forte ruolo sociale, c’erano il primo medico di Stresa e un piccolo ospedale. Nel 1848 Anna Maria, ultima erede della famiglia Bolongaro, nota come “la Santa di Stresa”, lasciò tutti i suoi beni alla congregazione dei Padri Rosminiani.
“Il palazzo di Anna Maria Bolongaro era aperto quale un albergo a tutti e a tutte le ore … con stanze bene addobbate, una mensa imbandita e una servitù cordiale, piena di attenzione per tutti” scrisse in quegli anni lo storico rosminiano don Vincenzo DeVit. I padri, per problemi economici, nel 1857 cedettero la villa ai Savoia che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia: madre di Tommaso e di Margherita, futura regina d’Italia. La villa nel suo periodo più mondano e sfarzoso ospitò figure come Alessandro Manzoni e Camillo Benso conte di Cavour.
La proprietà venne più volte trasformata, anche edificando quella Palazzina del Principe Tommaso che diventerà il Boutique Hotel Stresa. Dopo la morte della Duchessa l’ampio complesso affacciato sul lago venne acquistato dal noto gioielliere Lucien Mellerio - originario della Val Vigezzo e arricchitosi a Parigi per aver sventato un attentato al re! – che frazionò il complesso e nel 1913 abbatté la splendida Palazzina per poi erigere quella che diventerà prima Villa Lama e poi Villa Ostini (1941) dai nomi dei successivi proprietari. Dopo i difficili tempi della guerra la grande villa tornò ai Padri Rosminiani, ma la Palazzina divenne proprietà degli Zattera che volevano farne un albergo.
Il progetto non riuscì e l’edificio venne dimenticato. Nel 2012 sono arrivati a Stresa gli imprenditori Svetlana e Alexey Fisun, che incantati dalla bellezza del luogo hanno riscritto la storia dell’edificio. «Insieme Svetlana e Alexey hanno realizzato un’opera unica - scrive Lazzarini -. Un hotel dove l’ingegneria incontra l’arte, dove ogni spazio racconta una storia, dove ogni ospite è accompagnato in un’esperienza di bellezza, benessere e autenticità».
(Chiara Ambrosioni)
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Vocazione che oggi si rinnova negli spazi del Boutique Hotel Stresa: una struttura a 5 stelle voluta da Svetlana e Alexey Fisun, che nel 2022 hanno scoperto sul lungolago una Palazzina in rovina, avvolta dalla vegetazione, e hanno deciso di realizzare il loro sogno: dare vita a un Boutique Hotel con le radici nella storia.\r\n\r\nIl Boutique Hotel Stresa rappresenta il futuro dell’accoglienza nell’area con 28 suite ampie e curate, 4 spa suite private, giardino, piscina all’aperto e area fitness; con proposte che spaziano dall’alta gastronomia dello chef Luca Gulino del Ristorante LeBolle a “Boutique Art Stresa”, dedicata all’arte contemporanea. Come racconta Andrea Lazzarini nel volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022”, la storia del complesso porta al 1723, quando il giovane Giacomo Filippo Bolongaro partì per Francoforte dove fece fortuna commercializzando il tabacco da fiuto. T\r\n\r\nornato a casa nel 1772 costruì Villa Bolongaro, detta anche la Casa d’Oro, che fu la prima dimora edificata sul lungolago di Stresa - ospitò anche Casanova, amico della famiglia Borromeo! A fianco della villa sorse una struttura dove venivano accolti e sfamati non solo i viandanti che, dal Passo del Sempione, raggiungevano stremati le sponde del Lago Maggiore, ma anche le ragazze madri. Nel complesso, che aveva un forte ruolo sociale, c’erano il primo medico di Stresa e un piccolo ospedale. Nel 1848 Anna Maria, ultima erede della famiglia Bolongaro, nota come “la Santa di Stresa”, lasciò tutti i suoi beni alla congregazione dei Padri Rosminiani.\r\n\r\n“Il palazzo di Anna Maria Bolongaro era aperto quale un albergo a tutti e a tutte le ore … con stanze bene addobbate, una mensa imbandita e una servitù cordiale, piena di attenzione per tutti” scrisse in quegli anni lo storico rosminiano don Vincenzo DeVit. I padri, per problemi economici, nel 1857 cedettero la villa ai Savoia che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia: madre di Tommaso e di Margherita, futura regina d’Italia. La villa nel suo periodo più mondano e sfarzoso ospitò figure come Alessandro Manzoni e Camillo Benso conte di Cavour. \r\n\r\nLa proprietà venne più volte trasformata, anche edificando quella Palazzina del Principe Tommaso che diventerà il Boutique Hotel Stresa. Dopo la morte della Duchessa l’ampio complesso affacciato sul lago venne acquistato dal noto gioielliere Lucien Mellerio - originario della Val Vigezzo e arricchitosi a Parigi per aver sventato un attentato al re! – che frazionò il complesso e nel 1913 abbatté la splendida Palazzina per poi erigere quella che diventerà prima Villa Lama e poi Villa Ostini (1941) dai nomi dei successivi proprietari. Dopo i difficili tempi della guerra la grande villa tornò ai Padri Rosminiani, ma la Palazzina divenne proprietà degli Zattera che volevano farne un albergo.\r\n\r\nIl progetto non riuscì e l’edificio venne dimenticato. Nel 2012 sono arrivati a Stresa gli imprenditori Svetlana e Alexey Fisun, che incantati dalla bellezza del luogo hanno riscritto la storia dell’edificio. «Insieme Svetlana e Alexey hanno realizzato un’opera unica - scrive Lazzarini -. Un hotel dove l’ingegneria incontra l’arte, dove ogni spazio racconta una storia, dove ogni ospite è accompagnato in un’esperienza di bellezza, benessere e autenticità».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"520344,520343,520340\"]","post_title":"Boutique Hotel Stresa: un racconto di ospitalità lungo 250 anni","post_date":"2026-08-06T07:26:55+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1786001215000]}]}}
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