4 September 2026

Il futuro di Room Mate Hotels raccontato da Victor Fernandez

In un’intervista rilasciata a Hosteltur, Victor Fernandez, ceo di Room Mate Hotels, riconosce che nel mercato delle transazioni alberghiere «tutto è incredibilmente costoso, con prezzi alle stelle. In oltre 20 anni di attività della catena, il dna di base è rimasto invariato, ma il modello è stato adattato. Ovviamente, c’è una curva di apprendimento in cui si affina tutto molto di più. E una delle cose che si impara è che non tutto è accettabile a qualsiasi prezzo, né si può fare nulla di avventato, perché poi si vede cosa succede sul mercato. Quindi, siamo in una fase in cui dobbiamo prendere decisioni  sensate. Non direi con calma, perché c’è una forte voglia di crescere, ma con lucidità».

La strategia di espansione

«Nei paesi in cui vantiamo già una solida presenza, come Spagna e Italia , continueremo a crescere. Tuttavia, stiamo lavorando in modo molto proattivo e con strategie operative avanzate anche nei paesi in cui non siamo ancora presenti, come Francia e Germania, dove siamo determinati ad espanderci. Ci stiamo inoltre concentrando sull’apertura di nuovi hotel nei Paesi in cui attualmente ne abbiamo solo uno, come Regno Unito e Svizzera, puntando ad aprire nuove strutture a Londra o in altre grandi città, oppure ad aggiungere Zurigo al nostro hotel di Ginevra. Ricerchiamo sempre location eccezionali, un elemento fondamentale del nostro marchio, in destinazioni iconiche con un forte appeal urbano. In Germania, ad esempio, questo include non solo Berlino, ma anche Monaco e Amburgo, tra le altre città. Vorremmo crescere più rapidamente, ma entrare in queste destinazioni è molto difficile a causa dei prezzi elevati».

I piani di crescita non riguardano poi solo l’Europa. «Il proprietario dell’azienda è un fondo con sede in Europa, quindi per il momento ci stiamo concentrando qui. Questo non significa, però, che se domani si presentasse un’opportunità incredibile a New York , non la prenderemmo in considerazione. Il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di espanderci nel Vecchio Continente, ma senza fissare un numero specifico di hotel entro un determinato periodo di tempo».

Fra le sfide principali che il settore deve affrontare, quella legata alla dinamica dei prezzi«I costi rappresentano un fattore determinante, poiché l’inflazione ha reso tutto molto più caro, con aumenti vertiginosi delle materie prime e dei costi energetici. Il problema dei costi è significativo, dato che da oltre due anni assistiamo a un’inflazione galoppante. A ciò si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto in alcune destinazioni. Questo problema non è così accentuato in Spagna e in Italia, ma in altri Paesi, in particolare nei Paesi Bassi e in Svizzera, con tassi di occupazione prossimi alla piena occupazione, non c’è nessuno disponibile. Spesso, l’unica opzione è assumere personale già impiegato, offrendo condizioni migliori, ma si tratta di un’operazione molto difficile ed estremamente competitiva. Un’altra possibilità è quella di trasferire personale dalla Spagna o dall’Italia, destinazioni molto attraenti con un elevato turnover. Alla fine, si riesce a trovare qualcuno, ma è vero che questo è un problema che il settore non si trovava ad affrontare fino a pochi anni fa. Entro il 2026 prevediamo una maggiore stabilizzazione dei prezzi, sebbene dipenda dalla città, perché in alcune stiamo già raggiungendo il limite».

La clientela internazionale proviene soprattutto dal  Nord America: «Americani e canadesi insieme rappresentano il 20% della nostra clientela, seguiti dai latinoamericani, la cui presenza nei nostri hotel è cresciuta significativamente negli ultimi anni e ora rappresenta l’8% dei nostri ospiti. Questi tre mercati insieme rappresentano un terzo della nostra domanda e sono clienti altamente redditizi grazie alla durata media dei soggiorni e alla maggiore spesa. Anche la clientela asiatica è in aumento, così come quella mediorientale, sebbene questa tendenza al rialzo sia stata interrotta dalla guerra nella regione, che non si prevede si risolva a breve termine. Tuttavia, il segmento più ampio della nostra clientela è costituito da ospiti britannici, olandesi, italiani e francesi».

Grande soddisfazione dal lato repeater. «E’ piuttosto comune che un ospite, durante un soggiorno di una settimana o dieci giorni, visiti tre o quattro dei nostri hotel, quasi fosse in un tour. Infatti, il nostro tasso di clienti abituali supera già il 20%. Abbiamo un’altissima percentuale di clienti che tornano più di 10 o 20 volte. In altre parole, viaggiano in molte destinazioni e scelgono Room Mate ovunque vadano».

Living Gallery

Per aumentare la fidelizzazione del cliente è stato lanciato il progetto Living Gallery. «Si tratta di un progetto del team marketing, ideato per promuovere i nostri hotel, e si basa sulla filosofia originale di Room Mate,. Crediamo fermamente che il modo migliore per viaggiare sia soggiornare da un amico, ed è per questo che ogni nostro hotel è diverso; ognuno ha la sua identità e il suo carattere. Questo progetto è nato per organizzare eventi, magari uno al mese, per mettere in risalto il carattere unico di ogni hotel. Ne abbiamo già organizzati due: uno al Gerard di Barcellona e un altro quest’estate all’Alba di Madrid. Il prossimo è previsto a Roma. Inizialmente, questi eventi sono riservati agli ospiti della Room Mate Collection e si svolgono sempre in collaborazione con artisti o altre realtà rilevanti che potrebbero interessare i partecipanti. Il nostro obiettivo è anche quello di supportare imprenditori e titolari di aziende che operano in modo diverso e in linea con la nostra filosofia. Ma deve essere sempre divertente».

Infine, spazio all’AI. «Un concierge basato sull’intelligenza artificiale ha lo scopo di integrare e migliorare il team dell’hotel, che continuerà ad essere lì come un amico che vi accoglie a casa sua. Ci affidiamo a questa tecnologia affinché i profili che danno il nome ai nostri hotel, ognuno con la propria personalità, possano comunicare con gli ospiti qualche settimana prima del loro soggiorno per pianificare il viaggio, fornire consigli e prenotare ristoranti o eventi, se lo desiderano. Abbiamo condotto i test più recenti ed è proprio come parlare con una persona reale. L’evoluzione è impressionante. Ciononostante, se qualcuno non si sente a suo agio e preferisce gestire le cose con una persona, quest’ultima sarà sempre disponibile. Questo progetto è attualmente in fase beta e prevediamo di lanciarlo entro la fine dell’anno, inizialmente come programma pilota con alcuni hotel, per poi estenderlo a tutti».

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Questa espansione avviene in un periodo di crescita della flotta per la compagnia: dopo l'aggiunta della Legend of the Seas quest'estate, Royal Caribbean prevede di varare la Hero of the Seas nell'agosto 2027 e una quinta nave di classe Icon nel 2028.\r\n\r\n\r\n\r\nIl nuovo programma, come riporta Hosteltur, include le navi Ovation of the Seas, Navigator of the Seas e Voyager of the Seas, oltre alla presenza di Anthem of the Seas in Australia. La compagnia integrerà quindi nuove operazioni in diverse destinazioni dell'area Asia-Pacifico tra il 2027 e il 2028.\r\n\r\nLe rotte\r\nLa Voyager of the Seas inizierà la stagione 2027-2028 in Australia e, a partire da gennaio 2028, sposterà il suo programma a Singapore, Hong Kong e Tokyo, con itinerari verso diverse destinazioni nel Sud-est asiatico e in Giappone. Royal Caribbean amplierà anche le operazioni della Navigator of the Seas da Singapore, mentre la Quantum of the Seas tornerà in questo porto per la stagione 2027-2028. 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Royal Caribbean ha presentato la nave quest'anno e ha confermato che il suo porto di base iniziale sarà Miami. Una quinta imbarcazione della classe Icon, ancora senza nome, debutterà nel 2028. La sua costruzione è iniziata nel gennaio 2026 con il primo taglio dell'acciaio presso il cantiere navale Meyer Turku in Finlandia. Royal Caribbean mantiene inoltre un'opzione per la costruzione di una sesta e una settima nave di classe Icon, sebbene non abbia ancora annunciato le date di entrata in servizio per queste potenziali unità.\r\n \r\n\r\n\r\n\r\n","post_title":"Royal Caribbean si concentra sull'Asia: dal 2027-28 più navi e più rotte","post_date":"2026-08-31T09:55:27+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1788170127000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520755","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_486244\" align=\"alignright\" width=\"300\"] Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato del gruppo FS[/caption]\r\n\r\nLe ferrovie sono una infrastruttura decisiva, fondamentale per la crescita di un Paese\": Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato del Gruppo Fs, ha raccontato in un'intervista a Il Corriere della Sera, presente e, soprattutto, futuro della società.\r\n\r\n«Oggi la scommessa, la vera trasformazione che abbiamo intrapreso, è fare sì che chi usa i nostri servizi inizi a vedere i benefici di tutti quei lavori che si sono visti per i quasi 25 mila chilometri di tratte in esercizio, un miglioramento della qualità del servizio» spiega il manager, dal 2001 in azienda e, da questa estate, in carica come nuovo ad. Strisciuglio annuncia la conclusione «nei tempi previsti» degli investimenti del Pnrr, pari a 25 miliardi fra infrastrutture e treni, che hanno richiesto anche qualche sacrificio all'utenza.\r\n\r\n«Erano investimenti necessari e in molti casi non immediatamente percepibili da chi viaggia. La sfida adesso è trasformare quegli investimenti in benefici per i passeggeri\", spiega l'ad, facendo cenno alla puntualità, sicurezza e fiducia dell'utenza. «Migliorare la puntualità - sottolinea - significa rispettare un patto tra l'azienda e i passeggeri e migliorare la vita delle persone che scelgono il treno».\r\n\r\nTra gli esempi virtuosi citati dall'ad, quello della «Brescia-Verona-Padova che si inserisce nel corridoio europeo che collega la Penisola iberica all’Europa orientale che progressivamente porterà anche allo sdoppiamento tra Alta velocità e rete regionale». Grande attenzione poi al Sud, «Lì la scommessa è chiara. La mobilità deve rafforzare la competitività dei territori, sostenere le imprese. Lo sviluppo». La «Napoli-Bari, con l’impegno di 7 mila persone tra ingegneri, tecnici e operai, già dal 1° luglio scorso è stata riattivata. In tre ore e mezzo oggi collega le due città e in 5 arriva a Lecce. 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