2 settembre 2026 11:05
In un’intervista rilasciata a Hosteltur, Victor Fernandez, ceo di Room Mate Hotels, riconosce che nel mercato delle transazioni alberghiere «tutto è incredibilmente costoso, con prezzi alle stelle. In oltre 20 anni di attività della catena, il dna di base è rimasto invariato, ma il modello è stato adattato. Ovviamente, c’è una curva di apprendimento in cui si affina tutto molto di più. E una delle cose che si impara è che non tutto è accettabile a qualsiasi prezzo, né si può fare nulla di avventato, perché poi si vede cosa succede sul mercato. Quindi, siamo in una fase in cui dobbiamo prendere decisioni sensate. Non direi con calma, perché c’è una forte voglia di crescere, ma con lucidità».
La strategia di espansione
«Nei paesi in cui vantiamo già una solida presenza, come Spagna e Italia , continueremo a crescere. Tuttavia, stiamo lavorando in modo molto proattivo e con strategie operative avanzate anche nei paesi in cui non siamo ancora presenti, come Francia e Germania, dove siamo determinati ad espanderci. Ci stiamo inoltre concentrando sull’apertura di nuovi hotel nei Paesi in cui attualmente ne abbiamo solo uno, come Regno Unito e Svizzera, puntando ad aprire nuove strutture a Londra o in altre grandi città, oppure ad aggiungere Zurigo al nostro hotel di Ginevra. Ricerchiamo sempre location eccezionali, un elemento fondamentale del nostro marchio, in destinazioni iconiche con un forte appeal urbano. In Germania, ad esempio, questo include non solo Berlino, ma anche Monaco e Amburgo, tra le altre città. Vorremmo crescere più rapidamente, ma entrare in queste destinazioni è molto difficile a causa dei prezzi elevati».
I piani di crescita non riguardano poi solo l’Europa. «Il proprietario dell’azienda è un fondo con sede in Europa, quindi per il momento ci stiamo concentrando qui. Questo non significa, però, che se domani si presentasse un’opportunità incredibile a New York , non la prenderemmo in considerazione. Il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di espanderci nel Vecchio Continente, ma senza fissare un numero specifico di hotel entro un determinato periodo di tempo».
Fra le sfide principali che il settore deve affrontare, quella legata alla dinamica dei prezzi. «I costi rappresentano un fattore determinante, poiché l’inflazione ha reso tutto molto più caro, con aumenti vertiginosi delle materie prime e dei costi energetici. Il problema dei costi è significativo, dato che da oltre due anni assistiamo a un’inflazione galoppante. A ciò si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto in alcune destinazioni. Questo problema non è così accentuato in Spagna e in Italia, ma in altri Paesi, in particolare nei Paesi Bassi e in Svizzera, con tassi di occupazione prossimi alla piena occupazione, non c’è nessuno disponibile. Spesso, l’unica opzione è assumere personale già impiegato, offrendo condizioni migliori, ma si tratta di un’operazione molto difficile ed estremamente competitiva. Un’altra possibilità è quella di trasferire personale dalla Spagna o dall’Italia, destinazioni molto attraenti con un elevato turnover. Alla fine, si riesce a trovare qualcuno, ma è vero che questo è un problema che il settore non si trovava ad affrontare fino a pochi anni fa. Entro il 2026 prevediamo una maggiore stabilizzazione dei prezzi, sebbene dipenda dalla città, perché in alcune stiamo già raggiungendo il limite».
La clientela internazionale proviene soprattutto dal Nord America: «Americani e canadesi insieme rappresentano il 20% della nostra clientela, seguiti dai latinoamericani, la cui presenza nei nostri hotel è cresciuta significativamente negli ultimi anni e ora rappresenta l’8% dei nostri ospiti. Questi tre mercati insieme rappresentano un terzo della nostra domanda e sono clienti altamente redditizi grazie alla durata media dei soggiorni e alla maggiore spesa. Anche la clientela asiatica è in aumento, così come quella mediorientale, sebbene questa tendenza al rialzo sia stata interrotta dalla guerra nella regione, che non si prevede si risolva a breve termine. Tuttavia, il segmento più ampio della nostra clientela è costituito da ospiti britannici, olandesi, italiani e francesi».
Grande soddisfazione dal lato repeater. «E’ piuttosto comune che un ospite, durante un soggiorno di una settimana o dieci giorni, visiti tre o quattro dei nostri hotel, quasi fosse in un tour. Infatti, il nostro tasso di clienti abituali supera già il 20%. Abbiamo un’altissima percentuale di clienti che tornano più di 10 o 20 volte. In altre parole, viaggiano in molte destinazioni e scelgono Room Mate ovunque vadano».
Living Gallery
Per aumentare la fidelizzazione del cliente è stato lanciato il progetto Living Gallery. «Si tratta di un progetto del team marketing, ideato per promuovere i nostri hotel, e si basa sulla filosofia originale di Room Mate,. Crediamo fermamente che il modo migliore per viaggiare sia soggiornare da un amico, ed è per questo che ogni nostro hotel è diverso; ognuno ha la sua identità e il suo carattere. Questo progetto è nato per organizzare eventi, magari uno al mese, per mettere in risalto il carattere unico di ogni hotel. Ne abbiamo già organizzati due: uno al Gerard di Barcellona e un altro quest’estate all’Alba di Madrid. Il prossimo è previsto a Roma. Inizialmente, questi eventi sono riservati agli ospiti della Room Mate Collection e si svolgono sempre in collaborazione con artisti o altre realtà rilevanti che potrebbero interessare i partecipanti. Il nostro obiettivo è anche quello di supportare imprenditori e titolari di aziende che operano in modo diverso e in linea con la nostra filosofia. Ma deve essere sempre divertente».
Infine, spazio all’AI. «Un concierge basato sull’intelligenza artificiale ha lo scopo di integrare e migliorare il team dell’hotel, che continuerà ad essere lì come un amico che vi accoglie a casa sua. Ci affidiamo a questa tecnologia affinché i profili che danno il nome ai nostri hotel, ognuno con la propria personalità, possano comunicare con gli ospiti qualche settimana prima del loro soggiorno per pianificare il viaggio, fornire consigli e prenotare ristoranti o eventi, se lo desiderano. Abbiamo condotto i test più recenti ed è proprio come parlare con una persona reale. L’evoluzione è impressionante. Ciononostante, se qualcuno non si sente a suo agio e preferisce gestire le cose con una persona, quest’ultima sarà sempre disponibile. Questo progetto è attualmente in fase beta e prevediamo di lanciarlo entro la fine dell’anno, inizialmente come programma pilota con alcuni hotel, per poi estenderlo a tutti».
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Nove e mezzo su dieci p er Hotel Raito, 9,4 su 10 per Paradiso Relais, 9,2 su 10 per La Plage Resort e 9 su 10 per Palazzo Montemartini Rome: gli hotel di Rhc Group superano il punteggio di 9 su 10 nelle recensioni online.
Si tratta di un risultato che riflette un modello di ospitalità costruito negli anni attraverso investimenti sul prodotto e, soprattutto, sulle persone. A emergere con maggiore frequenza nelle recensioni provenienti dall’Italia e dall’estero è, infatti, il fattore umano: la disponibilità dello staff, la capacità di ascoltare, la cura del dettaglio e quella vicinanza personale che porta gli ospiti a citare spesso anche i singoli collaboratori.
Dall’Australia al Brasile, dagli Stati Uniti al Regno Unito, dalla Spagna all’India, fino a Costa Rica, Grecia, Turchia, Venezuela e numerosi altri Paesi insieme all’Italia, le recensioni raccontano esperienze diverse ma con un elemento ricorrente: la qualità dell’accoglienza viene associata alla capacità delle persone di andare oltre il semplice servizio, offrendo consigli personalizzati sul territorio, sui ristoranti, sui luoghi da visitare e sul modo migliore per raggiungerli.
Il progetto Gea
È su questa dimensione della relazione che Rhc Group ha concentrato negli ultimi anni una parte significativa dei propri investimenti, attraverso il progetto Guest Experience Agent, creato per dedicare all’ospite un’attenzione individuale dal momento della prenotazione fino alla partenza e costruire, sulla base delle sue esigenze e dei suoi interessi, un’esperienza realmente su misura.
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«Questi risultati ci fanno piacere perché non sono il frutto di una singola azione, ma di un lavoro quotidiano che coinvolge tutte le nostre persone - commenta Giuseppe Marchese, ceo di Rhc Group -. Le recensioni ci restituiscono ciò che gli ospiti hanno realmente vissuto e, leggendo i loro commenti, vediamo emergere con grande frequenza il valore dell’attenzione, della disponibilità e del rapporto umano. È esattamente la direzione sulla quale abbiamo scelto di investire con il progetto Guest Experience Agent: crediamo che la tecnologia possa aiutare a rendere il servizio più efficiente, ma che sia ancora la persona a fare la differenza. Il nostro obiettivo è conoscere l’ospite, comprenderne le esigenze e metterlo nelle condizioni di vivere il territorio nel modo più autentico e personale possibile. Il fatto che questo approccio venga riconosciuto da ospiti provenienti da Paesi e culture così diverse rappresenta per noi una conferma importante, ma anche uno stimolo per continuare a migliorarci».
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Incoming sulla cresta dell'onda? Sembrerebbe proprio di sì, almeno a giudicare dai risultati di alcune regioni italiane, a cominciare dalla Sicilia. «La stagione estiva rimane positiva - conferma Julian Zappalà, general manager di Dimensione Sicilia -. La Sicilia continua a registrare un forte interesse e numeri importanti, confermandosi una destinazione molto richiesta. In termini di ricavi, non è stata la nostra migliore estate, soprattutto considerando il contesto internazionale generale, ma il bilancio resta certamente positivo. Il 2026 è iniziato molto bene, con prospettive particolarmente incoraggianti ma gli avvenimenti internazionali hanno determinato un rallentamento. Prevediamo quindi di chiudere senza superare i numeri record registrati nel 2025».
L’impatto più evidente della crisi geopolitica si è registrato tra aprile e maggio, «quando abbiamo avuto diverse cancellazioni, soprattutto dal mercato australiano. Molti viaggiatori provenienti dall’Australia utilizzano, infatti, scali nell’area di Dubai e del Medio Oriente e l’incertezza legata alla situazione internazionale ha inciso sulle decisioni di viaggio. Sicuramente questi avvenimenti hanno frenato la stagione primaverile, insieme alle preoccupazioni relative ai costi e ai collegamenti aerei».
Per dimensione Sicilia, i principali mercati di riferimento restano Stati Uniti, Australia, Canada, Argentina, Francia e Spagna, più in generale tutti i mercati di lingua inglese, spagnola e francese. «Una novità molto interessante è rappresentata dal Brasile. A seguito della nostra partecipazione a una fiera dedicata, abbiamo riscontrato un interesse immediato e molto positivo, che ci fa guardare a questo mercato con grande attenzione e interessanti prospettive».
Come cambia la domanda
«Stiamo assistendo a una crescita sempre più significativa del last minute, anche nel segmento gruppi e sui mercati internazionali. In passato lavoravamo con tempi di prenotazione molto più lunghi, mentre quest’anno abbiamo notato una conversione sempre più vicina alle date di partenza. È un cambiamento importante nelle abitudini dei viaggiatori e, come operatori, dobbiamo essere sempre più flessibili e pronti ad adattarci».
La filosofia di Dimensione Sicilia resta artigianale: «Continuiamo a costruire itinerari su misura, studiati sulle esigenze e sui desideri di ogni singolo cliente. Sempre più spesso riceviamo richieste di quotazione basate su itinerari elaborati con strumenti di intelligenza artificiale, che naturalmente devono poi essere verificati, corretti e adattati alla realtà della destinazione. Consideriamo comunque l’AI uno strumento utile soprattutto per velocizzare alcuni processi operativi, senza rinunciare però al valore dell’esperienza e della consulenza umana».
Tra le novità, che verranno presentate a TTG Travel Experience nel desk all'interno dello spazio della Regione Sicilia, ci sono le partenze invernali garantite del Sicilian Secrets, con proposte tematizzate per l’Immacolata e il Capodanno. «Particolarmente interessante è la combinazione tra Carnevale e Festa di Sant’Agata: quest’anno infatti le date coincidono e abbiamo pensato di creare un prodotto che propne insieme due delle festività più importanti e suggestive della Sicilia».
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[post_content] => Gnv torna a sostenere il Raid dell'Etna, una delle manifestazioni internazionali più prestigiose dedicate alle auto storiche. Grazie alla partnership, Gnv mette a disposizione dei concorrenti tariffe dedicate per raggiungere Palermo dalle linee Genova, Napoli e Civitavecchia, oltre a servizi pensati appositamente per la manifestazione: a bordo delle navi sarà infatti possibile effettuare il check-in e il briefing dell'evento già durante la traversata, in collaborazione con lo staff dell'organizzazione.
Le date e le tappe
Il raduno, in programma dal 27 settembre al 3 ottobre 2026, è riservato ad autovetture di particolare interesse storico e collezionistico e proporrà quest'anno un itinerario di circa 1.000 chilometri in una settimana, tra Sicilia e Calabria, all'insegna della buona cucina, della cultura e della sportività, in una cornice sempre elegante e raffinata.
La partenza, prevista la domenica sera dal centro di Palermo, conduce i partecipanti a Reggio Calabria per ammirare i Bronzi di Riace e poi proseguire verso Taormina, tappa del pranzo, e toccare Catania e Caltagirone, fino alla vetta dell'Etna, raggiunta con pullman fuoristrada. Il percorso si snoda attraverso 61 prove cronometrate, in un'esperienza che unisce sport motoristico, paesaggi ed eccellenza enogastronomica del territorio.
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[post_content] => Portare gli sportivi a Gran Canaria, ma anche portare Gran Canaria nel mondo insieme agli sportivi. È una strategia di promozione turistica trasversale quella raccontata sabato 5 settembre sul palco centrale di Italian Bike Festival di Misano, e legata all'evoluzione del cicloturismo, dell'outdoor e alle nuove forme di comunicazione legate allo sport.
L'incontro, moderato da Silvia Donatiello, delegata in Italia di Turismo de Gran Canaria, ha preso spunto dall'esperienza di Nicholas Montemaggi, atleta di ultracycling e triathlon extreme oltre che professionista della comunicazione turistica e sportiva internazionale, e di Roberto Feroli, giornalista, autore e conduttore di CyclingLands TV.
Due profili molto diversi che rappresentano altrettanti modi di raccontare una destinazione attraverso lo sport: viverla in prima persona, portandone il nome nelle competizioni internazionali, e trasformarla in contenuto giornalistico e televisivo capace di raggiungere il pubblico degli appassionati.
Nel caso di Nicholas Montemaggi, il rapporto ribalta in parte la logica tradizionale della promozione sportiva: non si tratta soltanto di invitare un atleta a Gran Canaria per partecipare a una competizione. La destinazione accompagna lo sportivo anche nella sua attività agonistica, entrando così nei luoghi e nelle community internazionali dell'endurance che rappresentano uno dei suoi pubblici turistici di riferimento.
Una carriera sportiva che si intreccia direttamente con quella professionale. Consulente nell'ambito della comunicazione turistica e sportiva internazionale e socio fondatore di GM Endurance, Montemaggi lavora con storytelling, comunicazione visiva e digital communication e nel 2024 è stato Head of Digital Communications del Grand Départ del Tour de France. Partecipa inoltre come atleta e modello a produzioni fotografiche e video per destinazioni turistiche e brand sportivi.
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Roberto Feroli, giornalista, autore e conduttore televisivo e ideatore di CyclingLands TV, responsabile di tutta la comunicazione del Grand Depart del Tour de France 2024. Conduttore di oltre 4000 puntate di format televisivi locali e nazionali, con quasi 30 anni di esperienza nel campo del marketing e della comunicazione visiva. Feroli conosce Gran Canaria attraverso diverse esperienze realizzate sull'isola e nel 2026 ha seguito il Challenge Mogán Gran Canaria, raccontandolo con lo sguardo del giornalista, per poi tornare in occasione della TransGranCanaria Bike e scoprire un'altra dimensione ciclistica del territorio, quella della mountain bike.
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[post_content] => Sandals Resorts invita i viaggiatori a riscoprire la Giamaica con il lancio di "The Great Jamaica comeback", una grande rivisitazione dell'isola accompagnata da un'offerta a tempo limitato. Come riporta Travelpulse, la campagna si concentra su tre strutture completamente rinnovate. Il Sandals South Coast riaprirà per primo, il 18 novembre 2026, seguito dal Sandals Montego Bay e dal Sandals Caribbean Cay (precedentemente Sandals Royal Caribbean), entrambi con apertura il 18 dicembre 2026. Ogni resort è stato completamente trasformato, con piscine riprogettate, nuovi concept di ristorazione e un paesaggio rinnovato. Tutti e tre sono già prenotabili, in vista delle rispettive date di riapertura.
Le strutture coinvolte
Oltre ai tre resort principali, la promozione di Sandals Resorts include anche le altre quattro strutture Sandals in Giamaica: Sandals Dunn's River, Sandals Negril, Sandals Ochi e Sandals Royal Plantation, con tariffe speciali.
Gli ospiti che prenotano soggiorni di cinque notti o più riceveranno un'escursione gratuita legata al loro resort. Sandals offre anche una speciale promozione riservata ai matrimoni: le coppie che prenotano soggiorni di cinque o più notti nel 2027 in una camera di categoria Club o Butler presso Sandals Montego Bay, Sandals Caribbean Cay o Sandals South Coast riceveranno un pacchetto matrimonio Sweetheart gratuito per un massimo di 50 ospiti, oltre all'esenzione dalle tasse di licenza di matrimonio e dalle spese amministrative in Giamaica.
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[post_content] => Torna operativa nell’aeroporto di Bari la ‘Sensory Room’, uno spazio pensato per un’esperienza di viaggio più tranquilla, accessibile e accogliente.
Già presente come sala autismo da più di 10 anni nello scalo del capoluogo pugliese, prima in Italia grazie al progetto pilota “Autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto” in collaborazione con Enac, l’area che ha subìto un intervento di restyling, rappresenta un importante passo nel percorso di miglioramento dell’accessibilità aeroportuale, perché pensata per ridurre stress e sovraccarico sensoriale.
Al suo interno, quindi, sarà possibile gestire l’attesa della partenza, fino all’imbarco, rilassarsi, recuperare tranquillità oppure semplicemente trascorrere un momento in un ambiente meno ricco di stimoli.
L’iniziativa consente ai passeggeri di poter contare su uno spazio dedicato e, soprattutto, sulla possibilità, grazie a un percorso di familiarizzazione assistita, di conoscere l’ambiente aeroportuale prima del giorno della partenza. Scrivendo una mail a prm@aeroportidipuglia.it, si potrà visitare preventivamente l’area così da permettere alla persona e ai suoi accompagnatori di vedere gli spazi, conoscere la sala, incontrare il personale e comprendere come si svolgeranno le diverse fasi del viaggio quando non c’è ancora la pressione della partenza imminente.
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[post_content] => La Roma meno conosciuta, lontana dai percorsi più battuti, si racconta in podcast con Unexpected Itineraries of Rome, il nuovo progetto promosso da Zètema Progetto Cultura per conto del Dipartimento grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, e realizzato in collaborazione con Loquis, che nel corso del 2025 ha superato i 10 milioni di ascolti complessivi e gli oltre 2,2 milioni di ascoltatori unici.
Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire una chiave di lettura alternativa della città, trasformando l’esperienza di visita in un racconto immersivo capace di accompagnare cittadini e turisti alla scoperta di luoghi meno noti ma fortemente identitari.
Unexpected Itineraries of Rome, progetto voluto fortemente dall’assessore ai turismo di Roma Capitale Alessandro Onorato, si articola in 7 itinerari audio, scritti e narrati dal giornalista Emilio Casalini, arricchiti da 42 short podcast dedicati a specifici punti di interesse, per un totale di 49 contenuti. Un sistema pensato per guidare l’ascoltatore lungo percorsi tematici e allo stesso tempo valorizzare l’esperienza con storie, curiosità e dettagli legati ai singoli luoghi.
Gli itinerari costruiscono una mappa inedita della città. Si parte dal quadrante Ostiense, tra archeologia industriale, street art e il paesaggio del fiume Almone, dove emergono tracce di una Roma produttiva e contemporanea, lontana dall’immaginario monumentale. Si prosegue all’Esquilino, in un percorso di trekking urbano che intreccia basiliche, acquedotti, musei e trasformazioni sociali, restituendo l’identità stratificata di uno dei quartieri più complessi della città.
Il racconto si estende poi verso aree meno frequentate ma ricche di significato: Forte Bravetta, luogo della memoria oggi restituito alla città come parco; le aree archeologiche di Gabii e Osa lungo la Prenestina, che riportano alle origini più antiche del territorio romano; il borgo di San Vittorino, dove il paesaggio rurale dialoga con la storia; fino al quartiere di Tor Marancia, dove la street art contemporanea trasforma lo spazio urbano in un museo a cielo aperto.
All’interno dei podcast, i luoghi non sono semplicemente descritti, ma diventano parte di un racconto che intreccia storie, aneddoti e livelli di lettura diversi, restituendo tutta la complessità della città. Dalle tracce delle antiche infrastrutture romane alle trasformazioni legate all’industrializzazione novecentesca, fino ai cambiamenti sociali dei quartieri e alle nuove forme di espressione artistica, ogni contenuto contribuisce a costruire una narrazione più profonda e consapevole, capace di accompagnare l’ascoltatore oltre la superficie della visita tradizionale.
Grazie alla tecnologia di Loquis, i contenuti sono geolocalizzati e possono essere ascoltati direttamente nei luoghi raccontati, accompagnando il visitatore passo dopo passo lungo itinerari esperienziali che uniscono racconto e scoperta.
Con Unexpected Itineraries of Rome, Zètema Progetto Cultura si dota quindi di un nuovo strumento di valorizzazione territoriale, capace di raccontare una città meno visibile ma altrettanto significativa, e di promuovere un modo diverso di viverla, più lento, consapevole e attento alle sue molteplici identità.
I contenuti sono disponibili sull’app Unexpected Rome e su Loquis (sia nella versione desktop sia attraverso l’app, scaricabile gratuitamente da tutti gli store).
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[post_content] => Viaggigiovani.it presenta una nuova iniziativa, dal titolo “Il mondo in una tazza”, disponibile su Spotify. Si tratta di un podcast dedicato al viaggio e alle esperienze che continuano a vivere nella memoria anche dopo il rientro. Un progetto che sceglie di allontanarsi dal racconto tradizionale delle destinazioni per concentrarsi su ciò che spesso rende un viaggio davvero significativo: incontri, tradizioni, curiosità, impressioni e piccoli dettagli.
Il podcast nasce dall’idea di raccontare non tanto dove andare, quanto ciò che un viaggio lascia. Ogni episodio, della durata di circa 5-6 minuti, propone un breve racconto pensato per accompagnare l’ascoltatore in una pausa e offrire, attraverso la voce e la narrazione, una diversa forma di esplorazione.
Filo conduttore, il tè
A fare da filo conduttore agli otto episodi è il tè, scelto come elemento capace di attraversare culture e territori e, allo stesso tempo, di raccontare consuetudini, incontri e modi differenti di vivere la quotidianità. La prima stagione segue una personale “via del tè” attraverso diversi Paesi: Cina con il tè Oolong, Turchia con il tè nero aromatico, Giappone con il matcha, Marocco con il tè alla menta, India con il chai, Argentina con il mate, Sri Lanka con il tè Ceylon con latte e Sudafrica con il rooibos.
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Con il podcast, Viaggigiovani.it amplia così il proprio modo di raccontare il viaggio, sperimentando un linguaggio audio più intimo e immediato e proponendo un contenuto fruibile anche lontano dalla fase di pianificazione: un modo per far viaggiare con la mente prima del viaggio, ma anche una volta tornati a casa.
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