22 luglio 2022 11:36
Qualsiasi temperie i mercati si trovino ad attraversare, che sia la crisi pandemica, l’inflazione, il caos voli o la carenza di personale, c’è chi si può dire se la passi sempre discretamente bene. Stiamo parlando degli amministratori delegati delle principali compagnie alberghiere al mondo. Stando infatti alle stime elaborate dal magazine Skift, nel 2021 i tre ceo dell’ospitalità con il reddito più alto sono stati Robert Goldstein, della Las Vegas Sands Corporation, che ha guadagnato 31 milioni di dollari, Mark Hoplamazian di Hyatt Hotels & Resorts, a quota 24 milioni, e Christopher Nassetta di Hilton Hotels & Resorts, con 23,3 milioni. Il dato comprende ovviamente non solo lo stipendio nominale, ma anche tutto quei benefit che normalmente vanno a comporre la quota più importante dei redditi degli executive di queste compagnie, come azioni, partecipazioni varie, premi, fondi pensione e altro.
Il caso Hyatt
Stando all’analisi di Skift, l’entità degli emolumenti di Goldstein e Hoplamazian potrebbe essere giustificata dall’importanza delle operazioni condotte a termine dai due nel corso del 2021: il primo ha infatti gestito la più grande vendita immobiliare dell’anno, cedendo ad Apollo Global Management e Vici Properties le proprietà della compagnia a Las Vegas per circa 6,25 miliardi di dollari. Il secondo, al contrario, ha guidato la società nell’acquisizione del gruppo Apple Leisure per 2,7 miliardi. Tutto meritato, quindi? Non proprio, osserva Skift, analizzando soprattutto i dati Hyatt: la compagnia ha infatti chiuso l’anno con una perdita netta di 222 milioni di dollari. Il compenso di Hoplamazian può essere quindi stato difficilmente legato a specifici target di profitti, come spesso avviene in questi casi. Nel bilancio, il consiglio di amministrazione del gruppo si concentra tuttavia su alcuni fattori strategici, come la valorizzazione dei migliori talenti, la personalizzazione del servizio agli ospiti e le strategie di crescita razionali… In questi contesti il team executive della compagnia avrebbe raggiunto tutti i traguardi prefissati. Ma si converrà con noi che si tratta di obiettivi non facilmente misurabili con precisione. Il cda ha tuttavia sottolineato anche come il management della compagnia sia stato in grado di centrare i target di profitto rettificati.
Il confronto con gli altri comparti
Interessante appare anche la comparazione dei redditi dei ceo dell’hotellerie con quelli degli altri comparti. La mediana dei compensi riconosciuti agli a.d. della dozzina di compagnie alberghiere più importanti al mondo si situerebbe in particolare a quota 18 milioni di dollari. Ben al di sopra, per esempio, a quella dei ceo delle linee aeree, il cui campione d’incassi Usa nel 2021 è stato l’a.d. di Delta, Ed Bastian, che avrebbe guadagnato “appena” 12,4 milioni di dollari. Stando inoltre a un report dell’americano Institute for Policy Studies condotto su 300 società statunitensi quotate, la media generale dei redditi 2021 degli amministratori delegati si sarebbe aggirata attorno ai 10,6 milioni. Un’analisi simile di Wall Street su oltre 400 compagnie farebbe salire la stessa media a 14,7 milioni. In ogni caso si tratta comunque di livelli decisamente inferiori a quelli registrati nell’hotellerie.
Nel 1978 i ceo guadagnavano “appena” 30 volte in più dei propri collaboratori
Infine, una parola sul gap tra i compensi dei ceo e quelli del resto dello staff. Anche in questo caso Goldstein e Hoplamazian raggiungono quote record: il primo avendo guadagnato 886 volte lo stipendio mediano di un dipendente (35.879 dollari), il secondo 665 volte il salario di un collaboratore (36.186 dollari). A livello generale, tale rapporto si situa a livelli più bassi ma comunque considerevoli, pari a una ratio di 441 a uno. In questo caso la situazione non sarebbe neppure più marcata che negli altri comparti, visto che il report già citato dell’Institute for Policy Studies colloca il gap mediamente in un rapporto di 670 a uno. A sorprendere, piuttosto, è il confronto temporale: nel 1978, infatti, tale rapporto si fermava mediamente ad appena 30 a uno, secondo quanto riportato da uno studio di Lawrence Mishel e Julia Wolfe dell’Economic Policy Institute. Un’evoluzione simile è davvero giustificata?, si domanda quindi Skift. Difficile crederlo, ma gli azionisti che votano i compensi degli executive sembrano dare maggiore importanza alle performance dei valori di Borsa: una aspetto che il management delle proprie compagnie ha evidentemente sempre curato con grande attenzione.
L’elenco completo dei guadagni degli a.d. top
Gli altri ceo inclusi nell’analisi Skift sono quindi Thomas Reeg del Caesars Entertainment Group (22,5 milioni di dollari), Anthony Capuano di Marriott International (18,4 milioni), Geoffrey Ballotti di Wyndham Hotels & Resorts (18,2 milioni), William Hornbuckle di Mgm Resorts International (13,2 milioni), Matt Maddox di Wynn Resorts (12,9 milioni), Patrick Pacious di Choice Hotels International (11,2 milioni), Sébastien Bazin di Accor (4,9 milioni), Keith Barr di InterContinental Hotels Group -Ihg (3,9 milioni) e Alison Brittain di Whitbread (2,6 milioni).
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Il Gruppo Bluvacanze ha completato ieri il rientro del 100% dei passeggeri leisure coinvolti nello stop ai voli determinato dalla nuova crisi geopolitica nel Golfo del 28 febbraio scorso, che ha provocato il più ampio blocco del traffico aereo internazionale registrato dopo la pandemia del 2020.
Nelle aree interessate dalle tensioni si trovavano complessivamente oltre 7.000 travellers del gruppo, tra clientela leisure, viaggiatori corporate e passeggeri seguiti dalle reti distributive. L’operazione di rescue ha coinvolto tutte le legal entities e le business unit del gruppo: il tour operator Going, la rete Bluvacanze Retail e la travel management company CTI – Cisalpina Tours International.
Con l’ultimo rientro avvenuto ieri, si conclude una settimana di gestione intensa delle operazioni. Una task force composta dal top management delle società del gruppo ha operato in stretto coordinamento con le rispettive unità operative e di emergenza, monitorando costantemente l’evoluzione delle restrizioni sui voli e organizzando soluzioni alternative di viaggio. Le operazioni si sono svolte in pieno coordinamento con la Farnesina e in costante confronto con le principali associazioni di categoria.
I compiti
Il tour operator Going ha coordinato il trasferimento dei propri clienti dalle aree interessate dalle tensioni geopolitiche e ha gestito il rimpatrio, su itinerari alternativi, anche di coloro che si trovavano in destinazioni sicure, ma avevano voli con transito negli Emirati Arabi.
Parallelamente, CTI – Cisalpina Tours International si è attivata con i viaggiatori business coinvolti nelle cancellazioni e nelle riprogrammazioni dei voli, predisponendo percorsi alternativi e garantendo continuità operativa alle aziende clienti. Una parte dei business travellers ha richiesto il rientro immediato e CTI ha organizzato voli dedicati speciali per consentire il loro ritorno in tempi rapidi. Altri viaggiatori si trovano tuttora operativamente nell’area e una struttura di emergenza permanente rimane attiva per garantire assistenza e organizzare eventuali ulteriori operazioni, qualora venissero richieste.
Bluvacanze Retail, oltre a supportare la propria rete di agenzie delle insegne Bluvacanze e Vivere&Viaggiare, ha fornito assistenza anche alle agenzie affiliate Blunet che si sono rivolte al gruppo per la gestione delle criticità legate ai loro clienti. L’assistenza ai viaggiatori è stata garantita attraverso i tre servizi dedicati di Customer Care attivi 24 ore su 24: quello delle agenzie Bluvacanze e Vivere&Viaggiare, operativo da otto anni, il servizio Assistenza 7/24 di Going e la struttura Emergency di CTI. Il sistema ha operato secondo il modello consolidato su due livelli: supporto alle agenzie di viaggio (B2B) e assistenza diretta ai clienti finali (B2C).
Valutazione
«Le crisi geopolitiche - ha dichiarato Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze - dimostrano come, proprio nelle situazioni di emergenza, sia evidente la differenza tra filiere organizzate e viaggi disintermediati. Le prime dispongono di strumenti operativi, contrattuali e relazionali che consentono di gestire le criticità e garantire assistenza ai viaggiatori; le seconde espongono il cliente a un rischio operativo molto più elevato. Queste capacità si amplificano nelle organizzazioni di dimensioni maggiori, che possono contare su strutture, sistemi e relazioni istituzionali in grado di affrontare le difficoltà con maggiore efficacia».
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[post_content] => Tecnologia invisibile ed emozioni indimenticabili: la strategia di Civitatis vincere la sfida del 2026 è ben definita. A raccontarla è la chief b2b sales officer Verónica de Íscar.
«Il bilancio del 2025 nel nostro mercato è stato eccezionale. Abbiamo rafforzato la posizione di leadership, non solo in termini di volume, ma anche di fiducia del settore. Per il 2026, il nostro obiettivo è alzare la posta in gioco: gli investimenti si concentreranno su due fronti. Da un lato, la resilienza tecnologica, ottimizzando le nostre application programming interface affinché l’agente di viaggio riceva risposte in pochi millisecondi. Dall’altro, una pianificazione strategica dell’inventario nelle nostre “Top 50” destinazioni, assicurando che, anche nei picchi di domanda, i nostri partner abbiano sempre disponibilità e qualità garantite».
Focus sulle esperienze
Il prodotto di punta di Civitatis rimane l’esperienza curata nei minimi dettagli, «ma con una virata decisa verso l’esclusività - aggiunge la manager -. I tour privati hanno smesso di essere una nicchia per diventare una proposta generalizzata. Il viaggiatore attuale cerca opzioni di prevendita e accessi differenziati. La grande novità non è solo cosa vendiamo, ma come. Stiamo dando impulso a prodotti che permettano alle agenzie di offrire qualcosa di non generico. Non si tratta di “riempire le ore” in una destinazione, ma di diversificare il catalogo con esperienze che il cliente non possa trovare su qualsiasi altra piattaforma di self-service».
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Fincantieri ha consegnato ieri a Norwegian Cruise Line la Norwegian Luna, seconda nave della classe ampliata Prima Plus costruita per la società armatrice statunitense.
Come l’unità gemella Norwegian Aqua, consegnata da Fincantieri a Norwegian Cruise Line nel 2025, con 156.000 tonnellate di stazza lorda, una lunghezza di circa 321 metri e una capacità di circa 3.550 posti letto, Norwegian Luna è più grande del 10% rispetto alle due navi della classe Prima, Norwegian Prima e Norwegian Viva, anch’esse costruite dal gruppo italiano.
L'accordo
La consegna di Norwegian Luna, come riporta Shippingitaly, a cui negli ultimi mesi hanno lavorato a bordo nave 3mila persone tra dipendenti Fincantieri e società partner, arriva a poche settimane di distanza dall’annuncio di un importante accordo siglato tra Fincantieri e Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. per la costruzione di tre navi da crociera di nuova generazione, tra cui un’unità che sarà costruita per il brand Norwegian Cruise Line, che va ad aggiungersi alle quattro del maxi-ordine annunciato a febbraio 2025. La consegna di queste navi è prevista tra il 2030 e il 2037.
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La compagnia aerea del Qatar spiega che sono previsti i seguenti collegamenti: voli da Muscat per Londra Heathrow, Berlino, Copenaghen, Madrid, Roma e Amsterdam; un volo da Riyadh a Francoforte.
«Si pregano i passeggeri di non recarsi in aeroporto se non hanno ricevuto una notifica ufficiale da Qatar Airways relativa a questi voli - avverte una nota del vettore -. Qatar Airways contatterà direttamente i passeggeri interessati per comunicare loro i dettagli del volo assegnato, le modalità di viaggio e le prossime fasi.
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[post_content] => Con il volume “La nascita della moda italiana. Firenze 1951” firmato dalla giornalista di moda Eva Desiderio, presentato ieri all'hotel Bernini Palace di Firenze, il gruppo Duetorrihotels da il via alle celebrazioni per i 10 anni del progetto editoriale "I Libri della buonanotte".
Il racconto come esperienza di soggiorno
La collana editoriale nasce con un’idea precisa: trasformare il soggiorno in hotel in un momento di scoperta del territorio. Da dieci anni gli ospiti delle strutture del gruppo trovano infatti in camera un breve libro d’autore lasciato sul comodino, pensato come gesto di accoglienza ma anche come chiave narrativa per entrare nell’identità culturale della destinazione.
«L’iniziativa rientra in un più ampio progetto di promozione territoriale sviluppato con Toscana Promozione Turistica e con il supporto tecnico della fondazione Destination Florence - ha commentato David Foschi, direttore dell’hotel - Il Libro della Buonanotte 2026 scritto da Eva Desiderio riporta l’attenzione su un momento chiave del Made in Italy: la sfilata organizzata nel 1951 da Giovanni Battista Giorgini a Palazzo Torrigiani, evento che segnò la nascita del sistema moda italiano e l’inizio del dialogo tra creatività, industria e mercati internazionali».
Durante la serata è stata inaugurata anche la mostra “La moda scolpita. Storie in marmo" di Emir Kamis, a cura del giornalista e curatore Federico Poletti, ulteriore tassello di una strategia che vede l’hotel sempre più come luogo di incontro tra ospitalità, arte e cultura
«Firenze è da sempre una città capace di trasformare la propria storia in visione contemporanea - commenta Jacopo Vicini, assessore al Turismo del Comune di Firenze -. Raccontare agli ospiti internazionali il momento in cui la moda italiana ha iniziato a dialogare con il mondo significa valorizzare non solo un patrimonio culturale, ma anche una filiera creativa che ancora oggi contribuisce all’identità e all’attrattività della destinazione».
In progetto di storytelling coinvolge gli hotel storici del gruppo – il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona, l’hotel Bristol Palace di Genova e l'hotel Bernini Palace – e che rappresenta oggi uno degli esempi più originali di integrazione tra ospitalità e valorizzazione culturale.
Hotel storici come ambasciatori del territorio
L'hotel Bernini Palace rappresenta perfettamente questa filosofia. Ospitato in un palazzo con origini trecentesche e affacciato a pochi passi da Palazzo Vecchio, l’hotel visse il suo periodo di massimo splendore quando Firenze fu capitale del Regno d’Italia. Ancora oggi la Sala Parlamento – decorata con i ritratti dei protagonisti del Risorgimento – ricorda il ruolo che l’edificio ebbe come punto di ritrovo di deputati e senatori dell’epoca. È proprio questa dimensione storica e identitaria che il gruppo Duetorrihotels continua a valorizzare attraverso interventi di restyling e progetti culturali, trasformando i propri alberghi in veri e propri ambasciatori del patrimonio artistico delle città in cui si trovano.
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(Enzo Scudieri)
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«Questa per noi è la fiera più importante per la Germania è il primo mercato per il nostro Paese - ha iniziato l'ad di Enit, Ivana Jelinic -. Questa è l'occasione per lanciare il programma che vede coinvolte tre regioni italiane, Sicilia, Calabria e Sardegna che hanno avuto delle difficoltà a causa dell'uragano Harry. Vorrei dire in questa occasione, che le regioni sono perfettamente in grado di ricevere i turisti. Naturalmente la campagna di supporto si rivolgerà anche in altri Paesi, Francia Spagna e altre».
«Sarà una campagna on top nelle diverse regioni d'Italia con particolare interesse per queste tre - ha affermato il direttore marketing di Enit, Marino Bonavolontà -. Abbiamo scelto una campagna che lavora là dove è necessario. Voglio dire che sono regioni che hanno un impatto fortissimo sul turismo italiano. E questo sia sul turismo italiano che internazionale. Per la Calabria ci focalizzeremo su Germania, Regno Unito, repubblica Ceka e Polonia. Per la Sardegna, dalla Germania, Svizzera e dalla Francia, mentre per la Sicilia Francia, Stati Uniti e Regno Unito».
Mercato e regioni
Il mercato è stato diviso in tipologie: mercato domestico e internazionale. Il progetto si rivolge anche ai mercati di seconda fascia. insomma quelli che non presentano flussi enormi, come per esempio, l'Australia, il Benelux, l'Austria.
Hanno parlato infine gli assessori regionali coinvolti nella campagna. Ha iniziato Giovanni Calabrese, assessore regionale al turismo della calabria, che naturalmente ringraziato il governo per questo programma che punta a rilanciare il turismo in una terra che è stata toccata dall'uragano. «Stiamo lavorando intensamente - ha detto l'assessore per ripristinare le aree colpite, e siamo già ad una buona fase». L'assessore ha poi elencato le straordinarie bellezze della Calabria.
Franco0 Cuccureddu, assessore al turismo della Sardegna ha parlato delle grandi potenzialità dell'isola. «Dopo l'uragano Harry molte notizie hanno dato come distrutte parecchie spiagge. Questo non è vero. Cala Goloritze, che è stata giudicata la spiaggia più bella del mondo è perfetta. Come del resto le altre spiagge sarde». Questa campagna è molto importante proprio per invertire la narrazione a livello internazionale».
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[post_content] => Un nuovo brand entra a far parte del mondo dell'hôtellerie di lusso: si tratta di Le Graal, marchio nato da un'idea dell’imprenditore Fabrizio Di Amato.
Nel 2026 prendono forma in Italia le prime due destinazioni Le Graal: un hotel 5 stelle lusso a Cortina, in apertura durante l’estate, e un esclusivo Private Club a Roma previsto per l’inverno.
È in corso la trasformazione di una villa palladiana sul lago di Garda in una destinazione dedicata al benessere e all’alta cucina, con apertura prevista per il 2027.
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Le aperture 2026
Ospitato in un elegante palazzo degli anni ‘20 a pochi passi dal centro e dagli impianti sciistici, Le Graal Cortina si propone come nuovo punto di riferimento dell’hôtellerie di lusso sulle Dolomiti. Con apertura prevista per l’estate 2026, l’hotel propone 30 camere – di cui 13 suite – che affacciano tutte sul paesaggio montano circostante. Il progetto, curato dall’architetto Achille Salvagni, è un’interpretazione inedita di un rifugio alpino. Gli stilemi tradizionali della montagna lasciano spazio a un design sofisticato ma che gioca sul non prendersi troppo sul serio, raccontando Cortina e le sue valli attraverso una bellezza che avvolge senza imporsi. La proposta culinaria, sviluppata con la consulenza dello chef Giovanni Guarneri, rinnova la tradizione italiana e siciliana attraverso una cucina rispettosa degli ingredienti e aperta alla sperimentazione creativa.
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[post_content] => Semestre positivo per il gruppo Qantas che si appresta a varare l'atteso Project Sunrise. Nei sei mesi terminati lo scorso 31 dicembre, il gruppo ha registrato un utile ante imposte sottostante di 1,456 miliardi di dollari australiani (circa 945 milioni di dollari Usa), in aumento di circa il 5% rispetto all'esercizio precedente, con un margine operativo del 12,3%. L'utile netto è pari a 925 milioni di dollari australiani (circa 600 milioni di dollari Usa), praticamente stabile.
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Il primo semestre è stato caratterizzato dalla consegna di 18 aeromobili, di cui 9 nuovi: quattro A220-300 per QantasLink, due A321Xlr per Qantas, due A321Lr e un A320neo per Jetstar.
“Stiamo già vedendo i benefici degli aerei di nuova generazione in servizio che, insieme alla forte domanda, alla nostra strategia dual brand e alla crescita dell'attività Loyalty, ci hanno permesso di ottenere un nuovo risultato solido" ha aggiunto Vanessa Hudson.
Il rinnovo è propedeutico al lancio del “Project Sunrise”, i voli a lunghissimo raggio operati dagli Airbus A350-1000 Ulr che collegano direttamente la costa orientale australiana a Londra e New York. Airbus ha già prodotto il primo A350-1000 a raggio ultra lungo di Qantas, la cui consegna è prevista per la fine del 2026, con entrata in servizio commerciale nel primo semestre del 2027. Un secondo Airbus A350-1000Ulr destinato a questi collegamenti è attualmente in fase di assemblaggio finale a Tolosa. Qantas ha indicato che questi aeromobili, configurati con 238 posti e una zona benessere dedicata, consentiranno di ridurre di circa quattro ore il tempo di percorrenza rispetto ai voli con scalo.
Nel frattempo, dal prossimo dicembre, Qantas diventerà la prima compagnia aerea al mondo a operare una rotta non-stop tra l’Australia e Las Vegas. "Il nuovo collegamento stagionale Sydney-Las Vegas sarà operativo fino a marzo 2027 e farà risparmiare ai clienti fino a cinque ore di viaggio, eliminando la necessità di coincidenze in un’altra città degli Stati Uniti".
La città del Nevada diventa la 101a destinazione del network Qantas e l’ottava città della compagnia aerea in America, aggiungendosi a Los Angeles, San Francisco, Honolulu, Dallas, New York, Vancouver e Santiago.
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