6 October 2026

Il fondo sovrano saudita Pif acquisisce il 49% di Rocco Forte

Rocco Forte

La news era già stata anticipata poco più di un mese fa ma ora arriva la conferma ufficiale della chiusura del deal da parte della compagnia alberghiera. Il fondo sovrano saudita Public Investment Fund ha acquisito una “significativa quota di minoranza” di Rocco Forte (a quanto risulta, dovrebbe trattarsi del 49%, ndr). “La famiglia Forte – prosegue la nota – manterrà la proprietà di maggioranza e il controllo. L’accordo prevede la vendita dell’intera partecipazione da parte dell’entità italiana Cdp Investimenti.

Stando a quanto riporta il Financial Times, la partecipazione acquisita dal Pif avrebbe un valore di circa 1,2 miliardi di sterline. L’investimento del fondo “comprenderà un elemento di capitale primario che accelererà l’espansione del brand Rocco Forte Hotels in mercati nuovi ed esistenti a livello mondiale, facendo leva sul track record di crescita e sviluppo del gruppo, che negli ultimi anni ha visto otto nuove strutture aperte tra proprietà e accordi di gestione.

Cariche

Sir Rocco Forte resterà presidente esecutivo della compagnia insieme a Olga Polizzi, che continuerà a ricoprire il ruolo di vicepresidente. Anche Charles Forte, Lydia Forte e Irene Forte continueranno a ricoprire ruoli chiave in azienda”.

“Pif è un partner eccellente per il nostro sviluppo futuro – dichiara lo stesso sir Rocco Forte -. Nel corso delle trattative abbiamo instaurato con loro un ottimo rapporto. Condividono la nostra stessa visione del marchio e della strategia per il gruppo, con l’ambizione di costruire insieme una visione a lungo termine”. Nell’operazione Rocco Forte Hotels è stata assistita da Rothschild & Co come advisor finanziario.

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La chiave del successo risiede nell’equilibrio tra viaggiatori d'affari e leisure, a cui garantiamo ovunque la stessa promessa: design, massimo comfort e un rapporto qualità-prezzo imbattibile».\r\nSul mercato italiano\r\nIn Italia, il marchio ha saputo intercettare le complesse dinamiche di un mercato frammentato, trasformandolo in una miniera di opportunità. «Siamo passati dalla periferia ai centri storici e alle destinazioni iconiche - spiega Liliana Comitini, presidente e ad per Italia, Slovenia e Ungheria -. Il target corporate rappresenta il 40% della nostra clientela e i nostri spazi si evolvono di conseguenza, integrando aree di coworking e lobby fluide ideali per il fenomeno bleisure». L'obiettivo della divisione italiana è chiaro: «Vogliamo superare i 100 hotel nel 2026 per poi raggiungere quota 150 entro il 2030. Il mercato italiano, pur frammentato, offre un potenziale immenso per riconversioni di immobili storici ed ex uffici, capaci di creare valore per i territori e per gli investitori istituzionali».\r\n\r\nUn successo condiviso con i partner storici come Batipart Europe, proprietaria dell'asset veneziano tramite il Fondo Lagune Pasithea gestito da Blue Sgr. Come illustrato dai tecnici del progetto costruttivo, l'edificio rappresenta una rivoluzione ecologica e ingegneristica per la città. Realizzata in soli due anni e mezzo, la struttura sfrutta un innovativo sistema in Xlam (pannelli in legno massiccio a strati incrociati) e bagni prefabbricati avanzati ottimizzando tempi e logistica in un contesto fragile. 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