15 February 2026

Fabri, Starhotels: una beauty tax per salvare il turismo italiano

Una beauty tax, anche di entità importante: un contributo per la cultura da chiedere ai turisti in arrivo in Italia, per garantire la sicurezza e la protezione del territorio. E’ la provocazione lanciata da Elisabetta Fabri sul palco del primo forum sull’ospitalità di Pambianco. Certo, poi, occorrerà capire e vigilare su come verranno utilizzati questi fondi, ha aggiunto la presidente e a.d. di Starhotels, “ma il nostro Paese va considerato come un prodotto di alta gamma situato purtroppo su un territorio morfologicamente fragile. E in quanto tale non può assolutamente sopportare a lungo flussi di overtourism eccessivi”.

L’ideale, per Elisabetta Fabri, è che ci si concentrasse non tanto sul numero, quanto sul valore delle presenze turistiche: “Non è solo una questione di fatturato. Perché non si può pensare di escludere i viaggiatori senza grandi budget. Quello che si può però senz’altro fare è favorire la destagionalizzazione, deviando i flussi anche al di fuori dei momenti di picco. Altrimenti l’overtourism rischia di farci perdere l’identità: il nostro caratteristico lifestyle che rende la Penisola una vera meta da sogno, più appetibile di qualsiasi forma di lusso ostentato”.

In linea con tale approccio, Starhotels ha peraltro  adottato da tempo una policy acquisti che per i propri hotel garantisce forniture al 90% italiane. Il gruppo, che ha appena annunciato numeri record per il 2022, con un fatturato totale di 241 milioni di euro e margini operativi lordi per 80 milioni (ebitda), punta ora a crescere ulteriormente con l’obiettivo dei 300 milioni che appare non così lontano: “Io sono ambiziosa per natura – ha sottolineato Elisabetta Fabri -. Per di più la ripartenza è stata fortissima: il 2022 si è chiuso con cifre mai viste prima. E questo nonostante i primi quattro mesi siano andati a rilento, a causa della variante Omicron”.

In termini di progetti futuri, infine, l’idea è quella di espandersi soprattutto tramite accordi di gestione: “Un modo per velocizzare lo sviluppo, andando oltre le acquisizioni dirette”. La società è stata quindi recentemente scissa in due parti: una si occupa degli hotel italiani di proprietà, l’altra di quelli all’estero e appunto delle gestioni. A cominciare dal Gabrielli di Venezia, che è stato affidato al gruppo fiorentino da una famiglia alle redini della struttura per oltre 150 anni. “La sfida, in questi casi, non è tanto data dalla competizione delle grandi catene internazionali – ha concluso Elisabetta Fabri -, quanto dai risvolti psicologici che deve affrontare chi, spesso dopo tanti anni, si decide ad affidare la conduzione della propria struttura a una società esterna. Per questo motivo, seppure in teoria abbiamo soglie e dimensioni minime da rispettare, siamo pronti a cogliere qualsiasi opportunità con i fondamentali a posto. E anche se oggi i nostri indirizzi sono tutti in città, non escludiamo la possibilità di aprire un giorno ai resort. Ma per questo, onestamente, ci dobbiamo ancora attrezzare”.

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F-Roads: accesso, limiti e consigli pratici Le F-Roads sono piste sterrate di montagna che attraversano l’altopiano interno e conducono ad alcuni dei luoghi più spettacolari del Paese. Sono generalmente aperte solo da luglio a metà settembre e accessibili esclusivamente con veicoli 4x4. Percorrere una F-Road con un veicolo non autorizzato comporta sanzioni e responsabilità totale per eventuali danni. I controlli sono frequenti, anche dall’aria. Non tutte le F-Roads presentano la stessa difficoltà. Alcune, come la Route 35 (Kjölur), sono accessibili a veicoli 4x4 di dimensioni contenute, mentre altre includono guadi e richiedono mezzi più robusti. È importante sapere che alcuni noleggiatori escludono specifiche F-Roads dal contratto (ad esempio la F26, F210, F910): verificate sempre le restrizioni prima della partenza. Se un guado sembra troppo profondo, tornate indietro: i danni da attraversamento sono quasi sempre esclusi dalle coperture assicurative. 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Coperture assicurative: un aspetto da non sottovalutare L’Islanda è un ambiente impegnativo per i veicoli: il vento trasporta ghiaia e sabbia vulcanica che possono scheggiare vetri e danneggiare la carrozzeria. Per questo motivo, le coperture assicurative meritano un’attenzione particolare. La polizza base inclusa nel noleggio copre in genere la responsabilità civile e i danni da collisione con franchigia, ma spesso esclude danni da vento, ghiaia, sabbia, cenere e attraversamento di guadi. Valutate se aggiungere una copertura cristalli e carrozzeria, una protezione specifica per ghiaia (gravel protection) e, se il vostro itinerario prevede guadi, verificate se esistono opzioni dedicate. Controllate sempre quanto scende la franchigia con l’upgrade e se è incluso il soccorso stradale nelle aree isolate. La tranquillità in viaggio, su strade islandesi, ha un valore concreto. Orientarsi nella scelta del fornitore Affidabilità del servizio, chiarezza nelle condizioni contrattuali, stato della flotta e disponibilità di assistenza durante il viaggio sono gli elementi principali da valutare. Leggere le recensioni di altri viaggiatori, confrontare le coperture incluse e verificare la posizione del punto di ritiro rispetto all’aeroporto aiuta a farsi un’idea chiara delle opzioni disponibili. Per un confronto tra veicoli, servizi e condizioni di noleggio, una risorsa utile da consultare è CamperIslanda, che raccoglie informazioni sulle diverse tipologie di camper disponibili sull’isola e sugli aspetti pratici della prenotazione. Consigli pratici prima della partenza Abbigliamento e attrezzatura essenziale Indipendentemente dalla stagione, portate abbigliamento antivento e impermeabile, strati termici, pile e calzature robuste impermeabili. In estate, una mascherina per dormire è utile per le notti quasi prive di buio. Un buon sacco a pelo resta necessario anche nei mesi più caldi, poiché le temperature notturne scendono sensibilmente. Chi viaggia in inverno dovrebbe optare per un sacco a pelo adeguato a temperature sotto zero. Guanti touch, berretto, scaldacollo e ramponcini per sentieri ghiacciati completano l’equipaggiamento. Alimentazione e gestione del budget L’Islanda ha un costo della vita elevato, e cucinare nel camper è uno dei modi più efficaci per contenere le spese. I supermercati Bónus e Krónan offrono i migliori rapporti qualità-prezzo per la spesa alimentare. Non sono distribuiti ovunque, quindi è consigliabile pianificare gli acquisti in base alle tappe dell’itinerario. L’acqua del rubinetto in Islanda è potabile praticamente ovunque e di ottima qualità: portare borracce riutilizzabili è una scelta pratica e sostenibile. Per i rifiuti, utilizzate i bidoni disponibili nei campeggi e, in aree isolate, adottate il principio del “pack in, pack out”: riportate con voi tutto ciò che avete prodotto. Accendere fuochi all’aperto è vietato, salvo nelle aree attrezzate di alcuni campeggi. Viaggiare in camper con bambini L’Islanda è una destinazione adatta anche alle famiglie, a patto di adattare il ritmo del viaggio alle esigenze dei più piccoli. La maggior parte dei noleggiatori offre seggiolini per bambini su richiesta. Vestiteli a strati (termico, pile, guscio impermeabile) e prevedete calzature impermeabili. Alcune attività, come le escursioni nelle grotte di ghiaccio, prevedono un’età minima di otto anni. Avere il camper come base sempre a disposizione rende la gestione della giornata più semplice e rilassata. Un viaggio che si costruisce strada facendo Viaggiare in camper in Islanda è un’esperienza che unisce libertà, natura e scoperta. La chiave per godersela appieno sta nella preparazione: conoscere le condizioni stradali, rispettare le regole sui campeggi, scegliere il veicolo giusto, monitorare il meteo e gestire il carburante con attenzione sono accorgimenti semplici che fanno la differenza. L’Islanda premia chi viaggia con rispetto e apertura, accettando i ritmi di una natura che non si lascia addomesticare. 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