27 March 2026

Cicalò, Bluserena: con Azora i capitali per lo sviluppo non mancano

Riposizionamento dell’offerta verso l’alto e ulteriori sviluppi nel segmento leisure in Italia e non solo. Il tutto accompagnato da un’operazione di rinnovamento dell’immagine già lanciata con il recente cambio di logo e con una campagna promozionale volta soprattutto ad aumentare la brand awareness del marchio nelle regioni del Nord Italia. Sono i piani di medio periodo di Bluserena, svelati dal ceo Marcello Cicalò, new entry al vertice della compagnia a seguito dell’acquisizione del gruppo pescarese da parte di Azora a novembre 2022.

Un fondo con un capacità d’investimento di 1,8 mld

Si conferma quindi il forte impegno dell’asset management company spagnola verso l’operatore abruzzese, a cui solo per quest’anno sono stati dedicati 55 milioni di euro di investimento per il rinnovo di cinque resort della catena situati in Puglia, Sicilia e Sardegna. “I capitali davvero non mancano – spiega Cicalò – Mi basti dire che il fondo che ha acquistato Bluserena, dedicato all’ospitalità, ha già impegni per 815 milioni di euro, con una capacità di investimento di 1,8 miliardi“.

Azora: obiettivo 60 nuovi alberghi in due anni

Gli obiettivi di Azora nell’hotellerie, d’altronde sono chiari: già proprietaria di una serie di 5 stelle in Spagna e Portogallo, nonché del Grand Palladium Sicilia Resort & Spa, la società spagnola mira a espandere il proprio portfolio con 60 nuovi alberghi nei prossimi due anni. Non tutte le novità riguarderanno naturalmente Bluserena, ma quel che è certo, rivela sempre Cicalò, “è che l’Italia è per loro una priorità“.

Estendere la stagionalità è una priorità

I programmi di sviluppo del gruppo pescarese, che oggi conta su un totale di 13 resort per 4.200 camere totali, rimarranno in ogni caso ben ancorati al segmento leisure. Si prevede però una certa apertura all’offerta corporate, che adesso vale circa il 15% dei volumi del gruppo ma che è vista come un’ottima opportunità di destagionalizzazione del prodotto: “Al momento le nostre strutture rimangono aperte circa 120 giorni all’anno – racconta ancora Cicalò -. A breve vorremmo estendere l’attività ad almeno 140 giorni, anche grazie all’incremento della componente internazionale della domanda, a oggi ferma ad appena il 5% del totale”.

Prossima espansione in Emilia-Romagna

Tra gli obiettivi di espansione, sottolinea invece il ceo, c’è sicuramente l’Emilia-Romagna, “dove non abbiamo ancora proprietà ma che è una destinazione perfetta per il nostro segmento di riferimento”. Nel futuro si pensa pure al lancio di un brand di lusso ad hoc, che potrebbe includere fin dall’inizio l’Ethra Reserve, il resort pugliese composto da quattro strutture, tra cui gli unici due 5 stelle della compagnia. “Ma per questa novità bisognerà attendere almeno 18 mesi“, così come è ancora presto per pensare a sviluppi nel resto del Mediterraneo, che tuttavia non sono affatto esclusi dai piani.

Nel 2023 fatturato a +10% sul 2022

L’andamento delle prenotazioni per la prossima estate è particolarmente positivo, con le prenotazioni che viaggiano su livelli del 25% superiori allo stesso periodo dell’anno scorso e con le tariffe medie in crescita di circa il 10%, anche a seguito dell’andamento dell’inflazione. “In linea di principio – conclude Cicalò – contiamo di chiudere il 2023 con un incremento di fatturato del 10% circa rispetto ai 90 milioni di euro del 2022 (per 1,2 milioni di presenze). Quest’anno abbiamo infatti spinto con un certo anticipo sulle vendite; prevediamo quindi che alla fine i volumi si manterranno sugli stessi livelli dei 12 mesi precedenti, con l’aumento di fatturato trainato soprattutto dalla crescita delle tariffe medie. Tra i nostri tanti obiettivi, infine, miriamo ad aumentare le presenze dal Nord Italia. A oggi infatti l’80% dei nostri ospiti tricolori proviene dall’area che va da Roma in giù. E’ per questo motivo che la gran parte del nostro piano di affissioni legato alla campagna #Lavacanzacheresta si è concentrata nelle aree settentrionali del Paese, con 160 location toccate nella sola città di Milano”.

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Proprio per questo motivo Linz ha recentemente ospitato il primo Travel Trade Summit dedicato ai mercati spagnolo, portoghese e italiano, offrendo agli operatori l’opportunità di incontrare direttamente i rappresentanti dell’offerta turistica e culturale austriaca.\r\n«Sappiamo che in Paesi come Italia e Spagna c’è ancora molto spazio per crescere. Per questo vogliamo lavorare con un approccio mirato, attraverso media specializzati, tour operator e collaborazioni strategiche».\r\nTra le sfide principali emerge quella della comunicazione: trovare un linguaggio adatto per raccontare una destinazione diversa dall’immaginario classico dell’Austria. In questo senso, Linz può rappresentare un caso emblematico di “Austria alternativa”, capace di coniugare innovazione, industria creativa, tecnologia e cultura contemporanea.\r\nInteressanti prospettive arrivano anche dal turismo giovanile e scolastico, già presente soprattutto con gruppi italiani.\r\n«Molti studenti italiani visitano già la regione: sono i viaggiatori di domani. L’obiettivo è creare esperienze che li leghino al territorio anche in futuro», ha evidenziato Winkelhofer.\r\nInfine, restano alcune criticità legate all’accessibilità, in particolare per i mercati del Sud Europa. «Le connessioni sono un tema importante, ma vediamo un crescente interesse verso l’Europa centrale: questo ci rende fiduciosi per il futuro».\r\n(Quirino Falessi)\r\n[gallery ids=\"510454,510455,510456,510457,510458,510459\"]\r\n\r\n","post_title":"Linz e l’Alta Austria: tra natura, cultura e nuove strategie di promozione","post_date":"2026-03-25T13:14:43+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774444483000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510401","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Travel & Hospitality accelerano sull’intelligenza artificiale, con risultati già tangibili in termini di automazione ed engagement. 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