25 August 2026

Moby sotto attacco dei fondi speculativi. Presentata la denuncia

Vincenzo Onorato

«Moby ha dato mandato ai propri legali di denunciare alla procura della Repubblica i gravi fatti calunniosi contenuti nel ricorso alle procedure concorsuali presentato da alcuni fondi di investimento a carattere speculativo tutti con sede in paradisi fiscali». E’ la pesante nota con cui il gruppo controllato da Vincenzo Onorato stigmatizza l’azione di un gruppo di creditori evidentemente scontenti delle performance della compagnia.

Il comunicato non fornisce dettagli su chi e per quale motivo alcuni investitori si stiano muovendo contro Moby. La sua pubblicazione giunge tuttavia dopo un’operazione piuttosto discussa, per cui la compagnia a inizio settembre ha ceduto la Wonder e la Aki al gruppo danese Dfds, in cambio di due navi più datate. Una transazione che, stando ad alcuni analisti contattati dal Fatto Quotidiano, dovrebbe portare almeno 70 milioni di euro nelle casse della società, la quale nell’ultimo anno ha visto i propri risultati virare in rosso. Il gruppo Moby ha infatti chiuso il 2018 con una perdita di 62,6 milioni di euro (rispetto ai 22,9 milioni di utili del 2017).

La difficile situazione finanziaria sta ovviamente generando pressione sulla posizione debitoria della compagnia. Il nodo principale, si legge sul Sole 24 Ore, sarebbe in particolare un’obbligazione da 300 milioni di euro con interessi al 7,75% e scadenza al 2023, la cui emissione quota oggi circa 30 centesimi. Questa è stata rilevata sul mercato secondario ed è ora nelle mani di alcuni fondi speculativi ed hedge fund, tra cui Cheyenne Capital, York Capital e Soundpoint Capital, i quali negli ultimi mesi hanno conferito un incarico ai legali di Dla Piper.

La nota del gruppo prosegue quindi denunciando l’azione di quelli che la Moby definisce come fondi di investimento a carattere speculativo: «Ultimo atto di una strategia iniziata con un’ossessiva campagna diffamatoria a mezzo stampa, più volte denunciata a diverse autorità giudiziarie. Moby confida nell’operato della magistratura italiana con serenità in quanto pienamente consapevole della calunniosità del ricorso».

 

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