28 novembre 2017 14:28
L’offerta alberghiera a New York City continua a crescere: ad oggi sono disponibili più di 113.700 camere d’albergo, ma l’industria alberghiera continua ad evolversi. «Le camere d’albergo saranno 139 mila entro la fine del 2019 – ha commentato Fred Dixon, presidente e Ceo di Nyc & Company – perché i nostri cinque distretti continuano ad attrarre visitatori, alla prima visita o repeater, in viaggio d’affari o di piacere». Tra gli hotel che hanno aperto o riaperto nel 2017 figurano The Whitby Hotel, un boutique hotel da 86 camere inaugurato a Midtown Manhattan; Public, aperto a giugno 2017 nel Lower East Side, con 367 camere di lusso a prezzi accessibili; New York Marriott at the Brooklyn Bridge, parte del Marriott Convention Resort Network, il più grande hotel di Brooklyn, di recente ristrutturato, da 667 stanze; Four Points by Sheraton Manhattan Midtown West, nel quartiere in fase di realizzazione di Hudson Yards; 1 Hotel Brooklyn Bridge, aperto a febbraio, che offre diversi spazi per meeting d’affari ed eventi; The Doubletree by Hilton New York City – Times Square West, anch’esso aperto a febbraio, che dispone di 612 stanze; Times Square Edition, la cui inaugurazione è prevista nel 2018, che comprenderà 452 camere nel cuore di Midtown; Moxy Times Square, inaugurato a fine di settembre; Mondrian Park Avenue con 189 stanze disposte su 20 piani; 50 Bowery NYC, aperto a maggio 2017 a Chinatown; The James New York – NoMad, da 344 camere e 28 suite.
Guardando più avanti nel tempo, il Westin Hotel New York Staten Island verrà inaugurato nel 2019 e disporrà di 175 camere. L’hotel si troverà al Lighthouse Point, un centro residenziale e di shopping lungo Bay Street e affacciato sul mare. Il Four Seasons New York Downtown è la sede del primo ristorante di Wolfgang Puck nella città. Cut New York offre un ampio menu ispirato alla cucina giapponese con carni pregiate americane. Il Made Hotel NoMad ha debuttato lo scorso settembre; Tillary Hotel (prima conosciuto come The Dazzler Brooklyn). Ibis Styles New York LaGuardia Airport e l’Aloft New York LaGuardia Airport sono stati inaugurati rispettivamente a luglio e ad agosto a meno di un chilometro e mezzo dall’aeroporto La Guardia, dove è in corso un’importante ristrutturazione pubblico-privata da 4 miliardi di dollari. Nei pressi dell’aeroporto JFK, invece, è in costruzione il Twa Hotel at JFK Airport, che vedrà il suo debutto a gennaio 2019 e sarà dotato di 505 stanze. Tre nuovi hotel sorgeranno nel distretto del Bronx offrendo un facile accesso allo Yankee Stadium. A maggio debutterà il Comfort Inn & Suites; seguirà ad agosto l’Holiday Inn Express ed entro la fine dell’anno l’Hampton Inn. Per i fan dei Mets, è in programma per questo mese l’apertura di Fairfield Inn & Suites by Marriott, vicino allo stadio Citi Field, nel Queens.
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Namibia, Tanzania e Cina: l’estate di Kel 12 evidenzia un trend che ha portato in prima linea Africa ed Estremo Oriente. A confermarlo è Sonia Di Gregorio, chief marketing officer: «Namibia e Tanzania si confermano mete molto amate dai viaggiatori: grandi spazi, natura e fauna straordinarie, ma anche la possibilità di entrare in contatto con territori e culture che richiedono tempo, competenza e conoscenza diretta. La presenza delle nostre realtà operative locali ci permette di seguire da vicino ogni aspetto del viaggio e di mantenere un controllo diretto sulla qualità dell’esperienza. Dal canto suo, la Cina è stata invece una delle conferme più interessanti della stagione, con un ritorno di interesse molto significativo. A essere premiati sono soprattutto gli itinerari capaci di andare oltre le grandi città e i luoghi più conosciuti, per raccontare un Paese estremamente articolato attraverso la sua storia, le sue culture e i territori meno frequentati. Ottimi riscontri sono arrivati anche da Mongolia e Islanda: destinazioni profondamente diverse, accomunate però dalla forza dei paesaggi, dagli spazi aperti e da quella dimensione di scoperta che i viaggiatori cercano sempre più spesso».
Il peso della situazione internazionale
A fronte di queste mete che hanno performato positivamente, il contesto internazionale rimane complesso. «Le tensioni geopolitiche inevitabilmente condizionano alcune destinazioni e le scelte dei viaggiatori. Nonostante questo, il bilancio per Kel 12 è positivo e la domanda di viaggi ad alto contenuto culturale e di esperienze di qualità continua a mostrare una buona tenuta. Il nostro esercizio commerciale si chiuderà a fine settembre con una crescita rispetto allo scorso anno e anche il forecast dei prossimi mesi indica un andamento positivo. È un risultato che leggiamo soprattutto come un segnale di fiducia: oggi più che mai il viaggiatore cerca competenza, attenzione nella costruzione degli itinerari e la sicurezza di essere accompagnato da chi conosce realmente i territori. Piccoli gruppi, esperti e accompagnatori qualificati e una progettazione attenta dell’esperienza restano, in questo senso, elementi centrali del nostro modo di viaggiare».
Sul fronte prezzo dei pacchetti di viaggio, «l’impatto più evidente riguarda oggi il trasporto aereo. Le tensioni internazionali possono comportare cambiamenti nelle rotte, tempi di volo più lunghi e una maggiore volatilità delle tariffe, con conseguenze inevitabili sul prezzo complessivo del viaggio, mentre l’incidenza sui servizi a terra è più contenuta».
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[post_content] => Air France “molto soddisfatta” della stagione estiva, che ha registrato volumi record di passeggeri all’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle: lo spiega Nadia Azalé, direttore generale del vettore per il mercato francese, in occasione dell'Iftm.
Durante l’estate, Air France ha gestito quasi 123.000 passeggeri al giorno all’aeroporto Charles de Gaulle, con un picco di 130.000 passeggeri registrato il 28 giugno.
«La Tanzania sta diventando una delle principali destinazioni turistiche», ha affermato Azalé, sottolineando anche la forte crescita registrata verso il Portogallo e il Nord Europa.
Buona performance anche per il traffico nordamericano, rimasto solido nonostante l’attuale contesto geopolitico. «Serviamo 19 destinazioni solo negli Stati Uniti», ha aggiunto.
Il network della compagnia ha visto collegate 170 destinazioni per tutta l’estate, nonostante le interruzioni legate alla situazione in Medio Oriente. Il Nord America è stato al centro dello sviluppo del network: il vettore ha lanciato il collegamento per Las Vegas, mentre quello per New York continua a crescere, con l’aggiunta di un secondo volo giornaliero per Newark. La compagnia opera ora 11 voli giornalieri tra Parigi e New York (Jfk e Newark). Anche il servizio per Orlando è stato esteso a frequenza giornaliera.
Le novità dell'operativo per la winter alle porte vedono l'estensione del servizio per Punta Cana dal 29 marzo al 1° maggio, coprendo il periodo delle vacanze scolastiche francesi. Air France opererà inoltre due voli settimanali per Malé, alle Maldive, dal 18 dicembre all’8 marzo, mentre Phuket sarà servita da tre voli settimanali diretti.
Per quanto riguarda il network europeo, l’apertura del servizio per Londra Gatwick dovrebbe soddisfare sia il traffico turistico che quello d’affari, ha spiegato Nadia Azalé.
Più voli anche verso i Caraibi: dall’11 dicembre, lancerà un servizio Pointe-à-Pitre–Panama City, con orari studiati per facilitare i collegamenti da Fort-de-France e Cayenne verso destinazioni in tutta la regione. Dal 1° febbraio 2027, un Airbus A350 opererà su Saint Martin, portando le più recenti cabine premium della compagnia aerea nella destinazione dei Caraibi francesi.
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[post_content] => Si sono riuniti gli organi di Federturismo Confindustria sotto la nuova regia del presidente Massimo Caputi mettendo al centro del confronto le trasformazioni in atto nel mercato e la necessità di accompagnarle con politiche strutturali e strumenti adeguati alla nuova fase della articolata industria turistica.
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Il confronto si è concentrato in particolare sui cosiddetti “Nuovi turismi”: un fenomeno che sta modificando profondamente domanda, consumi, modalità di viaggio e modelli di offerta e che richiede un salto di qualità nelle politiche pubbliche.
Federturismo non richiede più interventi emergenziali o misure a tempo, ma una strategia di medio-lungo periodo capace di sostenere investimenti, competitività, innovazione, occupazione e crescita delle imprese.
Tra le priorità individuate figurano la semplificazione normativa e amministrativa, attraverso misure che riducano tempi e vincoli per le imprese, la costruzione di un vero contratto di filiera, in grado di mettere in rete imprese, territori, infrastrutture e investimenti e rafforzare la competitività dell’intero ecosistema turistico e misure per la rivalutazione dei beni d’impresa.
“Il turismo è cambiato ed è una vera industria nazionale e le politiche per il turismo devono cambiare con la stessa velocità - dichiara il Presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi -. I Nuovi turismi non sono una moda, ma la fotografia di un’industria che sta evolvendo rapidamente. Oggi abbiamo l’opportunità di trasformare questa evoluzione in crescita strutturale, ma servono regole più semplici, tempi certi e strumenti capaci di accompagnare gli investimenti”.
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[post_content] => La notizia c’è e riguarda una progressione che appare ancora più significativa alla luce della delicata situazione internazionale: in casa di Una Italian Hospitality ci si prepara ad archiviare un’annata a segno più, e non solo sul fronte dei ricavi. «Fino a giugno – conferma l’a.d. Giorgio Marchegiani – abbiamo messo a segno un incremento del 5-6% sul fronte dei ricavi e anche i mesi successivi si sono mossi bene». Il manager conferma anche la positiva tenuta della marginalità, trainata dalla performance di alcuni mercati chiave come quello statunitense. «L’Italia viene percepita come Paese sicuro e resta una destinazione strutturalmente appetibile a livello internazionale». Particolare soddisfazione giunge dal mercato a stelle e strisce, che cresce di oltre il 20% procurando il 12% della clientela totale, ma anche da quello italiano, che rappresenta il 25% del totale.
Le sfide da affrontare
Sicuramente le sfide non mancano, ma l’approccio della catena specializzata esclusivamente sulle destinazioni italiane è proattivo. «Le criticità a livello globale ci sono, dal prezzo dei voli salito vertiginosamente all'emergenza climatica, fino all’impennata dei costi di gestione delle strutture, a cominciare da quelli energetici. Al momento tuttavia siamo riusciti a mantenere un livello equilibrato dei prezzi. Certo, è difficile prevedere il trend del prossimo anno, ma intanto ci concentriamo sul risultato 2026, con i primi otto mesi dell’anno che ci hanno portato a sfiorare una crescita del 10% di fatturato grazie anche all’effetto olimpiadi invernali».
A cambiare è stata semmai la suddivisione delle prenotazioni, anche da parte della clientela italiana: «Non c'è più il picco in luglio e agosto, a vantaggio di una miglior redistribuzione del booking anche sui mesi di spalla, con giugno e settembre in primo piano». Diminuisce inoltre lievemente la durata media del soggiorno, «ma solo nelle destinazioni di città».
Untourist
La volontà di riconfermare l’identità italiana della catena e il ruolo chiave svolto per il turismo inbound ha portato alla creazione del nuovo programma di fidelizzazione, “Untourist”, lanciato per «riconoscere i nostri clienti. Si tratta di un’esigenza maturata dall’analisi dei dati raccolti nel corso degli anni, che ci ha portato a voler razionalizzare i dati e tracciare i repeater in modo tale da essere ancora più vicini ai clienti».
Una vision che apre al territorio
L’albergo, nella vision di Marchegiani, è il punto di partenza per scoprire il territorio circostante, creando un legame fra la persona e le esperienze al di fuori della struttura alberghiera. «Durante il soggiorno il viaggiatore cerca qualcosa di autenticamente italiano, un ricordo da portare con sé anche al termine del viaggio. A cominciare dal rapporto con le persone che trova nella struttura alberghiera, che ha un’anima e che racconta una storia, fino ad ampliare l’esperienza al territorio».
Questo modo di intendere l’ospitalità porta risultati positivi sia nel segmento leisure, che procura tra il 60 e il 70% della clientela, sia in quello Mice. «Proprio quest’ultimo è un comparto fondamentale per allungare la stagionalità, che va in parte a compensare il business travel, spesso sostituito dai meeting online».
Quanto alla strategia per il futuro, che passerà anche da importanti aperture fra le quali nel 2027 quella dell’Una Esperienze Milano CityLife, Marchegiani ha le idee chiare: «Il mercato italiano va approcciato con una logica industriale, in grado di portare risultato in termini di incremento di ricavi, di contenimento dei costi e di maggiore soddisfazione dei clienti. Queste le variabili fondamentali alle quali ispireremo il nostro progetto di sviluppo. La crescita, sempre e solo in Italia, avverrà sia sul fronte delle città d’arte e dei borghi, sia su quello delle destinazioni balneari». Al momento invece, nessun progetto all’orizzonte per quanto riguarda la montagna, che nel nostro Paese «non offre mete con grandi possibilità di sviluppo a una catena come Una Italian Hospitality».
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[post_content] => Riflettori puntati sull'Emilia Romagna per Emirates che ha siglato due memorandum di intesa con Bologna Welcome e Parma Welcome, per definire un quadro strategico per promuovere la regione sui mercati internazionali.
Grazie a una collaborazione che prevede attività coordinate di marketing, trade, comunicazione e media relations, le partnership puntano a incrementare i flussi di visitatori verso una delle regioni più ricche d’Europa, valorizzandone al contempo l’ampio patrimonio culturale, la gastronomia famosa in tutto il mondo, le esperienze legate allo stile di vita e l’attrattività per il business.
Gli accordi sono stati firmati da Thierry Aucoc, svp Commercial Operations, Europe and the Americas di Emirates; da Stefano D’Aquino, head of incoming department di Bologna Welcome; e da Mario Marini, director di Parma Welcome.
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[post_content] => Air India entra in una fase decisiva della ristrutturazione: il gruppo Tata ha affidato - ad inizio agosto - la direzione generale della compagnia a Tewolde Gebremariam (nella foto), l’artefice del successo di Ethiopian Airlines, mentre il suo azionista di minoranza Singapore Airlines si mostra più esigente prima di erogare nuovi fondi.
N. Chandrasekaran, presidente di Tata Sons e di Air India, spiega in una nota che la compagnia ha completato la fase iniziale di «stabilizzazione, integrazione e impegni relativi alla flotta» sotto la guida di Campbell Wilson e che ora sta entrando in una fase «critica di attuazione ed espansione».
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[post_content] => Tra le direttrici di lungo raggio dall’Italia del network Turkish Airlines, due in particolare meritano un'analisi approfondita: l'Asia orientale, con il Giappone che consolida una crescita straordinaria, e il Golfo, dove Dubai - nonostante le turbolenze dell'ultimo periodo - resta insieme meta e snodo obbligato per milioni di passeggeri. In questo contesto lo scalo di Istanbul per il traffico italiano assume un peso crescente, con Turkish Airlines tra gli operatori di riferimento. Ecco come si sta muovendo la domanda su queste due rotte, cosa distingue i bacini di Milano e Roma, e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.
La domanda italiana verso l'Asia torna a crescere
Il 2025 è stato un anno record per il turismo italiano verso il Giappone. Secondo i dati diffusi dall'ente nazionale del turismo giapponese (JNTO), gli arrivi dall'Italia hanno toccato quota 309.400-310.000, con un incremento di circa il 34-35% sull'anno precedente, che colloca il nostro Paese al quarto posto tra i mercati europei, sostenuto anche dall'onda lunga di Expo Osaka 2025.
I primi mesi del 2026 confermano l'interesse del mercato italiano, con 85.700 arrivi nel periodo gennaio-aprile, ma il primo semestre segnala anche un primo assestamento: tra gennaio e giugno gli arrivi si sono attestati a 135.200, in flessione marginale dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Più che un rallentamento, il dato indica il passaggio da una fase di crescita eccezionale a una di consolidamento su livelli elevati. Il fenomeno non riguarda solo i flussi in uscita: anche le prenotazioni dal Giappone verso l'Italia hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2025, segno di un traffico di lungo raggio Italia-Asia che si rafforza in entrambe le direzioni.
Giappone - Tokyo e il Kansai guidano le ricerche
Tokyo resta la destinazione numero uno per i viaggiatori italiani in Giappone, ma la scelta dello scalo non è indifferente. Haneda, a circa 20-30 minuti dal centro città, ha progressivamente eroso il vantaggio storico di Narita - più periferico - diventando lo scalo preferito da chi ha soggiorni brevi o coincidenze da rispettare. Un dettaglio che pesa nella scelta delle rotte, soprattutto per la clientela business e per chi arriva dall'Italia con voli in connessione.
Accanto alla capitale, la regione del Kansai - Osaka, Kyoto, Nara - si conferma il secondo polo di attrazione, complice anche l'effetto promozionale dell'Expo 2025 che ha consolidato l'aeroporto di Kansai come porta d'accesso alternativa a Tokyo per gli itinerari multi-città.
Voli Giappone: come si muove il mercato italiano
Il mercato dei voli Giappone dall'Italia si distribuisce tra collegamenti diretti punto-punto e soluzioni in connessione attraverso i grandi hub europei e mediorientali. Sul fronte diretto, la rotta più consolidata resta quella tra Roma Fiumicino e Tokyo Haneda, operata quotidianamente, mentre sulla tratta da Milano l'offerta si muove soprattutto su base stagionale. Le compagnie che instradano il traffico via hub - tra cui Turkish Airlines, che collega l'Italia al Giappone via Istanbul verso Tokyo e Osaka - restano un'opzione strutturale, soprattutto per la clientela leisure più sensibile alla flessibilità di orari che al volo diretto.
Milano e Roma - due bacini con esigenze diverse
I due principali bacini di traffico italiano verso il Giappone, Malpensa e Fiumicino, esprimono esigenze diverse. Il mercato lombardo, più legato al business e a una clientela leisure premium, alimenta un bacino d’utenza esteso a tutto il Nord Italia; quello laziale, spinto dal collegamento diretto giornaliero verso Haneda, mostra una componente turistica più marcata e una stagionalità più accentuata nei periodi di vacanza.
Voli Milano Tokyo, la rotta più richiesta del segmento
Da Malpensa la domanda di voli Milano Tokyo si è consolidata negli ultimi anni sia sui collegamenti diretti stagionali sia sulle soluzioni in connessione. Per il traffico che passa attraverso un hub di transito, la rotta via Istanbul rappresenta un'alternativa strutturale ai collegamenti punto-punto, allargando le combinazioni orarie disponibili verso Tokyo, tra Haneda e Narita.
Voli Roma Tokyo e il peso della clientela leisure
Da Fiumicino il mercato dei voli Roma Tokyo resta ancorato al collegamento diretto quotidiano verso Haneda, che assorbe la quota più consistente della domanda business e premium leisure. Tuttavia le soluzioni in connessione, con tempi di volo complessivi più lunghi ma maggiore flessibilità oraria, intercettano la clientela turistica attenta alla disponibilità di posti nei periodi di punta, quando la capacità sui voli diretti si satura più rapidamente.
Dubai - hub e destinazione allo stesso tempo
Dubai mantiene la sua natura duplice di meta turistica e di hub del Golfo tra i più trafficati al mondo per i passeggeri internazionali. Sul fronte turistico, la città ha accolto oltre 19 milioni di visitatori internazionali nel 2025, confermandosi tra le mete più dinamiche dell'area del Golfo. Sul fronte aeroportuale, Dubai Airports aveva anticipato al 2026 il traguardo dei 100 milioni di passeggeri annui, ma la crisi dello spazio aereo del Golfo tra febbraio e maggio ha inciso pesantemente sui volumi, rinviando il traguardo dei 100 milioni al 2027.
Il 2026 è stato infatti un anno complesso per l'aviazione del Golfo: tra febbraio e maggio, l'escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato la temporanea chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo regionale. Questo ha causato pesanti ripercussioni sul traffico da e per Dubai e Abu Dhabi; tuttavia, la piena riapertura dello scalo - annunciata dalle autorità civili emiratine a inizio maggio - ha avviato un graduale percorso di recupero nei mesi successivi.
Voli Roma Dubai e il traffico in transito
Sulla rotta dei voli Roma Dubai il traffico si articola tra collegamenti diretti operati dai vettori del Golfo e soluzioni in connessione attraverso hub terzi. Per chi viaggia con Turkish Airlines, lo scalo di Istanbul rappresenta un punto di instradamento alternativo ai grandi hub del Golfo. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per la clientela diretta verso destinazioni oltre Dubai - dal subcontinente indiano all'Africa orientale - e per chi cerca flessibilità nella costruzione dell’itinerario, dopo un anno segnato da discontinuità operative nella regione.
Il ruolo dello scalo di Istanbul per il traffico italiano
L'aeroporto di Istanbul si conferma dunque uno snodo centrale per il traffico italiano diretto sia verso l'Asia sia verso il Golfo. Il modello hub-and-spoke di Turkish Airlines aggrega su un unico scalo i flussi provenienti da Malpensa, Fiumicino e dagli altri aeroporti italiani serviti dalla compagnia, smistandoli verso decine di destinazioni asiatiche e mediorientali con un'unica connessione.
Per chi organizza i propri voli per il Giappone dall'Italia, ciò si traduce in una rete di frequenze che integra i collegamenti diretti operati dalle altre compagnie. Turkish Airlines resta uno degli operatori di riferimento del segmento sulla direttrice Italia-Asia anche grazie a servizi dedicati ai passeggeri in transito - come il programma di visite gratuite della città durante le soste più lunghe a Istanbul.
Cosa aspettarsi nella stagione invernale
In vista della stagione invernale, due dinamiche meritano attenzione. Sul fronte Giappone, la spinta di JNTO verso la destagionalizzazione potrebbe spostare parte della domanda italiana verso l'autunno e l'inverno, alleggerendo la pressione sui mesi di punta; sul fronte Golfo, il vero banco di prova sarà l'avvio della winter schedule di fine ottobre, quando gli operatori puntano a riportare le frequenze quasi al livello pre-crisi. Solo allora si potrà dire se la direttrice Italia-Emirati ha davvero recuperato terreno, o se il 2026 resterà un anno anomalo per il traffico verso il Golfo.
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[post_content] => Secondo lo studio "European Hotel Distribution Study 2026" di Hotrec, Booking Holdings ed Expedia Group rappresentano complessivamente l'85,4% delle prenotazioni effettuate tramite agenzie di viaggio online in Europa.
Lo studio, basato sui dati di 2.713 hotel, evidenzia che le prenotazioni dirette rimangono il principale canale di distribuzione, coprendo il 51,3% delle prenotazioni alberghiere. Le ota rappresentano il 29,9% delle prenotazioni, a fronte del 19,7% registrato nel 2013.
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Prezzi inferiori
Nel loro complesso, Booking Holdings ed Expedia Group detengono oltre l'85% delle prenotazioni tramite ota in Europa. Secondo Hotrec tale concentrazione è particolarmente significativa per gli hotel indipendenti e per le piccole e medie imprese.
Lo studio evidenzia inoltre cambiamenti nelle pratiche di determinazione dei prezzi da parte delle ota. Oltre la metà degli hotel (il 51%) ha dichiarato che le agenzie online applicano prezzi inferiori ai propri, frequentemente o occasionalmente; nel 2023 tale percentuale era del 43%. Tra gli hotel che hanno segnalato questa pratica, l'80% ha affermato di non aver acconsentito all'applicazione del prezzo più basso proposto.
Infine, il 44% degli hotel ha riferito di aver riscontrato la pratica del "multi-sourcing" da parte delle ota, che consente di ridistribuire tariffe o disponibilità attraverso altre piattaforme o intermediari. Gli hotel hanno segnalato che tale pratica può causare incongruenze nei prezzi, confusione tra i clienti, difficoltà di fatturazione, informazioni errate e una riduzione del controllo sull'inventario.
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Flydubai avanti tutta con l'ampliamento della flotta oltre i 100 aeromobili e l'avvio di un nuovo programma di rinnovamento delle cabine.
La compagnia aerea prenderà in consegna altri 11 aeromobili nel 2026, tra cui sette Boeing 737-9 Max e quattro Boeing 737-8 Max: le consegne previste rientrano nel piano di modernizzazione a lungo termine della flotta, volto a sostituire i velivoli più datati, offrendo al contempo alla compagnia aerea una maggiore flessibilità per espandere la propria rete, aumentare la capacità sulle rotte ad alta domanda e cogliere future opportunità di crescita.
L’introduzione di velivoli di nuova generazione rafforzerà inoltre l’impegno di flydubai a gestire una flotta più giovane ed efficiente in termini di consumo di carburante, offrendo al contempo ai clienti un’esperienza di volo più coerente e raffinata.
“L’espansione della nostra flotta oltre i 100 aeromobili rappresenta una pietra miliare significativa per flydubai e dimostra quanto lontano siamo arrivati - afferma il ceo, Ghaith Al Ghaith -. Queste consegne sono fondamentali per la nostra strategia di flotta a lungo termine, in quanto ci forniscono la capacità e la flessibilità necessarie per sostenere le nostre operazioni in continua crescita, gestendo al contempo una delle flotte più giovani ed efficienti in termini di consumo di carburante presenti nei cieli.
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I Boeing 737-9 Max di flydubai dispongono di 16 posti in Business Class e 156 in Economy Class, rispetto ai 10 posti in Business Class presenti su alcuni Boeing 737-8 Max.
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Oltre ad ampliare la propria flotta, flydubai avvierà a partire da settembre la fase successiva del proprio programma di rinnovamento delle cabine, migliorando ulteriormente l’esperienza di volo su tutta la flotta di Boeing 737 Max.
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