16 settembre 2026 09:56
Air India entra in una fase decisiva della ristrutturazione: il gruppo Tata ha affidato – ad inizio agosto – la direzione generale della compagnia a Tewolde Gebremariam (nella foto), l’artefice del successo di Ethiopian Airlines, mentre il suo azionista di minoranza Singapore Airlines si mostra più esigente prima di erogare nuovi fondi.
N. Chandrasekaran, presidente di Tata Sons e di Air India, spiega in una nota che la compagnia ha completato la fase iniziale di «stabilizzazione, integrazione e impegni relativi alla flotta» sotto la guida di Campbell Wilson e che ora sta entrando in una fase «critica di attuazione ed espansione».
Air India motiva quindi questo cambio al comando non come una rottura, ma come il passaggio da un percorso di risanamento a una fase di industrializzazione del proprio modello.
Lo stesso Tewolde Gebremariam ha sottolineato la portata del progetto: «È un grande onore che mi sia stata affidata la guida di Air India in un momento così storico del suo percorso», si legge nel comunicato della compagnia. Promette di lavorare sull’«affidabilità operativa», sull’ospitalità indiana e su una crescita sostenibile a lungo termine.
Campbell Wilson, ex dirigente di Singapore Airlines, lascia una compagnia profondamente trasformata nelle sue strutture, ma ancora molto lontana dal pareggio economico. Da quando è stata rilevata da Tata, Air India ha intrapreso un ampio processo di modernizzazione della propria identità, ha effettuato investimenti nella flotta e ha portato avanti l’integrazione di Vistara, la joint venture tra Tata e Singapore Airlines.
Tale integrazione rientra in una strategia più ampia di Tata volta a riunire sotto un unico marchio le attività full-service, mentre Air India Express concentra l’offerta low cost del gruppo.
Il gruppo Tata intende trasformare la compagnia in un attore globale in grado di intercettare meglio i flussi tra India, Europa, Nord America, Asia e Australia, avvalendosi in particolare dei principali aeroporti indiani. La ricostruzione della compagnia è quindi strettamente legata all’ambizione di Nuova Delhi di rafforzare il ruolo del Paese nel trasporto aereo internazionale. Tra le priorità del vettore indiano il miglioramento della puntualità, il rinnovo delle cabine, la qualità dell’ospitalità e la connettività globale.
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Dubai guarda alla seconda parte del 2026 con una domanda in ripresa e una strategia che punta sempre più sulla capacità di leggere i singoli mercati. Nei primi otto mesi dell’anno la destinazione ha accolto 6,97 milioni di visitatori internazionali, di cui circa 869 mila nel solo agosto, il dato mensile più alto da febbraio. Sul fronte alberghiero, da gennaio ad agosto sono state registrate 21,61 milioni di room nights occupate, mentre l’occupazione ad agosto ha raggiunto il 66%.
A raccontare numeri e strategie è stata Hoor Al Khaja, senior vice president international operations di Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing (Dctcm), intervenuta all’Arabian Travel Market 2026.
Uno degli elementi sottolineati da Al Khaja è la diversificazione della domanda. Dubai continua infatti a lavorare su oltre 80 mercati internazionali, sostenuta dalla connettività di Emirates e degli altri vettori. Nei primi otto mesi l’Europa occidentale rappresenta il 20% degli arrivi internazionali, confermandosi il principale bacino regionale.
«Abbiamo sempre avuto un approccio diversificato ai mercati», ha spiegato Al Khaja, sottolineando come rispetto al 2025 il market mix sia rimasto sostanzialmente stabile, senza spostamenti significativi della domanda da un mercato all’altro.
Italia, avanti con il trade
In questo quadro, l’Italia resta uno dei mercati sui quali Dubai continua a investire. «L’Italia è uno dei mercati nei quali siamo molto attivi», ha sottolineato Al Khaja, citando il lavoro con la distribuzione e il programma sviluppato insieme a Emirates per coinvolgere e premiare gli agenti che vendono Dubai.
La strategia cambia in funzione dei singoli mercati. «Non abbiamo una strategia uguale per tutti», ha spiegato. Le attività vengono calibrate sulla situazione dei diversi Paesi, sulla connettività e sulle condizioni che determinano il momento più opportuno per tornare a promuovere pienamente la destinazione.
Il lavoro comprende workshop, roadshow, eventi e campagne, riattivati progressivamente nei diversi mercati.
La connettività resta decisiva
In questo scenario l’aviazione continua a rappresentare un elemento centrale. Il 97% della rete globale di Emirates è tornato operativo, con 138 destinazioni in 72 Paesi e oltre 1.600 voli settimanali.
Per Dubai, la rete aerea consente di mantenere attivi numerosi mercati contemporaneamente. Al Khaja ha inoltre sottolineato come l’allentamento degli avvisi di viaggio in diversi mercati stia contribuendo alla progressiva ripresa.
Non solo numeri
La strategia di lungo periodo guarda alla città nel suo complesso. L’obiettivo, ha spiegato Al Khaja, è fare di Dubai una delle migliori città al mondo non soltanto da visitare, ma anche in cui vivere, investire e lavorare.
È questa la cornice nella quale si inseriscono gli investimenti in infrastrutture, accessibilità, sostenibilità e qualità dell’esperienza. Il viaggiatore di oggi, secondo Al Khaja, è infatti più informato e selettivo e valuta una destinazione sulla base di elementi che vanno oltre prezzo, budget e posizione.
Dubai continua quindi a lavorare sull’evoluzione dell’offerta, puntando su segmenti differenti, dal leisure al luxury, dallo sport agli stopover, fino ai comparti emergenti del wellness e della longevity.
Lo stopover, in particolare, rappresenta una componente importante: può ridurre la durata media del soggiorno, ma consente di intercettare viaggiatori internazionali che scelgono Dubai anche come tappa del proprio itinerario.
Mice, il quarto trimestre si annuncia intenso
Anche il business travel e il Mice continuano a rappresentare una componente importante della domanda.
Al Khaja ha spiegato che alcuni eventi fortemente legati alla presenza internazionale sono stati rinviati, ma non cancellati. In alcuni casi gli appuntamenti sono stati semplicemente spostati più avanti nel calendario o al 2027.
Il quarto trimestre si presenta quindi con un calendario particolarmente intenso, che affianca agli appuntamenti business anche quelli leisure e sportivi.
I residenti diventano ambasciatori
Tra le iniziative raccontate da Al Khaja c’è A Dubai Invite, il programma che ha coinvolto direttamente i residenti, invitandoli a portare in città amici e familiari dall’estero.
L’iniziativa ha raccolto oltre 90 mila candidature. Il progetto nasce dalla volontà di coinvolgere direttamente i residenti nella promozione della destinazione, facendo leva sul segmento dei viaggi per visitare amici e familiari.
Dubai ospita persone provenienti da oltre 200 nazionalità, una dimensione multiculturale che, secondo Al Khaja, rappresenta una delle caratteristiche distintive della città.
Una strategia costruita sui singoli mercati
È questo uno degli elementi centrali dell’intervento di Al Khaja: Dubai non applica una formula unica alla propria promozione internazionale, ma adatta tempi e strumenti alle caratteristiche dei singoli mercati.
Un approccio che assume particolare rilevanza anche alla luce dell’attuale contesto internazionale. Al Khaja ha spiegato che i team di Dubai monitorano le condizioni dei singoli mercati e decidono quando tornare a investire nelle attività promozionali sulla base di elementi concreti, dalla disponibilità dei voli agli eventuali avvisi di viaggio e alla propensione delle persone a viaggiare.
«Non andiamo a promuovere Dubai in un mercato dove non ci sono voli o dove esiste ancora un travel advisory e le persone sono preoccupate», ha spiegato la manager. L’obiettivo è quindi riattivare progressivamente le attività quando le condizioni dei singoli mercati lo consentono, senza applicare lo stesso calendario a tutti.
Questo si traduce in workshop, roadshow, eventi e campagne, già ripartiti in diversi Paesi.
Per l’Italia il quadro è quindi quello di un mercato nel quale le attività sono già ripartite e il lavoro con la distribuzione prosegue, all’interno di una strategia che punta a mantenere diversificata la domanda e a intercettare segmenti e occasioni di viaggio differenti.
I 6,97 milioni di visitatori dei primi otto mesi raccontano una fase di ripresa della domanda. Dietro il dato ci sono il progressivo ripristino della connettività, un’offerta che continua a evolversi e un lavoro sempre più calibrato sulle caratteristiche dei singoli mercati.
(Quirino Falessi)
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Korean Air ha finalizzato un accordo del valore di 44,8 miliardi di dollari per l’acquisto di aeromobili e motori di nuova generazione, portando a termine il piano di approvvigionamento annunciato a Washington D.C. nell’agosto 2025.
Il contratto prevede 36,2 miliardi di dollari per 103 aeromobili Boeing. La compagnia aerea ha inoltre concluso accordi per un valore complessivo di circa 8,6 miliardi di dollari con GE Aerospace e Cfm International per 21 motori di ricambio e un contratto di manutenzione dei motori.
L’ordine dei velivoli comprende 20 Boeing 777-9, 25 Boeing 787-10, 50 Boeing 737-10 e otto aerei cargo Boeing 777-8F. Gli accordi relativi ai motori riguardano 21 motori di ricambio forniti da GE Aerospace e Cfm International, oltre a un contratto di manutenzione della durata di 15 anni per 28 aeromobili.
Questo investimento garantisce un programma prevedibile di introduzione della flotta a lungo termine per sostenere la crescita della capacità a seguito dell’integrazione di Asiana Airlines. Il passaggio a modelli di nuova generazione migliorerà inoltre l’efficienza complessiva della flotta in termini di consumo di carburante e sosterrà gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio della compagnia aerea.
«La conclusione del nostro protocollo d’intesa a Washington è stata resa possibile dalla fiducia e dal sostegno di entrambi i governi, delle nostre istituzioni finanziarie e dei nostri partner», ha dichiarato un portavoce di Korean Air. «Sfrutteremo questa modernizzazione della flotta per rafforzare il nostro vantaggio competitivo e continuare a promuovere gli scambi economici tra la Corea e gli Stati Uniti».
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Namibia, Tanzania e Cina: l’estate di Kel 12 evidenzia un trend che ha portato in prima linea Africa ed Estremo Oriente. A confermarlo è Sonia Di Gregorio, chief marketing officer: «Namibia e Tanzania si confermano mete molto amate dai viaggiatori: grandi spazi, natura e fauna straordinarie, ma anche la possibilità di entrare in contatto con territori e culture che richiedono tempo, competenza e conoscenza diretta. La presenza delle nostre realtà operative locali ci permette di seguire da vicino ogni aspetto del viaggio e di mantenere un controllo diretto sulla qualità dell’esperienza. Dal canto suo, la Cina è stata invece una delle conferme più interessanti della stagione, con un ritorno di interesse molto significativo. A essere premiati sono soprattutto gli itinerari capaci di andare oltre le grandi città e i luoghi più conosciuti, per raccontare un Paese estremamente articolato attraverso la sua storia, le sue culture e i territori meno frequentati. Ottimi riscontri sono arrivati anche da Mongolia e Islanda: destinazioni profondamente diverse, accomunate però dalla forza dei paesaggi, dagli spazi aperti e da quella dimensione di scoperta che i viaggiatori cercano sempre più spesso».
Il peso della situazione internazionale
A fronte di queste mete che hanno performato positivamente, il contesto internazionale rimane complesso. «Le tensioni geopolitiche inevitabilmente condizionano alcune destinazioni e le scelte dei viaggiatori. Nonostante questo, il bilancio per Kel 12 è positivo e la domanda di viaggi ad alto contenuto culturale e di esperienze di qualità continua a mostrare una buona tenuta. Il nostro esercizio commerciale si chiuderà a fine settembre con una crescita rispetto allo scorso anno e anche il forecast dei prossimi mesi indica un andamento positivo. È un risultato che leggiamo soprattutto come un segnale di fiducia: oggi più che mai il viaggiatore cerca competenza, attenzione nella costruzione degli itinerari e la sicurezza di essere accompagnato da chi conosce realmente i territori. Piccoli gruppi, esperti e accompagnatori qualificati e una progettazione attenta dell’esperienza restano, in questo senso, elementi centrali del nostro modo di viaggiare».
Sul fronte prezzo dei pacchetti di viaggio, «l’impatto più evidente riguarda oggi il trasporto aereo. Le tensioni internazionali possono comportare cambiamenti nelle rotte, tempi di volo più lunghi e una maggiore volatilità delle tariffe, con conseguenze inevitabili sul prezzo complessivo del viaggio, mentre l’incidenza sui servizi a terra è più contenuta».
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[post_content] => Air France “molto soddisfatta” della stagione estiva, che ha registrato volumi record di passeggeri all’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle: lo spiega Nadia Azalé, direttore generale del vettore per il mercato francese, in occasione dell'Iftm.
Durante l’estate, Air France ha gestito quasi 123.000 passeggeri al giorno all’aeroporto Charles de Gaulle, con un picco di 130.000 passeggeri registrato il 28 giugno.
«La Tanzania sta diventando una delle principali destinazioni turistiche», ha affermato Azalé, sottolineando anche la forte crescita registrata verso il Portogallo e il Nord Europa.
Buona performance anche per il traffico nordamericano, rimasto solido nonostante l’attuale contesto geopolitico. «Serviamo 19 destinazioni solo negli Stati Uniti», ha aggiunto.
Il network della compagnia ha visto collegate 170 destinazioni per tutta l’estate, nonostante le interruzioni legate alla situazione in Medio Oriente. Il Nord America è stato al centro dello sviluppo del network: il vettore ha lanciato il collegamento per Las Vegas, mentre quello per New York continua a crescere, con l’aggiunta di un secondo volo giornaliero per Newark. La compagnia opera ora 11 voli giornalieri tra Parigi e New York (Jfk e Newark). Anche il servizio per Orlando è stato esteso a frequenza giornaliera.
Le novità dell'operativo per la winter alle porte vedono l'estensione del servizio per Punta Cana dal 29 marzo al 1° maggio, coprendo il periodo delle vacanze scolastiche francesi. Air France opererà inoltre due voli settimanali per Malé, alle Maldive, dal 18 dicembre all’8 marzo, mentre Phuket sarà servita da tre voli settimanali diretti.
Per quanto riguarda il network europeo, l’apertura del servizio per Londra Gatwick dovrebbe soddisfare sia il traffico turistico che quello d’affari, ha spiegato Nadia Azalé.
Più voli anche verso i Caraibi: dall’11 dicembre, lancerà un servizio Pointe-à-Pitre–Panama City, con orari studiati per facilitare i collegamenti da Fort-de-France e Cayenne verso destinazioni in tutta la regione. Dal 1° febbraio 2027, un Airbus A350 opererà su Saint Martin, portando le più recenti cabine premium della compagnia aerea nella destinazione dei Caraibi francesi.
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Il confronto si è concentrato in particolare sui cosiddetti “Nuovi turismi”: un fenomeno che sta modificando profondamente domanda, consumi, modalità di viaggio e modelli di offerta e che richiede un salto di qualità nelle politiche pubbliche.
Federturismo non richiede più interventi emergenziali o misure a tempo, ma una strategia di medio-lungo periodo capace di sostenere investimenti, competitività, innovazione, occupazione e crescita delle imprese.
Tra le priorità individuate figurano la semplificazione normativa e amministrativa, attraverso misure che riducano tempi e vincoli per le imprese, la costruzione di un vero contratto di filiera, in grado di mettere in rete imprese, territori, infrastrutture e investimenti e rafforzare la competitività dell’intero ecosistema turistico e misure per la rivalutazione dei beni d’impresa.
“Il turismo è cambiato ed è una vera industria nazionale e le politiche per il turismo devono cambiare con la stessa velocità - dichiara il Presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi -. I Nuovi turismi non sono una moda, ma la fotografia di un’industria che sta evolvendo rapidamente. Oggi abbiamo l’opportunità di trasformare questa evoluzione in crescita strutturale, ma servono regole più semplici, tempi certi e strumenti capaci di accompagnare gli investimenti”.
“Dobbiamo passare dalla logica delle misure occasionali a una vera politica industriale del turismo – prosegue Caputi -. La semplificazione deve diventare una priorità nazionale e il contratto di filiera uno degli strumenti per costruire un sistema più integrato, competitivo e capace di attrarre capitali. Se vogliamo che il turismo continui a creare valore e occupazione, dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di investire e innovare. Il turismo non chiede privilegi: chiede condizioni per competere.”
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[post_content] => La stagione invernale 2026-27 dell'aeroporto internazionale dell'Umbria conferma tutte le rotte Ryanair operate nella scorsa winter, oltre al collegamento Wizz Air per Tirana.
Parallelamente, come riferisce l'Ansa, riprendendo una nota della società di gestione, Sase e Ryanair stanno lavorando di concerto al rinnovo del contratto quinquennale, previsto per la prima metà del 2027, e alla definizione di tutti i potenziali scenari di sviluppo del traffico dello scalo umbro.
Nel quadro della crescita improvvisa ed elevata del prezzo del carburante per aviazione - prosegue la nota di Sase - le compagnie aeree stanno riconsiderando tratte e frequenze del loro network nel periodo invernale.
Anche Ryanair deve affrontare questa congiuntura negativa, ma in questo contesto ha previsto per l'aeroporto di Perugia solo una limitata rimodulazione di alcune frequenze, concentrata in particolare sul collegamento con Palermo. Nel mese di gennaio la rotta sarà operata con tre voli settimanali, mentre nei restanti mesi invernali saranno previste quattro frequenze, con un incremento a cinque in occasione delle festività di Natale e Capodanno.
Sulla base delle attuali proiezioni, la contrazione del traffico complessivo della stagione invernale, operativa da fine ottobre a fine marzo, è stimata intorno al 3%. Per quanto riguarda invece la "Summer 2027", la programmazione estiva del network Ryanair è ancora in fase di definizione.
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Intanto, il 2026 si avvia intanto verso un nuovo record annuale di traffico. Grazie anche alla programmazione prevista per gli ultimi mesi dell'anno, la stima attuale indica una chiusura intorno ai 640.000 passeggeri, consolidando lo scalo di Perugia su una dimensione di traffico ormai ben superiore alla soglia dei 500 mila passeggeri annui
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L'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze ha celebrato ieri il suo 40esimo compleanno. Era infatti il 15 settembre 1986, ricorda la società di gestione Toscana Aeroporti, quando alle 7:10 decollava per Milano Linate il volo BM963 di Ati, vettore regionale di Alitalia.
Il collegamento segnò la ripresa definitiva dei servizi di linea dallo scalo fiorentino e l'inizio dello sviluppo ininterrotto del traffico aereo arrivato fino ad oggi, dopo i pochi voli operati in modo discontinuo dal secondo dopoguerra fino agli anni '80 del secolo scorso. Nella stessa giornata del 15 settembre partì anche il volo Ati per Milano Malpensa, quindi l'1 ottobre il collegamento Ati con Roma Fiumicino, completando il ritorno a Firenze del vettore di bandiera italiano con voli dai suoi tre principali scali nazionali.
Primi collegamenti internazionali nel marzo 1987, con il Firenze-Parigi operato da Air France tramite la Europe Air/Brit Air con turboelica Saab 340, segnando l'inizio di una rotta consolidatasi negli anni come la direttrice più trafficata dello scalo fiorentino e della Toscana, quindi nello stesso anno si aggiunsero le rotte per Bastia, Monaco, Lugano e il primo volo per la Sardegna (Olbia).
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All'evoluzione di voli e vettori ha fatto riscontro la crescita costante dei passeggeri, con gli alti e bassi per le svariate vicende internazionali che negli anni hanno influenzato anche questo settore: dopo i 21.034 passeggeri trasportati sui tre voli nazionali tra settembre e dicembre 1986, il primo anno di piena operatività, nel 1987, furono raggiunti i 71.208 passeggeri, quindi furono superati i 500.000 passeggeri nel 1994, il primo milione nel 1997, i due milioni nel 2014, i tre milioni nel 2023, fino all'obiettivo previsto nel 2026 dei 4 milioni.
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[post_content] => Sono in vendita da oggi, 16 settembre, i voli sulla nuova rotta di Ita Airways tra Roma Fiumicino e Verona, che sarà operativa dal 28 marzo 2027.
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