16 settembre 2026 09:56
Informazione PR
Tra le direttrici di lungo raggio dall’Italia del network Turkish Airlines, due in particolare meritano un’analisi approfondita: l’Asia orientale, con il Giappone che consolida una crescita straordinaria, e il Golfo, dove Dubai – nonostante le turbolenze dell’ultimo periodo – resta insieme meta e snodo obbligato per milioni di passeggeri. In questo contesto lo scalo di Istanbul per il traffico italiano assume un peso crescente, con Turkish Airlines tra gli operatori di riferimento. Ecco come si sta muovendo la domanda su queste due rotte, cosa distingue i bacini di Milano e Roma, e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.
La domanda italiana verso l’Asia torna a crescere
Il 2025 è stato un anno record per il turismo italiano verso il Giappone. Secondo i dati diffusi dall’ente nazionale del turismo giapponese (JNTO), gli arrivi dall’Italia hanno toccato quota 309.400-310.000, con un incremento di circa il 34-35% sull’anno precedente, che colloca il nostro Paese al quarto posto tra i mercati europei, sostenuto anche dall’onda lunga di Expo Osaka 2025.
I primi mesi del 2026 confermano l’interesse del mercato italiano, con 85.700 arrivi nel periodo gennaio-aprile, ma il primo semestre segnala anche un primo assestamento: tra gennaio e giugno gli arrivi si sono attestati a 135.200, in flessione marginale dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Più che un rallentamento, il dato indica il passaggio da una fase di crescita eccezionale a una di consolidamento su livelli elevati. Il fenomeno non riguarda solo i flussi in uscita: anche le prenotazioni dal Giappone verso l’Italia hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2025, segno di un traffico di lungo raggio Italia-Asia che si rafforza in entrambe le direzioni.
Giappone – Tokyo e il Kansai guidano le ricerche
Tokyo resta la destinazione numero uno per i viaggiatori italiani in Giappone, ma la scelta dello scalo non è indifferente. Haneda, a circa 20-30 minuti dal centro città, ha progressivamente eroso il vantaggio storico di Narita – più periferico – diventando lo scalo preferito da chi ha soggiorni brevi o coincidenze da rispettare. Un dettaglio che pesa nella scelta delle rotte, soprattutto per la clientela business e per chi arriva dall’Italia con voli in connessione.
Accanto alla capitale, la regione del Kansai – Osaka, Kyoto, Nara – si conferma il secondo polo di attrazione, complice anche l’effetto promozionale dell’Expo 2025 che ha consolidato l’aeroporto di Kansai come porta d’accesso alternativa a Tokyo per gli itinerari multi-città.
Voli Giappone: come si muove il mercato italiano
Il mercato dei voli Giappone dall’Italia si distribuisce tra collegamenti diretti punto-punto e soluzioni in connessione attraverso i grandi hub europei e mediorientali. Sul fronte diretto, la rotta più consolidata resta quella tra Roma Fiumicino e Tokyo Haneda, operata quotidianamente, mentre sulla tratta da Milano l’offerta si muove soprattutto su base stagionale. Le compagnie che instradano il traffico via hub – tra cui Turkish Airlines, che collega l’Italia al Giappone via Istanbul verso Tokyo e Osaka – restano un’opzione strutturale, soprattutto per la clientela leisure più sensibile alla flessibilità di orari che al volo diretto.
Milano e Roma – due bacini con esigenze diverse
I due principali bacini di traffico italiano verso il Giappone, Malpensa e Fiumicino, esprimono esigenze diverse. Il mercato lombardo, più legato al business e a una clientela leisure premium, alimenta un bacino d’utenza esteso a tutto il Nord Italia; quello laziale, spinto dal collegamento diretto giornaliero verso Haneda, mostra una componente turistica più marcata e una stagionalità più accentuata nei periodi di vacanza.
Voli Milano Tokyo, la rotta più richiesta del segmento
Da Malpensa la domanda di voli Milano Tokyo si è consolidata negli ultimi anni sia sui collegamenti diretti stagionali sia sulle soluzioni in connessione. Per il traffico che passa attraverso un hub di transito, la rotta via Istanbul rappresenta un’alternativa strutturale ai collegamenti punto-punto, allargando le combinazioni orarie disponibili verso Tokyo, tra Haneda e Narita.
Voli Roma Tokyo e il peso della clientela leisure
Da Fiumicino il mercato dei voli Roma Tokyo resta ancorato al collegamento diretto quotidiano verso Haneda, che assorbe la quota più consistente della domanda business e premium leisure. Tuttavia le soluzioni in connessione, con tempi di volo complessivi più lunghi ma maggiore flessibilità oraria, intercettano la clientela turistica attenta alla disponibilità di posti nei periodi di punta, quando la capacità sui voli diretti si satura più rapidamente.
Dubai – hub e destinazione allo stesso tempo
Dubai mantiene la sua natura duplice di meta turistica e di hub del Golfo tra i più trafficati al mondo per i passeggeri internazionali. Sul fronte turistico, la città ha accolto oltre 19 milioni di visitatori internazionali nel 2025, confermandosi tra le mete più dinamiche dell’area del Golfo. Sul fronte aeroportuale, Dubai Airports aveva anticipato al 2026 il traguardo dei 100 milioni di passeggeri annui, ma la crisi dello spazio aereo del Golfo tra febbraio e maggio ha inciso pesantemente sui volumi, rinviando il traguardo dei 100 milioni al 2027.
Il 2026 è stato infatti un anno complesso per l’aviazione del Golfo: tra febbraio e maggio, l’escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato la temporanea chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo regionale. Questo ha causato pesanti ripercussioni sul traffico da e per Dubai e Abu Dhabi; tuttavia, la piena riapertura dello scalo – annunciata dalle autorità civili emiratine a inizio maggio – ha avviato un graduale percorso di recupero nei mesi successivi.
Voli Roma Dubai e il traffico in transito
Sulla rotta dei voli Roma Dubai il traffico si articola tra collegamenti diretti operati dai vettori del Golfo e soluzioni in connessione attraverso hub terzi. Per chi viaggia con Turkish Airlines, lo scalo di Istanbul rappresenta un punto di instradamento alternativo ai grandi hub del Golfo. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per la clientela diretta verso destinazioni oltre Dubai – dal subcontinente indiano all’Africa orientale – e per chi cerca flessibilità nella costruzione dell’itinerario, dopo un anno segnato da discontinuità operative nella regione.
Il ruolo dello scalo di Istanbul per il traffico italiano
L’aeroporto di Istanbul si conferma dunque uno snodo centrale per il traffico italiano diretto sia verso l’Asia sia verso il Golfo. Il modello hub-and-spoke di Turkish Airlines aggrega su un unico scalo i flussi provenienti da Malpensa, Fiumicino e dagli altri aeroporti italiani serviti dalla compagnia, smistandoli verso decine di destinazioni asiatiche e mediorientali con un’unica connessione.
Per chi organizza i propri voli per il Giappone dall’Italia, ciò si traduce in una rete di frequenze che integra i collegamenti diretti operati dalle altre compagnie. Turkish Airlines resta uno degli operatori di riferimento del segmento sulla direttrice Italia-Asia anche grazie a servizi dedicati ai passeggeri in transito – come il programma di visite gratuite della città durante le soste più lunghe a Istanbul.
Cosa aspettarsi nella stagione invernale
In vista della stagione invernale, due dinamiche meritano attenzione. Sul fronte Giappone, la spinta di JNTO verso la destagionalizzazione potrebbe spostare parte della domanda italiana verso l’autunno e l’inverno, alleggerendo la pressione sui mesi di punta; sul fronte Golfo, il vero banco di prova sarà l’avvio della winter schedule di fine ottobre, quando gli operatori puntano a riportare le frequenze quasi al livello pre-crisi. Solo allora si potrà dire se la direttrice Italia-Emirati ha davvero recuperato terreno, o se il 2026 resterà un anno anomalo per il traffico verso il Golfo.
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Una collaborazione radicata e di successo quella tra Distal Gsa, Ethiopian Airlines e Aeroporti di Roma, che ieri sera è stata celebrata in un incontro con il trade nella Capitale.
La compagnia aerea "che abbiamo il privilegio e l'orgoglio di rappresentare in Italia da ben 10 anni e con cui abbiamo condiviso grandi successi" ha sottolineato Alessandra Pecci, member of the board e cmo & chro di Distal Gsa Italia, ha puntato i riflettori non solo sulle connessioni dall'Italia ma anche sulle oltre 65 destinazioni offerte in Africa.
"La partnership speciale che ci lega ad Aeroporti di Roma - ha dichiarato Maram Asen, area manager per l’Italia e l’Europa meridionale di Ethiopian Airlines - sostiene la nostra crescita all'aeroporto di Fiumicino e ci consente di rafforzare la nostra operatività per continuare a crescere sul mercato italiano. Ma un ringraziamento speciale spetta anche a Distal Gsa, che da dieci anni sostiene Ethiopian Airlines in Italia, lavorando al nostro fianco nelle vendite e nel marketing. E lo sviluppo di un rapporto con i nostri stimati partner ci aiuta a essere qui per operare 2 voli giornalieri da Fiumicino e 1 volo da Milano".
La manager ha condiviso alcune delle più recenti novità del network: "Dal 27 ottobre voleremo da Addis Abeba a Nakala, in Mozambico, mentre dall'11 dicembre decollerà il volo per Durban; il 1° dicembre avvieremo un nuovo volo per Port Harcourt, in Nigeria, e un altro collegamento per Lagos sarà attivo dal prossimo 1° novembre".
Attualmente Ethiopian opera attraverso un network di "oltre 145 destinazioni in tutto il mondo. Stiamo crescendo. Il nostro obiettivo è collegare l’Africa al resto del mondo e il resto del mondo all’Africa. Questo percorso, intrapreso con una visione ambiziosa ma concreta, è stato di gran lunga significativo, e ora siamo qui per festeggiare questo percorso insieme a voi, i nostri partner. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito e ancora più entusiasti di ciò che ci aspetta. Nuove destinazioni, nuove opportunità, nuovi collegamenti".
Adr, Scriboni: "Ethiopian Airlines è il vettore di riferimento per l'Africa"
E' stato Federico Scriboni, direttore aviation business development di Aeroporti di Roma, a tracciare i contorni dell'importanza del traffico da e per l'Africa a Fiumicino: "Il 2025 è stato un anno record con 2,3 mln di passeggeri che hanno viaggiato da e per l'Africa da Roma. E nei primi 8 mesi del 2026 abbiamo registrato un'ulteriore crescita del +5% di questo mercato".
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Namibia, Tanzania e Cina: l’estate di Kel 12 evidenzia un trend che ha portato in prima linea Africa ed Estremo Oriente. A confermarlo è Sonia Di Gregorio, chief marketing officer: «Namibia e Tanzania si confermano mete molto amate dai viaggiatori: grandi spazi, natura e fauna straordinarie, ma anche la possibilità di entrare in contatto con territori e culture che richiedono tempo, competenza e conoscenza diretta. La presenza delle nostre realtà operative locali ci permette di seguire da vicino ogni aspetto del viaggio e di mantenere un controllo diretto sulla qualità dell’esperienza. Dal canto suo, la Cina è stata invece una delle conferme più interessanti della stagione, con un ritorno di interesse molto significativo. A essere premiati sono soprattutto gli itinerari capaci di andare oltre le grandi città e i luoghi più conosciuti, per raccontare un Paese estremamente articolato attraverso la sua storia, le sue culture e i territori meno frequentati. Ottimi riscontri sono arrivati anche da Mongolia e Islanda: destinazioni profondamente diverse, accomunate però dalla forza dei paesaggi, dagli spazi aperti e da quella dimensione di scoperta che i viaggiatori cercano sempre più spesso».
Il peso della situazione internazionale
A fronte di queste mete che hanno performato positivamente, il contesto internazionale rimane complesso. «Le tensioni geopolitiche inevitabilmente condizionano alcune destinazioni e le scelte dei viaggiatori. Nonostante questo, il bilancio per Kel 12 è positivo e la domanda di viaggi ad alto contenuto culturale e di esperienze di qualità continua a mostrare una buona tenuta. Il nostro esercizio commerciale si chiuderà a fine settembre con una crescita rispetto allo scorso anno e anche il forecast dei prossimi mesi indica un andamento positivo. È un risultato che leggiamo soprattutto come un segnale di fiducia: oggi più che mai il viaggiatore cerca competenza, attenzione nella costruzione degli itinerari e la sicurezza di essere accompagnato da chi conosce realmente i territori. Piccoli gruppi, esperti e accompagnatori qualificati e una progettazione attenta dell’esperienza restano, in questo senso, elementi centrali del nostro modo di viaggiare».
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Il 97,8% degli italiani ha già vissuto o vorrebbe vivere una vacanza fuori dall'alta stagione e l'84% lo ha già fatto almeno una volta. Questo il dato più rilevante che emerge dall'indagine condotta da AstraRicerche per Msc Crociere. La vacanza non è più concentrata in poche settimane d'estate, ma si distribuisce lungo tutto l'anno, in cerca di tariffe più convenienti, meno folla e più tranquillità.
A raccogliere questa nuova disponibilità è proprio il Mediterraneo, che secondo la ricerca smentisce il suo stereotipo più radicato: quello di essere una meta esclusivamente estiva. Il 50,7% degli italiani ritiene infatti che il Mediterraneo vada vissuto in crociera durante tutto l'anno, contro un 32% che lo associa unicamente ai mesi caldi.
«Il modo di vivere il viaggio sta cambiando: oggi il desiderio di partire accompagna gli italiani durante tutto l'anno e non è più legato a un'unica finestra stagionale. Stiamo assistendo a una progressiva destagionalizzazione del viaggio, che ci invita a riscoprire il Mediterraneo anche nei mesi più freschi, quando il clima rimane piacevole, le città hanno ritmi più rilassati e le destinazioni si possono vivere con maggiore autenticità - commenta Leonardo Massa, vice president Southern Europe della divisione Crociere del gruppo Msc -. L'inverno non è più semplicemente il momento che separa una stagione dall'altra, ma diventa un nuovo modo di interpretare e vivere il Mediterraneo, che cambia ritmo, atmosfera e prospettiva, regalando anche nuove occasioni di scoperta».
Il potenziale di crescita è evidente: il 63,6% degli italiani guarda con favore alla possibilità di scegliere una crociera in inverno, mentre il 35,4% ritiene molto probabile la scelta trascorrere una vacanza nel Mediterraneo nei mesi invernali entro i prossimi due anni. Il confronto con le altre formule di viaggio rafforza questo dato: per il 63,8% degli italiani, la crociera è un'opzione competitiva anche d'inverno: nel Mediterraneo viene considerata alla pari, se non preferibile, rispetto ad altre formule di vacanza.
Cambio di passo
Quali sono i motivi che spingono sempre più italiani a viaggiare fuori dai periodi tradizionali? Al primo posto le tariffe più convenienti (56,8%), seguite da minore affollamento (45,3%) e maggiore tranquillità (40,1%).
Quando si scende nel dettaglio della crociera, i vantaggi più riconosciuti dagli italiani per l'inverno sono il buon rapporto qualità-prezzo (40,2%) e la possibilità di visitare più destinazioni in un unico viaggio (35,2%), seguiti dalla possibilità di combinare relax, cultura e scoperta (32,8%). Coerente anche il tipo di esperienza ricercata a bordo: relax e benessere (45,5%) e natura e paesaggi (42,8%).
Quest'inverno Msc Crociere posizionerà sei navi nel Mare Nostrum, proponendo itinerari alla scoperta di alcune delle destinazioni più ambite. Gli ospiti potranno scegliere tra crociere di sette notti con scali in Spagna, Francia, Italia, Malta, Tunisia, Grecia e Turchia, toccando città come Barcellona, Civitavecchia, porta d'accesso a Roma, Istanbul, La Valletta e il Pireo, per visitare Atene. Sono previste anche crociere da 10 a 12 notti verso Cipro, Egitto, Croazia e Grecia, oltre a itinerari di 10 notti tra Marocco e Spagna.
Tra le sei navi impiegate nella stagione mediterranea ci sarà anche la nuova ammiraglia Msc World Asia che debutterà con partenza da Genova il prossimo 6 dicembre 2026. La nave proporrà itinerari di sette notti nel Mediterraneo con scali a Barcellona, Marsiglia, Genova, Civitavecchia per Roma, Messina e La Valletta.
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EY Spagna è la divisione spagnola di EY (precedentemente nota come Ernst & Young), una delle quattro più grandi società di servizi professionali al mondo (le cosiddette "Big four"), insieme a Deloitte, PwC e KPMG.
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[post_content] => Malta archivia i primi sette mesi del 2026 con numeri in crescita sul fronte degli arrivi, ma in lieve flessione a livello di spesa pro-capite e durata media dei soggiorni.
Tra gennaio e luglio, l'isola ha accolto 2,6 milioni di turisti, pari ad un incremento del 18,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I pernottamenti sono aumentati dell’11,1% raggiungendo i 14,9 milioni e la spesa totale ha raggiunto i 2.334 milioni di euro, con un incremento del 15,8%.
La spesa pro capite nei sette mesi è scesa invece a 890 euro rispetto ai 912 euro dell’anno scorso; la durata media del soggiorno nel periodo è scesa a 5,7 notti dalle 6,1 precedenti.
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[post_content] => Air France “molto soddisfatta” della stagione estiva, che ha registrato volumi record di passeggeri all’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle: lo spiega Nadia Azalé, direttore generale del vettore per il mercato francese, in occasione dell'Iftm.
Durante l’estate, Air France ha gestito quasi 123.000 passeggeri al giorno all’aeroporto Charles de Gaulle, con un picco di 130.000 passeggeri registrato il 28 giugno.
«La Tanzania sta diventando una delle principali destinazioni turistiche», ha affermato Azalé, sottolineando anche la forte crescita registrata verso il Portogallo e il Nord Europa.
Buona performance anche per il traffico nordamericano, rimasto solido nonostante l’attuale contesto geopolitico. «Serviamo 19 destinazioni solo negli Stati Uniti», ha aggiunto.
Il network della compagnia ha visto collegate 170 destinazioni per tutta l’estate, nonostante le interruzioni legate alla situazione in Medio Oriente. Il Nord America è stato al centro dello sviluppo del network: il vettore ha lanciato il collegamento per Las Vegas, mentre quello per New York continua a crescere, con l’aggiunta di un secondo volo giornaliero per Newark. La compagnia opera ora 11 voli giornalieri tra Parigi e New York (Jfk e Newark). Anche il servizio per Orlando è stato esteso a frequenza giornaliera.
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Per quanto riguarda il network europeo, l’apertura del servizio per Londra Gatwick dovrebbe soddisfare sia il traffico turistico che quello d’affari, ha spiegato Nadia Azalé.
Più voli anche verso i Caraibi: dall’11 dicembre, lancerà un servizio Pointe-à-Pitre–Panama City, con orari studiati per facilitare i collegamenti da Fort-de-France e Cayenne verso destinazioni in tutta la regione. Dal 1° febbraio 2027, un Airbus A350 opererà su Saint Martin, portando le più recenti cabine premium della compagnia aerea nella destinazione dei Caraibi francesi.
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Il confronto si è concentrato in particolare sui cosiddetti “Nuovi turismi”: un fenomeno che sta modificando profondamente domanda, consumi, modalità di viaggio e modelli di offerta e che richiede un salto di qualità nelle politiche pubbliche.
Federturismo non richiede più interventi emergenziali o misure a tempo, ma una strategia di medio-lungo periodo capace di sostenere investimenti, competitività, innovazione, occupazione e crescita delle imprese.
Tra le priorità individuate figurano la semplificazione normativa e amministrativa, attraverso misure che riducano tempi e vincoli per le imprese, la costruzione di un vero contratto di filiera, in grado di mettere in rete imprese, territori, infrastrutture e investimenti e rafforzare la competitività dell’intero ecosistema turistico e misure per la rivalutazione dei beni d’impresa.
“Il turismo è cambiato ed è una vera industria nazionale e le politiche per il turismo devono cambiare con la stessa velocità - dichiara il Presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi -. I Nuovi turismi non sono una moda, ma la fotografia di un’industria che sta evolvendo rapidamente. Oggi abbiamo l’opportunità di trasformare questa evoluzione in crescita strutturale, ma servono regole più semplici, tempi certi e strumenti capaci di accompagnare gli investimenti”.
“Dobbiamo passare dalla logica delle misure occasionali a una vera politica industriale del turismo – prosegue Caputi -. La semplificazione deve diventare una priorità nazionale e il contratto di filiera uno degli strumenti per costruire un sistema più integrato, competitivo e capace di attrarre capitali. Se vogliamo che il turismo continui a creare valore e occupazione, dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di investire e innovare. Il turismo non chiede privilegi: chiede condizioni per competere.”
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[post_content] => La stagione invernale 2026-27 dell'aeroporto internazionale dell'Umbria conferma tutte le rotte Ryanair operate nella scorsa winter, oltre al collegamento Wizz Air per Tirana.
Parallelamente, come riferisce l'Ansa, riprendendo una nota della società di gestione, Sase e Ryanair stanno lavorando di concerto al rinnovo del contratto quinquennale, previsto per la prima metà del 2027, e alla definizione di tutti i potenziali scenari di sviluppo del traffico dello scalo umbro.
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