16 settembre 2026 13:47
Malta archivia i primi sette mesi del 2026 con numeri in crescita sul fronte degli arrivi, ma in lieve flessione a livello di spesa pro-capite e durata media dei soggiorni.
Tra gennaio e luglio, l’isola ha accolto 2,6 milioni di turisti, pari ad un incremento del 18,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I pernottamenti sono aumentati dell’11,1% raggiungendo i 14,9 milioni e la spesa totale ha raggiunto i 2.334 milioni di euro, con un incremento del 15,8%.
La spesa pro capite nei sette mesi è scesa invece a 890 euro rispetto ai 912 euro dell’anno scorso; la durata media del soggiorno nel periodo è scesa a 5,7 notti dalle 6,1 precedenti.
I dati diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica, evidenziano per il solo mese di luglio 489.494 turisti in arrivo, +20,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il numero totale di pernottamenti è cresciuto a un ritmo più lento, registrando un aumento del 15,1% a 3,19 milioni, mentre la spesa totale ha raggiunto i 538,4 milioni di euro, con un incremento del 19,1%.
La durata media del soggiorno è scesa a 6,5 notti, in calo rispetto alle 6,8 notti di luglio 2025 e alle 7,2 notti di luglio 2024.
Britannici, italiani e polacchi hanno rappresentato il 45,1% di tutti gli arrivi. Il Regno Unito è rimasto il singolo mercato più importante con 96.471 visitatori, in crescita del 18,8%, seguito dall’Italia con 76.495 e dalla Polonia con 47.702. Il mercato francese ha registrato una contrazione, scendendo del 6,6% a 29.834, con i pernottamenti degli ospiti francesi in calo del 16,4%.
I passeggeri delle crociere con pernottamento – ovvero coloro che hanno dormito a bordo di una nave ormeggiata a Malta – sono scesi a 234 rispetto ai 1.745 dell’anno precedente.
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[post_content] => La stagione invernale 2026-27 dell'aeroporto internazionale dell'Umbria conferma tutte le rotte Ryanair operate nella scorsa winter, oltre al collegamento Wizz Air per Tirana.
Parallelamente, come riferisce l'Ansa, riprendendo una nota della società di gestione, Sase e Ryanair stanno lavorando di concerto al rinnovo del contratto quinquennale, previsto per la prima metà del 2027, e alla definizione di tutti i potenziali scenari di sviluppo del traffico dello scalo umbro.
Nel quadro della crescita improvvisa ed elevata del prezzo del carburante per aviazione - prosegue la nota di Sase - le compagnie aeree stanno riconsiderando tratte e frequenze del loro network nel periodo invernale.
Anche Ryanair deve affrontare questa congiuntura negativa, ma in questo contesto ha previsto per l'aeroporto di Perugia solo una limitata rimodulazione di alcune frequenze, concentrata in particolare sul collegamento con Palermo. Nel mese di gennaio la rotta sarà operata con tre voli settimanali, mentre nei restanti mesi invernali saranno previste quattro frequenze, con un incremento a cinque in occasione delle festività di Natale e Capodanno.
Sulla base delle attuali proiezioni, la contrazione del traffico complessivo della stagione invernale, operativa da fine ottobre a fine marzo, è stimata intorno al 3%. Per quanto riguarda invece la "Summer 2027", la programmazione estiva del network Ryanair è ancora in fase di definizione.
Ryanair - sottolinea Sase - rappresenta per l'aeroporto dell'Umbria un interlocutore centrale, nell'ambito di un rapporto consolidato da circa vent'anni. Sul piano economico e commerciale sono attualmente in corso le interlocuzioni per il rinnovo dell'accordo tra la compagnia e Sase, attraverso il quale saranno definiti i possibili scenari di sviluppo per i prossimi anni.
Intanto, il 2026 si avvia intanto verso un nuovo record annuale di traffico. Grazie anche alla programmazione prevista per gli ultimi mesi dell'anno, la stima attuale indica una chiusura intorno ai 640.000 passeggeri, consolidando lo scalo di Perugia su una dimensione di traffico ormai ben superiore alla soglia dei 500 mila passeggeri annui
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L'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze ha celebrato ieri il suo 40esimo compleanno. Era infatti il 15 settembre 1986, ricorda la società di gestione Toscana Aeroporti, quando alle 7:10 decollava per Milano Linate il volo BM963 di Ati, vettore regionale di Alitalia.
Il collegamento segnò la ripresa definitiva dei servizi di linea dallo scalo fiorentino e l'inizio dello sviluppo ininterrotto del traffico aereo arrivato fino ad oggi, dopo i pochi voli operati in modo discontinuo dal secondo dopoguerra fino agli anni '80 del secolo scorso. Nella stessa giornata del 15 settembre partì anche il volo Ati per Milano Malpensa, quindi l'1 ottobre il collegamento Ati con Roma Fiumicino, completando il ritorno a Firenze del vettore di bandiera italiano con voli dai suoi tre principali scali nazionali.
Primi collegamenti internazionali nel marzo 1987, con il Firenze-Parigi operato da Air France tramite la Europe Air/Brit Air con turboelica Saab 340, segnando l'inizio di una rotta consolidatasi negli anni come la direttrice più trafficata dello scalo fiorentino e della Toscana, quindi nello stesso anno si aggiunsero le rotte per Bastia, Monaco, Lugano e il primo volo per la Sardegna (Olbia).
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All'evoluzione di voli e vettori ha fatto riscontro la crescita costante dei passeggeri, con gli alti e bassi per le svariate vicende internazionali che negli anni hanno influenzato anche questo settore: dopo i 21.034 passeggeri trasportati sui tre voli nazionali tra settembre e dicembre 1986, il primo anno di piena operatività, nel 1987, furono raggiunti i 71.208 passeggeri, quindi furono superati i 500.000 passeggeri nel 1994, il primo milione nel 1997, i due milioni nel 2014, i tre milioni nel 2023, fino all'obiettivo previsto nel 2026 dei 4 milioni.
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[post_content] => La notizia c’è e riguarda una progressione che appare ancora più significativa alla luce della delicata situazione internazionale: in casa di Una Italian Hospitality ci si prepara ad archiviare un’annata a segno più, e non solo sul fronte dei ricavi. «Fino a giugno – conferma l’a.d. Giorgio Marchegiani – abbiamo messo a segno un incremento del 5-6% sul fronte dei ricavi e anche i mesi successivi si sono mossi bene». Il manager conferma anche la positiva tenuta della marginalità, trainata dalla performance di alcuni mercati chiave come quello statunitense. «L’Italia viene percepita come Paese sicuro e resta una destinazione strutturalmente appetibile a livello internazionale». Particolare soddisfazione giunge dal mercato a stelle e strisce, che cresce di oltre il 20% procurando il 12% della clientela totale, ma anche da quello italiano, che rappresenta il 25% del totale.
Le sfide da affrontare
Sicuramente le sfide non mancano, ma l’approccio della catena specializzata esclusivamente sulle destinazioni italiane è proattivo. «Le criticità a livello globale ci sono, dal prezzo dei voli salito vertiginosamente all'emergenza climatica, fino all’impennata dei costi di gestione delle strutture, a cominciare da quelli energetici. Al momento tuttavia siamo riusciti a mantenere un livello equilibrato dei prezzi. Certo, è difficile prevedere il trend del prossimo anno, ma intanto ci concentriamo sul risultato 2026, con i primi otto mesi dell’anno che ci hanno portato a sfiorare una crescita del 10% di fatturato grazie anche all’effetto olimpiadi invernali».
A cambiare è stata semmai la suddivisione delle prenotazioni, anche da parte della clientela italiana: «Non c'è più il picco in luglio e agosto, a vantaggio di una miglior redistribuzione del booking anche sui mesi di spalla, con giugno e settembre in primo piano». Diminuisce inoltre lievemente la durata media del soggiorno, «ma solo nelle destinazioni di città».
Untourist
La volontà di riconfermare l’identità italiana della catena e il ruolo chiave svolto per il turismo inbound ha portato alla creazione del nuovo programma di fidelizzazione, “Untourist”, lanciato per «riconoscere i nostri clienti. Si tratta di un’esigenza maturata dall’analisi dei dati raccolti nel corso degli anni, che ci ha portato a voler razionalizzare i dati e tracciare i repeater in modo tale da essere ancora più vicini ai clienti».
Una vision che apre al territorio
L’albergo, nella vision di Marchegiani, è il punto di partenza per scoprire il territorio circostante, creando un legame fra la persona e le esperienze al di fuori della struttura alberghiera. «Durante il soggiorno il viaggiatore cerca qualcosa di autenticamente italiano, un ricordo da portare con sé anche al termine del viaggio. A cominciare dal rapporto con le persone che trova nella struttura alberghiera, che ha un’anima e che racconta una storia, fino ad ampliare l’esperienza al territorio».
Questo modo di intendere l’ospitalità porta risultati positivi sia nel segmento leisure, che procura tra il 60 e il 70% della clientela, sia in quello Mice. «Proprio quest’ultimo è un comparto fondamentale per allungare la stagionalità, che va in parte a compensare il business travel, spesso sostituito dai meeting online».
Quanto alla strategia per il futuro, che passerà anche da importanti aperture fra le quali nel 2027 quella dell’Una Esperienze Milano CityLife, Marchegiani ha le idee chiare: «Il mercato italiano va approcciato con una logica industriale, in grado di portare risultato in termini di incremento di ricavi, di contenimento dei costi e di maggiore soddisfazione dei clienti. Queste le variabili fondamentali alle quali ispireremo il nostro progetto di sviluppo. La crescita, sempre e solo in Italia, avverrà sia sul fronte delle città d’arte e dei borghi, sia su quello delle destinazioni balneari». Al momento invece, nessun progetto all’orizzonte per quanto riguarda la montagna, che nel nostro Paese «non offre mete con grandi possibilità di sviluppo a una catena come Una Italian Hospitality».
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[post_content] => Riflettori puntati sull'Emilia Romagna per Emirates che ha siglato due memorandum di intesa con Bologna Welcome e Parma Welcome, per definire un quadro strategico per promuovere la regione sui mercati internazionali.
Grazie a una collaborazione che prevede attività coordinate di marketing, trade, comunicazione e media relations, le partnership puntano a incrementare i flussi di visitatori verso una delle regioni più ricche d’Europa, valorizzandone al contempo l’ampio patrimonio culturale, la gastronomia famosa in tutto il mondo, le esperienze legate allo stile di vita e l’attrattività per il business.
Gli accordi sono stati firmati da Thierry Aucoc, svp Commercial Operations, Europe and the Americas di Emirates; da Stefano D’Aquino, head of incoming department di Bologna Welcome; e da Mario Marini, director di Parma Welcome.
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[post_content] => Tra le direttrici di lungo raggio dall’Italia del network Turkish Airlines, due in particolare meritano un'analisi approfondita: l'Asia orientale, con il Giappone che consolida una crescita straordinaria, e il Golfo, dove Dubai - nonostante le turbolenze dell'ultimo periodo - resta insieme meta e snodo obbligato per milioni di passeggeri. In questo contesto lo scalo di Istanbul per il traffico italiano assume un peso crescente, con Turkish Airlines tra gli operatori di riferimento. Ecco come si sta muovendo la domanda su queste due rotte, cosa distingue i bacini di Milano e Roma, e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.
La domanda italiana verso l'Asia torna a crescere
Il 2025 è stato un anno record per il turismo italiano verso il Giappone. Secondo i dati diffusi dall'ente nazionale del turismo giapponese (JNTO), gli arrivi dall'Italia hanno toccato quota 309.400-310.000, con un incremento di circa il 34-35% sull'anno precedente, che colloca il nostro Paese al quarto posto tra i mercati europei, sostenuto anche dall'onda lunga di Expo Osaka 2025.
I primi mesi del 2026 confermano l'interesse del mercato italiano, con 85.700 arrivi nel periodo gennaio-aprile, ma il primo semestre segnala anche un primo assestamento: tra gennaio e giugno gli arrivi si sono attestati a 135.200, in flessione marginale dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Più che un rallentamento, il dato indica il passaggio da una fase di crescita eccezionale a una di consolidamento su livelli elevati. Il fenomeno non riguarda solo i flussi in uscita: anche le prenotazioni dal Giappone verso l'Italia hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2025, segno di un traffico di lungo raggio Italia-Asia che si rafforza in entrambe le direzioni.
Giappone - Tokyo e il Kansai guidano le ricerche
Tokyo resta la destinazione numero uno per i viaggiatori italiani in Giappone, ma la scelta dello scalo non è indifferente. Haneda, a circa 20-30 minuti dal centro città, ha progressivamente eroso il vantaggio storico di Narita - più periferico - diventando lo scalo preferito da chi ha soggiorni brevi o coincidenze da rispettare. Un dettaglio che pesa nella scelta delle rotte, soprattutto per la clientela business e per chi arriva dall'Italia con voli in connessione.
Accanto alla capitale, la regione del Kansai - Osaka, Kyoto, Nara - si conferma il secondo polo di attrazione, complice anche l'effetto promozionale dell'Expo 2025 che ha consolidato l'aeroporto di Kansai come porta d'accesso alternativa a Tokyo per gli itinerari multi-città.
Voli Giappone: come si muove il mercato italiano
Il mercato dei voli Giappone dall'Italia si distribuisce tra collegamenti diretti punto-punto e soluzioni in connessione attraverso i grandi hub europei e mediorientali. Sul fronte diretto, la rotta più consolidata resta quella tra Roma Fiumicino e Tokyo Haneda, operata quotidianamente, mentre sulla tratta da Milano l'offerta si muove soprattutto su base stagionale. Le compagnie che instradano il traffico via hub - tra cui Turkish Airlines, che collega l'Italia al Giappone via Istanbul verso Tokyo e Osaka - restano un'opzione strutturale, soprattutto per la clientela leisure più sensibile alla flessibilità di orari che al volo diretto.
Milano e Roma - due bacini con esigenze diverse
I due principali bacini di traffico italiano verso il Giappone, Malpensa e Fiumicino, esprimono esigenze diverse. Il mercato lombardo, più legato al business e a una clientela leisure premium, alimenta un bacino d’utenza esteso a tutto il Nord Italia; quello laziale, spinto dal collegamento diretto giornaliero verso Haneda, mostra una componente turistica più marcata e una stagionalità più accentuata nei periodi di vacanza.
Voli Milano Tokyo, la rotta più richiesta del segmento
Da Malpensa la domanda di voli Milano Tokyo si è consolidata negli ultimi anni sia sui collegamenti diretti stagionali sia sulle soluzioni in connessione. Per il traffico che passa attraverso un hub di transito, la rotta via Istanbul rappresenta un'alternativa strutturale ai collegamenti punto-punto, allargando le combinazioni orarie disponibili verso Tokyo, tra Haneda e Narita.
Voli Roma Tokyo e il peso della clientela leisure
Da Fiumicino il mercato dei voli Roma Tokyo resta ancorato al collegamento diretto quotidiano verso Haneda, che assorbe la quota più consistente della domanda business e premium leisure. Tuttavia le soluzioni in connessione, con tempi di volo complessivi più lunghi ma maggiore flessibilità oraria, intercettano la clientela turistica attenta alla disponibilità di posti nei periodi di punta, quando la capacità sui voli diretti si satura più rapidamente.
Dubai - hub e destinazione allo stesso tempo
Dubai mantiene la sua natura duplice di meta turistica e di hub del Golfo tra i più trafficati al mondo per i passeggeri internazionali. Sul fronte turistico, la città ha accolto oltre 19 milioni di visitatori internazionali nel 2025, confermandosi tra le mete più dinamiche dell'area del Golfo. Sul fronte aeroportuale, Dubai Airports aveva anticipato al 2026 il traguardo dei 100 milioni di passeggeri annui, ma la crisi dello spazio aereo del Golfo tra febbraio e maggio ha inciso pesantemente sui volumi, rinviando il traguardo dei 100 milioni al 2027.
Il 2026 è stato infatti un anno complesso per l'aviazione del Golfo: tra febbraio e maggio, l'escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato la temporanea chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo regionale. Questo ha causato pesanti ripercussioni sul traffico da e per Dubai e Abu Dhabi; tuttavia, la piena riapertura dello scalo - annunciata dalle autorità civili emiratine a inizio maggio - ha avviato un graduale percorso di recupero nei mesi successivi.
Voli Roma Dubai e il traffico in transito
Sulla rotta dei voli Roma Dubai il traffico si articola tra collegamenti diretti operati dai vettori del Golfo e soluzioni in connessione attraverso hub terzi. Per chi viaggia con Turkish Airlines, lo scalo di Istanbul rappresenta un punto di instradamento alternativo ai grandi hub del Golfo. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per la clientela diretta verso destinazioni oltre Dubai - dal subcontinente indiano all'Africa orientale - e per chi cerca flessibilità nella costruzione dell’itinerario, dopo un anno segnato da discontinuità operative nella regione.
Il ruolo dello scalo di Istanbul per il traffico italiano
L'aeroporto di Istanbul si conferma dunque uno snodo centrale per il traffico italiano diretto sia verso l'Asia sia verso il Golfo. Il modello hub-and-spoke di Turkish Airlines aggrega su un unico scalo i flussi provenienti da Malpensa, Fiumicino e dagli altri aeroporti italiani serviti dalla compagnia, smistandoli verso decine di destinazioni asiatiche e mediorientali con un'unica connessione.
Per chi organizza i propri voli per il Giappone dall'Italia, ciò si traduce in una rete di frequenze che integra i collegamenti diretti operati dalle altre compagnie. Turkish Airlines resta uno degli operatori di riferimento del segmento sulla direttrice Italia-Asia anche grazie a servizi dedicati ai passeggeri in transito - come il programma di visite gratuite della città durante le soste più lunghe a Istanbul.
Cosa aspettarsi nella stagione invernale
In vista della stagione invernale, due dinamiche meritano attenzione. Sul fronte Giappone, la spinta di JNTO verso la destagionalizzazione potrebbe spostare parte della domanda italiana verso l'autunno e l'inverno, alleggerendo la pressione sui mesi di punta; sul fronte Golfo, il vero banco di prova sarà l'avvio della winter schedule di fine ottobre, quando gli operatori puntano a riportare le frequenze quasi al livello pre-crisi. Solo allora si potrà dire se la direttrice Italia-Emirati ha davvero recuperato terreno, o se il 2026 resterà un anno anomalo per il traffico verso il Golfo.
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Malgrado la complessa situazione geopolitica, Egitto e Marocco si confermano sempre in vetta alle preferenze dei clienti di King Holidays. In particolare, proprio il Marocco «continua a registrare incrementi significativi», come conferma il direttore commerciale, Roberto Minardi. «Tra le novità spicca poi la Cina, verso la quale stiamo rilevando un interesse crescente: riteniamo possa esprimere un forte potenziale di sviluppo anche nella prossima stagione autunno/inverno».
Venendo al corto raggio, buone le performance realizzate da Irlanda, Gran Bretagna e Azzorre, «queste ultime diventate una vera hit tra i repeater di King Holidays. Parallelamente, il trend delle coolcation ha riportato l’attenzione su Paesi baltici e Nord Europa, sempre più apprezzati per il clima fresco, piacevole alternativa alle temperature elevate che hanno caratterizzato l’estate italiana».
A fronte di questi risultati, «guardiamo alla chiusura dell’anno con cauto ottimismo, nonostante un contesto internazionale ancora complesso. La domanda continua a mostrare una buona capacità di tenuta e, sulla base dell’andamento attuale, prevediamo di chiudere il 2026 con una crescita di fatturato nell’ordine del 15-20% rispetto all’anno precedente».
Negoziazione anticipata
In questo momento la situazione geopolitica incide soprattutto sul volato, in termini di variabilità delle tariffe e disponibilità di posti. «Fronteggiamo questa incertezza puntando soprattutto sulla negoziazione anticipata, quindi blocco preventivo degli spazi e delle quotazioni, allo scopo di offrire le migliori condizioni commerciali alle agenzie di viaggio e metterle nella condizione di poter vendere agevolmente. Puntiamo all’equilibrio tra stabilità del prezzo, qualità del prodotto e convenienza per il cliente, valorizzando tutte le leve a nostra disposizione in fase di programmazione. Stiamo inoltre studiando l’implementazione di una formula “Blocca prezzo” pensata per garantire al cliente una maggiore tutela dopo la prenotazione».
Il valore aggiunto di King Holidays, chiude Minardi, «consiste nel garantire alle agenzie di viaggio un prodotto realmente chiavi in mano, competitivo sul piano economico, selezionato secondo criteri di qualità, affidabile e sicuro, sostenuto da assistenza, supporto commerciale e strumenti tecnologici dedicati. Alla base c’è una strategia basata sulla negoziazione anticipata con i vettori, che ci consente di bloccare posti e disponibilità alle migliori condizioni e di gestire in modo più efficace il rischio. A rafforzare questo modello contribuiscono oltre trent’anni di esperienza sul mercato italiano, la professionalità e la competenza del management e l’appartenenza a uno dei principali gruppi del settore a livello europeo: elementi che ci permettono di affiancare alla convenienza un patrimonio di conoscenza, solidità e capacità operativa che rappresenta il vero valore aggiunto del tour operating».
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[post_content] => Un comparto che conta 21 milioni di visitatori l’anno, genera 306 milioni di euro dalla sola vendita dei biglietti e attiva un indotto stimato in circa 8 miliardi di euro tra ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi. Un’industria che impiega 25-30 mila addetti diretti, tra personale fisso e stagionale, e coinvolge almeno 60 mila lavoratori nell’indotto, investendo ogni anno circa 100 milioni di euro in innovazione, prevalentemente con risorse proprie.
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È la fotografia del settore tracciata da Assoparchi in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla, tra i principali produttori mondiali di attrazioni, che lo scorso 12 settembre ha riunito nell’head-quarter di Altavilla Vicentina operatori, industria, istituzioni e mondo accademico per una giornata dedicata al futuro della filiera italiana del divertimento, culminata nel reveal mondiale di Hypnosiz, la nuova attrazione sviluppata dall’azienda.
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[post_content] => Nel 2027 Air France trasferirà tutti i suoi voli al New Terminal One dell’aeroporto Jfk di New York, dove inaugurerà anche una nuova lounge di oltre 2.700 metri quadrati, la più grande del proprio network internazionale.
Autentica vetrina dell’arte di viaggiare alla francese, questo spazio d’eccezione accoglierà i clienti La Première e Business, i soci Flying Blue Elite Plus e i viaggiatori aventi diritto in partenza con Klm e con le compagnie aeree partner di SkyTeam.
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I viaggiatori avranno a disposizione aree di ristorazione dedicate alla gastronomia francese e un bar con un’esclusiva selezione di vini e champagne francesi. Saranno inoltre presenti spazi dedicati ai trattamenti di bellezza, al relax e al lavoro. Un’area esclusiva sarà riservata ai soci Flying Blue Ultimate.
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Uno sguardo più ampio
Destagionalizzare significa soprattutto ampliare lo sguardo su un arcipelago con territori, culture ed esperienze profondamente diverse. Java unisce il patrimonio culturale di Yogyakarta, Borobudur e Prambanan ai paesaggi vulcanici del Bromo e dell’Ijen; Sumatra apre a foreste tropicali e territori lontani dai grandi flussi, mentre Sulawesi conserva culture e tradizioni profondamente radicate. Flores e Komodo combinano paesaggi vulcanici, risaie e villaggi con navigazioni tra isole e baie e l’incontro con i celebri varani. Per i viaggiatori più esperti, lo sguardo può spingersi ancora oltre, verso Sumba, con le sue tradizioni ancestrali, le Molucche, le storiche isole delle spezie, il Kalimantan, porta d’accesso alla natura del Borneo indonesiano e Raja Ampat e gli arcipelaghi più remoti dell’est del Paese. Anche Bali può essere vissuta oltre la dimensione balneare: Ubud, Sidemen e Munduk raccontano un’isola di spiritualità, risaie, cascate, piccoli centri e vita locale.
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