17 March 2026

Walsh, Iata: «In tre anni oltre 201 mld di perdite. Superato il punto più profondo della crisi»

Willie Walsh

Ammonta a un rosso di 51,8 miliardi di dollari l’ultima stima fornita dalla Iata sulle perdite nette dell’industria del trasporto aereo per il 2021: in peggioramento quindi rispetto alla previsione precedente, che risaliva ad aprile, di 47,7 miliardi di dollari. Un trend che potrebbe però sensibilmente migliorare nel 2022, quando il negativo potrebbe ridursi a 11,6 miliardi di dollari. Considerando che nel 2020 le perdite nette nel 2020 sono state riviste a 137,7 miliardi di dollari, il negativo complessivo del settore nei tre anni segnati dalla pandemia (2020-2022) dovrebbe raggiungere i 201 miliardi di dollari.

La domanda (misurata in Rpk) dovrebbe attestarsi al 40% dei livelli del 2019 per il 2021, salendo al 61% nel 2022. Il numero totale di passeggeri dovrebbe raggiungere i 2,3 miliardi nel 2021. Questo crescerà a 3,4 miliardi nel 2022, che è simile ai livelli del 2014 e significativamente inferiore ai 4,5 miliardi di viaggiatori del 2019.

La robusta domanda di cargo dovrebbe continuare con una domanda del 2021 al 7,9% sopra i livelli del 2019, crescendo al 13,2% sopra i livelli del 2019 per il 2022.

“La portata della crisi Covid-19 per le compagnie aeree è enorme – ha commentato Willie Walsh, direttore generale della Iata -. Nel periodo 2020-2022 le perdite totali potrebbero superare i 200 miliardi di dollari. Per sopravvivere i vettori hanno tagliato drasticamente i costi e adattato il loro business a qualsiasi opportunità fosse disponibile. Siamo ben oltre il punto più profondo della crisi. Sebbene rimangano gravi problemi, il percorso verso la ripresa si sta delineando. L’aviazione sta dimostrando ancora una volta la sua resilienza”.

 

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Le associazioni propongono la creazione di una linea di credito straordinaria di 250 milioni di euro da parte dell'Istituto Ufficiale di Credito, con un tasso di interesse agevolato dello 0% e garantita dallo Stato. Questa misura consentirebbe alle agenzie di gestire rimborsi immediati ai clienti e riprenotazioni dei viaggiatori senza compromettere il loro flusso di cassa. Le adv chiedono inoltre un fondo di compensazione di 120 milioni di euro. Questo capitale verrebbe utilizzato per coprire le spese dei viaggiatori bloccati (alloggio e pasti) e, soprattutto, i servizi prenotati a destinazione, come hotel o tour operator, i cui costi non possono essere recuperati dall'agenzia dopo la cancellazione.\r\nNell'ambito della tutela dell'occupazione, il settore chiede l'istituzione di uno specifico regime di cassa integrazione temporanea (Erte) per le imprese la cui attività è stata significativamente ridotta dal conflitto. 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Sollecitano inoltre il ripristino dei \"voucher di viaggio\" o delle modifiche volontarie delle date, analogamente a quanto fatto durante la pandemia per evitare ingenti rimborsi in denaro. Allo stesso modo, le associazioni dei datori di lavoro chiedono un canale di coordinamento permanente con i ministeri del Tturismo e degli affari esteri per avere informazioni aggiornate e facilitare l'assistenza in tempo reale ai viaggiatori colpiti all'estero.\r\n ","post_title":"Agenzie spagnole in allarme: al governo richiesti 400 milioni di aiuti","post_date":"2026-03-16T13:58:47+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1773669527000]}]}}