13 May 2026

Thrends: crociere in recupero grazie alla crescita dei ricavi ancillary

E’ partito nel 2022 e procede di gran carriera il recupero dell’industria crocieristica mondiale dopo il crollo subito con lo scoppio della pandemia. A confermarlo è anche una recente analisi condotta dalla società di consulenza Thrends sui dati di tre tra le principali compagnie internazionali. Per Carnival, Royal Caribbean e Norwegian Cruise Line Holdings la luce in fondo al tunnel si è cominciata a vedere già l’anno scorso, anche se con numeri ancora inferiori al 2019. 

Per il gruppo Carnival, in particolare, si parla di una crescita di fatturato dagli 1,9 miliardi di dollari del 2021 ai 12,2 miliardi dell’anno scorso (erano però 20,8 miliardi nel 2019). Un incremento favorito anche dalla ripresa dei cosiddetti ancillary revenue (bevande, escursioni, servizi di navetta, spese personali, lavanderia, ristoranti a tema e à la carte, casinò…), cresciuti dal 32% dei ricavi complessivi di quattro anni fa al 42% del 2022.

Discorso simile per Royal Caribbean, il cui giro d’affari è passato dagli 1,5 miliardi del 2021 agli 8,8 miliardi dell’anno scorso (11 mld nel 2019), con gli ancillary che hanno pesato per il 35%, contro il 28% dell’era pre-Covid. Norwegian Cruise Line Holdings infine ha visto il proprio fatturato salire dagli 0,7 mld del 2021 ai 4,8 mld del 2022 (6,5 mld nel 2019). Anche in questo caso, all’incremento dei ricavi totali è corrisposto un seppur lieve aumento degli ancillary, passati dal 30% del totale di quattro anni fa al 33%.

Il percorso di ripresa sta comunque proseguendo anche in questa prima parte del 2023. Sebbene Carnival abbia ammesso di prevedere una chiusura dell’anno ancora in rosso, il gruppo Usa, di cui fa parte anche il brand Costa Crociere, ha in ogni caso registrato nel secondo trimestre ricavi record per 4,9 miliardi e margini operativi lordi (ebitda) pari a 681 milioni (il 13,8% del giro d’affari). Nel medesimo periodo Royal Caribbean è tornata a operare con l’intera flotta e ha registrato un load factor dell’82%: gli analisti si aspettano un fatturato di circa 3,4 miliardi e un ebitda attorno al miliardo. Non sono invece ancora disponibili i dati relativi al secondo trimestre di Norwegian Cruise Line Holdings (rilascio previsto per il 1° agosto), che tuttavia, visti i risultati dei primi tre mesi e stando a stime condivise, si dovrebbe allineare ai concorrenti.

Nonostante il recupero in corso, i titoli azionari dei tre gruppi rimangono ancora nettamente al di sotto dei valori pre-Covid. In chiusura del primo semestre dell’anno, i titoli Royal Caribbean scontavano l’11% in meno rispetto a gennaio 202o, mentre quelli Carnival e Norwegian erano sotto rispettivamente di ben il 57% e il 60%. In realtà, conclude l’analisi Thrends, considerando l’andamento di Borsa dell’intera industria turistica globale, solamente le compagnie alberghiere Usa (+55%) e quelle mediorientali e asiatiche (+51%) vantano oggi titoli con valori superiori all’ere pre-Covid. Per il resto, le azioni dei gruppi dell’ospitalità europei sono a -5%, quelle delle linee aree americane ed europee a -25% e -38%, mentre l’indice generale delle crociere chiude la fila a -43%.

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