27 March 2026

Tamburi Investment Partners: non siamo preoccupati per Alpitour, anzi…

Il presidente e a.d. di Tip, Giovanni Tamburi

Usa toni rassicuranti la merchant bank Tamburi investment partners (Tip) nel descrivere il momento attuale della controllata Alpitour. Il gruppo torinese è stato l’unico vero crollo registrato dall’investitore, si legge nella relazione finanziaria annuale per l’esercizio 2020 da sottoporre all’assemblea degli azionisti di fine aprile, ma “di questo non siamo preoccupati, anzi”.

I numeri della merchant bank hanno in effetti subito il contraccolpo delle crisi pandemica, riuscendo tuttavia a limitare almeno in parte gli inevitabili danni di una crisi senza precedenti. Tip, in particolare, ha chiuso l’anno con utile pro forma di circa 35 milioni di euro (contro i quasi 100 milioni del 2019) e un patrimonio netto di oltre 1.068 milioni, in crescita di circa 166 milioni rispetto al 31 dicembre dell’anno scorso.

“Al momento attuale, con il progressivo diffondersi dei vaccini  – prosegue il documento – si vede con chiarezza la fine del tunnel (il testo è stato scritto prima della sospensione della campagna con AstraZeneca, ndr), anche se non è ancora agevole misurare con ragionevole serenità la distanza da coprire e i tempi connessi”.

Nel 2020 Tip ha registrato, tra le proprie partecipate e a esclusione di Alpitour, sostanzialmente tre tipi di reazioni: le più specializzate in aree specifiche, segnatamente servizi It e per la finanza come Sesa, Be e Welcome, hanno sensibilmente migliorato i risultati del 2019, superando ogni precedente record; le industriali nel senso più proprio della parola, cioè Prysmian, Interpump, Azimut Benetti, Elica, Beta e Chiorino, oltre ad Amplifon, Moncler e Roche Bobois, hanno perso un po’ di fatturato e un po’ di margini. Hanno invece sofferto di più Ovs ed Eataly, a causa delle chiusure dei punti vendita che sono in parte ancora in corso, pur riuscendo a ottenere risultati definiti dai Tip più che soddisfacenti, considerato il contesto che stiamo vivendo.

Le ombre sul futuro non sono tuttavia completamente diradate: “I tempi per la definitiva normalizzazione restano incerti – sottolinea infatti il documento -.  Ma il vero interrogativo da porsi è quale e come sarà la futura normalizzazione: abitudini evolute ma in qualche caso stravolte, atteggiamenti sui consumi e sugli investimenti ancora tutti da comprendere e, ancor più, gli impatti delle stesse sui conti delle aziende, in ogni angolo del pianeta. In parallelo, di recente, molti economisti e banche hanno riacceso l’attenzione sugli incrementi ipotizzabili dell’inflazione; fino a poche settimane fa da rincorrere e stimolare, oggi tra i maggiori timori. Inoltre materie prime e costi dei trasporti, con sensibili conseguenze sulla logistica delle imprese, stanno avendo incrementi imprevisti quanto rilevanti, inserendo cosi ulteriori elementi di rischio e di incertezza. I budget 2021 delle aziende, sia partecipate sia potenziali target, sono quindi tutti ancora avvolti da molte incertezze e ancor più i piani pluriennali, per cui provare a ipotizzare scenari o addirittura programmi specifici è a dir poco azzardato”.

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Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori.\r\n\r\nLa storia\r\nPer comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta».\r\nIl passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. 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Per garantire che questo approccio unico continui a generare valore, abbiamo introdotto la figura dei Key Account: professionisti che formiamo noi stessi all'interno della nostra Emma Villas Academy. Si tratta di un investimento strategico per garantire che i valori, la cura del dettaglio e il modello di gestione che hanno portato i nostri clienti a sceglierci ogni anno vengano trasferiti con assoluta coerenza nel rapporto quotidiano con i proprietari e ospiti. Il nostro obiettivo resta quello di fornire un supporto sempre più strutturato grazie ai nostri professionisti, garantendo un'ospitalità d'eccellenza che sappia rispondere alle altissime aspettative della clientela internazionale».","post_title":"Emma Villas, 600 ville in 20 anni di attività. Germania e Usa guidano il mercato","post_date":"2026-03-25T12:50:55+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1774443055000]}]}}