6 February 2026

Rapporto Clia, le crociere trainano la crescita economica di Barcellona

I crocieristi rappresentano l’8% del traffico turistico di Barcellona, ma generano il 20% delle entrate economiche, con una media di 516 euro ciascuno nel 2016. Questi i dati diffusi da Clia nel rapporto “Study of the Economic Impact of Cruise Activity in Barcelona” elaborato dall’università di Barcellona. Mentre dal 2011 al 2016 la crescita del settore è stata dell’1% annuo, negli ultimi due anni l’homeport di Barcellona ha registrato un balzo del 28%: nonostante siano diminuiti i passeggeri in transito, sono cresciuti quelli che iniziano o finiscono la propria crociera nella capitale catalana (crocieristi turnaround), che sono coloro che generano il più elevato impatto economico sul territorio. Se i crocieristi rappresentano l’8% dei turisti di Barcellona, producono il 20% del totale degli incassi e il 24% dei pernottamenti in hotel, con quasi il 30% dei passeggeri che si ferma qualche notte, prima o dopo il viaggio, nelle strutture della città. Inoltre, i benefici economici del comparto – dalle spese dell’equipaggio a quelle dei clienti, fino a quelle di servizio per le navi – travalicano il settore turistico: quasi il 40% dei nuovi posti di lavoro, come il 55% del fatturato complessivo, sono collegati all’industria crocieristica. E il 73% del valore aggiunto prodotto rimane a Barcellona, con 200 milioni di introiti fiscali incassati dalle diverse istituzioni spagnole. Dallo studio dell’ateneo catalano emerge anche che senza i 6 mila 908 nuovi posti di lavoro create grazie all’industria crocieristica, il tasso di disoccupazione locale sarebbe di un punto percentuale più alto, passando dall’11,5% al 12,5%. «Il contributo dei crocieristi cresce in modo significativo, producendo un sempre più grande apporto all’economia della Catalogna per singolo turista, generando occupazione stabile e impatti positivi in ogni aspetto dell’economia del territorio» spiega Alfredo Serrano, direttore di Clia Spagna.

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Oltre il milione di pernottamenti anche l’Austria, terzo mercato di riferimento, seguita giù dal podio da Croazia, Cechia e Paesi Bassi.\r\n\r\n«Il 2025 è stato un anno importante per il turismo in Slovenia, il migliore mai registrato - ha commentato Aljoša Ota, direttore dell’Ente sloveno per il turismo in Italia – In particolare, per quanto riguarda gli arrivi dall’Italia osserviamo un salto in avanti netto, indice di un interesse in crescita nei confronti di una destinazione sempre più all’altezza delle aspettative degli ospiti italiani».\r\nCasa Slovena\r\nL’apertura di Casa Slovena - nel cuore di Cortina, a pochi passi dalla fan zone ufficiale - si inserisce in un momento di grande fiducia per il movimento sportivo sloveno, che guarda alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 con una rosa di atleti dal potenziale concreto di medaglia.\r\n\r\n«I Giochi non saranno più così vicini alla Slovenia per molto tempo - sottolinea Ota - perciò ci aspettiamo tanti tifosi e vogliamo stupire i visitatori stranieri con la nostra energia, le nostre storie e la bellezza del Paese».\r\n\r\nCasa Slovena resterà aperta ogni giorno dalle 9 a mezzanotte, nel Janbo Bar di Cortina, e diventerà il centro delle celebrazioni anche per gli atleti, medagliati o no, che saranno accolti dopo le gare disputate tra le varie località olimpiche delle Dolomiti. 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