27 June 2026

Rapporto Clia, le crociere trainano la crescita economica di Barcellona

I crocieristi rappresentano l’8% del traffico turistico di Barcellona, ma generano il 20% delle entrate economiche, con una media di 516 euro ciascuno nel 2016. Questi i dati diffusi da Clia nel rapporto “Study of the Economic Impact of Cruise Activity in Barcelona” elaborato dall’università di Barcellona. Mentre dal 2011 al 2016 la crescita del settore è stata dell’1% annuo, negli ultimi due anni l’homeport di Barcellona ha registrato un balzo del 28%: nonostante siano diminuiti i passeggeri in transito, sono cresciuti quelli che iniziano o finiscono la propria crociera nella capitale catalana (crocieristi turnaround), che sono coloro che generano il più elevato impatto economico sul territorio. Se i crocieristi rappresentano l’8% dei turisti di Barcellona, producono il 20% del totale degli incassi e il 24% dei pernottamenti in hotel, con quasi il 30% dei passeggeri che si ferma qualche notte, prima o dopo il viaggio, nelle strutture della città. Inoltre, i benefici economici del comparto – dalle spese dell’equipaggio a quelle dei clienti, fino a quelle di servizio per le navi – travalicano il settore turistico: quasi il 40% dei nuovi posti di lavoro, come il 55% del fatturato complessivo, sono collegati all’industria crocieristica. E il 73% del valore aggiunto prodotto rimane a Barcellona, con 200 milioni di introiti fiscali incassati dalle diverse istituzioni spagnole. Dallo studio dell’ateneo catalano emerge anche che senza i 6 mila 908 nuovi posti di lavoro create grazie all’industria crocieristica, il tasso di disoccupazione locale sarebbe di un punto percentuale più alto, passando dall’11,5% al 12,5%. «Il contributo dei crocieristi cresce in modo significativo, producendo un sempre più grande apporto all’economia della Catalogna per singolo turista, generando occupazione stabile e impatti positivi in ogni aspetto dell’economia del territorio» spiega Alfredo Serrano, direttore di Clia Spagna.

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In questo quadro, il Mare Italia si conferma il vero motore dell'estate, con i prodotti a marchio Nicolaus Club e Valtur che continuano a essere fortemente apprezzati dal trade grazie a un rapporto qualità-prezzo decisamente interessante. Nelle ultime settimane, inoltre, stiamo rilevando una felice ripresa di interesse anche per la destinazione Egitto». Isabella Candeloori, direttore commerciale trade del gruppo Nicolaus-Valtur, racconta a Travel Quotidiano l’andamento di una stagione estiva complessa ma nel complesso soddisfacente.\r\nPrezzi in crescita del 5%\r\nInnanzitutto, la dinamica dei prezzi. «Per l'estate 2026 registriamo un incremento medio delle tariffe pari al 5%. Tuttavia, la nostra politica orientata alla tutela del consumatore ci ha permesso di mitigare questo scenario: la formula \"Blocca prezzo\", inclusa nei pacchetti sotto la voce oneri di gestione carburante e valute, ha protetto i clienti finali dai forti rincari del costo del carburante avvenuti negli ultimi mesi. D’altro canto, sul fronte delle vendite, rileviamo purtroppo una recrudescenza del fenomeno del last minute rispetto agli ultimi anni. Nelle passate stagioni, grazie a importanti operazioni di advance booking, eravamo riusciti a calmierare questa attitudine; purtroppo, l'attuale periodo di forte incertezza geopolitica ed economica ha rialimentato nel cliente finale la tendenza a posticipare la prenotazione».\r\n\r\n«Il ricorso al last minute - prosegue la manager - è una dinamica strutturale del mercato turistico con cui il settore convive da sempre. 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