19 novembre 2018 11:03

Giuseppe Pagliara
Nicolaus Tour ha emesso un prestito obbligazionario sottoscritto da UniCredit per un valore di 10 milioni. Attualmente Nicolaus Tour gestisce 24 club in Italia e sei all’estero, con un fatturato di 80 milioni di euro nel 2017. Il prestito obbligazionario, sottoscritto da UniCredit, tra i partner strategici per l’azienda nelle operazioni di capital market, è finalizzato a sostenere il piano di crescita che l’azienda ha già avviato per razionalizzare e stabilizzare la raccolta finanziaria. Il prestito obbligazionario è stato emesso, quindi, nell’ottica di una finanza sostenibile, fortemente perseguita da Nicolaus e con l’obiettivo di produrre un aumento di fatturato che, grazie anche alla recente acquisizione del marchio Valtur, contribuirà a rendere il gruppo Nicolaus uno dei punti di riferimento del panorama turistico italiano per crescita e per redditività: nell’arco del prossimo triennio l’azienda prevede, infatti, di superare i 120 milioni di fatturato. Giuseppe Tanzarella, chief financial officer di Nicolaus Tour, dichiara: «II cda aveva espresso la necessità di stabilizzare la provvista finanziaria per affrontare al meglio il percorso di crescita tracciato dal piano industriale. Siamo fermamente convinti che lo strumento minibond, alle condizioni di sottoscrizione accordateci da UniCredit, sia la soluzione più adeguata a sostenere il piano di sviluppo aziendale. Questa importante operazione finanziaria, oltre a garantirci una stabilità della provvista al servizio del circolante, ci consente di sostenere al meglio le acquisizioni in termini di nuovo prodotto in Italia e all’estero».
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[post_content] => Sirreti Residences fa il suo ingresso sul mercato italiano. Il servizio di alloggi di lusso ultra-esclusivi progettato per viaggiatori molto esigenti non è un hotel tradizionale né una piattaforma di prenotazione convenzionale: si tratta di una collezione di proprietà di prestigio — ville storiche, palazzi di rappresentanza e residenze esclusive — disponibili per affitti a breve e medio termine, pensati per vacanze private, soggiorni riservati e permanenze di alto profilo.
Le residenze
Le residenze Sirreti non sono pubblicate sui classici portali di prenotazione: l’accesso è selettivo e spesso su invito o segnalazione preferenziale, a garanzia di un’esperienza realmente esclusiva. Ogni proprietà, oltre ad avere caratteristiche uniche in sé, è completamente servita e gestita secondo standard personalizzati di ospitalità ultra-lusso, con un’attenzione meticolosa ai dettagli, al comfort e alla sicurezza.
A distinguere Sirreti Residences è anche il suo team di ospitalità con esperienza internazionale, composto da professionisti del servizio e maggiordomi abituati a gestire ospiti di alto profilo, famiglie internazionali e vip. In questo modello di ospitalità, discrezione e privacy sono elementi centrali dell’esperienza.
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[post_content] => Roma torna al centro del panorama internazionale del luxury travel con la seconda edizione di “Rise – Rome insights style experience”, in programma dal 12 al 14 febbraio 2026. L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Ripetta alla presenza di Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport e turismo di Roma Capitale, e dei principali player e stakeholder del sistema turistico della città.
Rise è un evento della Fondazione per l’attrazione Roma & Partners, organizzato da Convention Bureau Roma e Lazio e promosso dall’assessorato ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Roma come destinazione di riferimento nel luxury travel internazionale. In questa prospettiva, il progetto nasce per intercettare una domanda internazionale sempre più evoluta, attenta alla qualità dell’offerta e al valore identitario delle destinazioni.
«Rise è stata una scommessa vinta, con numeri impressionanti fin dall'edizione zero dell'anno scorso. Con noi, per la prima volta, il tessuto imprenditoriale della città ha capito che, facendo sistema e investendo sulla città i benefici sono di tutti. Per troppi anni a Roma il turismo è stato gestito in modo casuale. Noi invece abbiamo adottato un approccio scientifico con una costante attività di comunicazione e marketing.
Organizzare Riserientra in questa strategia, per rafforzare il posizionamento di Roma come meta per il turismo di lusso. Non è un caso che veniamo da un triennio da record. Nel 2025 con 52,9 milioni di presenze abbiamo battuto il record storico del 2024, l'occupazione cresce del 5,5% all'anno da un triennio, gli investimenti in città sono tantissimi con 27 alberghi 5 stelle e 79 4 stelle aperti dal 2021 e l'indotto economico del turismo, stimato dal Sole 24 ore nel 2024, è pari a 13,3 miliardi di euro», ha dichiarato l’assessore Alessandro Onorato.
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Adr Assistance, società controllata da Aeroporti di Roma, ha siglato un protocollo con Rete Ferroviaria Italiana per garantire un’assistenza continua e coordinata a Fiumicino alle persone con disabilità e a ridotta mobilità (Prm) che viaggiano tra treno e aereo.
Dopo l’accordo di fine 2024 con Sagat per la stazione di Torino Aeroporto, la nuova intesa introduce un modello di cooperazione strutturato tra il servizio di assistenza ferroviaria e quello aeroportuale, pensato per migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri Prm e rafforzare l’integrazione tra i gestori delle principali infrastrutture di trasporto.
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Le richieste di assistenza continueranno a essere inoltrate separatamente, nel rispetto delle competenze e delle normative vigenti e l’erogazione del servizio resterà in capo al personale specializzato di ciascuna organizzazione. Sarà invece il processo complessivo ad essere monitorato e gestito in modo congiunto da Rfi e Adr Assistance, con il passaggio della presa in carico del passeggero che avverrà presso lo specifico punto di interscambio (Totem dedicato), all’interno della stazione ferroviaria dello scalo di Roma Fiumicino.
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[post_content] => Four Seasons Hotels and Resorts ha iniziato la commercializzazione del suo primo hotel a Venezia, che aprirà ufficialmente la prossima estate come Danieli, A Four Seasons Hotel, Venice. L'hotel, uno dei simboli della città, accoglierà gli ospiti il 26 agosto 2026, dopo un'ambiziosa ristrutturazione e un riposizionamento nel segmento del lusso.
Situato di fronte alla laguna, sulla Riva degli Schiavoni e a pochi metri da piazza San Marco, l'ex Hotel Danieli si sta integrando nel portafoglio italiano del gruppo, come riportato da Hosteltur.
L'hotel occupa tre palazzi storici interconnessi (Palazzo Dandolo del XV secolo, Palazzo Casa Nuova del XIX secolo e Palazzo Danieli Excelsior del XX secolo) ed è stato oggetto di una profonda ristrutturazione guidata dal designer francese Pierre-Yves Rochon.
«Venezia è da tempo una città che desideravamo accogliere nel nostro crescente portfolio di esperienze di lusso e, con profonda stima per il suo posto nella storia e immenso entusiasmo per ciò che il futuro ci riserva, stiamo aprendo un nuovo capitolo per il leggendario hotel Danieli» ha affermato Adrian Messerli , presidente delle operazioni alberghiere per Europa, Medio Oriente e Africa.
Il nuovo hotel
All'apertura, l'hotel disporrà di 120 camere e suite, molte delle quali con vista diretta sulla laguna, e sarà in grado di ospitare famiglie con camere comunicanti. L'hotel sarà gestito da Christian Zandonella, che vanta una precedente esperienza in destinazioni come Roma e Capri.
L'offerta culinaria è incentrata sul ristorante Terrazza Danieli, situato sul rooftop dell'hotel, sotto la direzione dell'executive chef Adriano Rausa. La cucina si basa su prodotti locali, tra cui ingredienti provenienti dall'isola di Sant'Erasmo. L'hotel disporrà anche di due cocktail bar e di uno spazio dedicato a eventi aziendali e feste private, con circa 850 metri quadrati di sale riunioni.
In una seconda fase, prevista per la fine del 2026, verrà inaugurata la Danieli Spa, dotata di area benessere, sauna e hammam. Nel 2027, l'hotel aggiungerà 56 nuove camere e suite, portando la capacità ricettiva totale a 176 unità abitative. Con questa apertura, Four Seasons consolida la sua espansione in Italia, dove è già presente a Milano, Firenze e Taormina (Sicilia), e sta preparando nuovi progetti, tra cui un resort in Puglia.
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«L’andamento dell’advance booking per la stagione in corso è complessivamente soddisfacente e conferma un trend di crescita solido». Il direttore commerciale trade del gruppo Nicolaus – Valtur, Isabella Candelori, commenta un inizio d’anno positivo.
«Il dato più significativo riguarda senza dubbio l’Egitto, che registra una fortissima richiesta e si conferma come uno dei mercati a più alto tasso di crescita, trainato da un eccellente rapporto qualità-prezzo e da una domanda molto attiva già in fase di advance booking. Positivo anche il riscontro sulle destinazioni lungo raggio, in particolare Zanzibar, che continua a intercettare l’interesse di una clientela alla ricerca di esperienze più distintive e di prodotto di qualità».
Sul fronte prezzi però, «Si registra per l'ennesimo anno un aumento significativo dei costi afferenti alla gestione delle strutture alberghiere. Negli ultimi due anni il flusso di prenotazione nei mesi di peak season è stata decisamente altalenante.; Come contromisura il tour operator ha cercato di calmierare il pricing su questa fase nevralgica di prenotazione anticipata, premiando il cliente finale che desidera pianificare le proprio vacanze anzitempo».
La strategia commerciale
«Il nostro approccio è trasversale e coerente su tutta la programmazione Italia ed estero: ciò che cambia non è la relazione commerciale, ma il pricing del prodotto, che viene costruito in modo puntuale sulla base delle caratteristiche della singola offerta e della pressione della domanda. Nel caso del Mare Italia, il pricing è particolarmente dinamico e reattivo al mercato. Parliamo di una tipologia di vacanza che si differenzia in modo sostanziale rispetto alle altre destinazioni balneari internazionali mediterranee. In primo luogo, non sempre prevede un pacchetto con volo incluso: questo elemento rende il prodotto più flessibile e, in molti casi, più adatto alle esigenze di una specifica tipologia di cliente. Ma la competitività non si gioca solo sul prezzo. La vacanza Mare Italia propone un’esperienza diversa, legata alla prossimità, all’autenticità dei territori, alla qualità dell’ospitalità e a un modello di soggiorno che risponde a esigenze specifiche del mercato italiano. È su questo valore esperienziale, unito a un pricing costruito sulla reale domanda, che si fonda la nostra politica di promozione del territorio e la nostra capacità di competere efficacemente con le destinazioni estere».
Le novità di prodotto
Per il 2026 il gruppo Nicolaus introduce alcune novità di prodotto, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel Mare Italia. «Sul fronte Nicolaus Club - spiega Candelori -, la principale novità riguarda la Sicilia, con l’ingresso in programmazione di due nuove strutture in All Inclusive: il Nicolaus Club Eloro a Noto Marina, ideale sia per famiglie sia per coppie grazie alla posizione strategica tra mare e Sicilia barocca, e il Nicolaus Club Le Dune Beach a Mortelle, particolarmente adatto alle famiglie e apprezzabile anche per la vicinanza alle isole Eolie. Entrambi i prodotti saranno proposti con vestizione Nicolaus Club, assistenza dedicata e collegamenti aerei potenziati su Catania. Sempre per l’estate 2026, il gruppo rafforza l’offerta a marchio Valtur con l’ingresso del Valtur Sardegna Eos Costa Rei, un resort in una location iconica del Sud Sardegna, che avvia un percorso di valorizzazione verso un concept di vacanza contemporaneo e upscale. Nel complesso, le novità confermano una strategia orientata all’eccellenza, a progetti di lungo periodo e a un’offerta sempre più distintiva».
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[post_content] => Malta e Gozo, con la loro storia e i loro scenari sospesi tra mito e realtà, diventano la destinazione ideale per chi cerca una “book vacation”.
Camminare tra le fortificazioni che hanno resistito al Grande Assedio del 1565 significa rivivere le pagine di The Great Siege di sir Walter Scott: bastioni come quelli di Birgu e Fort St. Angelo non sono semplici mura, ma capitoli scolpiti nella pietra, testimoni di un’epica resistenza.
L’Odissea ci accompagna fino alla Grotta di Calypso, che si può ammirare da Ramla Bay a Gozo e persino da Mixta Cave, che si apre sulla falesia dal lato opposto della baia. Qui il paesaggio dialoga con le parole di Omero: in questi luoghi, il confine tra letteratura e realtà si dissolve, e il silenzio del belvedere richiama quello che, secondo il mito, avvolgeva il rifugio della ninfa.
Gozo è l’isola della lentezza, quella che Federica Brunini ha raccontato in Due Sirene in un bicchiere: un romanzo che celebra il tempo ritrovato, la bellezza delle piccole cose, il silenzio che diventa complice della riflessione. Leggere queste pagine dopo una sosta in un forno tradizionale per una ftira gozitana appena sfornata, per poi raggiungere la baia di Mġarr ix‑Xini, trasforma l’esperienza in un rituale unico.
The Kappillan of Malta di Nicholas Monsarrat, che ci riporta alle vicende della Seconda Guerra Mondiale. Per rivivere quelle atmosfere, basta entrare in una delle chiese storiche di Valletta o raggiungere i villaggi dell’entroterra, gli stessi che Monsarrat descrive nel suo romanzo.
La National Library situata nel cuore di Valletta, è un tempio della memoria, con volumi che raccontano secoli di cultura. A Mdina, il Palazzo Falson accoglie manoscritti e libri antichi, in un’atmosfera sospesa nel tempo. E poi ci sono le librerie indipendenti, i caffè retrò dove sorseggiare una tazza di tè mentre il mondo scorre lento. Ci sono luoghi che sembrano creati per leggere come i Lower Barrakka Gardens, i giardini di San Anton, le scogliere di Dingli o le saline di Xwejni a Gozo.
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L’Italia è la prima nazione al mondo per il turismo di lusso. I dati dell’ultimo Luxe Report 2025 di Virtuoso evidenziano la posizione dell’Italia in testa, davanti a Grecia, Francia, Giappone e Croazia.
«Non solo il biennio 2025/2026 è il migliore per il mercato Italia a livello internazionale – sottolinea Claudio Citzia, founder di Luxforsale e co-founder della Luxury Travel Academy – ma abbiamo addirittura superato Usa e Cina. Il cliente luxury è interessato a soggiornare nelle strutture alberghiere ma anche in residenze di prestigio, per vivere a contatto con la cultura locale. Non cerca solo le grandi città ma anche i territori meno conosciuti. Il fatto che l’Italia sia percepita come destinazione sicura, sotto diversi punti di vista, la rende molto appetibile a chi vuole investire su strutture alberghiere di lusso. Ed anche in questo settore è in prima posizione».
Una situazione favorevole alla quale però non corrisponde un “sistema” Italia pronto a soddisfare le esigenze della clientela luxury.
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[post_content] => Il Parco nazionale delle Cinque Terre e il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico rinnovano la propria collaborazione attraverso una nuova convenzione che si colloca nel segno della continuità, ma che risponde in modo concreto alle esigenze emergenti di un territorio sempre più frequentato, articolato e complesso, protagonista di un crescente interesse da parte del turismo naturalistico e outdoor.
Nel solo Parco Nazionale delle Cinque Terre si sono registrate 79 missioni di soccorso nel 2025, con un impegno di quasi 1.000 ore/uomo e un trend in costante crescita negli ultimi anni. Un aumento legato alla forte attrattività internazionale dell'area protetta interamente attraversata da una rete sentieristica di oltre 130 km di percorsi.
In questo contesto, la nuova convenzione ribadisce un principio fondamentale: la mitigazione del rischio passa da azioni che devono procedere di pari passo.
Accanto all’importante investimento e al corposo lavoro di manutenzione, ripristino e riqualificazione della rete sentieristica, il parco rafforza infatti il presidio operativo del Soccorso alpino, consapevole che infrastrutture curate e presenza professionale sul territorio rappresentano due elementi complementari e inseparabili della stessa strategia di gestione del rischio.
La convenzione
La convenzione, approvata dalla giunta esecutiva del Parco, prevede infatti un impegno economico complessivo di quasi 50mila euro per l’annualità 2026, destinato a sostenere il presidio lungo la rete sentieristica e una serie di azioni integrate di prevenzione e intervento.
Di questi, come di consueto una parte delle risorse è dedicata alle attività di presidio e supporto operativo del Soccorso Alpino, mentre novità di quest’anno oltre 10mila euro sono specificamente destinati a un progetto strutturato di rinnovo dei punti di soccorso e della cartellonistica di emergenza.
«Vogliamo sviluppare un turismo outdoor di qualità, capace di valorizzare anche la dimensione più verticale e impegnativa del Parco – dichiara il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani – Per farlo dobbiamo investire contemporaneamente nella manutenzione della rete sentieristica e in un presidio sempre più qualificato e organizzato anche per ridurre i tempi di intervento. Sono azioni che vanno in parallelo. La nuova convenzione rafforza questa visione: consolida la presenza, integra nuove risorse e ci consente di rinnovare i punti di soccorso lungo i sentieri, un intervento concreto di mitigazione del rischio a beneficio di chi vive e frequenta la rete sentieristica del Parco».
Il Soccorso Alpino si conferma così partner strategico del Parco, dalla gestione degli interventi, alla prevenzione, passando per la formazione e la costruzione di una fruizione del territorio sempre più consapevole.
«Avere un ruolo così rilevante all’interno di un Parco così importante come quello delle Cinque Terre per noi è una responsabilità, ma anche un prestigio – dice il capostazione della Spezia del Soccorso alpino Francesco D’Ambra -. Il fatto di essere in presidio sul territorio è anche una garanzia in più per i tanti turisti che arrivano da tutto il mondo. In caso di necessità è chiaro che i tempi di intervento si accorciano notevolmente. Anche l’incarico che ci è stato affidato relativamente alla cartellonistica è un servizio in più per i frequentatori dei sentieri del Parco: predisporre cartelli omogenei permette alle persone di avere indicazioni più chiare nel percorso da seguire. Chiaramente i tanti interventi in zona sono figli anche delle tante presenze. Confidiamo anche nel buon senso delle persone durante le escursioni. Spesso ci capita di essere fermati durante i nostri presidi da turisti che chiedono informazioni sui comportamenti corretti da tenere. Anche in questo modo cerchiamo di contribuire al diffondersi delle buone pratiche».
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Parola d'ordine: crescita. Il 2026 di Ita Airways, tratteggiato dal ceo Joerg Eberhart in un'intervista a La Repubblica, svela l'arrivo di un nuovo piano, «più ambizioso», alle cui basi ci sono chiaramente il potenziamento della flotta, del network - soprattutto transatlantico - e del numero dei dipendenti.
Si tratta, per la precisione, di 500 nuove assunzioni, «100 piloti e 400 assistenti di volo, a dimostrazione che Ita sta crescendo in modo sicuro».
Crescere
Eberhart spiega che «vorremmo crescere già quest’anno attraverso il potenziamento della flotta, con due aeromobili di lungo raggio e l’anno prossimo di altri due. L’obiettivo è arrivare così, nel 2030, a 30 macchine di lungo raggio. Anche perché l’intercontinentale rimane la colonna vertebrale di Ita. In particolare il lungo raggio da Roma Fiumicino: quando sei forte lì ne beneficiano anche quei voli di corto e medio raggio».
Long haul che una volta di più conferma il grande focus verso le Americhe, considerando che ««la guerra in Ucraina e il blocco dei cieli russi rendono l’Asia più lontana. Voleremo di più verso l’America Latina e il Nord America, studiamo ad esempio il Roma-Newark».
Il marchio 'Alitalia'
Quanto al destino dello storico brand 'Alitalia', il ceo evidenzia che oggi «il nome 'Ita Airways' rimane, visto che il marchio si è imposto. Ma la livrea presenterà alcuni tratti iconici di Alitalia, specie degli anni '60 ad esempio sulla coda».
Anticipando le attese sui risultati finanziari (il quotidiano cita perdite attorno ai 100 milioni di euro, ndr), Eberhart spiega che «nonostante l’Ebit positivo, pesano ancora i fattori esterni e strutturali, dato che sotto l’Ebit ci sono ancora costi importanti legati al leasing degli aeromobili e i disagi tecnici, per i quali abbiamo tentato la via del dialogo con Pratt&Whitney senza risultati. Il danno presunto che abbiamo subito per lo stop agli aerei è di almeno 150 milioni di euro».
Infine, sui rapporti tesi con i sindacati ammette che «serve un compromesso tra un’azienda che non fa ancora utili e i bisogni legittimi dei dipendenti. Spero ci sia senso di responsabilità: concedere aumenti del 20% avrebbe impatti sulla crescita sostenibile».
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