27 March 2026

Il gruppo Carnival: ebitda a 207 mln nel secondo semestre. In arrivo altre due dismissioni navi Costa

Margini operativi lordi (ebitda) in positivo per 207 milioni di euro per il secondo semestre del gruppo Carnival, “anche considerando l’incremento degli investimenti promozionali effettuati per spingere le vendite del 2023”, si legge in una nota. La holding delle crociere Usa chiude il quarto trimestre dell’anno con risultati tutto sommati positivi, anche se il periodo ottobre – dicembre ha ancora registrato un ebitda negativo per 96 milioni, in parte a causa di un incremento dei costi carburanti di circa 40 milioni rispetto alle previsioni di budget.

“Durante l’anno abbiamo riportato con successo tutta le nostre flotte in servizio – spiega il ceo di Carnival Corporation, Josh Weinstein -, riuscendo a tenere il passo con i tassi di occupazione, nonostante l’aumento della capacità disponibile. Non solo: i ricavi per passeggero al giorno di crociera si sono mantenuti per tutto il 2022 a livelli più alti rispetto al 2019 . Abbiamo inoltre abbattuto alcuni costi, allo stesso tempo investendo per garantici domanda futura”.

A livello di occupazione, i tassi di riempimento medi nel quarto trimestre del 2022 sono rimasti ancora di 19 punti percentuali inferiori ai livelli del 2019, con una capacità ormai però paragonabile a quella di tre anni fa. Un risultato, quest’ultimo, migliore di quello ottenuto nei tre mesi precedenti, quando l’occupazione media è stata inferiore di 29 punti percentuali, con un’offerta però al contempo dell’8% più bassa rispetto allo stesso 2019. Il gruppo si aspetta che il dato dei riempimenti medi continui nel suo progressivo miglioramento, con il primo trimestre del 2023 che dovrebbe chiudersi sopra il 90%, ossia 14 punti percentuali in meno al dato dello stesso periodo di quattro anni prima. La prossima estate l’occupazione delle navi dovrebbe quindi tornare ai livelli storici, ossia ben al di sopra del 100%.

La compagnia prevede infine di proseguire il processo di ottimizzazione della flotta, tramite la rimozione di tre ulteriori navi scelte tra le più piccole e meno efficienti. Due di queste proverranno in particolare dal brand Costa, che sconta la sua eccessiva esposizione pre-pandemica al mercato cinese, tuttora chiuso alle operazioni crocieristiche. Al termine di tale operazione la flotta Costa dovrebbe infatti avvicinarsi per capacità a quella che il brand italiano metteva a disposizione del proprio core market europeo nel 2019.

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