27 March 2026

Governare con la felicità: la lezione del Bhutan all’Ecoluxury Fair

Ospite d’onore durante l’Ecoluxury Fair, Neytrul Rinpoche, presidente e fondatore della Neyphug Foundation è riconosciuto come una delle voci più autorevoli del buddhismo internazionale. Con parole di profonda ispirazione, ha condiviso la filosofia spirituale che guida il suo Paese, il Bhutan, offrendo una prospettiva unica sul rapporto tra felicità, governance e valori umani.

«Sono molto felice di condividere con voi una filosofia speciale – ha esordito Neytrul Rinpoche – una filosofia che ha guidato il mio Paese, il Bhutan». Spesso definito come un piccolo stato “sandwich” tra due grandi nazioni — l’India e la Cina — il Bhutan è un Paese antico, conosciuto nei secoli anche come Druk Yul, “la Terra del drago del tuono”. Nel XVII secolo fu unificato e da allora ha saputo preservare la propria identità e indipendenza, senza mai essere coinvolto in guerre o sottomesso da potenze straniere.

«Siamo un Paese piccolo, con circa 700.000 abitanti, ma profondamente felice – ha proseguito -. Forse è proprio grazie alla nostra storia di pace che abbiamo sviluppato una cultura fondata sulla compassione e sulla saggezza».

La storia

Nel corso della sua storia, il Bhutan ha avuto cinque re. A differenza di quanto accade in molte altre monarchie, le transizioni di potere non sono mai state segnate da conflitti o rivalità. Nel 2006, il quarto re stupì il mondo intero annunciando la sua abdicazione volontaria in favore del figlio. «Fu un momento di grande tristezza per il popolo. Non eravamo pronti a lasciarlo andare. Non eravamo stanchi di lui, né del suo governo». Due anni dopo, nel 2008, lo stesso sovrano introdusse la monarchia costituzionale democratica, donando ai cittadini la responsabilità politica del Paese. «All’inizio molti non erano pronti per questo cambiamento. Eravamo abituati a essere guidati dal re. Ma egli ci ha insegnato che la vera leadership è quella che prepara il popolo a governarsi da sé».

La “felicità nazionale lorda”

Il Bhutan è oggi universalmente conosciuto per un concetto che lo distingue da ogni altra nazione: la felicità nazionale lorda (gross national happiness). Introdotta negli anni ’70 dal quarto re,  nasce da una riflessione semplice ma rivoluzionaria: «Il prodotto interno lordo non può misurare la felicità del popolo. Ciò che conta davvero è la felicità collettiva». Secondo questa visione, la felicità non deriva dalla sola ricchezza materiale, ma dall’equilibrio armonioso tra diversi aspetti della vita individuale e collettiva.

La felicità nazionale lorda si fonda su quattro pilastri, paragonabili alle gambe di una sedia: tutte devono essere solide affinché il sistema resti in equilibrio: buon governo, conservazione e promozione della cultura e dell’identità, sviluppo socioeconomico sostenibile ed equo, tutela dell’ambiente naturale. Questi quattro elementi costituiscono le fondamenta della stabilità e del benessere del Bhutan. Non si tratta di un semplice modello politico, ma di una filosofia di vita, profondamente radicata nella spiritualità buddhista, che pone al centro la compassione, la gentilezza e l’armonia con la natura.

(Quirino Falessi)

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