27 March 2026

Ezhaya, Peci e Pambianco: il 2021 è stato il vero annus horribilis per i to

Pier Ezhaya

Il 2021 è stato il vero annus horribilis dell’industria dei viaggi organizzati. Anche peggio del 2020. Lo dicono i dati di una ricerca Pambianco (i cui risultati sono riproposti più sotto, ndr) e lo rimarcano due protagonisti del comparto come il presidente Astoi, Pier Ezhaya, e il direttore commerciale Quality Group, Marco Peci: “Il 2021, salvo qualche fiammata estiva prettamente per l’ Italia, è stato un anno terribile per i bilanci dei tour operator. Anche peggiore del 2020, quando almeno gennaio e febbraio si erano salvati – sottolinea infatti Ezhaya -. Fortunatamente dalla sua coda e cioè da novembre, si è iniziato a percorrere il protocollo corridoi turistici ed è iniziato qualche movimento anche verso l’estero. L’anno di ripartenza per il settore è stato questo, il 2022”.

“Il 2021 è stato l’anno più difficile per i flussi turistici degli operatori che operano sul medio e lungo raggio – gli fa quindi eco Peci -. Nel 2020 infatti gli operatori hanno potuto beneficiare dei volumi generati dai flussi turistici dei primi mesi dell’anno, in quanto la pandemia non era ancora iniziata, le frontiere erano aperte e si stava vivendo un momento di grande crescita del settore. Il 2022 è l’anno in cui anche il turismo di medio e lungo raggio sta tornando a generare numeri interessanti”.

Fatturati in picchiata anche nel 2021: -25%. Bene solo chi opera sul mercato domestico

E a supportare le opinioni di Ezhaya e Peci ci sono, come si accennava, anche i numeri concreti: sebbene il 2021 non abbia fatto mancare qualche timido segnale positivo, nel complesso i fatturati dei dieci principali tour operator italiani sono infatti scesi ulteriormente del 25% rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva registrato un tracollo del 69% in confronto all’era pre-Covid (2019). A rivelarlo, un’analisi comparata condotta da Pambianco sul giro d’affari dei più grossi operatori italiani dell’industria dei viaggi organizzati.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, va comunque detto che l’anno scorso alcune società sono riuscite a performare meglio rispetto al 2020 e e a chiudere con valori positivi.

Sono state in particolare premiate soprattutto le realtà che lavorano sul mercato domestico. Analizzando il ranking (dove non è stata riportata la divisione tour operating di Uvet, di cui fa parte Settemari, perché non risultano bilanci depositati negli ultimi due anni) si evidenzia infatti un andamento altalenante, che alterna brusche frenate ad accelerate, anche a tre cifre. È il caso, per esempio, di Boscolo Tours il cui fatturato è cresciuto del 118%, attestandosi a 20 milioni di euro, nonché di Futura Vacanze, che ha raddoppiato il proprio giro d’affari rispetto all’esercizio precedente passando da 23 milioni a 47 milioni.

Brunetti, Futura Vacanze: “Il mercato aveva necessità di disponibilità in Italia”

“Il 2020 è stato l’anno più difficile: il Covid è arrivato in maniera inaspettata e tutti ci siamo ritrovati a dover fronteggiare una situazione mai vissuta prima – spiega l’amministratore unico di Futura Vacanze, Stefano Brunetti -. Nel 2021 eravamo, nostro malgrado, più consapevoli. E con l’esperienza della stagione precedente si è potuto lavorare, seppur con tutte le difficoltà del caso, intervenendo al meglio a livello programmatico, organizzativo e commerciale. Importantissimo è stato tra l’altro il potenziamento del prodotto Sardegna, dove dal 2021 siamo presenti con quattro Futura Club. Ciò ha comportato importanti investimenti anche sul fronte trasporti con collegamenti e voli speciali a cadenza settimanale per l’intera stagione. Visto il perdurare della situazione sul fronte estero, il mercato aveva necessità di disponibilità in Italia e la domanda per la destinazione ha ampiamente soddisfatto le nostre aspettative. A questo possiamo aggiungere il nostro consolidamento in termini di brand e di fidelizzazione”.

Polito, Imperatore Travel: decisivi gli investimenti in tecnologia

Nel 2021 crescita inoltre, anche se “solo” a due cifre, per Nicolaus Tour (+44,6%) e per Imperatore Travel World (+58,7%). Pure in quest’ultimo caso gli investimenti sono stati premianti, come sottolinea Luigi Polito, ceo dell’operatore campano: “Abbiamo investito tantissimo in tecnologia, creando un sistema turistico integrato che non riguarda soltanto la vendita di hotel ma anche dei trasporti, con collegamenti diretti delle compagnie aeree, di navigazione e treni. Inoltre, la vendita è stata aperta anche ai mercati stranieri, che hanno reagito bene e molto velocemente, come nord Europa, America e Australia, in aggiunta al mercato domestico già molto desideroso di riprendere a viaggiare, Italia su Italia, da aprile. Il connubio sempre più stretto tra tecnologia e servizio è poi fondamentale per abbattere le distanze ma anche per facilitare e velocizzare in sicurezza il processo di scelta, prenotazione e consultazione”.

Andando oltre la top ten e allargando lo sguardo al composito e atomizzato settore del tour operating italiano, sono pochi tuttavia gli operatori che si focalizzano sul mercato Italia, perché la maggior parte sono specializzati in outgoing e molti in lungo raggio. Quest’ultimo è stato il più penalizzato a causa dell’interdizione ai viaggi che vigeva l’anno scorso verso le destinazioni extra Schengen e che è stata solo parzialmente risolta dai corridoi turistici attivati solo verso fine 2021 e solo per pochi Paesi.

 

 

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