Linfoma diffuso a grandi cellule B, in Italia combinazione glofitamab e chemio
15/09/2026 11:32
Roma, 15 set. (Adnkronos Salute) - Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl), fino a 4 pazienti su 10 vanno incontro a recidiva o sviluppano una patologia refrattaria dopo la prima linea di trattamento, trovandosi ad affrontare un percorso di cura spesso complesso e con opzioni terapeutiche ancora limitate. Per rispondere a questa sfida- informa Roche in una nota - è oggi disponibile anche in Italia la prima combinazione dell'anticorpo bispecifico Cd20xCd3 glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino (GemOx), una nuova opzione terapeutica a durata fissa per i pazienti con DLBCL recidivato/refrattario dalla seconda linea di trattamento.
“Il linfoma diffuso a grandi cellule B è la forma più comune di linfoma non Hodgkin ed è una malattia aggressiva, che nel 40% dei casi non risponde alla prima linea di trattamento”, spiega Carmelo Carlo-Stella, professore ordinario di Ematologia, direttore della Scuola di specializzazione in Ematologia presso Humanitas University di Milano e direttore della divisione di Ematologia dell'Irccs Humanitas Research Hospital di Milano. “La tempistica con cui si registra la ricaduta rappresenta un elemento chiave nella scelta delle opzioni in seconda linea. Una recidiva entro i 12 mesi orienta generalmente verso la terapia Car-T, mentre una ricaduta oltre i 12 mesi può indirizzare verso il trapianto autologo di cellule staminali. Entrambe le opzioni - continua - sono riservate però ai pazienti eleggibili o per i quali sia ritenuto appropriato procedere con questi trattamenti. Sussiste, quindi, un importante bisogno clinico insoddisfatto per quei pazienti che non possano beneficiare di queste opzioni. Poter disporre di nuove possibilità di trattamento per questo profilo di pazienti in seconda linea significa intervenire in una fase cruciale del percorso clinico del paziente, offrendo una preziosa opportunità di controllo della malattia”.
Lo studio internazionale di fase 3 Starglo si inserisce proprio in questo scenario, confrontando la combinazione glofitamab + GemOx con R-GemOx (il trattamento standard) nei pazienti con Dlbcl recidivato o refrattario. A 3 anni di osservazione, con il trattamento con glofitamab associato a GemOx - riferisce la nota - si osserva un vantaggio significativo nei pazienti recidivati o refrattari. In particolare, si registra una sopravvivenza globale mediana praticamente raddoppiata con la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa (25,5 mesi) rispetto al trattamento di controllo (12,5 mesi). Anche sul fronte della sopravvivenza libera da progressione si osserva una mediana di 14,4 mesi dopo trattamento con la nuova associazione rispetto a 3,3 mesi dopo terapia con R-GemOx. Ancor più interessanti sono i risultati sui pazienti trattati in seconda linea: più di uno su 2 è vivo dopo 3 anni nel braccio trattato con glofitamab + GemOx. In questa popolazione appare particolarmente interessante anche il dato relativo alla sopravvivenza mediana libera da progressione, pari a 20,4 mesi per il braccio glofitamab + GemOx rispetto a 5,5 mesi del braccio R-Gemox. I dati riportano inoltre un andamento favorevole anche nei sottogruppi di età: nei pazienti con meno di 65 anni, la sopravvivenza globale mediana è stata di 27 mesi con glofitamab + GemOx rispetto a 9 mesi con R-GemOx; nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, è stata di 25 mesi rispetto a 13,8 mesi; nei pazienti di età pari o superiore a 75 anni, è stata di 33 mesi rispetto a 8,3 mesi.
“I risultati dello studio internazionale di fase 3 Starglo rappresentano un importante avanzamento nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario”, commenta Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano. “La combinazione di Glofitamab e GemOx ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da progressione rispetto allo standard di cura, con un beneficio particolarmente evidente nei pazienti trattati in seconda linea. Inoltre - precisa - l’efficacia osservata anche nella popolazione più anziana, insieme a un profilo di sicurezza gestibile, rende questa combinazione un’opzione terapeutica di grande interesse nella pratica clinica. La disponibilità di una terapia off-the-shelf, a durata fissa, amplia le possibilità di trattamento per quei pazienti che non sono eleggibili o non possono essere sottoposti a trapianto autologo o a terapia Car-T, contribuendo a rispondere a un bisogno clinico ancora oggi rilevante e offrendo una nuova opzione con un potenziale curativo anche in seconda linea”.
Il trattamento glofitamab+GemOx, infatti, ha una durata fissa, ovvero prevede un numero definito di cicli (di solito 12, pari a circa 8 mesi), per pazienti con recidiva entro 12 mesi per i quali non si intenda procedere a Car-T, e per pazienti con recidiva oltre i 12 mesi per i quali non si intenda procedere a trapianto autologo. Si tratta, inoltre, di una terapia off-the-shelf, ovvero immediatamente disponibile senza richiedere i tempi di preparazione e manipolazione cellulare tipici di altre strategie terapeutiche, e quindi somministrabile in modo tempestivo e potenzialmente anche in ambito ambulatoriale.
“Quando parliamo di innovazione terapeutica, oggi non possiamo limitarci alla sola efficacia clinica: dobbiamo considerarne anche l’impatto sulla sostenibilità del Sistema sanitario, sempre più sotto pressione per la crescente richiesta di servizi e per la limitatezza delle risorse pubbliche - osserva Vito Ladisa, direttore della Struttura complessa di Farmacia ospedaliera della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - Una combinazione come quella di glofitamab e chemioterapia, utilizzata in seconda linea, a durata fissa e pronta all’uso, con un rapporto costo-efficacia altamente sostenibile, può rappresentare un elemento di valore, perché consente una maggiore programmabilità del trattamento e un utilizzo più appropriato delle risorse. Può inoltre contribuire a ridurre o contenere i costi associati a un controllo meno efficace della malattia, con la conseguente necessità di accedere a linee di trattamento successive o di gestire complicanze, ricoveri e altre cure potenzialmente evitabili. Puntare alla sostenibilità non significa limitare l’accesso all’innovazione, ma renderla governabile e concretamente disponibile per i pazienti che ne possono beneficiare”.
La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche nel Dlbcl recidivato o refrattario assume un valore che non è solo clinico, ma riguarda anche la possibilità di migliorare costantemente i percorsi di diagnosi e cura. Un aspetto particolarmente rilevante anche dal punto di vista dei pazienti e delle Associazioni che li rappresentano. “Ricevere una diagnosi di linfoma o affrontare una recidiva significa vedere la propria vita e quella dei propri cari improvvisamente sospesa, tra la paura del futuro e il bisogno di risposte il più possibile rapide ed efficaci - sottolinea Davide Petruzzelli, presidente La Lampada di Aladino Ets - Per chi convive con una patologia aggressiva come il Dlbcl, l’innovazione scientifica rappresenta prima di tutto una possibilità concreta di speranza. Disporre di terapie pronte all’uso e a durata fissa significa offrire nuove opportunità a chi ha opzioni limitate, ma anche alleggerire il carico emotivo e organizzativo che grava sulle famiglie. Come associazione di pazienti ribadiamo l’importanza di combinare innovazione, prossimità delle cure e tutela della qualità di vita, attraverso un dialogo costante tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e pazienti”.
“Sono i bisogni clinici ancora insoddisfatti a guidare il nostro impegno ventennale nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative per i pazienti affetti da malattie ematologiche maligne e non, come nel caso della forma recidivata o refrattaria del Dlbcl - aggiunge Anna Maria Porrini, direttore Medico di Roche Italia - I pazienti con questa grave tipologia di linfoma possono andare incontro al fallimento del controllo della malattia con la prima linea di terapia, hanno delle ricadute e possono non essere eleggibili a trapianto. Oggi, le possibilità di trattamento per questa popolazione di pazienti si ampliano grazie a un'innovazione terapeutica aggiuntiva con effetti sugli esiti clinici dei pazienti, immediatamente disponibile, pronta all'uso e a durata fissa. Il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a investire nella nostra pipeline in onco-ematologia per trasformare l'innovazione in valore concreto per i pazienti, i loro caregiver, i clinici e il Servizio sanitario nazionale”.
L’indicazione di glofitamab+GemOx rimborsata in Italia - conclude la nota - fa riferimento a pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario che non sono idonei al trapianto di cellule staminali autologhe (Asct).
Fonte Adnkronos
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[post_content] => Air France “molto soddisfatta” della stagione estiva, che ha registrato volumi record di passeggeri all’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle: lo spiega Nadia Azalé, direttore generale del vettore per il mercato francese, in occasione dell'Iftm.
Durante l’estate, Air France ha gestito quasi 123.000 passeggeri al giorno all’aeroporto Charles de Gaulle, con un picco di 130.000 passeggeri registrato il 28 giugno.
«La Tanzania sta diventando una delle principali destinazioni turistiche», ha affermato Azalé, sottolineando anche la forte crescita registrata verso il Portogallo e il Nord Europa.
Buona performance anche per il traffico nordamericano, rimasto solido nonostante l’attuale contesto geopolitico. «Serviamo 19 destinazioni solo negli Stati Uniti», ha aggiunto.
Il network della compagnia ha visto collegate 170 destinazioni per tutta l’estate, nonostante le interruzioni legate alla situazione in Medio Oriente. Il Nord America è stato al centro dello sviluppo del network: il vettore ha lanciato il collegamento per Las Vegas, mentre quello per New York continua a crescere, con l’aggiunta di un secondo volo giornaliero per Newark. La compagnia opera ora 11 voli giornalieri tra Parigi e New York (Jfk e Newark). Anche il servizio per Orlando è stato esteso a frequenza giornaliera.
Le novità dell'operativo per la winter alle porte vedono l'estensione del servizio per Punta Cana dal 29 marzo al 1° maggio, coprendo il periodo delle vacanze scolastiche francesi. Air France opererà inoltre due voli settimanali per Malé, alle Maldive, dal 18 dicembre all’8 marzo, mentre Phuket sarà servita da tre voli settimanali diretti.
Per quanto riguarda il network europeo, l’apertura del servizio per Londra Gatwick dovrebbe soddisfare sia il traffico turistico che quello d’affari, ha spiegato Nadia Azalé.
Più voli anche verso i Caraibi: dall’11 dicembre, lancerà un servizio Pointe-à-Pitre–Panama City, con orari studiati per facilitare i collegamenti da Fort-de-France e Cayenne verso destinazioni in tutta la regione. Dal 1° febbraio 2027, un Airbus A350 opererà su Saint Martin, portando le più recenti cabine premium della compagnia aerea nella destinazione dei Caraibi francesi.
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[post_content] => Sono riprese ieri sera attorno alle 19.30 le attività di volo all'aeroporto di Catania. Dopo due giorni difficili, la Sac, società di gestione dello scalo, ha potuto disporre la riapertura dei settori C1 e B3 dopo il passaggio dello stato di allerta vulcanica da rosso ad arancione.
I voli in partenza e in arrivo sono stati ripristinati con effetto immediato. La società invita comunque i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto
Con oltre 12,3 milioni di passeggeri all’anno l’aeroporto di Catania è il quinto aeroporto italiano, e la vicinanza al vulcano ha spesso causato problemi. Anche ad agosto c’era stata una chiusura che aveva causato gravi disagi a decine di migliaia di persone.
Il confronto con Enac
Nel frattempo si è svolto ieri a Roma l’incontro promosso dall’Enac per il riesame della gestione delle situazioni di emergenza che hanno interessato il sistema aeroportuale siciliano durante la stagione estiva 2026, caratterizzata dalla persistente attività eruttiva dell’Etna e dalle conseguenti limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania.
Sac ha anticipato una proposta di coordinamento regionale strutturato, orientata a gestire gli effetti delle situazioni di crisi sul sistema aeroportuale siciliano secondo una logica di rete. L’iniziativa mira a potenziare il coordinamento già esistente con l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità e la Protezione Civile con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficace il raccordo tra le varie competenze, assicurando informazioni condivise e strumenti operativi in grado di garantire una risposta integrata in caso di emergenza.
«L’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete. Ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate”, dichiarano Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac “Il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’Assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva. La piena condivisione registrata oggi tra i gestori aeroportuali siciliani conferma la validità di una strategia comune, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di operare come sistema»
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[post_content] => Nel 2027 Air France trasferirà tutti i suoi voli al New Terminal One dell’aeroporto Jfk di New York, dove inaugurerà anche una nuova lounge di oltre 2.700 metri quadrati, la più grande del proprio network internazionale.
Autentica vetrina dell’arte di viaggiare alla francese, questo spazio d’eccezione accoglierà i clienti La Première e Business, i soci Flying Blue Elite Plus e i viaggiatori aventi diritto in partenza con Klm e con le compagnie aeree partner di SkyTeam.
Progettata dai team di Air France in collaborazione con l’agenzia di design Marks Brandimage, l’elegante lounge si svilupperà su due livelli e offrirà più di 400 posti a sedere.
I viaggiatori avranno a disposizione aree di ristorazione dedicate alla gastronomia francese e un bar con un’esclusiva selezione di vini e champagne francesi. Saranno inoltre presenti spazi dedicati ai trattamenti di bellezza, al relax e al lavoro. Un’area esclusiva sarà riservata ai soci Flying Blue Ultimate.
Grazie a questa nuova lounge, i clienti La Première potranno beneficiare di un’esperienza aeroportuale fluida e personalizzata, dall’arrivo al New Terminal One del Jfk fino all’imbarco. All’interno della lounge avranno accesso a un’area esclusiva, con una proposta gastronomica appositamente ideata per loro da un rinomato chef francese.
L’esperienza nella lounge sarà completata dal percorso d’eccellenza offerto ai passeggeri nel New Terminal One, caratterizzato da tecnologie all’avanguardia, negozi e ristoranti di livello internazionale e servizi moderni.
[post_title] => Air France trasloca al New Terminal One di New York Jfk: nuova lounge da 2.700 mq
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"Abbiamo grandi progetti sugli Stati Uniti per il futuro" così Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways, a margine della conferenza online di presentazione della nuova campagna globale del vettore, 'Simply Italian', ribadisce la valenza del mercato americano e di quello a stelle e strisce in particolare.
"Il mercato statunitense è il più importante per noi, al di fuori del mercato interno italiano. Ovviamente, stiamo cercando di espanderci in quella zona".
L'ad anticipa che allo studio ci sono nuovi progetti, "intendiamo aprire nuove rotte. Stiamo valutando Newark. visto che al momento voliamo solo a New York Jfk, ma in futuro potremmo volare anche a Newark e abbiamo altre idee. Potremmo anche aumentare il numero di voli".
Eberhart ricorda il recente lancio della Roma-Houston, "inaugurata lo scorso 1° maggio. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) ho incontrato l’ambasciatore italiano a Roma, ed è ancora molto entusiasta di questo collegamento per Houston".
Rotte che uniscono due paesi e supportano "il turismo in entrata verso l’Italia, ma anche l'outgoing italiano e i viaggi d’affari degli italiani. Quindi penso che sia un ottimo abbinamento e confermo che, per il futuro, abbiamo grandi progetti per gli Stati Uniti".
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[post_content] => Si protrae ulteriormente l'interruzione ai voli sull'aeroporto di Catania. L'ultimo aggiornamento della Sac, società di gestione dello scalo di Fontantarossa comunica che, a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e la direzione dei venti prevalenti in quota, è stata disposta la prosecuzione della chiusura dello spazio corrispondente ai settori C1 e B3.
Continua pertanto la sospensione delle attività di volo in arrivo e in partenza all’aeroporto di Catania fino alle ore 22.00 locali di oggi 15 settembre.
I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.
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Con l’arrivo e l’entrata in servizio del primo aeromobile basato presso lo scalo piemontese - un A321neo - prende ufficialmente il via una nuova fase di sviluppo che rafforza ulteriormente la connettività di Torino e del Piemonte verso l’Italia e l’Europa.
Il primo velivolo sarà affiancato da un secondo aeromobile a partire dal 25 ottobre 2026, portando a due le macchine stabilmente basate a Caselle. L’investimento consentirà alla compagnia di ampliare significativamente il proprio network dallo scalo piemontese e di offrire complessivamente solo quest’anno in totale circa 1,3 milioni di posti in vendita.
La nuova base torinese porterà in dote 10 nuove rotte: Barcellona, da oggi 14 settembre, con 11 voli a settimana; Bilbao, novità assoluta, da oggi 14 settembre con 3 voli a settimana; Lamezia Terme, dal 25 ottobre, con 5 voli settimanali; Madrid, dal 25 ottobre, con 4 voli settimanali; Malaga, dal 26 ottobre, con 3 voli settimanali; Napoli, dal 1° dicembre, con 7 voli settimanali; Roma Fiumicino, dal 14 settembre, con 11 voli settimanali; Sharm el Sheikh, dal 27 ottobre, con 2 voli settimanali; Suceava, dal 18 dicembre, con 2 voli a settimana; Valencia, dal 15 settembre, con 4 voli settimanali.
A queste novità, si aggiungeranno altre quattro new entry 'ski routes' per Breslavia, Danzica, Katowice e Praga, ogni sabato dal 16 gennaio 2027.
Il network da Torino - che già vede operative le rotte verso Bucarest, Budapest, Catania, Chisinau, Iasi, Londra Luton, Palermo, Tirana e Varsavia - conterà quindi complessivamente 23 rotte e 10 Paesi collegati.
«Oggi trasformiamo in realtà un progetto su cui lavoriamo da mesi e che rappresenta un passo strategico di grande importanza per Wizz Air, per Torino e per tutto il Piemonte - ha dichiarato Mauro Peneda, managing Ddirector di Wizz Air Malta -. L’arrivo dei primi due aeromobili basati a Torino a distanza di poche settimane segna l’inizio di una nuova fase di crescita. In questi mesi abbiamo ulteriormente ampliato il nostro progetto, aggiungendo continuamente nuove destinazioni a un network già significativamente rafforzato. Oggi Torino è ancora più vicina all’Europa e l’Europa è ancora più vicina a Torino».
Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport ha aggiunto: «La nuova base Wizz Air amplia in modo importante le possibilità di viaggio da Torino. Con 23 rotte, i passeggeri possono scegliere tra grandi città e capitali europee, mete per le vacanze e destinazioni italiane, con numerosi voli e prezzi accessibili. Sarà quindi più facile e conveniente partire da Torino, sia per una vacanza sia per un viaggio di lavoro. La nuova base rende il nostro aeroporto più competitivo, offrendo a Torino e al Piemonte collegamenti diretti verso un numero sempre maggiore di destinazioni».
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[post_content] => AirBaltic ha volontariamente avviato la procedura di Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York: la compagnia aerea lettone tenta così di far fronte ai propri obblighi finanziari e raggiungere una struttura patrimoniale più sostenibile.
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«Abbiamo valutato attentamente le opzioni di ristrutturazione a disposizione della compagnia, concentrandoci su un obiettivo prioritario: fornire ad airBaltic le migliori basi possibili per continuare a operare e costruire una struttura finanziaria sostenibile - ha spiegato Andrejs Martinovs, presidente del Consiglio di sorveglianza di airBaltic -. Sotto la supervisione del tribunale e con la protezione dai crediti dei creditori, questo processo offre un quadro di riferimento chiaro e un calendario preciso per raggiungere accordi con i creditori, compresi i locatori di aeromobili e altre parti interessate. Allo stesso tempo, consente alla società di continuare a operare. Questa è la priorità centrale fissata per il cda di airBaltic: continuare a volare e mantenere i collegamenti della Lettonia.
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[post_content] => Tutto pronto per la 33ª edizione di Atm 2026, l'Arabian Travel Market, che andrà in scena dal 14 al 17 settembre prossimi, al Dubai World Trade Centre.
La kermesse riunirà a Dubai la comunità del viaggio e del turismo dopo un periodo complesso che ha interessato l’intero settore, offrendo una piattaforma alle destinazioni, alle imprese e agli operatori del settore per riallacciare i contatti, rafforzare le relazioni commerciali e discutere le priorità che definiranno la prossima fase del settore.
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L’evento di quest’anno porrà un forte accento sulla fiducia, la resilienza e la collaborazione, riflettendo le priorità del settore dei viaggi e del turismo in vista della crescita futura. In questo contesto, il tema conduttore sarà “Travel 2040: Driving New Frontiers Through Innovation and Technology” , che cercherà di analizzare e comprendere come l’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale, la mobilità intelligente e le aspettative in continua evoluzione dei viaggiatori stiano influenzando il futuro del turismo.
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[post_content] => Venticinque anni dall'11 settembre 2001. E il ricordo della tragedia che ha colpito New York e di riflesso gran parte del mondo rimane indelebile.
Per celebrare l'anniversario il 9/11 Memorial & Museum di New York inaugura domani, 12 settembre, una nuova mostra che analizza come quella tragedia abbia spinto una generazione di americani a trasformare il dolore in impegno sociale.
“In Their Honor: 25 Years of 9/11-Inspired Service” riunirà testimonianze personali, reperti e presentazioni multimediali che documentano i modi in cui le persone hanno reagito agli attacchi attraverso interventi di emergenza, servizio militare, assistenza sanitaria, istruzione, filantropia e attività creative.
La mostra, come riferisce Travel Mole, arriva in un momento in cui una quota crescente di americani non ha alcun ricordo personale dell’11 settembre. Il museo stima che circa 100 milioni di americani – all’incirca un terzo della popolazione – siano troppo giovani per ricordare gli attacchi.
«A venticinque anni di distanza, possiamo constatare quanto profondamente l’11 settembre abbia cambiato il nostro Paese e le persone che lo hanno vissuto», ha affermato Beth Hillman, presidente e ceo del 9/11 Memorial & Museum.
Al centro della mostra ci sono sei reperti che mirano a mostrare come le conseguenze dell’11 settembre si siano estese ben oltre le immediate conseguenze dell’evento.
Negli ultimi 25 anni, l’area del World Trade Center e i suoi dintorni sono stati ricostruiti con nuovi grattacieli e infrastrutture. Architetti di fama mondiale come Daniel Libeskind, Norman Foster, Snøhetta, Richard Rogers o Santiago Calatrava hanno lavorato alla riorganizzazione del quartiere.
Oggi, il One World Trade Center ospita il Memoriale e il Museo dell’11 settembre, l’Oculus (probabilmente la struttura più spettacolare del WTC, opera di Calatrava), negozi, parchi e il Perelman Performing Arts Center.
Con il 2 World Trade Center ormai in fase di costruzione, Lower Manhattan continua a trasformarsi da luogo della tragedia a quartiere urbano funzionante.
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