16 settembre 2026 09:29
Sono riprese ieri sera attorno alle 19.30 le attività di volo all’aeroporto di Catania. Dopo due giorni difficili, la Sac, società di gestione dello scalo, ha potuto disporre la riapertura dei settori C1 e B3 dopo il passaggio dello stato di allerta vulcanica da rosso ad arancione.
I voli in partenza e in arrivo sono stati ripristinati con effetto immediato. La società invita comunque i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto
Con oltre 12,3 milioni di passeggeri all’anno l’aeroporto di Catania è il quinto aeroporto italiano, e la vicinanza al vulcano ha spesso causato problemi. Anche ad agosto c’era stata una chiusura che aveva causato gravi disagi a decine di migliaia di persone.
Il confronto con Enac
Nel frattempo si è svolto ieri a Roma l’incontro promosso dall’Enac per il riesame della gestione delle situazioni di emergenza che hanno interessato il sistema aeroportuale siciliano durante la stagione estiva 2026, caratterizzata dalla persistente attività eruttiva dell’Etna e dalle conseguenti limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania.
Sac ha anticipato una proposta di coordinamento regionale strutturato, orientata a gestire gli effetti delle situazioni di crisi sul sistema aeroportuale siciliano secondo una logica di rete. L’iniziativa mira a potenziare il coordinamento già esistente con l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità e la Protezione Civile con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficace il raccordo tra le varie competenze, assicurando informazioni condivise e strumenti operativi in grado di garantire una risposta integrata in caso di emergenza.
«L’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete. Ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate”, dichiarano Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac “Il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’Assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva. La piena condivisione registrata oggi tra i gestori aeroportuali siciliani conferma la validità di una strategia comune, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di operare come sistema»
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Una collaborazione radicata e di successo quella tra Distal Gsa, Ethiopian Airlines e Aeroporti di Roma, che ieri sera è stata celebrata in un incontro con il trade nella Capitale.
La compagnia aerea "che abbiamo il privilegio e l'orgoglio di rappresentare in Italia da ben 10 anni e con cui abbiamo condiviso grandi successi" ha sottolineato Alessandra Pecci, member of the board e cmo & chro di Distal Gsa Italia, ha puntato i riflettori non solo sulle connessioni dall'Italia ma anche sulle oltre 65 destinazioni offerte in Africa.
"La partnership speciale che ci lega ad Aeroporti di Roma - ha dichiarato Maram Asen, area manager per l’Italia e l’Europa meridionale di Ethiopian Airlines - sostiene la nostra crescita all'aeroporto di Fiumicino e ci consente di rafforzare la nostra operatività per continuare a crescere sul mercato italiano. Ma un ringraziamento speciale spetta anche a Distal Gsa, che da dieci anni sostiene Ethiopian Airlines in Italia, lavorando al nostro fianco nelle vendite e nel marketing. E lo sviluppo di un rapporto con i nostri stimati partner ci aiuta a essere qui per operare 2 voli giornalieri da Fiumicino e 1 volo da Milano".
La manager ha condiviso alcune delle più recenti novità del network: "Dal 27 ottobre voleremo da Addis Abeba a Nakala, in Mozambico, mentre dall'11 dicembre decollerà il volo per Durban; il 1° dicembre avvieremo un nuovo volo per Port Harcourt, in Nigeria, e un altro collegamento per Lagos sarà attivo dal prossimo 1° novembre".
Attualmente Ethiopian opera attraverso un network di "oltre 145 destinazioni in tutto il mondo. Stiamo crescendo. Il nostro obiettivo è collegare l’Africa al resto del mondo e il resto del mondo all’Africa. Questo percorso, intrapreso con una visione ambiziosa ma concreta, è stato di gran lunga significativo, e ora siamo qui per festeggiare questo percorso insieme a voi, i nostri partner. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito e ancora più entusiasti di ciò che ci aspetta. Nuove destinazioni, nuove opportunità, nuovi collegamenti".
Adr, Scriboni: "Ethiopian Airlines è il vettore di riferimento per l'Africa"
E' stato Federico Scriboni, direttore aviation business development di Aeroporti di Roma, a tracciare i contorni dell'importanza del traffico da e per l'Africa a Fiumicino: "Il 2025 è stato un anno record con 2,3 mln di passeggeri che hanno viaggiato da e per l'Africa da Roma. E nei primi 8 mesi del 2026 abbiamo registrato un'ulteriore crescita del +5% di questo mercato".
In questo quadro, "Ethiopian è il vettore riferimento, prima per volumi di traffico tra i vettori internazionali sull’Africa. La compagnia offre inoltre una capillarità unica di destinazioni oltre Addis Abeba". Non solo, Scriboni ha ricordato la valenza di una "collaborazione a doppio filo con Ethiopian e Distal: nel 2024 abbiamo celebrato i 60 anni di operatività di Ethiopian da Roma e negli ultimi mesi l'aggiunta del secondo volo giornaliero da Fiumicino che ci posiziona come primo aeroporto in Europa per voli giornalieri offerti dal vettore. E ne siamo orgogliosi".
Degna di nota anche la collaborazione di Adr con Ethiopian sulle connessioni verso il Nord America: "Ogni notte accogliamo i voli della compagnia diretti negli Stati Uniti, che fanno scalo tecnico a Roma, per poi proseguire su Washington, Chicago, Toronto e Atlanta".
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Dubai guarda alla seconda parte del 2026 con una domanda in ripresa e una strategia che punta sempre più sulla capacità di leggere i singoli mercati. Nei primi otto mesi dell’anno la destinazione ha accolto 6,97 milioni di visitatori internazionali, di cui circa 869 mila nel solo agosto, il dato mensile più alto da febbraio. Sul fronte alberghiero, da gennaio ad agosto sono state registrate 21,61 milioni di room nights occupate, mentre l’occupazione ad agosto ha raggiunto il 66%.
A raccontare numeri e strategie è stata Hoor Al Khaja, senior vice president international operations di Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing (Dctcm), intervenuta all’Arabian Travel Market 2026.
Uno degli elementi sottolineati da Al Khaja è la diversificazione della domanda. Dubai continua infatti a lavorare su oltre 80 mercati internazionali, sostenuta dalla connettività di Emirates e degli altri vettori. Nei primi otto mesi l’Europa occidentale rappresenta il 20% degli arrivi internazionali, confermandosi il principale bacino regionale.
«Abbiamo sempre avuto un approccio diversificato ai mercati», ha spiegato Al Khaja, sottolineando come rispetto al 2025 il market mix sia rimasto sostanzialmente stabile, senza spostamenti significativi della domanda da un mercato all’altro.
Italia, avanti con il trade
In questo quadro, l’Italia resta uno dei mercati sui quali Dubai continua a investire. «L’Italia è uno dei mercati nei quali siamo molto attivi», ha sottolineato Al Khaja, citando il lavoro con la distribuzione e il programma sviluppato insieme a Emirates per coinvolgere e premiare gli agenti che vendono Dubai.
La strategia cambia in funzione dei singoli mercati. «Non abbiamo una strategia uguale per tutti», ha spiegato. Le attività vengono calibrate sulla situazione dei diversi Paesi, sulla connettività e sulle condizioni che determinano il momento più opportuno per tornare a promuovere pienamente la destinazione.
Il lavoro comprende workshop, roadshow, eventi e campagne, riattivati progressivamente nei diversi mercati.
La connettività resta decisiva
In questo scenario l’aviazione continua a rappresentare un elemento centrale. Il 97% della rete globale di Emirates è tornato operativo, con 138 destinazioni in 72 Paesi e oltre 1.600 voli settimanali.
Per Dubai, la rete aerea consente di mantenere attivi numerosi mercati contemporaneamente. Al Khaja ha inoltre sottolineato come l’allentamento degli avvisi di viaggio in diversi mercati stia contribuendo alla progressiva ripresa.
Non solo numeri
La strategia di lungo periodo guarda alla città nel suo complesso. L’obiettivo, ha spiegato Al Khaja, è fare di Dubai una delle migliori città al mondo non soltanto da visitare, ma anche in cui vivere, investire e lavorare.
È questa la cornice nella quale si inseriscono gli investimenti in infrastrutture, accessibilità, sostenibilità e qualità dell’esperienza. Il viaggiatore di oggi, secondo Al Khaja, è infatti più informato e selettivo e valuta una destinazione sulla base di elementi che vanno oltre prezzo, budget e posizione.
Dubai continua quindi a lavorare sull’evoluzione dell’offerta, puntando su segmenti differenti, dal leisure al luxury, dallo sport agli stopover, fino ai comparti emergenti del wellness e della longevity.
Lo stopover, in particolare, rappresenta una componente importante: può ridurre la durata media del soggiorno, ma consente di intercettare viaggiatori internazionali che scelgono Dubai anche come tappa del proprio itinerario.
Mice, il quarto trimestre si annuncia intenso
Anche il business travel e il Mice continuano a rappresentare una componente importante della domanda.
Al Khaja ha spiegato che alcuni eventi fortemente legati alla presenza internazionale sono stati rinviati, ma non cancellati. In alcuni casi gli appuntamenti sono stati semplicemente spostati più avanti nel calendario o al 2027.
Il quarto trimestre si presenta quindi con un calendario particolarmente intenso, che affianca agli appuntamenti business anche quelli leisure e sportivi.
I residenti diventano ambasciatori
Tra le iniziative raccontate da Al Khaja c’è A Dubai Invite, il programma che ha coinvolto direttamente i residenti, invitandoli a portare in città amici e familiari dall’estero.
L’iniziativa ha raccolto oltre 90 mila candidature. Il progetto nasce dalla volontà di coinvolgere direttamente i residenti nella promozione della destinazione, facendo leva sul segmento dei viaggi per visitare amici e familiari.
Dubai ospita persone provenienti da oltre 200 nazionalità, una dimensione multiculturale che, secondo Al Khaja, rappresenta una delle caratteristiche distintive della città.
Una strategia costruita sui singoli mercati
È questo uno degli elementi centrali dell’intervento di Al Khaja: Dubai non applica una formula unica alla propria promozione internazionale, ma adatta tempi e strumenti alle caratteristiche dei singoli mercati.
Un approccio che assume particolare rilevanza anche alla luce dell’attuale contesto internazionale. Al Khaja ha spiegato che i team di Dubai monitorano le condizioni dei singoli mercati e decidono quando tornare a investire nelle attività promozionali sulla base di elementi concreti, dalla disponibilità dei voli agli eventuali avvisi di viaggio e alla propensione delle persone a viaggiare.
«Non andiamo a promuovere Dubai in un mercato dove non ci sono voli o dove esiste ancora un travel advisory e le persone sono preoccupate», ha spiegato la manager. L’obiettivo è quindi riattivare progressivamente le attività quando le condizioni dei singoli mercati lo consentono, senza applicare lo stesso calendario a tutti.
Questo si traduce in workshop, roadshow, eventi e campagne, già ripartiti in diversi Paesi.
Per l’Italia il quadro è quindi quello di un mercato nel quale le attività sono già ripartite e il lavoro con la distribuzione prosegue, all’interno di una strategia che punta a mantenere diversificata la domanda e a intercettare segmenti e occasioni di viaggio differenti.
I 6,97 milioni di visitatori dei primi otto mesi raccontano una fase di ripresa della domanda. Dietro il dato ci sono il progressivo ripristino della connettività, un’offerta che continua a evolversi e un lavoro sempre più calibrato sulle caratteristiche dei singoli mercati.
(Quirino Falessi)
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Kuda tour operator rafforza e rinnova la propria organizzazione interna in vista delle importanti sfide che lo attendono nel futuro. L'ultima notizia riguarda la nomina di Silvia Massari a nuova senior key account.
La strategia futura
Con oltre 20 anni di esperienza nel turismo premium e nell’hospitality di lusso, Massari porta in Kuda un solido expertise in sales, marketing, business development e comunicazione. Nel suo percorso ha sviluppato strategie di marketing e posizionamento del brand, partnership con agenzie di viaggio, dmc e realtà del mondo luxury, oltre a importanti attività di pubbliche relazioni e comunicazione digitale.
Nel nuovo ruolo avrà un focus particolare sul consolidamento delle relazioni con il mondo delle agenzie e sulla valorizzazione dell’offerta Kuda, con l’obiettivo di renderne la conoscenza sempre più capillare sul mercato italiano. Una strategia che punta a rafforzare il dialogo con il trade, comunicare in modo sempre più efficace il valore delle proposte Kuda e trasformare la conoscenza del brand in nuove opportunità di business.
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Grazie a una collaborazione che prevede attività coordinate di marketing, trade, comunicazione e media relations, le partnership puntano a incrementare i flussi di visitatori verso una delle regioni più ricche d’Europa, valorizzandone al contempo l’ampio patrimonio culturale, la gastronomia famosa in tutto il mondo, le esperienze legate allo stile di vita e l’attrattività per il business.
Gli accordi sono stati firmati da Thierry Aucoc, svp Commercial Operations, Europe and the Americas di Emirates; da Stefano D’Aquino, head of incoming department di Bologna Welcome; e da Mario Marini, director di Parma Welcome.
Nell’ambito delle partnership, la compagnia di Dubai collaborerà con le due organizzazioni a una serie di iniziative rivolte a mercati internazionali selezionati. Tra queste potranno rientrare campagne promozionali congiunte, educational tour dedicati agli operatori del settore e media, seminari, webinar e attività rivolte al pubblico. L’obiettivo è accrescere la conoscenza della regione e favorire l’incremento dei flussi turistici.
Bologna Welcome e Parma Welcome supporteranno inoltre Emirates nella partecipazione a specifiche attività di promozione dell’Emilia-Romagna, tra cui roadshow, eventi e iniziative rivolte al trade, fornendo al contempo supporto logistico per visite selezionate di operatori del settore e media. Le due organizzazioni collaboreranno a stretto contatto con gli stakeholder locali del turismo e dell’ospitalità per sviluppare iniziative promozionali in grado di valorizzare la ricca e diversificata offerta turistica della regione.
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[post_content] => Air India entra in una fase decisiva della ristrutturazione: il gruppo Tata ha affidato - ad inizio agosto - la direzione generale della compagnia a Tewolde Gebremariam (nella foto), l’artefice del successo di Ethiopian Airlines, mentre il suo azionista di minoranza Singapore Airlines si mostra più esigente prima di erogare nuovi fondi.
N. Chandrasekaran, presidente di Tata Sons e di Air India, spiega in una nota che la compagnia ha completato la fase iniziale di «stabilizzazione, integrazione e impegni relativi alla flotta» sotto la guida di Campbell Wilson e che ora sta entrando in una fase «critica di attuazione ed espansione».
Air India motiva quindi questo cambio al comando non come una rottura, ma come il passaggio da un percorso di risanamento a una fase di industrializzazione del proprio modello.
Lo stesso Tewolde Gebremariam ha sottolineato la portata del progetto: «È un grande onore che mi sia stata affidata la guida di Air India in un momento così storico del suo percorso», si legge nel comunicato della compagnia. Promette di lavorare sull’«affidabilità operativa», sull’ospitalità indiana e su una crescita sostenibile a lungo termine.
Campbell Wilson, ex dirigente di Singapore Airlines, lascia una compagnia profondamente trasformata nelle sue strutture, ma ancora molto lontana dal pareggio economico. Da quando è stata rilevata da Tata, Air India ha intrapreso un ampio processo di modernizzazione della propria identità, ha effettuato investimenti nella flotta e ha portato avanti l’integrazione di Vistara, la joint venture tra Tata e Singapore Airlines.
Tale integrazione rientra in una strategia più ampia di Tata volta a riunire sotto un unico marchio le attività full-service, mentre Air India Express concentra l’offerta low cost del gruppo.
Il gruppo Tata intende trasformare la compagnia in un attore globale in grado di intercettare meglio i flussi tra India, Europa, Nord America, Asia e Australia, avvalendosi in particolare dei principali aeroporti indiani. La ricostruzione della compagnia è quindi strettamente legata all’ambizione di Nuova Delhi di rafforzare il ruolo del Paese nel trasporto aereo internazionale. Tra le priorità del vettore indiano il miglioramento della puntualità, il rinnovo delle cabine, la qualità dell’ospitalità e la connettività globale.
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Con oltre 12,3 milioni di passeggeri all’anno l’aeroporto di Catania è il quinto aeroporto italiano, e la vicinanza al vulcano ha spesso causato problemi. Anche ad agosto c’era stata una chiusura che aveva causato gravi disagi a decine di migliaia di persone.
Il confronto con Enac
Nel frattempo si è svolto ieri a Roma l’incontro promosso dall’Enac per il riesame della gestione delle situazioni di emergenza che hanno interessato il sistema aeroportuale siciliano durante la stagione estiva 2026, caratterizzata dalla persistente attività eruttiva dell’Etna e dalle conseguenti limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania.
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«L’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete. Ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate”, dichiarano Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac “Il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’Assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva. La piena condivisione registrata oggi tra i gestori aeroportuali siciliani conferma la validità di una strategia comune, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di operare come sistema»
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Milano rilancia il dialogo tra fashion e turismo d'eccellenza attraverso la nascita di White Resort World, la nuova piattaforma esclusiva firmata da White e Allumeuse. L'iniziativa rappresenta un inedito punto d'incontro tra moda, ospitalità e lusso contemporaneo, pensato per connettere una selezione curata di fashion brand con i principali protagonisti dell'hospitality internazionale.
Un'evoluzione strategica evidenziata da Debora Massari, assessore al Turismo e Moda della Regione Lombardia. Secondo l'assessore, «moda, design e turismo contribuiscono tutti a raccontare un territorio». Massari ha sottolineato l'importanza del connubio con il mondo dei resort e dell'ospitalità inserito da White evidenziando che l'attrattività della Lombardia risiede proprio nella capacità di collegare le eccellenze: «quando una persona arriva nella nostra regione incontra il modo in cui lo accogliamo, il design dei nostri luoghi, la moda e la ristorazione».
L'obiettivo
L'obiettivo della sinergia è far sì che l'incontro con i buyer internazionali si traduca in ordini e sviluppo di nuovi mercati. I vertici di White guidano questa transizione verso una dimensione globale e multisettoriale. Massimiliano Bizzi, fondatore di White, ha annunciato per l'imminente edizione un incremento del 24% degli espositori rispetto a settembre 2025, con una quota di brand esteri che raggiunge il 53%. Bizzi ha evidenziato come l'area "On The Beach", dedicata al segmento resort e lifestyle, si espanderà grazie alla partnership con BolognaFiere assecondando il bisogno strutturale delle aziende di internazionalizzarsi.
Brenda Bellei, amministratore delegato di White, ha rimarcato il potenziamento delle attività strategiche di incoming, che quest'anno, grazie al supporto di Ice e del network, permetteranno di portare a Milano circa 300 compratori eccellenti e operatori chiave da tutto il mondo.
Il cuore di questa evoluzione rimane il Tortona District Milano. Il distretto non solo raddoppia gli spazi espositivi, ma si apre alla città integrando workshop, eventi e una vocazione business-to-consumer. L'apertura di nuove location come il T35 (Ponte Beach) e il T31 (dedicato a beauty e design) punta a trasformare il quartiere in un hub interconnesso. Un ecosistema in cui il retail dialoga in modo sinergico con l'hotellerie di lusso offrendo ai professionisti del travel nuove prospettive per l'attrattività della destinazione Milano.
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[post_content] => Un comparto che conta 21 milioni di visitatori l’anno, genera 306 milioni di euro dalla sola vendita dei biglietti e attiva un indotto stimato in circa 8 miliardi di euro tra ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi. Un’industria che impiega 25-30 mila addetti diretti, tra personale fisso e stagionale, e coinvolge almeno 60 mila lavoratori nell’indotto, investendo ogni anno circa 100 milioni di euro in innovazione, prevalentemente con risorse proprie.
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È la fotografia del settore tracciata da Assoparchi in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla, tra i principali produttori mondiali di attrazioni, che lo scorso 12 settembre ha riunito nell’head-quarter di Altavilla Vicentina operatori, industria, istituzioni e mondo accademico per una giornata dedicata al futuro della filiera italiana del divertimento, culminata nel reveal mondiale di Hypnosiz, la nuova attrazione sviluppata dall’azienda.
Nel corso di una tavola rotonda dedicata all’analisi della filiera del divertimento, il presidente AssoParchi Luciano Pareschi ha tracciato un bilancio provvisorio della stagione in corso: “Tracceremo il bilancio ufficiale dell’estate nel corso del Meeting Assoparchi di novembre. Al momento possiamo comunque stimare una crescita nei parchi acquatici e un andamento in linea con il 2025 negli altri parchi. Le presenze non sono diminuite anche grazie all’adozione di una politica di pricing prudente, nonostante l’aumento di tutti i costi ed in particolare dell’energia. L’aspetto più importante è che in questi anni, anche in Italia, i parchi divertimento sono diventati veri e propri driver in grado di contribuire allo sviluppo di sistemi economici integrati e generare importanti flussi turistici, al pari di altri attrattori come i monumenti e i centri termali”.
Un valore che non nasce soltanto all’interno dei parchi, ma coinvolge un’intera filiera industriale fatta di progettazione, ingegneria, tecnologia, manifattura e servizi. Proprio Zamperla rappresenta uno degli esempi più evidenti di questo rapporto. Fondata nel 1966, l’azienda vicentina oggi conta circa 450 collaboratori nel mondo, di cui 300 in Italia, realizza oltre 100 attrazioni ogni anno e ha superato le 7.000 installazioni a livello internazionale. Nel solo 2025 ha collaborato con 1.242 fornitori, generando 67 milioni di euro di acquisti, l’85% dei quali destinato a imprese italiane: considerando personale, materiali, servizi e attività collegate, l’indotto prodotto sul territorio viene stimato in circa 100 milioni di euro.
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«La bellezza del Giappone è, inoltre, quella di lasciarsi visitare in qualunque stagione dell'anno, ognuna delle quali regalerà emozioni e opportunità differenti. Pensando già al prossimo inverno, ad esempio, i mesi più freddi aprono una stagione sorprendente per scoprire le tranquille cittadine montane immerse nel silenzio della neve e avventurarsi lungo un viaggio lento tra gli onsen, le nostre caratteristiche sorgenti termali all'aria aperta, e i sapori della cucina tradizionale, che si fanno caldi e accoglienti. Ma anche per divertirsi lungo le piste da sci e snowboard, rasformando la propria vacanza in un piacevole mix di relax, divertimento e adrenalina».
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