Attias: "Basta dire che l’Europa è finita: a Roma portiamo mille investitori globali"
26/05/2026 13:12
(Adnkronos) - Roma come luogo simbolico di una nuova possibile rinascita europea. È questa la scelta della Future Investiment Initiative, che dal 17 al 19 giugno porterà nella Capitale il FII Priority Europe 2026 Summit, ospitato al Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotel. Il tema scelto per l’edizione europea è "Europe Reimagined: Capital, Sovereignty & Strategic Autonomy": capitale, sovranità e autonomia strategica, in una fase in cui il continente prova a uscire dalla lunga stagione della gestione delle crisi e a ridefinire il proprio ruolo globale tra energia, tecnologia, sicurezza, finanza, industria e catene di approvvigionamento.
Il summit riunirà 1.000 investitori globali, leader politici, grandi gruppi industriali, policymaker, innovatori, scienziati, media internazionali e rappresentanti del mondo culturale, con 150 relatori. Al centro del programma ci saranno AI, dati e infrastrutture digitali, turismo e rigenerazione urbana, politica industriale verde ed energia, supply chain, commercio e sicurezza, mercati dei capitali, manifattura avanzata e deep tech. L’obiettivo dichiarato è discutere come il capitale privato e una nuova politica industriale possano contribuire alla competitività europea di lungo periodo.
Per Richard Attias, presidente del FII Institute, la scelta dell’Italia non è casuale. Roma, spiega in questa intervista all'Adnkronos, è il luogo da cui può partire un messaggio diverso sull’Europa: non più un continente percepito come stanco, diviso o condannato al declino, ma una piattaforma centrale per investimenti, innovazione, talento e connessioni tra Nord e Sud, Est e Ovest, Mediterraneo, Africa e Balcani. Tra i nomi e i profili citati da Attias figurano il governatore del Public Investment Fund saudita e presidente di Aramco Yasir Al-Rumayyan, la principessa Reema bint Bandar al Saud, ambasciatrice saudita negli Stati Uniti e figura chiave dell’iniziativa Wave sugli oceani, Mohamed Alabbar, fondatore del colosso emiratino Emaar, oltre a una delegazione saudita con diversi ministri. Ci saranno il ceo di Pimco Emmanuel Roman, di Minerva Foods Fernando Galletti de Queiroz, il presidente di Barclays Bank Stephen Daintan e il capo degli investimenti di Goldman Sachs Anthony Gutman. Tra gli italiani, oltre a Matteo Renzi (nel board del FII) e a vari ministri del governo, ci saranno gli amministratori delegati di Unicredit Andrea Orcel e di Fincantieri Pierroberto Folgiero, mentre Attias auspica la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, compatibilmente con gli impegni internazionali di quei giorni, tra tutti il Consiglio europeo.
Per il fondatore, che ha alle spalle una lunga esperienza tra Davos, Clinton Foundation e la conferenza dei premi Nobel, il punto è soprattutto cambiare narrazione: "Molti ci dicono che l’Europa è finita. Io non posso accettarlo", dice all'Adnkronos. E aggiunge, premettendo un tocco di immodestia: "Quello che portiamo a Roma non è solo un’altra conferenza. È un dono all’Europa".
Richard Attias, che cosa è cambiato da quando avete lanciato il FII?
"A ottobre celebreremo a Riad la decima edizione, che sarà una tappa molto importante. Sei anni fa abbiamo avviato i FII Priority Summit, perché ci siamo resi conto che, se si vuole essere davvero inclusivi, non si può aspettare che le persone vengano una volta all’anno al nostro evento principale. Bisogna mantenere la conversazione viva ogni due o tre mesi. Il mondo sta cambiando. Stiamo affrontando un nuovo ordine geo-economico e ora anche geopolitico. Per questo per noi era importante andare quasi in tutti i continenti. Siamo partiti dalle Americhe, prima New York e poi Miami, che è diventata affollata quasi quanto Riad. Poi siamo andati in Asia, scegliendo Hong Kong dopo il Covid. Siamo stati la prima grande conferenza business a tornare lì dopo la pandemia, con 1.200 delegati per quasi tre giorni".
Lei dice spesso che il FII non è solo una conferenza. Che cosa intende?
"Il FII è diventato un movimento. Questa è la grande differenza rispetto ad altre conferenze. Molte conferenze sono importanti perché producono conversazioni. Il FII, invece, è orientato all’esecuzione. Disegniamo e curiamo la conferenza in modo che sia focalizzata su accordi, opportunità e risultati concreti. Quando il principe ereditario Mohammed bin Salman chiese di creare qualcosa come il FII, disse: costruiamo una piattaforma in cui gli investitori di tutto il mondo possano venire una volta all’anno per capire dove va il denaro, sia in termini geografici sia in termini settoriali. Oggi sappiamo dove va il denaro negli Stati Uniti, sappiamo dove gli americani investono, sappiamo dove il capitale si muove in Asia, in Giappone, in Medio Oriente. Ora vogliamo portare questa conversazione anche in Europa".
Perché l’Europa, e perché proprio Roma?
"Negli ultimi dodici mesi, a ogni FII che abbiamo organizzato a Riad o a Miami, molti investitori e anche alcuni leader politici ci hanno detto: 'l’Europa è finita'. Questo per me è doloroso. Sono un prodotto del sistema educativo europeo, ho vissuto 25 anni della mia vita in Europa, sono arrivato in Francia dal Marocco, dove sono nato, come migrante. Non posso accettare questa idea. Abbiamo avuto una lunga discussione nel board del FII Institute e ci siamo detti: non possiamo lasciare l’Europa da parte. E perché l’Italia? Perché pensiamo che l’Europa debba iniziare un nuovo Rinascimento. E chi ha inventato il Rinascimento?"
Che cosa deve raccontare oggi l’Europa di sé stessa?
"L’Europa deve essere reimmaginata, reinventata. Deve parlare di ciò che funziona. Vorrei citare il presidente Clinton: quando fu eletto, nel suo discorso inaugurale disse che non c’è nulla di sbagliato in America che non possa essere corretto da ciò che c’è di buono in America. Noi speriamo che a Roma si parli di più di ciò che c’è di buono in Europa. Dobbiamo parlare dei talenti, dell’innovazione, della creatività, di come l’Europa prende sul serio la rivoluzione dell’AI, di ciò che può offrire nella nuova equazione energetica, di come può disegnare nuovi corridoi per il commercio, le supply chain, l’energia. E quale posto migliore di Roma? Una città mitica, dove tante cose sono state reinventate".
Roma è anche uno snodo geografico e geopolitico.
"L’Italia è molto ben posizionata: collega il Nord e il Sud dell’Europa, l’Est e l’Ovest. È vicina ai Balcani, a Paesi che aspirano a entrare nell’Unione europea, come Montenegro e Albania, ed è molto vicina all’Africa. È un grande hub. Ma non è solo il Paese di Leonardo da Vinci e della creatività. L’Italia può essere la forza motrice della reinvenzione dell’Europa. È per questo che speriamo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni possa partecipare. Le date coincidono con altri impegni internazionali, ma sarebbe un peccato perdere l’occasione di parlare a circa mille ceo e imprenditori globali che arrivano insieme per la prima volta a Roma in questo formato".
Che cosa possono trovare gli investitori internazionali in Italia e in Europa?
"Devono capire perché l’Italia può essere una grande porta d’accesso all’Europa, e quali sono le opportunità nel Paese. L’immagine dell’Italia, all’estero, è spesso confusa. Noi al FII cerchiamo sempre di ospitare conversazioni che abbiano un impatto sull’umanità e sui cittadini. Da cinque anni realizziamo una rilevazione molto importante, il FII Priority Compass, in cui chiediamo a cittadini di tutto il mondo quale sia la loro priorità. Per cinque anni consecutivi la risposta è stata la stessa: costo della vita, costo della vita, costo della vita. È fondamentale ascoltare dai leader europei che cosa stanno facendo e che cosa intendono fare per affrontare questo problema".
Quali sono le altre priorità?
"La seconda è la sanità. Il Covid ha dimostrato che molti sistemi sanitari sono fragili o rotti. Poi c’è la sicurezza, che è collegata anche all’immigrazione, uno dei grandi temi che l’Europa affronta. E c’è l’inclusione tecnologica: le persone non vogliono essere escluse da questa grande rivoluzione, ma non tutti hanno accesso alla tecnologia, purtroppo anche in Europa. Per questo è cruciale che i leader europei affrontino questi temi faccia a faccia con i business leader, con i giovani imprenditori, con la nuova generazione di leader e con i media. I media sono fondamentali, perché sono la cassa di risonanza di ciò che viene discusso. Come possono i cittadini accedere all’informazione e alla conoscenza se i media non sono al centro della conversazione?".
L’Europa ha un problema di accesso ai capitali, soprattutto quando le startup devono crescere e scalare.
"Voi dei media siete parzialmente responsabili", risponde Attias sorridendo. "Conosco molto bene l’ecosistema tecnologico, perché vengo da lì: ho iniziato la mia carriera in Ibm. Negli Stati Uniti una cosa l’hanno imparata molto presto: comunicare. L’Europa, invece, è molto debole sulla comunicazione. Parliamo sempre del bicchiere mezzo vuoto, invece di raccontare le storie di successo. In Europa ci sono grandi imprenditori e grandi aziende che non hanno nulla da invidiare agli americani o ai cinesi in termini di tecnologia. Ma non ne parliamo. Se vai per strada e chiedi a dieci persone di nominare dieci aziende tecnologiche, citeranno dieci aziende americane. Forse, se sei fortunato, qualcuno citerà Mistral in Francia o qualche altra società britannica. Ma c’è molto di più".
Quindi il problema è anche culturale.
"In Europa siamo timidi, discreti. È quasi un tabù dire che hai successo. Dobbiamo imparare a celebrare il successo. Negli Stati Uniti, quando qualcuno vede una bella macchina, dice: un giorno ne avrò una anch’io. In Europa, te la rigano. È una questione di mentalità. Dobbiamo smettere di guardare al successo come a qualcosa di sospetto. Dobbiamo raccontare meglio le nostre miniere d’oro nascoste. Alcune realtà europee sono più avanzate di aziende della Silicon Valley, ma non fanno rumore. E se non fai rumore, è più difficile attrarre milioni o miliardi".
Lei sostiene che l’Europa è già una potenza, ma non riesce a percepirsi come tale.
"Se prendi l’Europa come un’unica entità e la confronti con Stati Uniti e Cina, l’Europa è la seconda area al mondo in termini di Pil. Gli Stati Uniti valgono circa 26 mila miliardi, l’Europa circa 25 o 24,5, la Cina è dietro, intorno a 18,5. Quindi le superpotenze non sono solo Stati Uniti e Cina. C’è anche l’Europa. Ma non lo promuoviamo, perché l’Europa si sente divisa. Noi vogliamo celebrare il fatto che l’Europa può essere una grande destinazione per gli investimenti. Che ha un posto al tavolo e che non è affatto finita".
Chi guarda oggi all’Europa come destinazione di investimento?
"L’Asia guarda all’Europa. Il Medio Oriente guarda all’Europa. Lo sappiamo bene: il Public Investment Fund saudita ha aperto da poco un ufficio a Parigi e ne ha già uno a Londra. Non lo fanno per beneficenza. Lo fanno perché sanno che ci sono opportunità. Anche gli americani guardano all’Europa, nonostante le tensioni sui dazi. Ci sono tre grandi poli: America, Europa e Cina, ma c’è anche una nuova Asia che emerge, con Corea del Sud, Indonesia, Malesia. E nel G20 ci sono molte grandi economie europee. Per questo veniamo in Europa".
Che dimensioni avrà il summit di Roma?
"Siamo già quasi a mille delegati registrati e avremo circa 150 speaker internazionali. Probabilmente sarà una delle più grandi conferenze business mai ospitate a Roma. E non bisogna dimenticare che Roma è anche il Vaticano. Per questo abbiamo chiesto a Sua Santità il Papa se potrà rivolgersi alla business community. Vedremo che cosa accadrà nei prossimi giorni".
Il FII rivendica una differenza rispetto ad altri grandi forum internazionali: i risultati concreti. Quali numeri potete indicare?
"In nove anni di FII a Riad non abbiamo firmato memorandum d’intesa simbolici. Abbiamo firmato accordi reali per un totale di quasi 250 miliardi di dollari. Questa è la realtà. Non c’è un’altra conferenza al mondo che possa mostrare questo livello di esecuzione. Per questo diciamo di essere la principale conferenza di investimento al mondo, e siamo orgogliosi di questo risultato".
Oltre alle conferenze, che cos’è oggi il FII Institute?
"Abbiamo duemila membri. All’inizio non avevamo un programma di membership, ma molti Ceo ci chiedevano di far parte di ciò che stavamo costruendo: sostegno a cause, aiuto ai giovani imprenditori, investimenti in Paesi dove portiamo acqua pulita, educazione, computer. Abbiamo un pilastro molto importante che si chiama Act: vogliamo guidare anche con l’esempio. Non siamo semplicemente organizzatori di conferenze. Abbiamo indici, pubblicazioni e iniziative. Quest’anno probabilmente lanceremo un nuovo indice, Capital in Motion, per capire anno dopo anno dove si muove il denaro. Abbiamo un altro indice che analizza come i Paesi investono in sanità. E abbiamo quattro grandi filoni di lavoro: AI e robotica, healthcare, sostenibilità ed educazione".
Lei ha citato Wave, l’iniziativa sugli oceani.
"Wave è un’iniziativa straordinaria su come proteggere, pulire e rigenerare gli oceani. Abbiamo molti partner e una grande base dati per capire davvero qual è la situazione. Tutti parlano degli oceani, ma pochi sanno esattamente che cosa sta accadendo. L’ecosistema sottomarino è in una crisi gravissima. Se non proteggiamo e rigeneriamo gli oceani, avremo problemi enormi, perché sappiamo quanto gli oceani portano all’umanità. E gli imprenditori che partecipano alle nostre iniziative vogliono investire con un purpose, uno scopo, rispondere alle priorità dei cittadini". (di Giorgio Rutelli)
Fonte Adnkronos
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[post_content] => È stato proclamato da alcune sigle sindacali autonome uno sciopero nazionale, in adesione a uno sciopero generale, che interesserà il personale del Gruppo Fs Italiane: l'agitazione è prevista dalle ore 21 di giovedì 28 alle ore 21 di venerdì 29 maggio. Lo riferiscono le Ferrovie dello Stato in una nota.
Nello stesso comunicato si precisa che i treni potranno subire cancellazioni o variazioni per lo sciopero nazionale del personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord.
Lo sciopero riguarda il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. Per i treni a media e lunga percorrenza, i treni garantiti sono consultabili in questo link.
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[post_content] => Avanza il piano di rinnovo della flotta di Egyptair con l'ingresso dei primi tre Airbus A350-900 e dei primi tre Boeing 737-8 Max. Grazie all'entrata in servizio di questi nuovi aeromobili il vettore può contare su una flotta sempre più efficiente e moderna, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni, migliorare l’esperienza di viaggio ed espandere la propria rete internazionale, con particolare attenzione al mercato statunitense, considerato strategico per la compagnia.
L’ingresso dei nuovi aeromobili si inserisce nella fase Eis del piano di crescita previsto fino al 2031, che comprende anche un completo rinnovamento delle cabine dei velivoli già operativi e importanti aggiornamenti nei servizi di catering, assistenza a terra e manutenzione.
Intanto, con il debutto del primo A350-900 Egyptair inserisce due nuove rotte verso il Nord America: Los Angeles e Chicago: nel dettaglio, dal 23 maggio è operativo il collegamento diretto Il Cairo - Los Angeles con partenze il lunedì, giovedì e sabato, mentre dal 21 giugno decollerà il volo diretto Il Cairo - Chicago nei giorni di mercoledì, venerdì e domenica.
Le nuove destinazioni si aggiungono ai collegamenti già esistenti con New York, Newark e Washington, ampliando ulteriormente le opzioni di viaggio verso gli Stati Uniti.
L'aeroporto del Cairo si conferma inoltre uno scalo ideale per i viaggiatori diretti negli Stati Uniti, rappresentando un punto di connessione tra Europa, Africa, Asia e America. Un’opportunità che permette anche di scoprire alcune delle principali attrazioni dell’Egitto, dal nuovo Grand Egyptian Museum alle Piramidi di Giza e alla Grande Sfinge, fino alle crociere sul Nilo e ai tour nel deserto.
“L’introduzione dei nuovi modelli e il lancio di nuove rotte intercontinentali rappresentano tasselli fondamentali per la nostra crescita globale e sostenibile. Una testimonianza concreta del nostro impegno nel mantenere una flotta giovane e all’avanguardia, capace di collegare l’Egitto con il resto del mondo -. ha dichiarato Ahmed Adel, ceo e presidente di Egyptair -. Il nostro obiettivo è offrire collegamenti sempre più efficienti, confortevoli e competitivi, rafforzando il ruolo de Il Cairo come hub internazionale di primo piano e rispondendo alla crescente domanda di viaggi tra Africa, Medio Oriente e Americhe”.
Nel piano di sviluppo della compagnia rientra anche l’Italia: a partire dal 29 giugno sarà infatti operativa la nuova rotta diretta da Venezia per la capitale egiziana.
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[post_content] => Neos ha presentato la nuova formula "Neos Protection". «Abbiamo sentito la necessità – ha detto ad Askanews Aldo Sarnataro, cco di Neos – di mettere in campo una garanzia per tranquillizzare i nostri clienti. Non c’è nessun motivo quest’estate per non andare in vacanza e Neos Protection vuole rappresentare la garanzia e la tranquillità: se ti portiamo in vacanza, noi ti riportiamo anche a casa. Come lo facciamo? Questo è il valore intrinseco di far parte del gruppo Alpitour e quindi di avere una filiera che lavora insieme. Questo ci permette di poter mettere in campo una protezione che è figlia di un lavoro operativo e di procedure di investimenti per cercare di proteggere la vacanza».
Tutela a tutto tondo
Il prodotto offerto dal turismo organizzato è concepito per tutelare il viaggiatore sotto tutti gli aspetti, compreso quello dei costi legati al carburante degli aerei. «Ci tenevamo a riaffermare ancora questo concetto perché in un momento così difficile, ovviamente dove c’è una variabilità del costo del fuel che è molto grande, ci poteva essere il timore da parte del cliente che ci potrebbero essere costi post acquisto. Quindi volevamo sottolineare che alla luce di quello che è il preventivo nel momento in cui si va ad acquistare, non ci saranno sorprese dalla chiusura dell’acquisto fino alla partenza».
In dettaglio, queste le garanzie offerte da Neos:
prezzo bloccato: una volta confermata la prenotazione, il cliente è assicurato contro le fluttuazioni dei costi legati al carburante aereo. Il prezzo è bloccato e non subirà alcuna variazione.
Neos Protection: qualora, per cause di forza maggiore derivanti da eventi imprevedibili, il volo venisse cancellato, si potrà scegliere tra un volo alternativo, l'ottenimento del rimborso immediato e integrale del biglietto o un voucher Neos utilizzabile liberamente - senza vincoli di destinazione – per nuove prenotazioni Neos entro 24 mesi.
Neos Fuel Protection: una volta partito, il viaggio di ritorno a casa del cliente è sempre assicurato. Se si ha una prenotazione andata e ritorno, anche qualora si verifichi la circostanza eccezionale di carenza di carburante, Neos assicurerà comunque un volo di rientro, senza alcun costo aggiuntivo.
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[post_content] => Anche in uno scenario instabile come quello attuale, l’analisi del direttore commerciale di Alpitour, Alessandro Seghi, è improntata al pragmatismo. «Stiamo vivendo un momento di confusione totale, che ha portato a una parziale paralisi del mercato, anche se le premesse per la ripartenza non mancano».
Dopo un marzo molto difficile, trascorso a gestire rientri, riprotezioni e cancellazioni, le informazioni allarmistiche diffuse dai media hanno contribuito a creare una condizione di stand by sul fronte delle prenotazioni. «Per dare slancio al mercato in una fase particolarmente importante per il booking estivo, abbiamo lanciato la campagna “Keep calm” e realizzato una survey in adv per capire come intervenire per rassicurare i clienti su rimborsi, riprotezioni e scarsità di carburante in alcuni aeroporti. Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti, fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».
Sulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».
Il trend attuale
«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».
Non è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».
Alla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».
Fra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.
Soprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».
Al momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. La conferma viene dal trend dell’Egitto, che, malgrado resti il prodotto più venduto dal gruppo Alpitour, «sta ancora risentendo di una situazione internazionale che in realtà non lo vede in alcun modo implicato».
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I voli di lungo raggio con decollo da Milano Linate potrebbero diventare realtà? Forse. Almeno secondo quanto ipotizzato da Il Corriere.it, che ha avuto accesso al documento cartaceo sul nuovo Piano nazionale degli aeroporti, il documento strategico che definisce lo sviluppo dell’aviazione civile italiana fino al 2035.
In base a quanto compare nel documento, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti starebbe valutando l’apertura del city airport ai voli intercontinentali, soprattutto verso New York, purché operati con aerei a corridoio singolo configurati esclusivamente in classe business e gestiti da compagnie tradizionali.
Un futuro che dovrebbe inevitabilmente transitare da una modifica della normativa vigente: attualmente, infatti, Linate è soggetto a forti limitazioni stabilite dal cosiddetto “decreto Giovannini” del 2022, che consente solo voli punto a punto; utilizzo di aeromobili a fusoliera stretta; collegamenti entro 1.500 km e solo con aeroporti dell’Unione europea o Paesi convenzionati (è il caso del Regno Unito).
L’obiettivo del ministero sarebbe quello di offrire alle compagnie maggiore flessibilità commerciale e attrarre clientela premium direttamente nel centro di Milano, sfruttando la posizione strategica di Linate.
Sul tavolo c'è però un vincolo importante: l’aeroporto può gestire un massimo di 18 movimenti orari tra decolli e atterraggi. Poiché lo scalo è già molto congestionato, l’introduzione di voli a lungo raggio comporterebbe probabilmente la riduzione di alcune frequenze nazionali o europee.
Da non sottovalutare, infine, il fatto che la proposta andrebbe a pungolare sul vivo l'aeroporto di Milano Malpensa: se il progetto andasse a buon fine, quest'ultimo potrebbe perdere parte del proprio traffico più redditizio a vantaggio di Linate. Non a caso, le limitazioni sul city airport erano state introdotte proprio per favorire la crescita di Malpensa come hub internazionale, soprattutto dopo la crisi che aveva portato all'abbandono dello scalo da parte di Alitalia.
Tra le compagnie aeree potenzialmente più interessate ci sarebbe Ita Airways che, insieme al gruppo Lufthansa, già occupa una posizione dominante a Linate (circa il 52% dei voli programmati per l’intero 2026, secondo i dati Cirium).
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[post_content] => L'Australian Tourism Exchange nel 2027 farà tappa a Sydney, per la prima volta dopo cinque anni. Il principale appuntamento turistico del Paese e di Tourism Australia si è intanto chiuso ad Adelaide con la partecipazione di oltre 2.900 partecipanti, tra cui 1.400 rappresentanti dell’industria turistica australiana, 674 organizzazioni turistiche del Paese e 730 buyer internazionali viaggi provenienti da 32 Paesi.
Dall’Europa continentale hanno preso parte 47 operatori, di cui 13 italiani. E nel complesso, sono stati programmati oltre 55.000 appuntamenti business.
L'annuncio coincide con un periodo di crescita cruciale per il settore turistico del New South Wales, mentre si prepara ad accogliere i passeggeri del Western Sydney International Airport entro la fine dell’anno e l’Australia si prepara a ospitare la Coppa del Mondo di Rugby nel 2027.
“L’edizione della fiera di quest’anno ha prodotto solidi risultati commerciali - ha dichiarato Robin Mack, managing director di Tourism Australia (nella foto) -: 74 sono stati i nuovi prodotti che hanno preso parte alla fiera e 131 le nuove organizzazioni di buyer, a dimostrazione della forte domanda nel settore e, in particolare, verso l’Australia. Gli incontri vis à vis hanno rafforzato le relazioni, creando un flusso di opportunità future che contribuisce alla continua crescita sostenibile del settore turistico australiano.”
“Non vediamo l’ora di accogliere buyer turistici e stakeholder dell’economia dei visitatori presso l’Icc Sydney per Ate 27, insieme alle nostre imprese turistiche del Nsw - ha aggiunto Karen Jones, managing director di Destination Nsw -. I benefici a lungo termine generati dall’evento sono considerevoli: le relazioni che crea e le opportunità future che sviluppa svolgono un ruolo fondamentale nella crescita del turismo inbound.”
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[post_content] => Made by Turisanda scende in pista per la MotoGP proponendo combinazioni di viaggio di alto livello. Con Made by Turisanda si può vivere la MotoGP nei circuiti più famosi del mondiale come Mugello, Misano e Qatar. Esperienze davvero esclusive che permettono di “accedere” al vero cuore di questo sport.
Paddock Experience
Da quest’anno, inoltre, si inserisce un’importante novità: la Paddock Experience. Disponibile per alcune tappe, tra cui Mugello (28-31 maggio), Misano (10-13 settembre) e Qatar (6-8 novembre), questa soluzione trasforma l’evento sportivo in una vera e propria esperienza di viaggio. La nuova proposta comprende diversi servizi esclusivi per vivere la gara al massimo: pass con accesso illimitato a uno dei Paddock, ingresso ai box in una delle scuderie presenti, accesso per tre giorni all’Hospitality area e visita guidata del Paddock e del box. Sono compresi nell’offerta anche tre notti in un hotel selezionato, parcheggio auto, kit benvenuto con materiale ufficiale MotoGP e assistenza in loco dedicata per tutta la durata dell’evento.
Con Made by Turisanda lo sport non si ferma mai, soluzioni tailor made anche per il tennis, la Formula1 e l'Nba, con proposte dedicate per assistere alle competizioni internazionali più importanti e al contempo visitare alcune delle città più famose al mondo. Ed è proprio il tennis a essere protagonista di un appuntamento imperdibile da vivere con Made, si vola infatti fino ad oltreoceano per l’ultimo emozionate match, gli Open di New York con i Carota Boys, dove spettacolo ed emozioni forti sono assicurati. L’itinerario prevede 6 giorni e 4 notti, dal 5 al 9 settembre. Tutti i viaggi Tennis Experience proposti da Made by Turisanda includono ingresso per il match, esperienze esclusive, soggiorni in hotel 4 stelle e assistenza h24.
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[post_content] => E' decollato oggi da Olbia il volo di Delta Air Lines per New York Jfk, unico collegamento non-stop tra la Sardegna e gli Stati Uniti. «Questo nuovo collegamento tra New York-Jfk e Olbia permetterà ai passeggeri Delta di scoprire una delle isole più suggestive d'Italia - ha dichiarato Matt Long, managing director di Delta per l'Europa e l'Africa -. La Sardegna e la Costa Smeralda offrono una combinazione unica di bellezze naturali, patrimonio culturale e ospitalità di livello mondiale, e la nostra rotta diretta rende più facile che mai per i viaggiatori statunitensi scoprirle di persona. Allo stesso tempo, i passeggeri in partenza dalla Sardegna possono raggiungere direttamente New York, una delle città più iconiche al mondo, e usufruire di coincidenze verso altre destinazioni del network nordamericano di Delta».
La rotta è servita quattro volte a settimana, in collaborazione con i partner europei Air France, Klm e Virgin Atlantic, da un Boeing 767-300 da 211 posti, configurato con le classi di servizio Delta One, Delta Premium Select, Delta Comfort e Delta Main.
«Per la prima volta la Sardegna è collegata con un volo diretto agli Stati Uniti, grazie alla visione e alla fiducia di Delta Air Lines, una delle principali compagnie aeree mondiali, che desideriamo ringraziare per aver creduto nel potenziale della nostra destinazione - ha commentato Silvio Pippobello, ceo Geasar Aeroporto Olbia Costa Smeralda -. Questo risultato è il frutto di un lavoro portato avanti nel corso degli anni insieme agli operatori turistici, alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del territorio, con i quali abbiamo collaborato per sostenere il percorso di crescita e di valorizzazione della destinazione Sardegna sul mercato nordamericano. Oggi si apre una nuova fase per il turismo dell’Isola: un’opportunità importante, non solo per l’aeroporto di Olbia ma anche quello di Alghero e Cagliari, per rafforzare ulteriormente la presenza della Sardegna sui mercati internazionali e proseguire nel percorso di sviluppo della destinazione, aumentando la sua riconoscibilità e attrattività a livello globale».
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Secondo quanto comunicato da Ram, saranno effettuati 32 voli speciali durante la fase a gironi della Coppa del Mondo, che si svolgerà dal 13 al 24 giugno 2026 in diverse città americane. Questi voli si aggiungono all'operativo regolare verso gli Stati Uniti per far fronte alla forte domanda prevista da parte dei tifosi marocchini.
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Su New York, Royal Air Maroc opererà 12 voli diretti supplementari l'11, il 12 e il 13 giugno 2026 per le partenze, e il 14 e il 15 giugno 2026 per i ritorni. Questo potenziamento della capacità, stimato in oltre 3.300 posti, andrà ad aggiungersi ai due voli giornalieri di linea che saranno mantenuti per tutta la durata dei Mondiali. In totale, la compagnia prevede di poter trasportare circa 7.500 tifosi nella regione di New York durante l'intero torneo, rendendo New York la principale porta d'ingresso negli Stati Uniti per gli appassionati di calcio.
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La compagnia, che opera collegamenti diretti da Casablanca verso New York, Boston e Atlanta, propone una tariffa unica di 10.000 dirham (circa 940 euro) con date fisse e biglietto non rimborsabile, per consentire a oltre 8.800 tifosi di vivere la competizione a stretto contatto con i Leoni dell'Atlante.\r\n\r\nSecondo quanto comunicato da Ram, saranno effettuati 32 voli speciali durante la fase a gironi della Coppa del Mondo, che si svolgerà dal 13 al 24 giugno 2026 in diverse città americane. Questi voli si aggiungono all'operativo regolare verso gli Stati Uniti per far fronte alla forte domanda prevista da parte dei tifosi marocchini.\r\n\r\nLa compagnia sottolinea il carattere inedito dell'iniziativa, in particolare l'apertura temporanea della rotta verso Atlanta, metropoli del Sud-est americano finora assente dal network Ram. Il vettore prosegue così la sua strategia di rafforzamento del network transatlantica, avviata da tempo con i collegamenti verso New York, Washington, Montréal e l'annuncio di nuovi collegamenti regolari verso Boston e Los Angeles.\r\n\r\nSu New York, Royal Air Maroc opererà 12 voli diretti supplementari l'11, il 12 e il 13 giugno 2026 per le partenze, e il 14 e il 15 giugno 2026 per i ritorni. Questo potenziamento della capacità, stimato in oltre 3.300 posti, andrà ad aggiungersi ai due voli giornalieri di linea che saranno mantenuti per tutta la durata dei Mondiali. In totale, la compagnia prevede di poter trasportare circa 7.500 tifosi nella regione di New York durante l'intero torneo, rendendo New York la principale porta d'ingresso negli Stati Uniti per gli appassionati di calcio.\r\n\r\nBoston conterà 12 voli speciali diretti, con partenze previste il 17, 18 e 19 giugno 2026 e voli di ritorno il 20, 21 e 22 giugno 2026. Questo servizio speciale consentirà a oltre 3.300 tifosi di raggiungere il New England per seguire le partite della nazionale.\r\n\r\nInfine, la compagnia di bandiera opererà 8 voli diretti verso Atlanta, con partenze il 22, 23 e 24 giugno 2026, seguiti dai voli di ritorno il 25, 26 e 27 giugno 2026. Questa storica prima volta verso la capitale della Georgia mobiliterà una capacità di oltre 2.200 posti.","post_title":"Royal Air Maroc potenzia i voli per gli Stati Uniti in vista dei Mondiali di calcio","post_date":"2026-05-20T14:46:31+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1779288391000]}]}}